Risposta rapida
Contano solo se si ripetono, e spesso solo in parte. La base è lo stipendio fisso, con tredicesima e quattordicesima se il contratto le prevede. Per far entrare nel reddito straordinari, premi e trasferte alcune banche chiedono 6 o anche 12 buste paga; premi di produzione, trasferte e rimborsi spese possono anche restare fuori del tutto.
Non c'è una regola di legge: decide ogni banca. Per il solo stipendio fisso di solito bastano le ultime 2 o 3 buste paga, come spiega la guida su quante buste paga servono per il mutuo.
Quali voci conta la banca, e quanto?
| Voce | Come la conta di solito la banca |
|---|---|
| Stipendio fisso | Per intero |
| Tredicesima e quattordicesima | Spalmate sui 12 mesi, se il contratto le prevede; con chi è assunto da poco alcune banche partono dalla media delle ultime buste paga e ne aggiungono a parte la quota |
| Straordinari | Solo se si ripetono in 6 o 12 buste paga, e spesso solo in parte |
| Premi (di risultato o di produzione) e provvigioni | Se tornano con regolarità, spesso solo in parte; alcune banche escludono i premi di produzione |
| Trasferte e rimborsi spese | Alcune banche li escludono del tutto |
Nelle politiche di credito che vediamo ogni giorno le voci variabili entrano nel reddito solo quando la banca vede che tornano mese dopo mese, e spesso solo per una parte. Alcune banche tengono anche il valore più basso fra la media mensile della CU e quella delle ultime buste paga: se negli ultimi mesi gli straordinari sono calati, conta il dato più basso.
Come calcola la banca il reddito mensile?
Il punto di partenza è un obbligo di legge. L'art. 120-undecies del Testo unico bancario chiede che la valutazione del merito creditizio sia «effettuata sulla base delle informazioni sulla situazione economica e finanziaria del consumatore necessarie, sufficienti e proporzionate e opportunamente verificate»: per questo una voce variabile conta solo quando la banca può verificare che si ripete.
Il metodo più diffuso è prendere il netto dell'anno e dividerlo per dodici: dalla Certificazione Unica si parte dal reddito lordo e si tolgono IRPEF e addizionali. Su questo importo la banca applica il rapporto rata/reddito, dopo aver tolto le rate di altri finanziamenti in corso. Se parti dalla RAL, il passaggio dal lordo al netto e poi al mutuo è nella guida sul mutuo in base alla RAL.
Esempio: quanto valgono gli straordinari
Stipendio fisso di 1.500 € netti per 13 mensilità, cioè 19.500 € l'anno, più 2.400 € netti di straordinari. Se la banca conta tutto, il reddito mensile è di 1.825 €; se conta solo il fisso, di 1.625 €.
Con la rata al 33% del reddito, la soglia di prassi, la rata sostenibile va da circa 536 € a 602 €. A 25 anni, con un TAN fisso stimato del 3,66% (IRS a 25 anni al 3,364% del 25 ottobre 2026 più uno spread stimato dello 0,30%), il mutuo possibile va da circa 105.303 € a 118.263 €: gli straordinari valgono circa 12.960 € di mutuo in più. Se la banca li conta solo in parte il risultato sta in mezzo, se li esclude vale il primo numero.
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Chi rischia di vedersi contare solo il fisso?
- Chi è assunto da poco. La banca fa la media delle ultime 2 o 3 buste paga, spesso senza premi e straordinari; alcune tolgono le voci una tantum e aggiungono a parte la quota di tredicesima e quattordicesima. Dopo quanti mesi si può fare domanda lo spiega la guida su quanti mesi di lavoro servono.
- Chi ha appena cambiato lavoro. Di solito la banca guarda le ultime 3 buste paga del nuovo datore e il contratto e, come per chi è assunto da poco, spesso lascia fuori le voci variabili.
- Chi ha straordinari in calo. Con le banche che tengono il valore più basso fra CU e ultime buste paga, conta il periodo peggiore.
- Chi prende una parte dello stipendio fuori busta. Quel reddito non si può documentare e non entra nel calcolo.
Quali documenti servono per far contare il variabile?
Nella guida al mutuo ipotecario della Banca d'Italia si legge che con l'istruttoria «l'intermediario verifica il reddito, il patrimonio e le garanzie offerte dal cliente per valutare la sua capacità di rimborso nel tempo»; al lavoratore dipendente vengono chiesti la dichiarazione del datore sull'anzianità di servizio, almeno l'ultimo cedolino dello stipendio e la certificazione fiscale del reddito. Per far valere il variabile serve qualcosa in più:
- Le ultime 6 o 12 buste paga, di fila, se vuoi che la banca consideri straordinari, premi e trasferte.
- L'ultima CU, e anche quella dell'anno prima se la banca la chiede: è lì che si vede il reddito dell'anno intero, la base del reddito minimo per il mutuo.
- Se l'azienda la rilascia, una dichiarazione che quelle voci sono ricorrenti: può aiutare la pratica.
Contenuto informativo di carattere generale, non consulenza del lavoro né fiscale. Le regole sul reddito variabile cambiano da banca a banca: se vuoi capire quali banche contano le tue voci, puoi parlarne con un consulente GoMutuo senza costi.
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