Posso affittare la casa con mutuo prima casa?

GoMutuoAggiornato il 9 min di lettura

In breve

Sì, puoi affittare una casa acquistata con mutuo prima casa e non esiste un numero minimo di anni da attendere. Le agevolazioni sull'imposta di registro (Nota II-bis, art. 1 Tariffa Parte I, DPR 131/1986) richiedono la residenza nel Comune, non che l'immobile resti a tua disposizione, e non decadono per il solo fatto della locazione. Cambia però il quadro fiscale: se cedi tutta la casa e perdi la dimora abituale, perdi la detrazione IRPEF del 19% sugli interessi passivi del mutuo (art. 15, comma 1, lett. b) TUIR), salvo trasferimento per motivi di lavoro. Torna dovuta anche l'IMU, con aliquota ordinaria. Il contratto di mutuo può inoltre richiedere il consenso preventivo della banca.

Soggiorno luminoso con chiavi sul tavolo e un contratto arrotolato — affittare la casa acquistata con mutuo prima casa
Indice della guida · 8 sezioni

Si può? Risposta rapida

Sì, puoi affittare la casa acquistata con le agevolazioni prima casa e con un mutuo prima casa, e non c'è un numero minimo di anni da attendere. Nessuna norma impone di abitare personalmente l'immobile per un certo periodo prima di locarlo, a meno che tu non abbia avuto un contributo regionale che lo chiede, come il contributo prima casa del Friuli Venezia Giulia.

Cambia però il quadro fiscale: se l'immobile non è più la tua abitazione principale perdi la detrazione IRPEF del 19% sugli interessi del mutuo e l'IMU torna dovuta. E il contratto di mutuo può richiedere il consenso preventivo della banca.

Le agevolazioni prima casa decadono?

No, non per la locazione. La Nota II-bis all'art. 1 della Tariffa Parte I del DPR 131/1986 chiede, in sintesi:

  • che l'immobile sia in un Comune in cui hai (o trasferisci entro 18 mesi) la residenza;
  • che non sia di categoria di lusso (A/1, A/8, A/9);
  • che tu non sia titolare di altra abitazione nello stesso Comune né di altra prima casa agevolata in Italia (salve le regole sul riacquisto).

Il requisito è la residenza nel Comune, non l'uso esclusivo dell'immobile. L'Agenzia delle Entrate lo scrive così: «Per usufruire dei benefici, l'abitazione deve trovarsi nel territorio del Comune in cui l'acquirente ha la propria residenza». Per questo la locazione, di per sé, non fa decadere l'imposta di registro agevolata. Il vero vincolo temporale è il quinquennio sulla rivendita: nell'elenco dei casi di decadenza la locazione non compare, mentre compare la vendita o la donazione prima dei 5 anni senza riacquisto entro un anno, che costa il recupero delle imposte, una sanzione pari al 30% e gli interessi. Dettagli in decadenza delle agevolazioni prima casa: conseguenze e rimedi.

Tabella: cosa cambia se affitti

AspettoCi abiti tuLa affitti interamente
Agevolazione imposta di registroValidaValida (non decade)
Detrazione interessi 19% (art. 15, comma 1, lett. b) TUIR)SpettantePersa, salvo trasferimento per lavoro
IMUEsente (abitazione principale)Dovuta con aliquota ordinaria comunale
Tassazione del canone—IRPEF ordinaria o cedolare secca 21% / 10%
TARIA tuo caricoDi norma a carico dell'inquilino
Contratto di mutuoNessun adempimentoPossibile consenso della banca richiesto

La detrazione degli interessi del mutuo

È il punto che pesa più spesso in termini economici. L'art. 15, comma 1, lett. b) TUIR consente di detrarre il 19% degli interessi passivi su un massimo di 4.000 € annui (fino a 760 € di detrazione) per il mutuo contratto per l'acquisto dell'unità immobiliare da destinare ad abitazione principale. Se l'immobile viene locato integralmente e vi perdi la dimora abituale, la detrazione non spetta più per gli anni successivi.

Due situazioni da conoscere:

  1. Trasferimento per motivi di lavoro: la norma tutela chi deve spostare la dimora per esigenze lavorative, consentendo di continuare a fruire della detrazione.
  2. Locazione parziale (una o più stanze) con mantenimento della dimora abituale nello stesso immobile: l'unità resta la tua abitazione principale, quindi la detrazione può continuare a spettare. Verifica il caso concreto con un CAF o un commercialista: l'Agenzia delle Entrate non pubblica una regola generale di calcolo proporzionale. Vedi detrazione interessi con casa affittata parzialmente.

IMU, TARI e tassazione del canone

Con la casa locata l'IMU torna dovuta con l'aliquota ordinaria del Comune; con un contratto a canone concordato l'imposta è ridotta per legge al 75% (art. 1, comma 760, L. 160/2019). Il canone si tassa a scelta con IRPEF ordinaria oppure con cedolare secca al 21% (canone libero) o al 10% (canone concordato nei Comuni previsti). Nell'anno in cui subentra la locazione ricordati la ripartizione per mesi di possesso e i conguagli: la logica è la stessa spiegata in chi paga l'IMU tra compromesso e rogito.

Serve il consenso della banca?

