Risposta rapida
Con 2.500 € netti al mese puoi chiedere indicativamente 162.000 € in 25 anni (182.000 € in 30), con una rata di circa 825 € al mese. La rata è il 33% del netto, la quota che le banche considerano sostenibile, e la cifra è calcolata sui tassi fissi rilevati il 26 ottobre 2026.
A questo reddito, però, la pratica si ferma più spesso sull'anticipo che sulla rata: per una casa da circa 202.290 € servono 40.458 € da parte, più imposte e notaio. Da dove viene la quota del 33% lo spiega la guida al rapporto rata/reddito.
Il calcolo, passo per passo
La cifra della risposta si ricava in quattro passaggi, che puoi rifare con una calcolatrice.
- Rata sostenibile: 2.500 € × 33% = 825 € al mese. È la prassi del rapporto rata/reddito; la guida della Banca d'Italia sul mutuo ipotecario è più prudente, perché calcola il terzo sul reddito al netto delle spese fisse: «È ragionevole che la rata non superi un terzo del proprio reddito disponibile». Il 30% è la soglia prudenziale; il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca: di solito fra un terzo e il 35-40% del reddito netto, per alcune di più con redditi alti.
- Tasso: il TAN fisso a 25 anni è del 3,67%, cioè l'IRS a 25 anni (3,37%, rilevato il 26 ottobre 2026) più uno spread medio stimato dello 0,30%.
- Capitale: con l'ammortamento alla francese, 300 rate da 825 € a quel tasso ripagano un mutuo di 161.832 €. In tutto restituisci 247.500 €, di cui 85.668 € di interessi.
- Casa e anticipo: con l'LTV standard dell'80% quel mutuo copre una casa da circa 202.290 €, e i restanti 40.458 € sono l'anticipo da avere da parte, oltre a imposte e notaio.
È lo stesso metodo che usiamo in tutti gli articoli su stipendio e mutuo: formule, fonti dei tassi e limiti delle stime sono nella pagina su come facciamo i calcoli.
Strumento
Quanto puoi chiedere alla banca?
Una stima in dieci secondi con la regola che usano le banche: la rata non supera il 33% dello stipendio netto.
Puoi chiedere circa
€ 161.000
con una rata di € 825 al mese per 25 anni, al TAN fisso stimato di oggi (3,67%).
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Quanto puoi chiedere in 10, 15, 20, 25 o 30 anni?
Con la stessa rata di 825 € al mese la cifra cambia con la durata e con il tipo di tasso. Il TAN fisso è l'IRS della stessa durata (ICE Swap Rate, rilevazione del 26 ottobre 2026) più uno spread medio stimato dello 0,30%; il variabile è l'Euribor a 3 mesi (2,638%, fixing EMMI) più uno spread stimato dello 0,50%.
| Durata | TAN fisso stimato | Mutuo a tasso fisso | Mutuo a tasso variabile (3,14%) |
|---|---|---|---|
| 10 anni | 3,76% | ~82.411 € | ~84.869 € |
| 15 anni | 3,80% | ~113.059 € | ~118.308 € |
| 20 anni | 3,76% | ~139.027 € | ~146.893 € |
| 25 anni | 3,67% | ~161.832 € | ~171.331 € |
| 30 anni | 3,58% | ~181.909 € | ~192.222 € |
Sono stime, non offerte di una banca. Nei contratti conta anche il TAEG, che aggiunge le spese: secondo la Banca d'Italia il TAEG medio dei nuovi mutui per la casa è del 3,99% (dato di agosto 2026, pubblicato il 9 ottobre). La colonna del variabile finanzia di più perché parte da un TAN più basso, ma quella rata vale finché l'Euribor resta dov'è oggi.
Cosa cambia la cifra
I 161.832 € a 25 anni valgono per un caso medio: un dipendente senza altri debiti che sceglie il tasso fisso. Se il tuo caso è diverso, la cifra si sposta così.
- Altri finanziamenti. La banca somma alla rata del mutuo quelle che paghi già. Se versi 300 € al mese per un prestito o per l'auto, per il mutuo restano 525 € di rata e a 25 anni puoi chiedere circa 102.984 €, cioè 58.848 € in meno. Quando conviene chiudere il finanziamento prima della domanda lo spiega l'articolo sul finanziamento auto in corso.
- Durata ed età. Con la stessa rata si arriva a 139.027 € in 20 anni e a 181.909 € in 30. La durata però dipende anche dall'età, perché le banche vogliono che il mutuo finisca entro un'età massima: chi comincia più tardi può avere solo durate più brevi, e quindi una cifra più bassa.
- Fisso o variabile. Al TAN variabile stimato di oggi (3,14%) la stessa rata ripaga 171.331 € in 25 anni, 9.498 € più del fisso. La rata del variabile però segue l'Euribor: se l'indice sale, sale anche lei, e con un solo reddito il margine per assorbirla è stretto.
- Anticipo. Il mutuo copre di norma l'80% del prezzo: per usare tutti i 161.832 € servono 40.458 € di anticipo, più imposte e notaio. Con meno risparmi è l'anticipo a decidere quanto può costare la casa: con 30.000 € di anticipo, spese escluse, ci si ferma a una casa da 150.000 € e a un mutuo di 120.000 €, anche se la rata reggerebbe di più.
