Comprare casa per affittarla con il mutuo: conviene davvero?

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In breve

Comprare casa per affittarla con il mutuo conviene solo se il conto regge dopo rata, imposte e spese, e con un mutuo all'80% spesso non regge. Esempio su ipotesi dichiarate: casa da 150.000 €, canone di 700 € al mese, mutuo di 120.000 € a 25 anni al 3,88% (rata 625 €). Tolti cedolare secca al 21%, IMU e spese, mancano circa 3.092 € l'anno, da mettere di tasca propria. All'acquisto si pagano il registro al 9% del valore catastale e l'imposta sostitutiva del 2% sul mutuo; gli interessi non si detraggono. La banca di norma non conta l'affitto futuro: la rata deve reggersi sul reddito di oggi.

Una donna sul balcone di un appartamento con vista sui tetti di una città tiene una tazza e un mazzo di chiavi con l'anello verde lime: la casa comprata per affittarla
Indice della guida · 9 sezioni

Risposta rapida

Comprare casa per affittarla con il mutuo conviene solo se il conto regge dopo la rata, le imposte e le spese: con un mutuo all'80% del prezzo spesso il canone non basta. Nell'esempio di questa pagina (casa da 150.000 €, canone di 700 € al mese, mutuo di 120.000 € a 25 anni) entrano 8.400 € l'anno ed escono 11.492 €. Mancano circa 3.092 € l'anno, 258 € al mese, che metti tu.

Due cose rendono questo acquisto diverso dalla prima casa. Il fisco: registro al 9%, imposta sostitutiva al 2%, interessi che non si detraggono, IMU ogni anno. E la banca, che di norma non conta il canone che incasserai. Se invece l'idea è comprare con le agevolazioni prima casa e affittare più avanti, il quadro è un altro e lo trovi in affittare la casa comprata con il mutuo prima casa.

I numeri di questa pagina sono un conto su ipotesi dichiarate, non una previsione di guadagno né una consulenza finanziaria. Canoni e prezzi possono scendere, e la casa può restare vuota.

Cosa finanzia la banca se compri per affittare?

Per la banca una casa da affittare è una seconda casa, e la tratta con più prudenza. Nelle politiche di credito che vediamo di solito il mutuo arriva al 75-80% del valore, come o poco meno della prima casa; alcune banche possono fermarsi molto più in basso quando l'acquisto è dichiaratamente per investimento. I mutui oltre l'80% sono riservati alla prima casa. Se da affittare è un locale commerciale le percentuali scendono ancora: lo vedi nel mutuo per comprare un negozio.

Il punto che sorprende di più è un altro: l'affitto futuro della casa che compri di norma non entra nel conto. La rata deve reggersi sul reddito di oggi.

  • Rata e reddito: la rata nuova, sommata a quelle che hai già, deve stare nel rapporto rata/reddito: 30% prudenziale, 33% di prassi. La guida della Banca d'Italia, più prudente, parla di un terzo del reddito disponibile, cioè al netto delle spese fisse. Il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca.
  • Mutuo già in corso: la rata della casa in cui vivi, o l'affitto che paghi, si sommano agli impegni. Il conto è in quanto reddito serve con due rate.
  • Affitti che incassi già: quelli di altri immobili contano, ma solo in parte, fra la metà e l'80% del canone, con contratto registrato e accredito tracciabile. I dettagli sono in affitto incassato come reddito per il mutuo.
  • Quello che resta per vivere: alcune banche chiedono un margine più alto dopo le rate quando il mutuo è per una seconda casa.

In pratica, per la rata dell'esempio (625 € al mese) serve uno stipendio netto di circa 1.895 € se non hai altre rate. Con un mutuo da 600 € al mese già in corso (ipotesi) ne servono circa 3.714, con la rata al 33% del netto.

Quante imposte si pagano all'acquisto?

Chi compra per affittare di solito ha già una casa e non ha i requisiti prima casa, quindi paga le imposte piene. La guida dell'Agenzia delle Entrate sull'acquisto della casa (ottobre 2025) le elenca così: da un privato «l'imposta di registro proporzionale del 9%», più 50 euro di ipotecaria e 50 di catastale, con un minimo di 1.000 euro di registro.

