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La certificazione degli interessi del mutuo è il riepilogo con cui la banca ti dice quanto hai pagato di interessi passivi e oneri accessori nell'anno: sono le cifre del rigo E7 del 730. La banca manda gli stessi dati all'Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo, per questo li ritrovi nel 730 precompilato. La tua copia non ha una data fissata dalla legge: di solito la scarichi dall'home banking.
Quanto vale la detrazione e chi ne ha diritto lo spiega la guida alla detrazione degli interessi nel 730. La certificazione serve a controllare le cifre del precompilato.
Cosa c'è scritto nella certificazione degli interessi?
Il modello lo sceglie la banca, ma le voci utili per il 730 sono queste.
- Gli intestatari e il numero del mutuo. Controllali sul contratto: la guida dell'Agenzia delle Entrate sugli interessi passivi avverte che «nelle ricevute rilasciate dagli istituti di credito, non sono sempre riportati tutti gli intestatari».
- Gli interessi passivi pagati nell'anno, contati per cassa: vale il giorno del pagamento, non la scadenza della rata.
- Gli oneri accessori trattenuti dalla banca, di solito nell'anno della firma: istruttoria, perizia, imposta sostitutiva.
- In alcune certificazioni, anche la quota capitale e il debito residuo al 31 dicembre: non si detraggono, ma servono per esempio all'ISEE.
Non tutto quello che paghi alla banca si detrae: la stessa guida esclude, fra le altre voci, l'assicurazione dell'immobile e «le spese per l'incasso delle rate di mutuo». Di solito, poi, non ci sono le spese pagate al notaio per l'atto di mutuo: sono detraibili, ma si documentano con la fattura, come spiega l'articolo sulle spese notarili del mutuo nel 730.
Quando arriva la certificazione e dove si trova?
I dati viaggiano su due strade. La prima porta all'Agenzia delle Entrate: la banca comunica interessi e oneri di ogni intestatario, come prevede l'art. 78, comma 25, della legge 413/1991. Il termine era il 28 febbraio; l'art. 16-bis del D.L. 124/2019 lo ha spostato al 16 marzo, e la scheda dell'Agenzia per le banche lo riassume così: «entro il 16 marzo di ciascun anno, con riferimento ai dati relativi all'anno precedente». Da lì i dati entrano nel 730 precompilato, che nel 2026 si poteva consultare dal 30 aprile.
La seconda strada è la copia per te, e qui una scadenza equivalente non c'è. L'art. 78 riguarda solo l'Agenzia, e l'art. 119 del Testo unico bancario chiede alla banca «almeno una volta all'anno, una comunicazione chiara in merito allo svolgimento del rapporto», senza un giorno preciso. Di solito la certificazione la trovi:
- nell'area documenti dell'home banking o dell'app, fra le comunicazioni del mutuo;
- per posta, se non hai scelto di ricevere i documenti online;
- su MyINPS, se il mutuo te l'ha concesso l'INPS come dipendente o pensionato dell'Istituto: il servizio dedicato mostra le certificazioni dal 2018 in poi.
Certificazione, quietanza, CU e debito residuo: che differenza c'è?
Sono documenti diversi, anche se spesso finiscono nella stessa cartella dell'home banking.
| Documento | Chi lo rilascia | Cosa dimostra | A cosa serve |
|---|---|---|---|
| Certificazione degli interessi | La banca del mutuo, una volta l'anno | Interessi e oneri pagati nell'anno | 730 o modello Redditi |
| Quietanza della rata | La banca, per ogni pagamento | Che quella rata è stata pagata | Prova dei pagamenti, valida anche per il 730 |
| Quietanza di estinzione | La banca, quando il mutuo si chiude o passa a un'altra banca | La data in cui il debito si è estinto | Cancellazione dell'ipoteca; nella surroga, prova del debito residuo pagato (l'ipoteca non si cancella: passa alla nuova banca) |
| Certificazione Unica | Datore di lavoro o INPS | Redditi e ritenute; gli interessi solo in casi particolari | 730, domanda di mutuo |
| Attestazione del debito residuo | La banca, di solito su richiesta | Il capitale ancora da restituire a una certa data | ISEE |
La quietanza di estinzione la prevede l'art. 40-bis del TUB: la banca rilascia una «quietanza attestante la data di estinzione dell'obbligazione». La CU riguarda il mutuo solo se il datore di lavoro ha già considerato gli interessi in busta paga (punti da 341 a 352: vanno comunque nel rigo E7) o te li ha rimborsati senza tassarli come fringe benefit (punti da 701 a 706: quella parte non si detrae); il resto è nella guida alla CU per il mutuo. Per l'ISEE conta il capitale residuo «al 31 dicembre del secondo anno precedente a quello di presentazione della DSU», dicono le istruzioni della DSU; i passaggi sono nell'articolo sul debito residuo del mutuo nell'ISEE.