- Contratto di lavoro. I conti valgono per un dipendente a tempo indeterminato. Con un contratto a tempo determinato di solito la banca vuole che tu abbia lavorato gran parte degli ultimi 2 o 3 anni, e spesso chiede un cointestatario o un garante. Con la partita IVA conta il reddito delle dichiarazioni degli ultimi anni, non il fatturato. Se una parte dello stipendio arriva da straordinari, premi o trasferte, alcune banche chiedono 6 o 12 buste paga e spesso li contano solo in parte: il netto da usare nel conto può essere più basso.
- In coppia. I redditi si sommano: con due stipendi da 2.500 € la rata sale a 1.650 € e il mutuo a 25 anni a circa 323.665 €. A queste cifre il limite diventa l'anticipo (ne servirebbero circa 80.916 €), e il mutuo supera i 250.000 € oltre i quali il Fondo Consap non interviene. I dettagli sono nella guida su quanto chiedere con due stipendi.
- Under 36 e Fondo Consap. Per gli under 36, le giovani coppie e le altre categorie previste dalla legge, se alla domanda non possiedono altre abitazioni (nemmeno all'estero, salvo alcune case ereditate), la garanzia del Fondo Consap per la prima casa copre il 50% della quota capitale; per le categorie prioritarie con ISEE fino a 40.000 € sale all'80% se il mutuo supera l'80% del prezzo (per le persone con disabilità grave e i familiari ammessi basta l'ISEE: D.L. 66/2026, art. 4-bis). La rata sostenibile resta la stessa, quindi anche la cifra (161.832 €). Cambia l'anticipo, perché la banca può finanziare fino al 100% del prezzo: con quel mutuo compri senza anticipo una casa da circa 161.832 €, invece di una da 202.290 € con 40.458 € da parte. Restano imposte e notaio.
Questi numeri valgono per un caso medio. Per sapere quanto puoi chiedere tu, con la tua età e i finanziamenti che hai già, fai una simulazione del mutuo su GoMutuo: è gratuita, dura circa 6 minuti e ti dice quanto puoi chiedere e con che rata.
Perché a 2.500 € il limite vero è il risparmio
Con 1.200-1.800 € netti è quasi sempre la rata a limitare l'importo. Con 2.500 € la rata permette mutui importanti, fino a circa 181.909 € in 30 anni, ma la banca finanzia di norma fino all'80% del valore di perizia (LTV all'80%). Il resto del prezzo e le spese una tantum devono essere già sul conto, e spesso è questa liquidità a mancare, più della capacità di pagare la rata.
La tabella mostra quanto serve avere da parte per usare tutto il mutuo che la rata da 825 € permette, con l'LTV all'80% e con spese una tantum ipotizzate al 5,5% del prezzo (imposte, notaio, perizia e istruttoria: la cifra vera va chiesta a notaio e banca).
| Mutuo (LTV 80%) | Prezzo della casa | Anticipo (20%) | Spese una tantum (ipotesi 5,5%) | Totale da avere da parte |
|---|---|---|---|---|
| ~139.027 € (20 anni) | ~173.784 € | ~34.757 € | ~9.558 € | ~44.315 € |
| ~161.832 € (25 anni) | ~202.290 € | ~40.458 € | ~11.126 € | ~51.584 € |
| ~181.909 € (30 anni) | ~227.387 € | ~45.477 € | ~12.506 € | ~57.984 € |
Allungare la durata alza il mutuo, ma alza anche il prezzo della casa che quel mutuo può coprire, e quindi i soldi che servono prima ancora di parlare di rata. Il conto completo, con le voci che si dimenticano più spesso, è nella guida al costo totale del mutuo.
Come trovare l'anticipo che manca
- Fondo Consap prima casa, se rientri nelle categorie ammesse e non hai altre case: la banca può finanziare fino al 100% del prezzo, e senza anticipo compri una casa che costa quanto il mutuo che la rata regge. La garanzia più alta, spiega Consap, si chiede proprio «nel caso di mutui di importo superiore all'80% del prezzo di acquisto dell'immobile, comprensivo degli oneri accessori»; e c'è un tetto, perché «l'importo del finanziamento non può essere superiore a 250.000 euro». Gli oneri accessori da contare, dicono le FAQ di Consap, sono le spese di istruttoria, di perizia e di incasso rata e gli eventuali costi di mediazione per ottenere il credito; notaio, imposte e tasse solo se li finanzia la banca. Il compenso dell'agenzia immobiliare non è nell'elenco. Dettagli in come funziona il Fondo Consap.
- Un aiuto dalla famiglia per l'anticipo, con un bonifico tracciabile.
- Un secondo intestatario, che porta il suo reddito e spesso anche i suoi risparmi. Un garante invece rafforza la domanda, ma non aggiunge liquidità.
- Una casa che costa meno, più piccola o in una zona diversa: con 30.000 € di anticipo il prezzo massimo, all'LTV standard, è di 150.000 €.
Guida informativa, non consulenza finanziaria personalizzata. Le cifre derivano da un TAN stimato sommando l'indice di mercato a uno spread medio, e le spese una tantum sono un'ipotesi da verificare caso per caso: non sono un'offerta né un preventivo.
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