L'affitto che incasso conta come reddito per il mutuo?

Sì, ma quasi mai per intero. Le banche considerano i canoni di locazione come reddito accessorio e applicano un abbattimento prudenziale, spesso intorno al 20-30% del canone lordo, per tenere conto di sfitto, morosità, imposte e manutenzioni. Le condizioni per farlo valere sono un contratto registrato all'Agenzia delle Entrate, canoni incassati in modo tracciabile e la dichiarazione dei redditi che espone gli importi, sia in regime ordinario sia in cedolare secca.

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Due modellini di case in legno con un mazzo di chiavi tra loro su tessuto beige

Risposta rapida

Sì, ma quasi mai al 100%. I canoni sono considerati reddito accessorio con un abbattimento prudenziale tipicamente del 20-30% del canone lordo. Servono contratto registrato, incassi tracciabili e importi esposti in dichiarazione.

Quanto viene considerato

Tipo di locazioneValutazione tipica
4+4 o 3+2 registratoCanone abbattuto del 20-30%
Locazione a uso diversoValutata caso per caso
Affitti brevi / turisticiPrudenza maggiore, servono più annualità

Condizioni per farlo valere

  1. Contratto registrato all'Agenzia delle Entrate.
  2. Canoni incassati con bonifico, non in contanti.
  3. Importi esposti nella dichiarazione dei redditi (ordinario o cedolare secca).
  4. Estratti conto coerenti: vedi quanti estratti conto servono.

Esempio numerico

Stipendio netto 1.800 €, canone incassato 600 €. Con abbattimento del 25% la banca considera 450 € di reddito aggiuntivo: reddito valutato 2.250 €, rata massima indicativa intorno a 740 € contro i circa 590 € del solo stipendio. Verifica il tuo scenario con la simulazione GoMutuo.

Casi particolari

Contenuto informativo di carattere generale, non consulenza fiscale. Le percentuali di abbattimento sono prassi di mercato e variano da banca a banca. Se vuoi capire come cambia sul tuo caso, puoi fare una simulazione gratuita su GoMutuo e confrontare le offerte reali.

Domande frequenti

Perché la banca non conta l'affitto per intero?

Perché il canone non è certo come uno stipendio: possono verificarsi periodi di sfitto, morosità o spese di manutenzione, e su di esso incidono le imposte. L'abbattimento prudenziale, spesso tra il 20% e il 30%, serve a coprire questi rischi.

La cedolare secca penalizza la valutazione?

No. Anzi, a parità di canone la cedolare secca lascia un reddito netto più prevedibile. Alla banca interessa che l'importo risulti dal contratto registrato e dalla dichiarazione dei redditi, indipendentemente dal regime scelto.

Valgono anche gli affitti brevi o turistici?

Sono valutati con maggiore cautela perché stagionali e discontinui. In genere servono almeno due annualità dichiarate per dimostrare una continuità, e l'abbattimento applicato è più severo rispetto a una locazione a lungo termine.

Serve un contratto registrato?

Sì, è il requisito di base. Un contratto non registrato non è opponibile e non è utilizzabile in istruttoria; inoltre gli incassi devono essere tracciabili, quindi bonifici e non contanti.

Se l'immobile affittato ha un mutuo in corso?

La banca considera entrambe le voci: aggiunge il canone abbattuto al reddito e sottrae la rata in corso dagli impegni. Se la rata è vicina al canone l'effetto netto sulla capacità di credito è quasi nullo.

Posso usare l'affitto per aumentare l'importo finanziabile?

Sì, entro i limiti dell'abbattimento e delle politiche della banca. È spesso ciò che permette di superare la soglia del rapporto rata/reddito quando il solo stipendio non basta.

Scritto da
GoMutuo
Redazione GoMutuo

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