Quanto costa il notaio per la seconda casa?

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In breve

Il notaio per la seconda casa costa quanto per la prima come onorario, ma le imposte che versa all'atto salgono. Da un privato, o da un'impresa che vende senza IVA, si paga il 9% del valore catastale (rendita × 1,05 × 120, minimo 1.000 euro) più 50 euro di ipotecaria e 50 di catastale, contro il 2% di rendita × 1,05 × 110 della prima casa. Da un'impresa con IVA si paga il 10% del prezzo (22% per A/1, A/8 e A/9) invece del 4%, più 200 euro ciascuna di registro, ipotecaria e catastale. Con una rendita di 500 euro le imposte da privato passano da 1.255 a 5.770 euro; col mutuo la sostitutiva sale dallo 0,25% al 2%.

Notaio che firma l'atto di compravendita su una scrivania di noce, con una cartellina lime e una lampada in ottone
Indice della guida · 5 sezioni

Risposta rapida

Il notaio, come professionista, costa più o meno lo stesso per prima e seconda casa: a pesare sono le imposte che versa all'atto. Sulla seconda casa comprata da un privato l'imposta di registro è il 9% del valore catastale invece del 2% della prima casa, mentre ipotecaria e catastale restano fisse a 50 euro ciascuna. Con una rendita di 500 euro il registro passa da 1.155 a 5.670 euro.

Questa distinzione conta soprattutto quando si valuta come funziona un mutuo per la seconda casa, perché il preventivo del rogito va fatto insieme a quello del finanziamento.

Quali imposte cambiano tra prima e seconda casa?

Al rogito il notaio applica due voci molto diverse tra loro: la sua parcella (l'onorario, che sceglie in autonomia) e le imposte dovute all'Erario, che calcola e versa per conto dell'acquirente. Solo la seconda voce cambia in base alla presenza o meno dell'agevolazione prima casa.

  • Vendita da privato o da impresa senza IVA (imposta di registro): 2% del valore catastale con l'agevolazione prima casa, 9% senza, con un minimo di 1.000 euro (art. 10 D.Lgs. 23/2011); ipotecaria e catastale fisse a 50 euro ciascuna in entrambi i casi.
  • Vendita da impresa con IVA (il costruttore entro 5 anni dalla fine dei lavori, o dopo se sceglie l'IVA): 4% sul prezzo con l'agevolazione prima casa, 10% senza (22% per le categorie A/1, A/8 e A/9); registro, ipotecaria e catastale fisse a 200 euro ciascuna.
  • Onorario del notaio: negoziabile con lo studio scelto, da chiedere in un preventivo scritto, e non legato per legge al tipo di casa acquistata.

Da privato la base non è il prezzo ma il valore catastale, se nell'atto chiedi il prezzo-valore: rendita × 1,05 × 110 per la prima casa, × 120 per la seconda. Sulla seconda casa cambiano quindi sia l'aliquota sia la base. Da impresa con IVA si paga sul prezzo, come spiegato nel confronto fra IVA e imposta di registro. In tutti i casi, scrive la guida dell'Agenzia delle Entrate sull'acquisto della casa, «le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono versate dal notaio al momento della registrazione dell'atto».

Alcuni casi cambiano il conto:

  • Hai già una casa: la nuova può avere il 2% se quella che possiedi è in un altro comune ed è stata comprata senza agevolazioni, oppure se era agevolata e la vendi entro due anni. Se hai già una casa nello stesso comune, il 2% non spetta.
  • Compra una società, o un professionista per l'attività: niente prezzo-valore, quindi il 9% si calcola sul prezzo dichiarato.
  • Box e cantine: con la seconda casa pagano il 9%; con la prima casa agevolata si agevola una sola pertinenza per categoria (C/2, C/6, C/7).
  • Case A/1, A/8 e A/9: non sono mai prima casa, quindi 9% di registro o IVA al 22%.
  • Acquisto all'asta: il prezzo-valore si può chiedere anche lì.

