Mutuo in base alla RAL: con 30.000 € quanto posso chiedere?

Consulente GoMutuo13 min di lettura

In breve

Per calcolare il mutuo in base alla RAL bisogna prima passare dal lordo al netto, perché la banca non divide la RAL per 12. Con una RAL di 30.000 € e le regole fiscali del 2026, a un dipendente senza familiari a carico restano circa 23.468 € netti l'anno, 1.956 € al mese. Con la rata al 33%, 645 €, si chiedono circa 123.818 € in 25 anni e 138.676 € in 30, a tasso fisso; chi divide la RAL per 12 arriva a 158.278 €. È una stima: per il tuo caso la simulazione gratuita di GoMutuo ti dice in 6 minuti se il mutuo è fattibile e con che rata.

Uomo con la camicia verde scuro che fa un calcolo con la calcolatrice sul tavolo della cucina, con il telefono e una tazza accanto
Indice della guida · 9 sezioni

Risposta rapida

Con una RAL di 30.000 € puoi chiedere un mutuo di circa 123.818 € in 25 anni, o 138.676 € in 30, a tasso fisso. Il conto parte dal netto. Con le regole fiscali del 2026, a un dipendente senza familiari a carico restano circa 23.468 € l'anno, cioè 1.956 € al mese divisi per 12. La rata che la banca di solito accetta è il 33% di quella cifra: 645 €.

Un errore frequente è dividere la RAL per 12 e usare quei 2.500 € come se fossero netti: il mutuo sale a 158.278 € in 25 anni, 34.461 € più di quanto la banca concederebbe. Se conosci già il tuo netto mensile, parti dalla tabella di quanto mutuo posso chiedere con il mio stipendio; se conosci solo la RAL, il passaggio che manca è qui sotto.

Dalla RAL al netto: quanto resta di 30.000 €?

La RAL è la retribuzione annua lorda: lo stipendio fisso di un anno prima dei tuoi contributi e delle tasse, tredicesima e quattordicesima comprese se il contratto le prevede. Per arrivare al netto si tolgono quattro voci, e con una RAL di 30.000 € i conti sono questi.

  1. Contributi INPS: 2.757 €. Nel settore privato il dipendente versa per la pensione il 9,19% della retribuzione. Lo scrive l'INPS nella circolare n. 23 del 24 gennaio 2007: «per la generalità delle aziende» il contributo per la pensione è del 33%, «di cui 9,19% a carico del lavoratore». Secondo l'azienda si aggiunge qualche decimale per la cassa integrazione o il fondo di integrazione salariale, che qui non contiamo. Oltre i 56.224 € l'anno si aggiunge l'1% sulla parte in più (circolare INPS n. 6 del 30 gennaio 2026). Quello che resta, 27.243 €, è il reddito su cui si pagano le tasse.
  2. IRPEF lorda: 6.266 €. Nel 2026 le aliquote sono il 23% fino a 28.000 € di reddito, il 33% fra 28.000 e 50.000 €, il 43% oltre. Lo scaglione di mezzo è sceso dal 35% al 33% con la legge di bilancio 2026, e l'art. 11 del TUIR oggi dice: «oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro, 33 per cento». Con 27.243 € di reddito si resta tutti nel primo scaglione.
  3. Detrazioni: 3.044 €. Chi lavora da dipendente ha la detrazione dell'art. 13 del TUIR, che scende man mano che il reddito sale e si azzera a 50.000 €, e dal 2025 ne ha una in più (L. 207/2024, art. 1, c. 6). L'Agenzia delle Entrate la riassume così nella circolare 4/E del 16 maggio 2025: «La detrazione, pertanto, è pari a 1.000 euro per i redditi superiori a 20.000 euro e fino a 32.000 euro». Sopra i 32.000 € cala, e a 40.000 € sparisce. Tolte le detrazioni, l'IRPEF da pagare scende a 3.222 €.
  4. Addizionali: 553 €. Regione e Comune applicano la loro aliquota sullo stesso reddito. La regionale di base è l'1,23% (art. 50 del D.Lgs. 446/1997) e ogni Regione può alzarla; la comunale la fissa il Comune, di regola fino allo 0,8% (art. 1 del D.Lgs. 360/1998). Nel conto ipotizziamo l'1,23% più lo 0,8%, ma per la Regione è il minimo: molte Regioni chiedono di più, il Lazio per esempio fino al 3,33% nel 2026.

