Risposta rapida
Con 2.300 € netti al mese puoi chiedere circa 146.694 € di mutuo a tasso fisso in 25 anni, con una rata di 759 €. In 20 anni la stessa rata ripaga circa 126.568 €, in 30 anni circa 164.494 €. Il conto usa la prassi delle banche, rata al 33% del netto, e i tassi fissi rilevati il 13 ottobre 2026.
A questo stipendio la domanda tipica è se si arriva a 150.000 €: in 25 anni la rata sarebbe il 33,7% del netto, sopra la prassi del 33% ma entro il 35%. Gli altri stipendi, con lo stesso metodo, sono nella tabella stipendio per stipendio.
I 146.694 € valgono per un dipendente senza altri debiti e sono calcolati sul netto in busta paga, non sul lordo. La cifra vera dipende da età, durata, altri finanziamenti e anticipo. Per il tuo caso con 2.300 € al mese, la simulazione di GoMutuo ti dice in 6 minuti, gratis, se il mutuo è fattibile e con che rata.
Quanto puoi chiedere con 2.300 € in 10, 15, 20, 25 o 30 anni?
La rata resta 759 €; cambiano durata e tasso. Il TAN fisso è l'IRS della stessa durata più uno spread stimato dello 0,30%, quello variabile l'Euribor a 3 mesi (2,634%, EMMI) più lo 0,50%.
| Durata | TAN fisso | Mutuo a tasso fisso | Interessi totali (fisso) | Mutuo a tasso variabile (3,13%) |
|---|---|---|---|---|
| 10 anni | 3,84% | 75.533 € | 15.547 € | 78.117 € |
| 15 anni | 3,90% | 103.309 € | 33.311 € | 108.919 € |
| 20 anni | 3,88% | 126.568 € | 55.592 € | 135.263 € |
| 25 anni | 3,81% | 146.694 € | 81.006 € | 157.796 € |
| 30 anni | 3,72% | 164.494 € | 108.746 € | 177.069 € |
Tassi rilevati il 13 ottobre 2026 (ICE Swap Rate per gli IRS). Allungare da 25 a 30 anni aggiunge 17.800 € di mutuo, ma anche 27.740 € di interessi.
Il calcolo, passo per passo
- La rata. 2.300 € × 33% = 759 € al mese. Non la fissa una legge: la guida al mutuo della Banca d'Italia scrive che «È ragionevole che la rata non superi un terzo del proprio reddito disponibile», cioè di quello che resta dopo le spese ordinarie. Le banche di solito applicano il terzo a tutto il netto, che è un po' meno prudente. Da dove vengono le soglie lo spiega la guida al rapporto rata/reddito.
- Il tasso. IRS a 25 anni (3,506%) più lo spread stimato (0,30%): TAN fisso del 3,81%. Lo spread è una nostra stima su dati ABI e Banca d'Italia, non l'offerta di una banca.
- Il mutuo. Con l'ammortamento alla francese, 759 € al mese per 300 mesi al 3,81% ripagano circa 146.694 €. Ogni 100 € di netto in più o in meno spostano la cifra di circa 6.378 €.
Le formule, con un esempio completo, sono nella pagina su come facciamo i calcoli.
Con 2.300 € arrivi a un mutuo da 150.000 €?
In 30 anni la rata di 692 € è il 30,1% di 2.300 €, entro la prassi del 33%; in 25 anni la rata di 776 € è il 33,7%, sopra la prassi del 33% ma entro il 35%. Per restare nella prassi servirebbero 2.352 € netti, cioè 52 € in più al mese.
| 150.000 € a tasso fisso | Rata | Su 2.200 € netti | Su 2.300 € netti | Su 2.500 € netti |
|---|---|---|---|---|
| 20 anni | 900 € | 40,9% | 39,1% | 36,0% |
| 25 anni | 776 € | 35,3% | 33,7% | 31,0% |
| 30 anni | 692 € | 31,5% | 30,1% | 27,7% |
Con 2.200 € netti la stessa rata a 25 anni pesa il 35,3% del reddito, con 2.500 € netti il 31,0%. A 2.300 € decidono i dettagli, come la tredicesima: se la banca divide per dodici il netto dell'anno, con 13 mensilità la media sale a 2.492 € e la rata per 150.000 € in 25 anni scende al 31,1%, entro la prassi del 33%.
Rate e stipendi per ogni durata di quell'importo sono nella pagina sul mutuo da 150.000 €.
Quanto deve valere la casa e quanto ti serve da parte?
Di norma la banca concede un importo «che non supera l'80% del valore dell'immobile stabilito in base alla perizia», come scrive la guida della Banca d'Italia: è l'LTV standard dell'80%. Con 146.694 € di mutuo in 25 anni:
- prezzo massimo della casa: 146.694 ÷ 0,80 = circa 183.368 €;
- anticipo: circa 36.674 €;
- spese una tantum, ipotizzando il 5-6% del prezzo fra imposte, notaio, perizia e istruttoria: 9.168-11.002 €;
- in tutto, da avere da parte: circa 45.842-47.676 €.