L'immobile è tuo e resta tuo, ma è gravato da ipoteca: molti contratti di mutuo prevedono una clausola che richiede il consenso scritto preventivo alla locazione, in particolare per contratti di lunga durata o con canoni incassati in anticipo. Cosa fare, in pratica:

  • Rileggi il contratto alla voce obblighi del mutuatario e destinazione dell'immobile.
  • Invia una comunicazione scritta alla banca prima di registrare il contratto di locazione e conserva la risposta.
  • Verifica la polizza incendio e scoppio: la destinazione locativa può richiedere un adeguamento.
  • Se l'operazione diventa a reddito, valuta anche la convenienza di una rinegoziazione o di una surroga, e fatti scrivere dalla banca le condizioni prima di decidere.

Se invece stai comprando un immobile già occupato da un inquilino, la situazione è diversa e più delicata: mutuo per acquistare un immobile già locato.

E se il mutuo ha la garanzia Consap?

La garanzia Consap si ottiene per comprare la casa in cui vai a vivere, e sei tu a dichiararlo. Nel modulo di domanda scrivi di voler comprare la casa «ad uso di abitazione principale», con una dichiarazione sostitutiva che, se falsa, espone alle sanzioni penali dell'art. 76 del D.P.R. 445/2000. Per le FAQ di Consap questa destinazione, poi, «deve essere dichiarata nei contratti di acquisto e mutuo».

Che cosa succede se, dopo averci abitato, la affitti? Il decreto MEF del 31 luglio 2014 che regola il Fondo non fissa un periodo minimo in cui devi abitarci e, fra i casi in cui la garanzia decade o diventa inefficace, non nomina la locazione: dice anzi che la garanzia, concessa alla banca, «permane per l'intera durata del finanziamento» (art. 5). Nemmeno la pagina e le FAQ di Consap dicono che cosa succede se la casa viene affittata, ma le FAQ precisano che la garanzia «si estende unicamente ad immobili adibiti ad abitazione principale del richiedente». Diverso è comprare già con l'idea di affittare: la dichiarazione sull'abitazione principale sarebbe falsa, e per le dichiarazioni «mendaci, inesatte o reticenti» il decreto prevede che Consap informi l'Agenzia delle Entrate per le sanzioni e, se il fatto può essere un reato, l'autorità giudiziaria (art. 9).

Per il resto non cambia nulla rispetto a un mutuo senza garanzia: detrazione degli interessi ed esenzione IMU seguono l'abitazione principale, e il contratto di mutuo può chiedere il consenso della banca. Prima di affittare, chiedi alla banca per iscritto se la locazione cambia qualcosa per il tuo mutuo con la garanzia. Come funziona la garanzia è spiegato nella guida al Fondo di garanzia prima casa Consap.

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Le domande che ci fanno tutti

Posso affittare la casa comprata con mutuo prima casa?

Sì. Non esiste una norma che imponga di abitarla per un numero minimo di anni prima di affittarla. L'agevolazione fiscale sull'acquisto richiede la residenza nel Comune dell'immobile (da trasferire entro 18 mesi) e non decade per il solo fatto che l'immobile venga locato.

Dopo quanto tempo posso affittarla senza rischi?

Dal punto di vista dell'imposta di registro non c'è un termine da rispettare per la locazione. Il periodo che conta è il quinquennio dall'acquisto, ma riguarda la rivendita: se vendi prima di cinque anni senza riacquistare entro un anno, le agevolazioni decadono con imposte e sanzioni.

Perdo la detrazione degli interessi del mutuo se affitto?

Se cedi in locazione l'intero immobile e non ci abiti più, sì: la detrazione IRPEF del 19% sugli interessi passivi (art. 15, comma 1, lett. b) TUIR) spetta per l'unità usata come abitazione principale. È prevista un'eccezione se hai dovuto trasferirti per motivi di lavoro. Se affitti solo una stanza e continui a risiedervi, la casa resta la tua abitazione principale e la detrazione può continuare a spettare. Verifica il caso specifico con un CAF, perché non esiste una regola generale di calcolo proporzionale pubblicata dall'Agenzia delle Entrate.

L'IMU torna dovuta se affitto la casa?

Sì. L'esenzione IMU vale per l'abitazione principale, cioè dove risiedi e dimori abitualmente. Se l'immobile viene locato e non è più la tua abitazione principale, si applica l'aliquota ordinaria deliberata dal Comune. Con un contratto a canone concordato, l'imposta calcolata con l'aliquota del Comune è ridotta per legge al 75% (art. 1, comma 760, L. 160/2019).

Devo chiedere il permesso alla banca per affittare l'immobile ipotecato?

Molti contratti di mutuo contengono una clausola che richiede il consenso preventivo scritto della banca alla locazione, soprattutto per contratti di lunga durata o con canone anticipato. La proprietà resta tua, ma è prudente inviare una richiesta formale e conservare la risposta per evitare contestazioni contrattuali.

Con il mutuo Consap posso affittare la casa?

Le regole del Fondo non dicono che cosa succede se la affitti. Chiedono che la casa sia comprata per farne la tua abitazione principale, e lo dichiari nella domanda e negli atti; per le FAQ di Consap la garanzia si estende solo alle case adibite ad abitazione principale di chi la chiede. Il decreto del 2014 non fissa un periodo minimo in cui abitarci e, fra i casi in cui la garanzia decade, non nomina l'affitto. Comprare già per affittare, invece, renderebbe falsa la dichiarazione. Prima di affittare chiedi alla banca per iscritto.

Come viene tassato il canone di affitto?

Puoi scegliere la tassazione ordinaria IRPEF sul reddito da locazione oppure la cedolare secca, con aliquota del 21% per i contratti a canone libero e del 10% per i contratti a canone concordato nei Comuni previsti. La cedolare secca esclude l'aumento dell'imponibile IRPEF ma non consente alcune deduzioni.

GoMutuo · Redazione GoMutuo

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