Imposta sostitutiva sul mutuo: cos'è, quanto costa e chi la paga (2026)

L'imposta sostitutiva sul mutuo è un tributo che sostituisce imposta di registro, di bollo, ipotecaria e catastale sull'operazione di finanziamento. È dello 0,25% dell'importo erogato per l'acquisto della prima casa e del 2% per la seconda casa o per finalità diverse dall'acquisto. La trattiene direttamente la banca sull'importo erogato al momento della stipula: non paghi nulla di tasca tua, ma la ricevi al netto. In caso di surroga e sostituzione dell'articolo 15 DPR 601/1973 non è dovuta.

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Scrivania di studio notarile italiano con atto di mutuo, timbro notarile, calcolatrice che mostra la percentuale dell'imposta sostitutiva, banconote in euro, penna stilografica e chiavi di casa

L'imposta sostitutiva sul mutuo è un tributo che sostituisce registro, bollo, ipotecaria e catastale sull'operazione di finanziamento. Vale 0,25% dell'importo erogato per la prima casa e 2% per la seconda casa o per finalità diverse dall'acquisto. La trattiene direttamente la banca al momento dell'erogazione: non paghi nulla in aggiunta, ma ricevi l'importo netto. Non è dovuta su surroga (D.L. 7/2007) e sostituzione ex art. 15 DPR 601/1973.

In questa guida vediamo esattamente aliquote, calcolo con esempi numerici 2026, chi la paga in pratica, cosa succede con surroga e sostituzione, cosa cambia se decadi dai benefici prima casa e perché non è detraibile nel 730.

Cos'è e cosa sostituisce

L'imposta sostitutiva è disciplinata dal DPR 601/1973 (art. 15-20) e si applica alle operazioni di finanziamento a medio-lungo termine (durata superiore a 18 mesi) erogate da banche italiane o comunitarie. Sostituisce quattro tributi che diversamente graverebbero sull'atto di mutuo: imposta di registro, imposta di bollo, imposta ipotecaria e imposta catastale.

L'obiettivo del legislatore è duplice: semplificare l'operatività bancaria (un unico tributo invece di quattro) e rendere trasparente il carico fiscale complessivo sul mutuo, dato che si somma anche all'ISC/TAEG indicato nel PIES. Ecco perché nel prospetto europeo standardizzato (PIES) che la banca ti consegna prima della stipula la voce compare chiaramente separata dagli interessi.

Aliquote 2026: 0,25% e 2%

  • 0,25% — mutui per acquisto, costruzione o ristrutturazione della prima casa, purché il richiedente possieda i requisiti agevolativi (residenza nel Comune entro 18 mesi, non possesso di altra prima casa, immobile non di lusso categorie A/1, A/8, A/9).
  • 2% — mutui per seconda casa, case di lusso, o mutui con finalità diversa dall'acquisto (mutuo liquidità, mutuo consolidamento, ristrutturazione di seconda casa).

La banca applica automaticamente l'aliquota corretta in base alla dichiarazione resa dal cliente in fase di richiesta mutuo, dichiarazione che verrà poi confermata dall'atto notarile di compravendita (per i mutui di acquisto contestuali).

Come si calcola con esempi

La formula è lineare: Imposta sostitutiva = Importo erogato × aliquota. Attenzione: la base imponibile è l'importo erogato dalla banca, non il prezzo di acquisto dell'immobile.

  • Mutuo prima casa da 100.000 € → 100.000 × 0,25% = 250 €.
  • Mutuo prima casa da 200.000 € → 200.000 × 0,25% = 500 €.
  • Mutuo prima casa da 300.000 € → 300.000 × 0,25% = 750 €.
  • Mutuo seconda casa da 150.000 € → 150.000 × 2% = 3.000 €.
  • Mutuo liquidità da 80.000 € → 80.000 × 2% = 1.600 €.

Confronto pratico: a parità di importo (200.000 €) l'imposta sostitutiva su prima casa costa 500 € mentre su seconda casa costa 4.000 €. Una differenza di 3.500 € che vale la pena verificare al momento della scelta della destinazione dell'immobile.

Chi la paga e quando

Il soggetto passivo formale dell'imposta è la banca mutuante, che la versa all'Erario. Sul piano economico però la banca la trasla integralmente sul cliente trattenendola dall'importo erogato.

Esempio operativo: firmi un mutuo prima casa da 200.000 € con contestuale acquisto immobiliare. Il giorno del rogito il notaio richiede alla banca l'erogazione. La banca invia al notaio (o al venditore per bonifico contestuale) 199.500 €: 200.000 di importo teorico meno 500 di imposta sostitutiva.

Questo è un dettaglio operativo importante: se stai calcolando quanto ti serve per chiudere l'acquisto, considera che l'importo effettivamente disponibile per pagare il venditore è al netto dell'imposta sostitutiva. Molti richiedenti chiedono un mutuo leggermente più alto proprio per neutralizzare questa trattenuta.

Surroga e sostituzione: quando non si paga

Due operazioni sono esenti da imposta sostitutiva e rappresentano un risparmio significativo:

  • Surroga (art. 8 D.L. 7/2007 - Decreto Bersani) — il trasferimento del mutuo da una banca a un'altra è per legge completamente gratuito per il cliente: zero imposta sostitutiva, zero notaio, zero commissioni. Vedi la nostra guida su quando conviene surrogare il mutuo.
  • Sostituzione ex art. 15 DPR 601/1973 — mutuo che estingue un mutuo precedente presso la stessa banca (o altra), a parità di soggetti e finalità. Anche in questo caso l'imposta sostitutiva non è dovuta: sconta solo lo 0,25% sull'eventuale quota di liquidità aggiuntiva.