Esempio con i numeri

Prendiamo una casa con rendita catastale di 500 euro, pagata 200.000 euro con un mutuo di 150.000 euro. Da un privato, se nell'atto chiedi il prezzo-valore, la base è 500 × 1,05 × 110 = 57.750 euro come prima casa e 500 × 1,05 × 120 = 63.000 euro come seconda; da un'impresa con IVA si paga sul prezzo.

VocePrima casaSeconda casa
Registro da privato (rendita 500 €)1.155 € (2% di 57.750 €)5.670 € (9% di 63.000 €)
Ipotecaria + catastale da privato100 €100 €
Totale imposte da privato1.255 €5.770 €
Da impresa con IVA, prezzo 200.000 €8.600 € (IVA 4% + 600 € fissi)20.600 € (IVA 10% + 600 € fissi)
Imposta sostitutiva, mutuo 150.000 €375 € (0,25%)3.000 € (2%)

Da privato la seconda casa costa 4.515 euro di imposte in più, da impresa 12.000 euro, e il mutuo aggiunge altri 2.625 euro di sostitutiva. L'onorario del notaio si somma a parte e per legge non cambia fra le due colonne. Per vedere quanto pesa tutto questo insieme alla rata conviene fare una simulazione su GoMutuo.

Come contenere la spesa al rogito

  1. Fatti dare dal venditore la visura catastale (per i propri immobili la scarica gratis dal portale dell'Agenzia delle Entrate) e nell'atto chiedi al notaio il prezzo-valore: senza quella richiesta le imposte si calcolano sul prezzo. Nell'esempio della guida AdE, con una rendita di 900 euro e un prezzo di 200.000 euro, il 9% scende da 18.000 a 10.206 euro.
  2. Chiedi un preventivo scritto al notaio che separi onorario e imposte: permette di confrontare studi diversi solo sulla voce davvero negoziabile, come approfondito in quanto si può trattare l'onorario del notaio.
  3. Se l'acquisto è finanziato, metti nel conto l'imposta sostitutiva del mutuo: sulla seconda casa è il 2% dell'importo invece dello 0,25% (art. 18 D.P.R. 601/1973), cioè 3.000 euro invece di 375 su un mutuo di 150.000 euro. Va messa in conto prima di firmare il preliminare.

Le domande che ci fanno tutti

Il notaio chiede un onorario più alto per la seconda casa?

No, non per legge. Le tariffe minime sono cadute con il D.L. 223/2006 e oggi l'art. 9 del D.L. 1/2012 abroga le tariffe professionali: l'onorario è libero e dipende dallo studio, dalla complessità dell'atto e dal valore dell'immobile, non dal fatto che sia prima o seconda casa. Quello che cambia sono le imposte.

Quanto è l'imposta di registro sulla seconda casa nel 2026?

Se il venditore è un privato, o un'impresa che vende senza IVA, il 9% del valore catastale (rendita × 1,05 × 120) con un minimo di 1.000 euro, se nell'atto chiedi il prezzo-valore; altrimenti il 9% del prezzo. Sulla prima casa, con i requisiti, è il 2% di rendita × 1,05 × 110, sempre con minimo 1.000 euro.

Se compro la seconda casa da un'impresa pago sempre l'IVA?

No. Di regola la vendita di un'abitazione da parte di un'impresa è esente da IVA e si paga il 9% di registro, come da un privato. L'IVA al 10% (22% per A/1, A/8 e A/9) si applica quando vende l'impresa costruttrice o di ripristino entro 5 anni dalla fine dei lavori, o anche dopo se sceglie l'IVA nell'atto: in quel caso registro, ipotecaria e catastale sono fisse a 200 euro ciascuna.

Il mutuo per la seconda casa comporta spese notarili aggiuntive?

Sì. Il mutuo è un secondo atto, con un suo onorario, e porta l'imposta sostitutiva: sulla seconda casa è il 2% dell'importo invece dello 0,25%, cioè 3.000 euro invece di 375 su un mutuo di 150.000 euro (art. 18 D.P.R. 601/1973).

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