Risposta rapida
Alla banca serve l'ultima Certificazione Unica che hai ricevuto, più tutte le altre CU dello stesso anno se ti hanno pagato più datori di lavoro o enti. La CU certifica i redditi dell'anno prima di quello che porta nel nome: la CU 2026 riguarda il 2025, e la trovi nel cassetto fiscale dell'Agenzia delle Entrate anche se il datore non te l'ha data.
Le buste paga dicono quanto guadagni adesso, la CU quanto hai guadagnato in un anno intero, da chi e per quanti giorni. Quali cedolini affiancare alla CU lo spiega l'articolo sulle buste paga per il mutuo.
Quale CU serve per il mutuo?
Quella con i redditi dell'ultimo anno chiuso, appena ce l'hai. L'art. 4, comma 6-quater, del D.P.R. 322/1998 stabilisce che le certificazioni «sono consegnate agli interessati entro il 16 marzo dell'anno successivo a quello in cui le somme e i valori sono stati corrisposti». Entro la stessa data il datore le trasmette all'Agenzia delle Entrate, come indica la scheda dell'Agenzia sulla CU 2026.
| Quando presenti la domanda | CU da mandare | Redditi certificati |
|---|---|---|
| Dal 16 marzo al 31 dicembre 2026 | CU 2026 | 2025 |
| Da gennaio 2027, prima della CU nuova | CU 2026 e ultime buste paga | 2025, più i mesi dei cedolini |
| Ricevuta la CU 2027 (al più tardi il 16 marzo 2027) | CU 2027 | 2026 |
Alcune banche chiedono anche la CU dell'anno prima.
Come si scarica la CU dal cassetto fiscale?
Entri nell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS: nel cassetto fiscale, spiega la FAQ dell'Agenzia, sono consultabili «le CU pervenute all'Agenzia delle Entrate». Prima però cercala nelle email dell'ufficio del personale o nel portale dei cedolini.
- Apri «Cassetto fiscale» (menu Servizi, categoria «Consultazioni e ricerca»), poi «Consultazioni».
- Scegli «Dichiarazioni fiscali», l'area che secondo la guida al cassetto fiscale raccoglie dichiarazioni presentate, certificazioni uniche e redditi percepiti.
- Clicca su «Certificazione Unica» e scarica in PDF, per intero, le CU di tutti i datori di lavoro ed enti che ti hanno pagato nell'anno.
L'ultimo passo viene da una guida con le schermate della Direzione provinciale di Novara dell'Agenzia del 2021: se la voce ha cambiato nome, cercala dentro Dichiarazioni fiscali.
Se hai lasciato il lavoro durante l'anno, non devi aspettare marzo: la stessa norma obbliga l'ex datore a consegnare la certificazione «entro dodici giorni dalla richiesta» quando il rapporto si interrompe. Chiedila per iscritto all'ufficio del personale.
Come si scarica la CU dell'INPS per pensione, NASpI e cassa integrazione?
Da MyINPS, con SPID, CIE o CNS: «I tuoi servizi e strumenti», poi «Servizi fiscali e pagamenti ricevuti dall'INPS», poi «Certificazione Unica». Secondo la scheda INPS sulla Certificazione Unica è online dal 16 marzo di ogni anno e c'è anche nell'app INPS Mobile; i pensionati la scaricano pure dal servizio «Cedolino della pensione».
Per le somme pagate dall'INPS la CU la rilascia l'Istituto: vale per la pensione e anche per NASpI, cassa integrazione ordinaria e assegni di integrazione salariale. L'indennità di maternità di norma è anticipata in busta paga dal datore e quindi sta nella sua CU; se te la paga direttamente l'INPS, la trovi in quella dell'Istituto. Vale anche per la cassa integrazione ordinaria, che di norma paga l'impresa. Con più prestazioni nello stesso anno l'INPS elabora «un unico modello che certifica tutti i redditi corrisposti nell'anno precedente», dove compare anche l'assegno unico, fra i redditi esenti (codice 27 nel punto 464, importo nel punto 465).
Insegnanti, edili, colf e frontalieri: dove si trova la CU?
- Scuola e statali. Chi è pagato da NoiPA scarica la CU dall'area personale, con SPID, CIE o CNS, nel servizio «Consultazione Cedolino e CU», che tiene lo storico degli ultimi 5 anni. Per il personale scolastico lo conferma l'informativa della Ragioneria territoriale di Torino.
- Edili. Ferie e gratifica natalizia pagate dalla Cassa Edile sono nella CU dell'impresa, che le tassa in busta paga; la Cassa Edile ne rilascia una sua solo per le prestazioni con ritenuta, come l'APE (anzianità professionale edile) o la malattia: lo spiegano le Casse Edili di Savona e di Trento.
- Colf e badanti. Il datore domestico non è sostituto d'imposta, cioè non trattiene le imposte in busta paga, quindi la CU non c'è: la guida dell'Agenzia al quadro C del 730 parla di una «certificazione rilasciata dal soggetto che non possiede la qualifica di sostituto (ad esempio il privato per il lavoratore domestico)». Alla banca porti quella e l'eventuale dichiarazione dei redditi; gli anni di lavoro di solito li dimostra l'estratto contributivo INPS.
- Frontalieri in Svizzera. Lo stipendio svizzero è attestato dal certificato di salario, che le banche di solito chiedono insieme alle buste paga e agli estratti conto dei due Paesi.
Due lavori o la NASpI nello stesso anno: servono tutte le CU?