  • Da un privato, o da un'impresa che vende senza IVA: il 9% si calcola sul valore catastale se al rogito chiedi il prezzo-valore. La formula per le case diverse dalla prima è rendita × 1,05 × 120. Con una rendita di 500 € (ipotesi): 63.000 € di base, 5.670 € di registro, 5.770 € con ipotecaria e catastale.
  • Da un'impresa con IVA (il costruttore entro 5 anni dalla fine dei lavori, o dopo se sceglie l'IVA): 10% sul prezzo, 22% per le categorie A/1, A/8 e A/9, più 200 euro ciascuna di registro, ipotecaria e catastale. Su 150.000 € sono 15.600 €.
  • Imposta sostitutiva sul mutuo: 2% dell'importo invece dello 0,25%. L'art. 2 del D.L. 220/2004 dice che il 2% «si applica ai soli finanziamenti erogati per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di immobili ad uso abitativo» senza i requisiti prima casa. Su 120.000 € sono 2.400 €, che la banca trattiene dalla somma erogata.

Nell'esempio da privato le imposte fanno 8.170 €. A queste si aggiungono l'onorario del notaio per i due atti, l'eventuale agenzia, perizia e istruttoria: cambiano da caso a caso e qui non le contiamo. Il dettaglio del rogito è in quanto costa il notaio per la seconda casa, quello dell'imposta sul finanziamento in imposta sostitutiva sul mutuo.

Il canone copre rata e tasse? Il conto su un esempio

Le ipotesi, tutte da sostituire con le tue: bilocale pagato 150.000 € a un privato, rendita catastale di 500 €, affittato a 700 € al mese con contratto a canone libero e cedolare secca. Anticipo di 30.000 €, mutuo di 120.000 € (80% del prezzo) a tasso fisso per 25 anni.

Il tasso è una stima: IRS a 25 anni più uno spread medio, cioè un TAN del 3,88% con i dati del 1 ottobre 2026. La rata viene 625 € al mese, 7.506 € l'anno. Per l'IMU usiamo l'aliquota stabilita dalla legge, lo 0,86%: quella vera la decide il comune. Per condominio a carico del proprietario, polizza e manutenzione mettiamo l'1% del prezzo l'anno, un'ipotesi prudente e non un dato.

Ogni annoEntraEsce
Canone (700 € × 12)8.400 €
Cedolare secca (21% del canone)1.764 €
IMU (500 × 1,05 × 160 × 0,86%)722 €
Spese del proprietario (ipotesi: 1% del prezzo)1.500 €
Rata del mutuo (625 € × 12)7.506 €
Totale8.400 €11.492 €
Differenzamancano 3.092 € l'anno (258 € al mese)

Il canone è più alto della rata (700 contro 625 € al mese), eppure il conto chiude in negativo: cedolare, IMU e spese portano via 3.986 € l'anno prima ancora di pagare la banca.

Va però letto bene cosa c'è dentro la rata. Nel primo anno, dei 7.506 € versati alla banca 4.605 € sono interessi e 2.901 € sono capitale, cioè debito che si riduce. A fronte dei 3.092 € che aggiungi di tasca tua, a fine anno devi alla banca 2.901 € in meno. Quei soldi però vanno trovati ogni mese, qualunque cosa succeda all'inquilino.

Rendimento lordo e netto. Il rendimento lordo è canone annuo diviso prezzo: 8.400 ÷ 150.000 = 5,6%. Quello netto toglie dal canone cedolare, IMU e spese (4.414 €) e aggiunge al prezzo le imposte d'acquisto (158.170 €): 2,8%, senza contare sfitto, notaio e agenzia. È circa la metà del lordo. È anche più basso del TAN del mutuo (3,88%): finché è così, ogni euro preso in prestito costa più di quanto rende.

Il mutuo che il canone regge da solo. Con 4.414 € netti l'anno si paga una rata di 368 € al mese, che a 25 anni e al 3,88% corrisponde a un mutuo di circa 70.563 €: il 47% del prezzo. Sopra quella soglia la differenza la metti tu. Allungare a 30 anni abbassa la rata a 558 € e il buco a 2.288 € l'anno, ma non lo chiude.

Quali tasse si pagano sull'affitto?

Sul canone scegli fra cedolare secca e IRPEF ordinaria; l'IMU si paga in ogni caso. Gli interessi del mutuo non riducono nessuna delle due imposte.