Restano 23.468 € netti l'anno, cioè 1.956 € al mese se li dividi per 12, come fanno molte banche. In busta paga, nei mesi normali, vedi meno: se il contratto prevede 13 mensilità, una parte del netto dell'anno arriva con la tredicesima.

È una stima con ipotesi precise: dipendente del settore privato a tempo indeterminato, al lavoro tutto l'anno, senza familiari a carico, senza altri redditi e senza premi o straordinari, che seguono regole a parte. Il netto vero lo leggi in busta paga o nella Certificazione Unica, e le aliquote della tua Regione le pubblica il Dipartimento delle Finanze, insieme a quelle dei Comuni.

Quanto mutuo con la tua RAL: la tabella da 25.000 a 60.000 €

Lo stesso conto per otto livelli di RAL: il netto al mese è quello dell'anno diviso 12, la rata il 33% del netto, il mutuo il capitale che quella rata ripaga a tasso fisso. L'ultima colonna porta alla pagina con lo stipendio netto più vicino, dove trovi anche le altre durate. Il netto della tabella contiene già tredicesima e quattordicesima: nelle pagine della serie non va aggiunto di nuovo.

RALNetto al meseRataMutuo a 25 anni (TAN 3,88%)Mutuo a 30 anni (TAN 3,79%)Pagina più vicina
25.000 €1.701 €561 €107.708 €120.633 €Con 1.700 € al mese
30.000 €1.956 €645 €123.818 €138.676 €Con 2.000 € al mese
35.000 €2.175 €718 €137.682 €154.204 €Con 2.200 € al mese
40.000 €2.337 €771 €147.972 €165.728 €Con 2.300 € al mese
45.000 €2.512 €829 €159.032 €178.115 €Con 2.500 € al mese
50.000 €2.725 €899 €172.516 €193.217 €Con 2.800 € al mese
55.000 €2.938 €969 €186.000 €208.319 €Con 3.000 € al mese
60.000 €3.144 €1.038 €199.062 €222.949 €Con 3.000 € al mese

Tassi rilevati il 1 ottobre 2026: il TAN fisso è l'IRS della stessa durata più uno spread medio stimato di 0,30%, una nostra stima e non l'offerta di una banca. Il metodo è in come facciamo i calcoli. Le cifre valgono per chi chiede il mutuo da solo, senza altri finanziamenti in corso.

Perché la banca non divide la RAL per 12?

Perché la rata si paga con i soldi che arrivano sul conto, e fra la RAL e quei soldi ci sono contributi, IRPEF e addizionali: con 30.000 € di RAL se ne va circa il 22%. Chi divide la RAL per 12 si immagina 2.500 € al mese, una rata di 825 € e un mutuo di 158.278 € in 25 anni. Sul netto la rata è di 645 € e il mutuo di 123.818 €: il conto fatto sul lordo gonfia la cifra del 28%.

La banca il reddito lo ricostruisce dai documenti. Per il lavoratore dipendente la guida della Banca d'Italia Il mutuo ipotecario in parole semplici elenca la dichiarazione del datore di lavoro sull'anzianità di servizio, «almeno l'ultimo cedolino dello stipendio e la copia del modello CUD», oggi Certificazione Unica. Nelle politiche di credito che vediamo il metodo più diffuso parte dalla CU: reddito dell'anno, meno IRPEF e addizionali, diviso 12. Qualche banca lo confronta con la media delle ultime buste paga e tiene il valore più basso. Dove si scarica la CU lo spiega la guida alla Certificazione Unica per il mutuo.