Sì, tutte: ogni datore di lavoro o ente che ti ha pagato rilascia la sua CU, e la banca le mette in fila per vedere quanto hai incassato, per quanti giorni e se fra un rapporto e l'altro c'è stato un vuoto.
Se il nuovo datore ha fatto il conguaglio anche dei redditi del precedente, la sua CU li include già nei punti 1 e 2 e li riporta a parte nella sezione sui «redditi erogati da altri soggetti» prevista dalle istruzioni della CU 2026. Manda comunque anche la CU del primo datore, che ha le date di quel rapporto.
Cosa legge la banca nella CU?
La prima pagina ha solo i dati anagrafici, tuoi e del datore. Reddito e giorni sono nella seconda, nel riquadro «Dati fiscali» del modello sintetico:
- punto 1 o punto 2: il reddito di lavoro dipendente dell'anno, nel primo con contratto a tempo indeterminato, nel secondo a termine; la pensione è nel punto 3;
- punto 6 (7 per la pensione): i giorni del rapporto nell'anno, quelli per cui spettano le detrazioni;
- punti 8, 9 e 10: data di inizio, data di cessazione e la casella «in forza al 31/12»;
- punti 21, 22 e seguenti, nel riquadro «Ritenute»: IRPEF e addizionali trattenute. Di solito la banca le toglie dal reddito e divide per dodici per avere il netto mensile.
Alcune banche confrontano quel netto con la media delle ultime buste paga e tengono il più basso. Il reddito nel punto 2 dice alla banca che il contratto è a termine: cosa chiede in quel caso lo spiega l'articolo sul mutuo con contratto a tempo determinato.
Quando la CU da sola non basta?
Quando descrive un anno diverso da quello di adesso, o contiene redditi che la banca non conta. Decide ogni banca, non c'è una regola di legge; nelle politiche di credito che vediamo i casi ricorrenti sono questi.
- CU che non copre 365 giorni (assunto durante l'anno, cambio di lavoro, somministrato, lavoro a periodi): la banca ricava il reddito dalle ultime buste paga o dalla retribuzione annua del contratto, che le serve anche per vedere se hai superato il periodo di prova. Quanti mesi servono lo spiega l'articolo su chi è appena assunto.
- NASpI: alcune banche non contano i redditi da disoccupazione; le alternative sono nell'articolo sul mutuo con la NASpI.
- Cassa integrazione: alcune banche non la contano, altre escludono chi ne fa oltre una certa quota dell'orario (vedi il mutuo in cassa integrazione).
- Assegno unico: fiscalmente è esente, e alcune banche lo contano nel reddito, altre no.
- Pensione: alcune banche non contano le pensioni di invalidità, e la reversibilità a volte solo se non è l'unico reddito. Limiti di età e durata sono nell'articolo sui mutui per pensionati.
- Straordinari e premi: nei punti 1 o 2 sono sommati al fisso, tranne i premi di risultato con imposta sostitutiva (punto 572); per contarli le banche vogliono vederli ripetersi nelle buste paga, e spesso li contano solo in parte.
Esempio: un anno con tre CU
Un caso ipotetico, con importi inventati. Nel 2025 una persona lavora a tempo indeterminato fino a maggio, prende la NASpI da giugno ad agosto e da settembre ha un contratto a termine con un'altra azienda.
| CU emessa da | Periodo 2025 | Giorni | Reddito (ipotesi) |
|---|---|---|---|
| Datore A, punto 1 | 1° gennaio - 31 maggio | 151 | 12.400 € |
| INPS, NASpI | 1° giugno - 31 agosto | 92 | 3.300 € |
| Datore B, punto 2, in forza al 31/12 | 1° settembre - 31 dicembre | 122 | 10.200 € |
| Totale | tutto l'anno | 365 | 25.900 € |
Con la sola CU di B, se non ha fatto il conguaglio, la banca vede 122 giorni e 10.200 €: il profilo di chi è appena stato assunto a termine. Con tutte e tre vede 365 giorni e 25.900 €, con tre mesi di NASpI su cui può fare domande; se è una banca che non conta la NASpI, il reddito scende a 22.600 €.
Quel reddito deve reggere la rata. Un mutuo di 100.000 € in 25 anni al TAN del 3,81% (IRS a 25 anni al 3,514% del 23 settembre 2026, fonte ICE Swap Rate, più uno spread stimato dello 0,30%) ha una rata di 517 € al mese: con il rapporto rata/reddito del 33% che le banche usano di prassi, servono almeno 1.568 € netti al mese. Il conto sul tuo reddito lo fai con una simulazione su GoMutuo.
Gli errori con la CU che rallentano la pratica
Sono quelli che vediamo più spesso nelle pratiche seguite da GoMutuo.
- La CU dell'anno sbagliato. In primavera parte quella vecchia, la prima che salta fuori dalla cartella, e la banca chiede l'ultima.
- Una sola CU quando ce n'erano due: il secondo lavoro, la NASpI o la Cassa Edile spariscono, e l'anno sembra più corto o più povero.
- Solo la prima pagina. Senza la seconda la banca non vede né il reddito né i giorni.
- La foto storta. Proprio giorni e date diventano illeggibili: meglio il PDF del portale dei cedolini o del cassetto fiscale.
Per il resto del fascicolo c'è la guida ai documenti per la richiesta del mutuo. La certificazione degli interessi passivi che la banca manda a chi ha già un mutuo è un altro documento: serve per la detrazione nel 730.