Come si usa nel 730 precompilato: rigo E7 e codici
Gli interessi del mutuo per comprare l'abitazione principale vanno nel quadro E, rigo E7: in colonna 1 il codice, in colonna 2 l'importo pagato nell'anno. Il codice dipende dalla data del contratto, secondo le istruzioni del 730/2026.
| Contratto di mutuo stipulato | Codice nella colonna 1 del rigo E7 |
|---|---|
| Fino al 31 dicembre 2021 | 7 |
| Dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2024 | 48 |
| Dal 1° gennaio 2025 | 57 |
Dopo una surroga, un accollo o una rinegoziazione conta la data del nuovo atto: per la guida dell'Agenzia «per data di stipula del contratto di mutuo è da intendersi la data di stipula del contratto di accollo/subentro/rinegoziazione/surroga del mutuo». Il codice pesa: sopra i 75.000 € di reddito la detrazione dei mutui stipulati dal 2025 ha un tetto, quella dei contratti fino al 2024 resta piena.
Nel precompilato confronta con la certificazione l'importo del rigo E7 (la tua quota, se il mutuo è cointestato), il codice e l'elenco riepilogativo dei dati non usati. La guida alla dichiarazione precompilata 2026 avverte che «Non sono inserite nella dichiarazione precompilata le informazioni che l'Agenzia ritiene incomplete o incoerenti», per esempio gli interessi di «un mutuo stipulato tre anni prima» che mancavano nella dichiarazione dell'anno precedente. Nella compilazione semplificata gli interessi sono nella sezione «casa e altre proprietà».
Se gli interessi mancano del tutto, controlla come la banca ha classificato il mutuo. Per i contratti firmati dal 2019, all'Agenzia lo indica come mutuo per l'abitazione principale solo in due casi: se le hai detto, alla firma o entro il 31 dicembre, di avere i requisiti per la detrazione, o se sa che hai comprato con le agevolazioni prima casa. Lo spiega una FAQ dell'Agenzia rivolta alle banche. Altrimenti il mutuo risulta per altri immobili. Se hai i requisiti inserisci tu il dato e comunicalo alla banca: se lo fai entro il 31 dicembre, vale già per i dati di quell'anno.
Accettare o modificare cambia i controlli. Se accetti il precompilato senza modifiche, i documenti degli oneri comunicati dalle banche non vengono controllati; se lo presenti da solo e cambi il rigo E7, «i controlli documentali saranno effettuati solo sui dati variati». Se invece il 730 modificato passa da un CAF o da un professionista, il controllo si fa nei loro confronti e può riguardare anche gli oneri comunicati dalle banche.
Esempio: come si legge la certificazione di un mutuo cointestato
Marco e Giulia hanno firmato a marzo 2023 un mutuo di 180.000 € in 25 anni, cointestato al 50%, per la casa di cui sono comproprietari e dove vivono. Ipotizziamo un TAN fisso del 3,50% e la prima rata ad aprile 2023: la rata è di 901 € e nel 2025 hanno pagato le rate dalla 22ª alla 33ª. La loro certificazione del 2025, ricostruita dal piano di ammortamento:
| Voce | Importo | Dove va |
|---|---|---|
| Interessi passivi pagati nel 2025 | 5.938 € | 730/2026, rigo E7, codice 48: 2.969 € a testa |
| Quota capitale rimborsata nel 2025 | 4.876 € | Non si detrae |
| Debito residuo al 31 dicembre 2025 | 166.991 € | ISEE chiesto nel 2027, con le regole di oggi |
Il codice è 48 perché il contratto è del 2023. Ognuno ha una quota di 2.969 €, sopra il suo limite di 2.000 € (metà dei 4.000 € del mutuo): la detrazione è il 19% di 2.000 €, cioè 380 € a testa, 760 € in due. Se fossero sposati, Giulia fosse fiscalmente a carico di Marco e lui avesse pagato tutte le rate, Marco potrebbe indicare anche la quota di lei: 5.938 € in tutto, ma la detrazione si fermerebbe al 19% di 4.000 €, cioè 760 €. Senza questa regola la quota di Giulia rischierebbe di andare persa, perché con un reddito così basso di solito non c'è imposta da cui scalarla.