Tredicesima e quattordicesima di solito contano, se il contratto le prevede: molte banche dividono per dodici il netto dell'anno, così si spalmano sui mesi. Con chi è assunto da poco alcune banche partono dalla media delle ultime buste paga: tolgono le voci una tantum e aggiungono a parte la quota di tredicesima e quattordicesima. Le voci variabili seguono un'altra strada: per far contare straordinari, premi e trasferte alcune banche chiedono 6 o 12 buste paga, e spesso li contano solo in parte, come spiega la guida su straordinari e premi.

Il calcolo, passo per passo

Ogni riga della tabella viene da quattro passaggi. Per una RAL di 30.000 € e 25 anni a tasso fisso:

  1. Il netto. 30.000 € − 2.757 € di contributi − 3.222 € di IRPEF − 553 € di addizionali = 23.468 € l'anno, cioè 1.956 € al mese.
  2. La rata. 1.956 € × 33% = 645 €. La quota viene dal rapporto fra rata e reddito: 30% prudenziale, 33% prassi; la guida della Banca d'Italia, più prudente, parla di «un terzo» del reddito disponibile, cioè al netto delle spese fisse. Il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie in più o rifiuta cambia da banca a banca.
  3. Il tasso. L'IRS a 25 anni è al 3,578% (fonte ICE Swap Rate, rilevazione del 1 ottobre 2026); con lo spread stimato di 0,30% il TAN fisso è 3,88%.
  4. Il mutuo. Con l'ammortamento alla francese, cioè a rata costante, 645 € al mese per 300 mesi ripagano un capitale di 123.818 €.

Quanto deve valere la casa e quanto anticipo serve?

Di norma la banca finanzia fino all'80% del valore della casa. Con una RAL di 30.000 € e 123.818 € di mutuo in 25 anni si arriva a una casa da circa 154.772 €, con 30.954 € di anticipo. A parte ci sono notaio, imposte, perizia ed eventuale agenzia: se ipotizziamo il 5% del prezzo, servono altri 7.739 €. La tabella fa lo stesso conto per ogni RAL, con il mutuo a 30 anni.

RALMutuo a 30 anniCasa fino aAnticipo
25.000 €120.633 €150.791 €30.158 €
30.000 €138.676 €173.345 €34.669 €
35.000 €154.204 €192.755 €38.551 €
40.000 €165.728 €207.160 €41.432 €
45.000 €178.115 €222.644 €44.529 €
50.000 €193.217 €241.522 €48.304 €
55.000 €208.319 €260.399 €52.080 €
60.000 €222.949 €278.687 €55.737 €

La garanzia del Fondo prima casa di Consap permette alla banca di arrivare al 100% del prezzo, ma solo per le categorie previste dalla legge, come gli under 36 e le giovani coppie. Per la garanzia all'80% conta l'ISEE, non la RAL. Il mutuo però non sale: la rata resta quella che il tuo netto regge, e senza anticipo si compra una casa che costa quanto il mutuo.

Cosa cambia la cifra

La tabella descrive un caso medio. Ecco quanto la spostano i fattori che pesano di più, sempre con una RAL di 30.000 € e 123.818 € di mutuo in 25 anni come punto di partenza.

  • Altri finanziamenti. Le loro rate si sommano a quella del mutuo. Con una rata dell'auto da 300 €, per il mutuo restano 345 € al mese e la cifra scende a 66.262 €.
  • Età e durata. La banca vuole che il mutuo finisca entro una certa età: più tardi lo chiedi, più corta è la durata possibile. In 20 anni sono 106.873 €, in 30 anni 138.676 €.
  • Fisso o variabile. Con il TAN variabile stimato di oggi, 3,09%, la stessa rata ripaga 134.761 €. Per il variabile, però, alcune banche calcolano la rata a un tasso più prudente e concedono meno.
  • Solo le buste paga. Se una banca contasse solo le buste paga dei mesi normali, senza la quota di tredicesima, su 13 mensilità conterebbe più o meno un tredicesimo del netto dell'anno: circa 1.805 € al mese, e il mutuo scenderebbe a 114.293 €.
  • Addizionali più alte. Se Regione e Comune insieme chiedono un punto in più della nostra ipotesi (nel Lazio, con questa RAL, anche di più), il netto cala di 23 € al mese e il mutuo di circa 1.437 €.
  • La CU dell'anno scorso. La CU sui redditi del 2026 arriva entro il 16 marzo 2027. Fino ad allora quella che porti in banca riguarda il 2025, con lo scaglione fra 28.000 e 50.000 € ancora al 35%: con una RAL di 40.000 € il netto di quell'anno è di circa 166 € più basso di questa stima.