Cedolare secca. L'art. 3 del D.Lgs. 23/2011 è netto: «Sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti la cedolare secca si applica in ragione di un'aliquota del 21 per cento». Sostituisce IRPEF, addizionali e le imposte di registro e di bollo sul contratto. Per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa l'aliquota «è ridotta al 10 per cento». Il prezzo da pagare è scritto al comma 11: per tutta la durata dell'opzione «è sospesa» la facoltà di chiedere l'aggiornamento del canone, ISTAT compreso.

IRPEF ordinaria. Il canone entra nel reddito complessivo ridotto solo di un 5% forfetario (art. 37, comma 4-bis, TUIR) e paga l'aliquota del tuo scaglione: 23%, 33% o 43%, più le addizionali. Su 8.400 € l'imposta è 1.835 € già al 23%, 2.633 € al 33% e 3.431 € al 43%, contro 1.764 € di cedolare. L'IRPEF può convenire solo a chi ha redditi bassi e detrazioni da sfruttare.

Interessi del mutuo. La detrazione del 19% spetta, dice l'art. 15, comma 1, lett. b) TUIR, per i mutui «contratti per l'acquisto dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale entro un anno dall'acquisto stesso». Una casa comprata per affittarla non lo è. E una persona fisica non scala gli interessi dal canone: la cedolare si calcola sul canone intero, l'IRPEF ammette solo il 5%. Nell'esempio i 4.605 € di interessi del primo anno restano tutti a tuo carico.

IMU. È dovuta su tutte le case diverse dall'abitazione principale. La base è rendita × 1,05 × 160. Per l'aliquota, il Dipartimento delle Finanze riporta lo 0,86% stabilito dalla legge, che il comune può azzerare o alzare fino all'1,06% (1,14% dove ha sostituito la vecchia maggiorazione TASI). Nell'esempio: 722 € allo 0,86%, 890 € all'1,06%. Per le abitazioni a canone concordato l'imposta, scrive il Dipartimento, «è ridotta al 75 per cento».

Canone libero o concordato? Il concordato ha un canone più basso, fissato dagli accordi locali, ma paga il 10% invece del 21% e tre quarti dell'IMU. Nell'esempio rende quanto il canone libero da 700 € se l'accordo consente almeno 598 € al mese; sotto quella cifra rende meno.

E se la casa resta vuota o l'inquilino non paga?

Il conto di prima presume dodici canoni incassati e nessun imprevisto, ma rata e IMU si pagano anche a casa vuota. Lo stesso anno in tre casi sfavorevoli:

ScenarioCanoni incassatiQuanto metti tu nell'anno
Tutto regolare8.400 €3.092 €
2 mesi senza inquilino7.000 €4.198 €
6 mesi di canoni non pagati, imposte ancora dovute4.200 €7.292 €
Spesa straordinaria di 5.000 € (ipotesi)8.400 €8.092 €

Sulla morosità c'è una regola fiscale da conoscere. I redditi da locazione si tassano anche se non incassati; per le abitazioni l'art. 26 TUIR li esclude «purché la mancata percezione sia comprovata dall'intimazione di sfratto per morosità o dall'ingiunzione di pagamento». Finché non ti muovi con uno di questi atti, paghi le imposte anche sui canoni che non hai visto: è il caso della terza riga.

Per questo serve una riserva. Nel caso peggiore della tabella occorrono 8.092 € in un anno, oltre ai 38.170 € messi all'inizio. Le voci di spesa da prevedere sono in quanto costa mantenere una casa ogni anno.

