Mutuo insegnanti: si può da precari e quanto posso chiedere?

Consulente GoMutuo13 min di lettura

In breve

Sì, il mutuo per insegnanti si può avere anche da precari, ma la cifra cambia con il contratto. Con 1.700 € netti al mese un docente di ruolo chiede circa 107.629 € in 25 anni a tasso fisso. Un supplente fino al 31 agosto arriva alla stessa cifra con le banche che lo trattano come un dipendente fisso, di solito dopo tre anni di incarichi; con la supplenza fino al 30 giugno gli stipendi sono 10 su 12 e il mutuo scende a circa 89.691 €. Un mutuo agevolato solo per gli insegnanti non esiste. È una stima sui tassi di oggi: la simulazione gratuita di GoMutuo ti dice in 6 minuti se il mutuo è fattibile e con che rata.

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Risposta rapida

Sì, un insegnante può avere il mutuo anche da precario, ma con lo stesso stipendio la cifra cambia con il contratto. Con 1.700 € netti al mese un docente di ruolo chiede circa 107.629 € in 25 anni a tasso fisso, con una rata di 561 €. Un supplente fino al 31 agosto può arrivare alla stessa cifra con le banche che lo trattano come un dipendente fisso; con la supplenza fino al 30 giugno gli stipendi dell'anno sono dieci e il mutuo scende a circa 89.691 €.

I 1.700 € sono un'ipotesi: il netto di un docente cambia con ordine di scuola, anzianità e detrazioni, e le cifre per ogni durata sono nella pagina su quanto mutuo si chiede con 1.700 euro. Un mutuo agevolato riservato agli insegnanti non c'è; di ruolo puoi chiedere quello dell'INPS. Per il tuo stipendio, la simulazione gratuita di GoMutuo ti dice in 6 minuti quanto puoi chiedere e con che rata.

Di ruolo, in prova o supplente: cosa guarda la banca

Per la banca conta il contratto. Nelle politiche di credito che vediamo non ci sono regole per il dipendente pubblico in quanto tale; le poche eccezioni riguardano la scuola statale.

Di ruolo, anche nell'anno di prova

Con il ruolo sei un dipendente stabile come gli altri, tranne il primo anno, quello di formazione e di prova: per la legge 107/2015 (art. 1, commi 115-119) servono almeno 180 giorni di servizio, 120 dei quali di attività didattica, e se va male la prova si ripete una volta sola. Diverse banche vogliono la prova superata; qualcuna accetta il docente ancora in prova, ma solo con un cointestatario a reddito stabile.

Supplente fino al 31 agosto

È la supplenza annuale su un posto vacante: la nota del Ministero sulle supplenze del 2026/27 la prevede «da assegnare con termine al 31 agosto 2027», e lo stipendio arriva anche a luglio e agosto. Alcune banche hanno una regola apposta per i docenti non di ruolo: di solito chiedono tre anni di incarichi annuali, qualcuna quattro. Con alcune il supplente vale come un dipendente fisso e lo stipendio conta per intero; altre vogliono, o preferiscono, un cointestatario con reddito stabile. Per gli altri contratti a termine le regole sono più strette: sono nella guida al mutuo con contratto a tempo determinato.

Supplente fino al 30 giugno

È la supplenza su un posto libero solo per quell'anno, o su ore che non fanno una cattedra intera: la stessa nota la prevede «da assegnare con termine 30 giugno 2027». A luglio e agosto può arrivare la NASpI, se hai i requisiti: l'art. 2 del D.Lgs. 22/2015 la dà ai dipendenti «con esclusione dei dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni». Per la banca, di solito, non è reddito.

La banca di solito divide per 12 il netto dell'anno scritto nella CU: dieci stipendi da 1.700 € diventano circa 1.417 € al mese, e il mutuo cala di un sesto. Per contare gli anni, invece, nessuna delle banche che vediamo distingue il 30 giugno dal 31 agosto.

Conta anche il calendario: qualche banca vuole il contratto in corso quando delibera, e non vicino alla scadenza, quindi una domanda fatta a maggio rischia di aspettare la nomina successiva. Tieni pronti i contratti degli anni passati e l'estratto contributivo INPS; quali buste paga mandare senza luglio e agosto lo spiega la guida su quante buste paga servono per il mutuo.

Quanto può chiedere un insegnante?

Con 1.700 € netti al mese e la rata a un terzo del reddito (33%, la soglia di prassi), le tre situazioni danno queste cifre a tasso fisso.

