In sintesi: la soglia da rispettare
La regola del terzo del reddito netto è il principio prudenziale richiamato da Banca d'Italia nella guida "Il mutuo ipotecario in parole semplici" (edizione febbraio 2026): «è ragionevole che la rata non superi un terzo del proprio reddito disponibile» — il famoso 33%. Anche ABI, nelle linee guida al credito responsabile diffuse presso gli istituti associati, richiama lo stesso criterio di sostenibilità della rata rispetto al reddito. Nella prassi bancaria italiana la soglia usata va dal 30% al 35% del reddito netto mensile; oltre il 35% la banca solitamente rifiuta o chiede garanzie aggiuntive.
Formula operativa: (reddito netto mensile × 33%) − rate di finanziamenti in corso = rata massima sostenibile. Da questa rata, con tasso e durata, si ricava l'importo massimo di mutuo teoricamente finanziabile.
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Cos'è il rapporto rata/reddito
Nel gergo internazionale è il Debt-to-Income ratio (DTI): misura quanta parte del reddito disponibile è impegnata in rate. In Italia si usa la versione ristretta al solo reddito netto mensile (stipendio in busta paga già decurtato di IRPEF, addizionali e contributi) confrontato con la rata del mutuo e le eventuali rate di altri prestiti già in corso (CRIF).
È il primo parametro guardato dall'analista della banca in istruttoria, insieme a LTV e scoring CRIF. Se sfori, non c'è LSI o buon rapporto con la banca che tenga.
Perché 30-35% e non 50%
La soglia deriva da un principio di sostenibilità finanziaria: dopo aver pagato la rata, al mutuatario deve restare abbastanza reddito per consumi essenziali (alimentari, utenze, trasporti), imprevisti (spese mediche, riparazioni), risparmio precauzionale (3-6 mesi di rate accantonate). Se la rata assorbe il 50% del netto, qualsiasi shock — perdita del lavoro, aumento dei tassi su un variabile, spesa medica non prevista — trasforma il mutuo in un problema.
Il vincolo non è normativo in senso stretto: nessuna legge italiana obbliga le banche a fermarsi al 33%. È una prassi prudenziale che discende dall'obiettivo di «sana e prudente gestione» sancito dall'art. 5 del TUB (D.Lgs. 385/1993), declinato nelle policy interne di ciascun istituto e recepito nella Circolare Banca d'Italia n. 285/2013 (Disposizioni di vigilanza per le banche) come criterio di valutazione del merito creditizio.
La formula e come applicarla
Rata massima sostenibile =
(Reddito netto mensile × 33%) − Rate di altri finanziamenti in corso
Esempio 1 — Dipendente senza altri prestiti
Netto mensile: 1.800 €. Rate in corso: 0 €.
Rata max = 1.800 × 33% = 594 €/mese. Applicando durata 30 anni e tasso indicativo 3,20%, il capitale finanziabile è circa 137.000 €.
Esempio 2 — Dipendente con prestito auto
Netto mensile: 2.200 €. Rata prestito auto: 220 €.
Rata max = (2.200 × 33%) − 220 = 726 − 220 = 506 €/mese. Capitale finanziabile circa 117.000 € a parità di condizioni.
Esempio 3 — Coppia cointestata
Netti sommati: 3.400 €. Rate in corso: 0 €.
Rata max = 3.400 × 33% = 1.122 €/mese. Capitale finanziabile circa 260.000 €.
Nota: i tassi indicati sono esemplificativi. Il tasso reale al momento della delibera varia in funzione di durata, LTV, profilo cliente e banca — verifica sempre con una simulazione dedicata al calcolo della rata.
Cosa entra davvero nel reddito
Non tutto lo stipendio "vale uguale" per la banca. Ecco il trattamento più diffuso:
| Voce di reddito | Come viene considerata |
|---|---|
| Stipendio base dipendente indeterminato | 100% del netto in busta paga |
| 13ª e 14ª mensilità | Ripartite su 12 mesi (aggiungono all'imponibile mensile) |
| Straordinari continuativi | 50-70% della media ultimi 2-3 anni |
| Premi produttività / bonus una tantum | Di norma esclusi (o al 30-50% se ricorrenti) |
| Reddito da locazione (affitti) | 70-80% del canone (per vacanze/morosità) |
| Contratti a tempo determinato | Valutati caso per caso; spesso richiesta cointestazione |
| Assegni familiari / Assegno Unico | Generalmente esclusi (non stabili nel tempo) |
Calcolatore concettuale: rata max e mutuo indicativo per fascia di reddito
| Netto mensile | Rata max 33% | Rata max 35% | Mutuo indicativo 30 anni fisso 3,0%* (nov. 2026) |
|---|---|---|---|
| 1.500 € | 495 € | 525 € | ≈ 117.400 € |
| 2.000 € | 660 € | 700 € | ≈ 156.500 € |
| 2.500 € | 825 € | 875 € | ≈ 195.700 € |
| 3.000 € | 990 € | 1.050 € | ≈ 234.800 € |
| 4.000 € | 1.320 € | 1.400 € | ≈ 313.100 € |
Elaborazione GoMutuo su formule standard di ammortamento francese. Importi arrotondati e puramente indicativi: il capitale realmente deliberato dipende da durata, LTV, tasso di offerta della singola banca e profilo cliente completo.