Alcuni casi particolari

  • Affitti brevi. Per i contratti fino a 30 giorni la cedolare è il 26%, ridotta al 21% per un solo immobile scelto in dichiarazione (D.L. 50/2017, art. 4). Dal 2026 il regime vale per non più di due appartamenti: oltre, scrive la guida dell'Agenzia delle Entrate sulle locazioni brevi (aprile 2026), l'attività «si presume svolta in forma imprenditoriale».
  • Affitto a studenti. Fiscalmente è una locazione abitativa come le altre. Per pagare il 10% conta che il contratto sia a canone concordato e che il comune sia fra quelli previsti. Ogni cambio di inquilino può voler dire settimane vuote.
  • Compri da un costruttore. Con l'IVA al 10% l'imposta si calcola sul prezzo e non sul valore catastale: nell'esempio 15.600 € invece di 5.770 €. Il rendimento netto scende.
  • Compra una società o un'impresa. La cedolare secca è riservata alle persone fisiche che affittano fuori dall'attività d'impresa o professionale (art. 3, comma 6, D.Lgs. 23/2011).
  • L'inquilino è un'azienda o un professionista. Secondo la scheda dell'Agenzia delle Entrate sulla cedolare secca il regime non si applica ai contratti con conduttori che agiscono nell'esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo, anche se la casa viene poi usata come abitazione dai dipendenti. È la posizione dell'Agenzia, che alcuni proprietari hanno contestato in giudizio: prima di scegliere la cedolare con un inquilino di questo tipo, fatti confermare il regime da un commercialista.
  • Rivendi entro cinque anni. Il guadagno sulla rivendita di una casa comprata da non più di cinque anni e non usata come abitazione principale è una plusvalenza tassata (art. 67, comma 1, lett. b) TUIR): nel conto di chi pensa di rivendere presto va messa anche questa imposta.
  • Casa cointestata. Ogni comproprietario dichiara la sua quota di canone e sceglie per conto suo fra cedolare secca e IRPEF: l'opzione va esercitata da ciascun locatore.
  • Il "bonus 20%". La deduzione per chi comprava per affittare è scritta nell'art. 21 del D.L. 133/2014: «una deduzione dal reddito complessivo pari al 20 per cento del prezzo di acquisto dell'immobile», entro 300.000 euro di spesa. Valeva per gli acquisti dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, con otto anni di locazione a canone calmierato (convenzionato, oppure non superiore a quello concordato). Su un acquisto di oggi non si applica.

Quando il conto torna

  1. Anticipo alto. Nell'esempio il canone regge da solo un mutuo fino al 47% del prezzo. Più il mutuo scende sotto quella quota, più resta un margine per sfitto e lavori.
  2. Rendimento netto sopra il costo del mutuo. Rifai il conto con il canone che si incassa davvero nella zona, la rendita della visura e l'aliquota IMU del comune.
  3. Reddito che regge la rata senza il canone. È quello che chiede la banca ed è anche la tua protezione nei mesi vuoti.
  4. Una riserva già da parte. Alcune mensilità di rata e di spese, separate dall'anticipo.
  5. Tempi lunghi. Le imposte d'acquisto (8.170 € nell'esempio) si recuperano in anni di canoni, e il valore futuro della casa può salire come scendere.

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Le domande che ci fanno tutti

La banca conta l'affitto futuro per darmi il mutuo?

Di norma no. Nelle politiche di credito che vediamo il canone della casa che stai comprando non entra nel reddito: la rata deve stare nel reddito che dimostri oggi, insieme alle rate che hai già. Gli affitti che incassi da altri immobili, con contratto registrato e accredito sul conto, di solito vengono contati fra la metà e l'80% del canone.

Si possono detrarre gli interessi del mutuo di una casa data in affitto?

No, se sei una persona fisica. La detrazione del 19% riguarda il mutuo per la casa da adibire ad abitazione principale (art. 15, comma 1, lett. b TUIR). Gli interessi non si scalano nemmeno dal canone: con la cedolare secca si paga sull'intero canone, con l'IRPEF il canone si riduce solo di un 5% forfetario (art. 37, comma 4-bis TUIR).

Comprare casa per affittarla: esiste ancora il bonus del 20%?

No per chi compra oggi. La deduzione del 20% del prezzo, fino a 300.000 euro di spesa, prevista dall'art. 21 del D.L. 133/2014 valeva per gli acquisti fatti dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, di case nuove o ristrutturate in classe energetica A o B, affittate per almeno otto anni a canone calmierato (convenzionato, oppure non superiore a quello concordato).

Quanti soldi miei servono per comprare una casa da affittare con il mutuo?

Nell'esempio da 150.000 € servono 30.000 € di anticipo con un mutuo all'80%, più 5.770 € di imposte sull'acquisto da privato (rendita di 500 €) e 2.400 € di imposta sostitutiva trattenuti dal mutuo: 38.170 € prima di notaio, agenzia e spese della banca. Se la banca finanzia meno dell'80%, l'anticipo sale.

Comprare casa per affittarla a studenti o con affitti brevi cambia le tasse?

Con gli studenti no: è una locazione abitativa, con cedolare al 21%, o al 10% se il contratto è a canone concordato e il comune è fra quelli previsti. Con gli affitti brevi (fino a 30 giorni) la cedolare è il 21% su un solo immobile scelto in dichiarazione e il 26% sul secondo; dal 2026 oltre due appartamenti l'attività si presume d'impresa.

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