SituazioneReddito mensile nel conto (senza tredicesima)Rata20 anni25 anni30 anni
Di ruolo, prova superata1.700 €561 €92.900 €107.629 €120.545 €
Supplente al 31 agosto, se la banca lo tratta come un dipendente fisso1.700 €561 €92.900 €107.629 €120.545 €
Supplente al 30 giugno, 10 stipendi su 121.417 €468 €77.417 €89.691 €100.454 €

Il sesto in meno non dipende dal tasso né dalla durata: con la supplenza al 30 giugno basta togliere circa il 17% alle cifre di questa tabella, su quattro stipendi netti ipotetici.

Stipendio netto (ipotesi)Rata20 anni (TAN 3,96%)25 anni (TAN 3,88%)30 anni (TAN 3,79%)25 anni a tasso variabile (3,09%)
1.500 €495 €81.971 €94.967 €106.363 €103.361 €
1.700 €561 €92.900 €107.629 €120.545 €117.142 €
1.900 €627 €103.829 €120.292 €134.726 €130.923 €
2.100 €693 €114.759 €132.954 €148.908 €144.705 €

Per il fisso, IRS della durata al 1 ottobre 2026 più 0,30% di spread stimato; per il variabile, Euribor a 3 mesi al 1 ottobre 2026 (2,589%) più 0,50%. Le cifre valgono per chi chiede il mutuo da solo, senza altri finanziamenti e con la tredicesima fuori dal conto. Il metodo è in come facciamo i calcoli, gli altri stipendi nella guida su quanto mutuo posso chiedere con il mio stipendio.

Il calcolo, passo per passo

  1. Reddito: 1.700 € al mese se sei di ruolo o hai la supplenza annuale; con la supplenza al 30 giugno, 1.700 × 10 ÷ 12 = 1.417 €.
  2. Rata: il 33% del reddito, cioè 561 € nel primo caso e 468 € nel secondo.
  3. Tasso: IRS a 25 anni (3,578%) più lo spread medio stimato (0,30%) fa un TAN fisso del 3,88%, arrotondato.
  4. Capitale: 561 € al mese per 300 rate costanti, con l'ammortamento alla francese, ripagano 107.629 €, e 468 € ne ripagano 89.691 €. La formula è mutuo = rata × (1 − (1 + i)−n) ÷ i, con i = 3,88% ÷ 12 = 0,3233% e n = 300.

Il 33% è prassi, non legge: la guida della Banca d'Italia sul mutuo dice «un terzo» del reddito disponibile, al netto delle spese fisse: un criterio più prudente. Il 30% è la soglia prudenziale; oltre il 35% di solito la banca chiede garanzie in più o rifiuta.

Quanto deve valere la casa e quanto anticipo serve

Di norma la banca presta fino all'80% del valore. Con 107.629 € in 25 anni la casa può costare circa 134.537 €, con 26.907 € di anticipo; con la supplenza al 30 giugno, 112.114 € con 22.423 € di anticipo. Notaio, imposte, perizia e istruttoria sono a parte: ipotizziamo il 5-6% del prezzo, cioè 6.727-8.072 €.

Chi non ha compiuto 36 anni, e poche altre categorie come le giovani coppie e i genitori soli con figli minori, può chiedere la garanzia del Fondo prima casa gestito da Consap, per mutui fino a 250.000 €: la banca può finanziare fino al 100% del prezzo, e il Fondo non guarda il tipo di contratto. Il mutuo però non sale: senza anticipo compri una casa che costa quanto il mutuo, circa 107.629 €.

Esiste un mutuo agevolato per insegnanti?

Uno riservato agli insegnanti no. Ci sono tre cose che spesso vengono chiamate così.

Le convenzioni del Ministero con Banco BPM e UniCredit

Il 31 maggio 2024 il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha annunciato convenzioni con Banco BPM e UniCredit per il personale della scuola e del Ministero, su mutui, prestiti e conti. Le banche offrono «condizioni agevolate, rispetto a quelle ordinariamente praticate sul mercato dall'operatore medesimo»: lo sconto si misura sulle offerte normali della stessa banca, non sul mercato. Le condizioni sono nei documenti informativi delle due banche, che si leggono nell'area riservata del sito del Ministero.

Il 6 ottobre 2025 il Ministero citava i servizi bancari fra le agevolazioni già attivate: prima di contarci, controlla che la convenzione ci sia ancora e confronta il TAEG con altre banche. Nessuno dei due comunicati parla di requisiti: non dicono che per i supplenti cambino le regole sul contratto.

Il mutuo dell'INPS per i dipendenti pubblici

L'INPS presta ai dipendenti pubblici e ai pensionati iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, obbligatoria per chi versa i contributi alla Gestione dipendenti pubblici. Per i precari il regolamento in vigore dal 1° aprile 2026 è netto: «Gli iscritti in attività di servizio devono, all'atto della domanda, essere titolari di contratto di lavoro a tempo indeterminato». Gli anni di supplenza però contano, perché l'anno minimo di iscrizione può comprendere i periodi a tempo determinato, e dell'anno di prova il regolamento non parla.