* Tasso 3,0% usato come riferimento medio per il calcolo (TAN indicativo). A luglio 2026 i tassi fissi migliori sul mercato italiano si collocano intorno al 2,9-3,0% TAN per i profili più premianti (es. mutui green, LTV basso), mentre la media di mercato resta nella fascia 3,0-3,5% TAN (fonti: rilevazioni di mercato e IRS a 10 anni, luglio 2026). Il tasso reale dipende da durata, LTV e profilo cliente: verifica sempre con una simulazione personalizzata.
Autonomi, partite IVA e forfettari
Per lavoratori autonomi e partite IVA ordinarie la banca guarda il reddito netto medio degli ultimi 2 anni (Modello Unico) e lo decurta al 60-80% come fattore prudenziale, prima di applicare la soglia del 33%. Un autonomo con reddito netto medio di 40.000 €/anno (≈ 3.333 €/mese) sarà valutato dalla banca come se avesse un netto di 2.000-2.700 €/mese.
Per i forfettari (regime flat tax 5% o 15%) il reddito considerato è quello dichiarato al netto dell'imposta sostitutiva e dei contributi INPS Gestione Separata. Ogni banca ha policy diverse: alcune considerano il forfettario "junior" (5%) come rischioso e chiedono cointestazione; altre lo accettano con 3 anni di storico stabile. Un consulente creditizio è spesso decisivo per capire quali banche siano più aperte al proprio profilo.
Cointestazione: cosa cambia
Sommare due redditi alza proporzionalmente la rata sostenibile: coppia con 1.800 € + 1.600 € netti = 3.400 €, rata max 33% = 1.122 €/mese (contro i 594 € del singolo). Attenzione a due aspetti:
- la banca somma anche tutti i debiti in corso di entrambi — se uno dei due ha rate in essere, si sottraggono comunque;
- i cointestatari rispondono in solido (art. 1292 c.c.): se uno smette di pagare, l'altro deve coprire l'intera rata.
Per approfondire i profili di responsabilità e le opzioni di accollo/liberatoria in caso di separazione, vedi la guida al mutuo cointestato.
E se supero il 35%? Le leve
Se la rata desiderata sfora il 35% del netto, hai tre leve principali:
- Allungare la durata. Passare da 20 a 30 anni riduce la rata di circa il 25%. Limite: età massima a fine mutuo (di norma 75-80 anni) e aumento del monte interessi totali.
- Ridurre il capitale richiesto. Aumentare l'anticipo (o cercare un immobile meno caro) è la leva più sana: riduce anche l' LTV e migliora il tasso offerto.
- Aggiungere un cointestatario o un garante. Un secondo reddito o una fideiussione permettono di superare la soglia. Se sei under 36, valuta anche il Fondo Garanzia Prima Casa Consap che aiuta anche in caso di rapporto rata/reddito borderline.
Una quarta leva, meno consigliata: estinguere prestiti in corso prima di richiedere il mutuo. Riduce la voce sottrattiva della formula, ma consuma la liquidità che poteva servire come anticipo — spesso lo scambio non conviene.
Rapporto rata/reddito vs LTV
Sono due parametri indipendenti e la banca li valuta entrambi:
| Parametro | Cosa misura | Soglia tipica |
|---|---|---|
| Rata / Reddito | Sostenibilità mensile della rata | 30-35% del netto |
| LTV (Loan-to-Value) | Copertura del valore immobile | ≤ 80% standard; >80% possibile con Fondo Garanzia Consap per categorie ammesse con ISEE qualificato (max 250.000 €, L. 207/2024) |
Puoi avere un rapporto rata/reddito eccellente (20%) ma essere respinto perché la perizia stima l'immobile meno del prezzo pattuito e l'LTV richiesto supera il 100%. Viceversa, ottimo LTV (60%) ma rapporto rata/reddito al 45% = rifiuto. Per approfondire l'altra metà del quadro, leggi cos'è l'LTV mutuo e come influisce.
Domande frequenti
Le risposte alle domande più comuni sul rapporto rata/reddito mutuo sono riportate nella sezione FAQ strutturata di questa pagina — con markup schema per motori di ricerca e assistenti AI.
Nota: questo articolo ha finalità informative. Gli esempi numerici sono elaborazioni su formule standard di ammortamento francese e non costituiscono offerta di finanziamento. La valutazione effettiva del rapporto rata/reddito dipende dalla policy di ciascuna banca. Verifica sempre con una simulazione personalizzata e con un consulente creditizio iscritto OAM.