Alcuni casi particolari

  • Part-time. La RAL è già ridotta e il conto è lo stesso, finché il reddito resta sopra i 20.000 € (circa 22.000 € di RAL). Sotto, al posto della detrazione in più la legge dà una somma esente, che questa pagina non calcola.
  • Contratto a tempo determinato. Il netto si calcola allo stesso modo, ma di solito la banca vuole vedere gran parte degli ultimi 2 o 3 anni lavorati, spesso con un cointestatario o un garante: vedi la guida al mutuo con contratto a tempo determinato.
  • Superminimo, variabile e benefit. Il superminimo è stipendio fisso e conta come il resto della RAL. Premi, bonus e straordinari pagati a parte contano solo se si ripetono, e spesso solo in parte: se la tua offerta indica una RAL e un variabile, fai il conto sulla sola RAL. Buoni pasto, welfare e auto aziendale non sono soldi sul conto (il rimborso degli interessi del mutuo come fringe benefit è un caso a parte).
  • Dipendente pubblico. Le trattenute per la pensione non sono quelle del privato (per gli statali l'8,80%, secondo uno studio pubblicato dall'INPS), quindi a parità di RAL il netto cambia: fa fede il cedolino.
  • Apprendista. Paga contributi più bassi, il 5,84% secondo il libretto INPS per i giovani: con 25.000 € di RAL il netto sale a circa 1.747 € al mese, 46 € più di un dipendente con la stessa RAL.
  • Familiari a carico. Il coniuge a carico, cioè con un reddito fino a 2.840,51 € l'anno, dà una detrazione in più: per l'art. 12 del TUIR sono 690 € l'anno con un reddito fra 15.000 e 40.000 €, circa 58 € netti in più al mese. Molte banche però controllano anche quanto resta per vivere dopo la rata, secondo quante persone ci sono in casa.
  • Due redditi in coppia. Si sommano i netti, e le imposte si pagano su ciascun reddito: due RAL da 30.000 € danno 3.911 € netti al mese, 767 € più di una sola RAL da 60.000 €. In 25 anni fanno circa 247.636 € di mutuo, contro 199.062 €.
  • Partita IVA. Non c'è una RAL e il fatturato non è il reddito: di solito la banca fa la media degli ultimi 2 anni dichiarati, al netto delle imposte, e la divide per 12.
  • Nuovo lavoro o aumento recente. Se la CU non copre un anno intero con lo stipendio nuovo, di solito la banca riparte da buste paga e contratto. Dopo un aumento, invece, le banche che tengono il valore più basso fra CU e ultime buste paga contano ancora il netto vecchio della CU.
  • Aumenti da rinnovo del contratto. Nel settore privato, se nel 2025 il reddito da lavoro dipendente non superava 33.000 €, gli aumenti pagati nel 2026 per un rinnovo firmato dal 2024 al 2026 pagano un'imposta del 5% al posto di IRPEF e addizionali (L. 199/2025, art. 1, c. 7): il netto viene un po' più alto di questa stima.
  • Figli. Per i figli sotto i 21 anni la detrazione IRPEF non c'è più (dai 21 ai 29 anni arriva fino a 950 €, art. 12 del TUIR): al suo posto c'è l'assegno unico, che alcune banche contano e altre no, come spiega la guida al mutuo con figli a carico.