Il mutuo arriva a 300.000 € per comprare la prima casa, se né tu né la tua famiglia ne avete altre in Italia (salvo poche eccezioni), senza superare il valore stimato dall'INPS né il prezzo; la rata dell'anno non può superare metà del reddito netto del nucleo familiare, tolti gli altri debiti; età più durata non oltre 80 anni. La rata non si trattiene dallo stipendio: si paga con PagoPA o, se l'INPS lo autorizza, con addebito sul conto. Le domande vanno online dal 15 gennaio al 30 novembre; nel 2026 le richieste hanno superato il 90% dei fondi e dall'8 aprile 2026 le nuove domande entrano in graduatorie nazionali mensili, prima chi ha l'ISEE più basso. Il tasso lo fissa l'INPS: secondo la scheda del servizio, per le domande dal 1° aprile 2025 il fisso a 25 anni, con un mutuo fra il 50 e l'80% del valore, è al 2,21%. Con la stessa rata di 561 € si ripagano circa 129.217 €, contro 107.629 € al tasso bancario stimato. Il resto è nella guida al mutuo INPS ex INPDAP.

Il Piano casa del 2026

Il decreto-legge 66/2026, convertito dalla legge 116/2026, all'articolo 1 rivolge gli interventi anche ai lavoratori fuori sede, pubblici e privati, «con particolare riferimento al personale scolastico». Ma si tratta di immobili «destinati alla vendita o alla locazione a prezzo calmierato»: nei programmi di edilizia integrata dell'articolo 9 il prezzo deve stare almeno il 33% sotto i valori di mercato della zona, per chi rientra nei limiti di reddito. Nessun mutuo agevolato: per comprare una di quelle case serve un mutuo normale, in banca o, se hai i requisiti, dall'INPS.

Cosa cambia la cifra

  • Una cessione del quinto. La legge la ammette fino a un quinto dello stipendio netto (art. 5 del DPR 180/1950), e per la banca è una rata come le altre, di solito se mancano più di 6-9 mesi alla fine. Con 1.700 € un quinto sono 340 €: alla casa restano 221 € di rata e il mutuo in 25 anni scende a circa 42.399 €, il 61% in meno.
  • Un cointestatario o un garante. Con un cointestatario a tempo indeterminato da 1.400 € netti la rata sale a 1.023 € e il mutuo in 25 anni a circa 196.265 €. Il reddito di un garante, invece, di solito non si somma per intero: la banca lo valuta a parte.
  • Durata ed età. Con la stessa rata, 20 anni danno 92.900 € e 30 anni 120.545 €, ma quanti anni puoi avere dipende dall'età all'ultima rata.
  • Fisso o variabile. Al variabile di oggi la stessa rata ripaga circa 117.142 € in 25 anni, ma segue l'Euribor, e alcune banche col variabile fanno il conto in modo più prudente.
  • Gli aumenti del contratto. Il contratto 2022-2024 della scuola, firmato in via definitiva il 23 dicembre 2025, è in busta paga da gennaio 2026 (comunicato del Ministero). Ma la CU consegnata nel 2026 riguarda il 2025: finché la banca parte da quella, l'aumento può restare fuori dal conto.

Alcuni casi particolari

  • Personale ATA. Le supplenze hanno le stesse scadenze e le convenzioni del Ministero valgono anche per amministrativi, tecnici e ausiliari. Le regole di favore per i precari della scuola, però, nelle politiche che vediamo parlano dei docenti: chiedi se valgono anche per te.
  • Docenti di religione cattolica. Chi è nei ruoli della legge 186/2003 ha lo stato giuridico e lo stipendio degli altri docenti di ruolo. Gli altri hanno incarichi annuali, conferiti dal dirigente d'intesa con la diocesi (art. 309 del D.Lgs. 297/1994): la continuità si dimostra con i contratti degli ultimi anni e l'estratto contributivo.
  • Scuole paritarie. Il datore di lavoro è il gestore della scuola, non il Ministero: per la banca contano il tuo contratto e chi lo firma. Il mutuo INPS vale solo se sei iscritto alla Gestione unitaria.
  • Molte supplenze brevi. Quelle per un'assenza finiscono «all'ultimo giorno di effettiva permanenza delle esigenze di servizio», scrive la nota del Ministero. Le regole per i docenti non di ruolo parlano di incarichi annuali: con tanti incarichi brevi si torna alle regole del tempo determinato, spesso con un cointestatario o un garante.
  • Trasferimento in un'altra provincia. Per le imposte ridotte della prima casa, l'Agenzia delle Entrate ammette la casa anche «nel territorio del Comune in cui l'acquirente svolge la propria attività», oltre che dove hai o porterai la residenza entro 18 mesi. Il mutuo INPS vuole invece la casa come residenza della famiglia entro 12 mesi dal rogito.
  • Hai già una casa lontano da dove insegni. Per il mutuo INPS, di norma, né tu né la tua famiglia dovete avere altre abitazioni in Italia. Con i fondi avanzati lo concede anche se l'altra casa è in un Comune diverso da quello di residenza e a più di 150 km, con domanda dal 1° ottobre al 30 novembre, ma solo negli anni in cui non è scattata la graduatoria: nel 2026 è scattata l'8 aprile (art. 2, commi 3-5, del regolamento).
  • Coppia di insegnanti. Il mutuo INPS si cointesta solo fra coniugi, uniti civilmente o conviventi con contratto registrato, tutti e due iscritti alla Gestione unitaria e con i requisiti, quindi, se in servizio, tutti e due a tempo indeterminato; il tetto di 300.000 € resta uno per la coppia (art. 4 del regolamento).
  • Sostegno con contratto finalizzato al ruolo. Anche nel 2026/27 i posti di sostegno rimasti vacanti vanno a tempo determinato ai docenti della prima fascia GPS, che in quell'anno fanno la prova: se va bene arriva il tempo indeterminato (art. 5, commi 5-9, del D.L. 44/2023, esteso al 2026/27 secondo la nota del Ministero). Fino ad allora, per il mutuo INPS, è un contratto a termine.