Con meno risparmi il limite diventa l'anticipo, non lo stipendio.
Cosa cambia la cifra
I 146.694 € valgono per un dipendente a tempo indeterminato, senza altri debiti, che sceglie 25 anni a tasso fisso. Ecco cosa li sposta.
- Netto, non lordo. Si parte da quello che ti arriva ogni mese. Se 2.300 € è il lordo, tolti contributi e IRPEF il netto è più basso, e con lui la cifra: ogni 100 € di netto in meno sono circa 6.378 € di mutuo in meno.
- Una rata auto. Con 300 € al mese già in corso, per il mutuo restano 459 € e la cifra a 25 anni scende a circa 88.712 €, 57.982 € in meno. Per compensarla servirebbero 909 € di stipendio netto in più. Alcune banche contano anche le carte revolving non usate, e spesso ignorano i finanziamenti che finiscono entro pochi mesi.
- Età e durata. La banca vuole il mutuo chiuso entro una certa età, che cambia da banca a banca. Se per ipotesi il limite è a 75 anni, a 50 anni la durata massima è di 25 anni (circa 146.694 €), a 55 anni di 20 (circa 126.568 €). Oltre i 50 anni alcune banche chiedono anche una stima della pensione, per capire se la rata regge dopo.
- Contratto. A tempo determinato di solito la banca guarda gran parte degli ultimi 2 o 3 anni lavorati, spesso con un cointestatario o un garante. Con la partita IVA conta il reddito dichiarato, di norma su almeno due anni.
- Fisso o variabile. A variabile la stessa rata ripaga circa 157.796 € in 25 anni. La guida della Banca d'Italia avverte: «Il rischio principale è un aumento dell'importo delle rate». Se l'Euribor salisse di un punto subito dopo la firma e restasse lì, la rata su 157.796 € passerebbe a 844 €, il 36,7% del netto; e alcune banche usano per il variabile una soglia rata/reddito più bassa.
- Under 36 e Fondo Consap. La garanzia non alza la cifra, che dipende dalla rata, ma permette alla banca di finanziare fino al 100% del prezzo: compri senza anticipo una casa da circa 146.694 €, spese a parte, invece di una da 183.368 € con 36.674 € da parte. È riservata ad alcune categorie, come under 36 e giovani coppie, che non possiedono altre case, e vale per mutui fino a 250.000 €. E la banca decide comunque: nella scheda del Fondo prima casa Consap scrive che «La concessione del mutuo e il ricorso alla garanzia del Fondo restano soggetti alle autonome ed esclusive valutazioni della banca o dell'intermediario finanziario».
2.300 € da soli o in due: cambia qualcosa?
Se 2.300 € sono la somma di due stipendi, la cifra di partenza è la stessa: circa 146.694 € in 25 anni. La banca somma i netti dei cointestatari e applica la soglia al totale. Cambiano però tre cose.
- Quanto resta dopo la rata. Molte banche controllano anche un reddito residuo minimo, di qualche centinaio di euro per ogni persona del nucleo e diverso secondo la zona. Dopo 759 € di rata restano 1.541 €: per chi vive da solo è un margine largo, per una coppia con due figli si stringe.
- Un solo reddito. Alcune banche usano per il monoreddito una soglia rata/reddito più bassa.
- L'età. Con due intestatari alcune banche guardano l'età del più giovane, altre quella di ciascuno: è questo a decidere la durata possibile.
Se invece 2.300 € sono il tuo stipendio e il partner ne porta un secondo, la cifra sale: con 1.500 € in più, cioè 3.800 € in tutto, si arriva a circa 242.364 € in 25 anni, ancora entro i 250.000 € del Fondo Consap.
Alcuni casi particolari
- Pensionati. La pensione netta conta come uno stipendio, ma l'età accorcia la durata: in 15 anni 759 € al mese ripagano circa 103.309 €. Pensioni di invalidità e rendite INAIL spesso non si contano o si contano solo in parte.
- Partita IVA e forfettari. I 2.300 € al mese vanno ricavati dal reddito delle dichiarazioni, non dal fatturato.
- Stranieri residenti in Italia. Il conto è lo stesso; cambiano i documenti da presentare.
- Chi ha già un mutuo o una casa. La rata in corso si somma come quella dell'auto, e il Fondo Consap di norma non si può usare: fanno eccezione solo alcune case ricevute in eredità.
- Separati con assegno di mantenimento. Nel tuo conto trattalo come una rata: riduce il reddito disponibile di cui parla la Banca d'Italia.
- Casa da affittare o seconda casa. La rata sostenibile non cambia, ma niente Fondo Consap: l'anticipo di almeno il 20% resta a tuo carico.
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