Queste cifre sono stime sulle regole fiscali del 2026 e sui tassi del 1 ottobre 2026. Il tuo netto dipende da Regione, Comune, contratto e voci in busta paga; il mutuo da età, altri finanziamenti e anticipo. Per il tuo caso la simulazione di GoMutuo ti dice in 6 minuti, gratis, quanto puoi chiedere, se il mutuo che hai in mente è fattibile e con che rata.

Le domande che ci fanno tutti

Con una RAL di 40.000 euro quanto mutuo posso chiedere?

Con 40.000 € di RAL il netto stimato è di circa 28.047 € l'anno, cioè 2.337 € al mese divisi per 12. La rata al 33% vale 771 € e, a tasso fisso, corrisponde a circa 147.972 € in 25 anni e 165.728 € in 30, senza altri finanziamenti. Dividendo la RAL per 12 si arriverebbe invece a 211.038 € in 25 anni.

Con una RAL di 25.000 euro si può fare un mutuo?

Sì. Con 25.000 € di RAL il netto stimato è di circa 1.701 € al mese e la rata sostenibile di 561 €: a tasso fisso sono circa 107.708 € in 25 anni e 120.633 € in 30. Con 120.633 € e la banca all'80% si arriva a una casa da circa 150.791 €, se hai 30.158 € di anticipo.

Come si calcola lo stipendio netto partendo dalla RAL?

Dalla RAL si tolgono i contributi INPS del dipendente, il 9,19% nel settore privato. Sul resto si calcola l'IRPEF, 23% fino a 28.000 €, 33% fino a 50.000 € e 43% oltre, meno le detrazioni per lavoro dipendente; poi si tolgono le addizionali di Regione e Comune. Con 30.000 € di RAL restano circa 23.468 € l'anno, 1.956 € al mese su 12. Il netto vero è nella Certificazione Unica.

Per il mutuo la banca guarda la RAL o lo stipendio netto?

Il netto. Dalla Certificazione Unica la banca parte dal reddito dell'anno, toglie IRPEF e addizionali e divide per dodici; dalle buste paga guarda il netto del mese. Qualche banca tiene il valore più basso fra i due. Con una RAL di 30.000 € il netto è di circa 1.956 € al mese, non i 2.500 € della RAL divisa per 12.

Che RAL serve per un mutuo da 150.000 euro?

A tasso fisso, in 30 anni la rata è di 698 € e serve un netto di circa 2.115 € al mese, cioè una RAL intorno a 33.600 €. In 25 anni la rata sale a 782 € e la RAL che serve a circa 41.000 €. Sono stime per chi chiede il mutuo da solo, senza altre rate in corso.

La tredicesima e la quattordicesima contano per il mutuo?

Di solito sì, se il contratto le prevede: molte banche dividono per dodici il netto dell'anno, così si spalmano sui mesi. Con chi è assunto da poco alcune banche partono dalla media delle ultime buste paga: tolgono le voci una tantum e aggiungono a parte la quota di tredicesima e quattordicesima. Se una banca contasse solo i mesi normali, con RAL 30.000 € su 13 mensilità il reddito scenderebbe da 1.956 € a circa 1.805 € e il mutuo in 25 anni da 123.818 € a 114.293 €.

Mutuo giovani under 36: conta la RAL o l'ISEE?

Per la rata conta il netto che viene dalla RAL. Per la garanzia del Fondo prima casa all'80% conta invece l'ISEE, fino a 40.000 €, con un mutuo oltre l'80% del prezzo e solo per le categorie di legge, come gli under 36. La garanzia aiuta chi non ha l'anticipo ma non alza la cifra: con una RAL di 25.000 € restano circa 120.633 € in 30 anni.

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Consulente GoMutuo · Consulente del credito

Articolo di un consulente del credito di GoMutuo. Le cifre sono calcolate sui tassi di mercato aggiornati ogni giorno, con il metodo spiegato nella pagina «Come facciamo i calcoli». Sono stime di carattere generale: per il tuo caso serve una simulazione o una consulenza.

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