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Casi particolari: quando la certificazione non basta
- Mutuo cointestato o coniuge a carico. Ognuno indica la sua quota, secondo il contratto, e il limite di 4.000 € si divide; con il coniuge fiscalmente a carico, chi ha pagato tutto indica anche la quota dell'altro, purché anche il coniuge abbia i requisiti per la detrazione (se nel precompilato manca, la aggiungi tu). Se la casa è di uno solo, l'altro cointestatario non detrae nulla e il proprietario detrae solo la sua quota di interessi, entro la sua parte del limite. I dettagli sono nella guida al mutuo cointestato.
- Surroga durante l'anno. Servono due certificazioni, della vecchia e della nuova banca, e nel 730 vanno tutte e due, ciascuna con il codice del suo contratto. Se il nuovo mutuo supera il debito residuo si detrae solo una parte: il calcolo è nell'articolo sulla surroga con importo maggiorato.
- Mutuo con più finalità. Nel rigo E7 va solo la quota per l'acquisto: costruzione e ristrutturazione hanno i codici 10, 46 e 55 nei righi da E8 a E10, la liquidità non si detrae. Il precompilato lo ricorda con un messaggio, riportato nelle FAQ dell'Agenzia: «Se gli interessi passivi si riferiscono a un contratto di mutuo con diverse finalità, va indicata in dichiarazione negli appositi righi solo la quota detraibile».
- Mutuo più alto del costo della casa. Se il mutuo supera il prezzo del rogito più notaio e altri oneri dell'acquisto, si detrae solo la parte proporzionale degli interessi certificati: interessi × (costo di acquisto + oneri) ÷ capitale del mutuo. Nell'esempio della guida dell'Agenzia, con 150.000 € di mutuo, 110.200 € di costo documentato e 3.000 € di interessi, la quota detraibile è di 2.204 €.
- Separazione e accollo del mutuo. Se dopo la separazione uno dei due è rimasto unico proprietario e si è accollato le rate con atto pubblico o scrittura privata autenticata, può detrarre tutti gli interessi, nei limiti e con gli altri requisiti di legge, anche se il mutuo resta intestato a entrambi. La certificazione però porta i due nomi: la guida dell'Agenzia chiede di integrare le ricevute con l'attestazione che l'intero onere è stato pagato da chi è rimasto proprietario.
- Morte di un intestatario. Gli eredi, compreso il coniuge superstite cointestatario, detraggono dopo aver regolarizzato l'accollo del mutuo con la banca, se hanno gli altri requisiti; nel rigo E7 conta la data dell'accollo. Nel frattempo, se un solo erede paga tutte le rate, può detrarre gli interessi con un accordo fra gli eredi fatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata.
- Contributo sugli interessi. Se lo Stato, un ente pubblico o il datore di lavoro pagano una parte degli interessi, si detrae solo la differenza fra interessi pagati e contributo: controlla se la certificazione riporta gli interessi prima o dopo il contributo.
Se la certificazione non arriva o è sbagliata, cosa fai?
- Cercala nell'archivio documenti dell'home banking, anche fra gli anni passati.
- Chiedila per iscritto alla banca, con la PEC o dall'area riservata. L'art. 119, comma 4, del TUB ti dà diritto alla copia dei documenti sulle operazioni degli ultimi dieci anni «entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni». La banca può farti pagare solo i costi di produzione.
- Intanto usa le prove che hai. Fra i documenti validi la guida dell'Agenzia elenca «Ricevute quietanzate o certificazione annuale della banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2025 o estratto conto bancario o postale».
- Se l'importo è sbagliato, chiedi la correzione e nel 730 indica quello giusto; poi conserva la certificazione corretta.
- Se hai già presentato il 730 senza gli interessi, puoi recuperarli con un 730 integrativo, solo tramite CAF o professionista, entro il 26 ottobre 2026 (il 25 è domenica), oppure con il modello Redditi: correttivo entro il 2 novembre 2026, integrativo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della dichiarazione (per il 730/2026, il 31 dicembre 2031).
Per quanto tempo va conservata la certificazione?
Finché l'Agenzia può chiederla. Le istruzioni del 730/2026 sono esplicite: «I documenti relativi alla dichiarazione di quest'anno vanno conservati fino al 31 dicembre 2031, termine entro il quale l'amministrazione fiscale può richiederli». Ogni certificazione si tiene fino alla fine del quinto anno dopo quello del 730. Contratto di mutuo e atto di acquisto servono ogni anno: tienili per tutta la durata del mutuo e oltre, fino ai termini dell'ultimo 730 con la detrazione.
Anche accettando il precompilato senza modifiche un controllo resta possibile, e la guida alla precompilata fa proprio l'esempio del mutuo: «può essere controllata l'effettiva destinazione ad abitazione principale dell'immobile».