La simulazione gratuita di GoMutuo dura circa 6 minuti: parte dal tuo reddito netto e ti dice quanto puoi chiedere, se il mutuo che hai in mente è fattibile e con che rata. Per un insegnante conviene inserire il netto dell'ultima CU diviso 12, perché di solito la banca parte da lì.

Le domande che ci fanno tutti

Gli insegnanti precari possono avere il mutuo?

Sì, con alcune banche. Diverse banche hanno una regola apposta per i docenti non di ruolo: di solito chiedono tre anni di incarichi annuali, a volte quattro. Alcune contano il supplente come un dipendente fisso, altre vogliono un cointestatario con reddito stabile, e qualcuna vuole il contratto in corso quando delibera. La NASpI estiva, di solito, non conta come reddito.

Il mutuo INPS si può chiedere da insegnante precario?

No, finché non entri in ruolo. Il regolamento INPS in vigore dal 1° aprile 2026 chiede a chi è in servizio il contratto a tempo indeterminato al momento della domanda. L'anno minimo di iscrizione, però, può comprendere i periodi a tempo determinato: con almeno dodici mesi di iscrizione, supplenze comprese, puoi fare domanda appena firmi il contratto a tempo indeterminato, se hai gli altri requisiti.

Esiste un mutuo agevolato per insegnanti?

Uno riservato agli insegnanti no. Il 31 maggio 2024 il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha attivato convenzioni con Banco BPM e UniCredit, con condizioni agevolate rispetto a quelle normali della stessa banca, da verificare nell'area riservata del sito del MIM. Poi c'è il mutuo INPS, per chi ha il contratto a tempo indeterminato. Il Piano casa del 2026 riguarda case a prezzo calmierato, non il mutuo.

Quanto mutuo può avere un insegnante di ruolo con 1.900 euro?

Con 1.900 € netti al mese la rata sostenibile è di circa 627 €, un terzo dello stipendio, e il mutuo arriva a circa 120.292 € in 25 anni o 134.726 € in 30, a tasso fisso stimato. Con la supplenza fino al 30 giugno, se la banca divide per 12 il netto dell'anno, le stesse cifre scendono di un sesto.

Si può fare il mutuo durante l'anno di prova?

Con alcune banche sì. Diverse banche chiedono la prova superata, e qualcuna accetta il docente ancora in anno di prova solo con un cointestatario a reddito stabile. Per legge la prova dei docenti richiede almeno 180 giorni di servizio, 120 dei quali di attività didattica. Il regolamento del mutuo INPS chiede il contratto a tempo indeterminato e non parla della prova.

Un insegnante può spostare il mutuo della banca all'INPS?

Sì, se è iscritto alla Gestione unitaria e ha i requisiti: l'articolo 18 del regolamento INPS prevede la portabilità, cioè il passaggio all'INPS del debito che resta, fino a 300.000 € per la casa. Nel 2026 le richieste hanno superato il 90% dei fondi l'8 aprile: da allora le portabilità passano solo se avanzano soldi dopo i nuovi mutui.

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Consulente GoMutuo · Consulente del credito

Articolo di un consulente del credito di GoMutuo. Le cifre sono calcolate sui tassi di mercato aggiornati ogni giorno, con il metodo spiegato nella pagina «Come facciamo i calcoli». Sono stime di carattere generale: per il tuo caso serve una simulazione o una consulenza.

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