Non è invece esente l'estinzione anticipata del mutuo con accensione di un nuovo mutuo che modifica finalità o soggetti (es. mutuo liquidità o consolidamento debiti): qui l'imposta è dovuta integralmente. Prima di procedere conviene ripassare le fasi dell'istruttoria del nuovo mutuo per stimare tutti i costi.

Decadenza dai benefici prima casa

Se hai beneficiato dell'aliquota agevolata dello 0,25% ma perdi i requisiti prima casa entro 5 anni dall'atto (es. rivendita senza riacquisto entro 12 mesi, mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi, false dichiarazioni), l'Agenzia delle Entrate procede al recupero:

  • Differenza aliquote: 2% - 0,25% = 1,75% sull'importo erogato.
  • Sanzione del 30% sull'imposta non versata.
  • Interessi legali maturati dalla data dell'atto.

Su un mutuo di 200.000 € la differenza è 3.500 € più circa 1.050 € di sanzione più interessi: quasi 5.000 € di recupero. È una ragione tecnica importante per non richiedere l'agevolazione se non sei ragionevolmente certo di rispettare i requisiti per l'intero quinquennio.

È detraibile nel 730?

No. L'imposta sostitutiva non rientra tra le spese detraibili al 19% collegate al mutuo prima casa. La detrazione mutuo nel 730 riguarda esclusivamente gli interessi passivi e alcuni oneri accessori (spese di istruttoria, di perizia, notarili relative all'atto di mutuo) entro il limite complessivo di 4.000 € annui.

L'imposta sostitutiva è invece considerata un tributo assorbito nell'operazione e non genera detrazione autonoma. Da un punto di vista fiscale è quindi un costo secco a carico del mutuatario.

Per stimare in anticipo l'importo netto che riceverai puoi fare una simulazione del mutuo.

Per i riferimenti normativi completi consulta il portale Agenzia delle Entrate — Agevolazioni prima casa e la Guida al mutuo di Banca d'Italia.

Domande frequenti

Quanto costa l'imposta sostitutiva sul mutuo prima casa?

Per l'acquisto, costruzione o ristrutturazione della prima casa l'aliquota è dello 0,25% dell'importo erogato dalla banca. Su un mutuo di 150.000 € l'imposta sostitutiva è quindi 375 €. La banca la trattiene direttamente al momento dell'erogazione: non versi nulla, ricevi bonifico di 149.625 € invece di 150.000 €.

Quanto costa l'imposta sostitutiva sul mutuo seconda casa?

Per la seconda casa (o per mutui con finalità diversa dall'acquisto della prima abitazione) l'aliquota è del 2% dell'importo erogato. Su un mutuo di 150.000 € significa 3.000 € di imposta sostitutiva trattenuta all'erogazione.

Chi paga l'imposta sostitutiva sul mutuo?

Formalmente il soggetto passivo è la banca mutuante, che però la scarica economicamente sul mutuatario trattenendola dall'importo erogato. In pratica la paghi tu: se firmi un mutuo di 200.000 € prima casa, la banca ti eroga 199.500 € (200.000 - 500 di imposta sostitutiva allo 0,25%).

Si paga l'imposta sostitutiva sulla surroga del mutuo?

No. L'articolo 8 del D.L. 7/2007 (Decreto Bersani) prevede che la surroga sia completamente gratuita per il cliente: nessuna imposta sostitutiva, nessun costo notarile, nessuna commissione bancaria. Anche la sostituzione ex art. 15 DPR 601/1973 (stesso soggetto, stessa finalità) è esente.

L'imposta sostitutiva sul mutuo è detraibile nel 730?

No, non rientra tra le spese detraibili al 19% collegate al mutuo prima casa. Sono detraibili gli interessi passivi e gli oneri accessori (istruttoria, perizia, notaio per l'atto di mutuo) entro il limite di 4.000 € annui. L'imposta sostitutiva è considerata un tributo assorbito nell'operazione e non genera detrazione autonoma.

Cosa succede se decado dai benefici prima casa?

Se perdi i requisiti prima casa entro 5 anni dall'acquisto (es. rivendita anticipata senza riacquisto entro 12 mesi, mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi), l'Agenzia delle Entrate recupera la differenza tra il 2% e lo 0,25% (cioè l'1,75%) applicata all'importo del mutuo, più sanzione del 30% e interessi. Su un mutuo di 200.000 € significa circa 3.500 € di imposta più sanzioni.

L'imposta sostitutiva si applica anche ai mutui di liquidità?

Sì, con aliquota del 2%. I mutui liquidità non hanno finalità di acquisto prima casa, quindi non godono dell'aliquota agevolata dello 0,25% e scontano l'aliquota ordinaria. Stessa cosa per i mutui consolidamento debiti non abbinati a sostituzione del mutuo prima casa esistente.

Cosa sostituisce l'imposta sostitutiva?

Sostituisce quattro tributi che altrimenti sarebbero dovuti sull'atto di mutuo: imposta di registro, imposta di bollo, imposta ipotecaria e imposta catastale. È una semplificazione fiscale introdotta dal DPR 601/1973 per rendere trasparente e uniforme il carico tributario sui finanziamenti a medio-lungo termine erogati dalle banche.

Scritto da
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Redazione GoMutuo

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