Mutuo con contratto in somministrazione: si può avere?

Consulente GoMutuo11 min di lettura

In breve

Il mutuo con contratto in somministrazione si può avere, ma non con tutte le banche e non sempre con il reddito contato per intero. Alcune contano lo stipendio dell'agenzia solo se nella pratica c'è anche un reddito stabile, altre solo in parte, altre ancora mettono questi contratti fra quelli che non finanziano. Con 1.500 € netti contati per intero si chiedono circa 107.279 € in 30 anni a tasso fisso; con una compagna da 1.400 € a tempo indeterminato si arriva a circa 207.406 €. Il D.Lgs. 81/2015 distingue la somministrazione a termine da quella a tempo indeterminato, e la banca guarda anche quale delle due hai.

Coppia sul divano che guarda un telefono con la cover lime davanti a una parete lilla
Indice della guida · 9 sezioni

Risposta rapida

Sì, con un contratto in somministrazione il mutuo si può avere, ma meno banche lo concedono e spesso il reddito dell'agenzia non conta per intero. Nelle politiche di credito che vediamo ogni giorno ne parlano in poche, e in modi diversi: c'è chi conta lo stipendio da somministrazione solo se nella pratica c'è anche un reddito a tempo indeterminato o da lavoro autonomo, chi lo conta solo in parte e chi mette i «contratti atipici» fra i redditi che non finanzia.

Pesa anche il tipo di contratto con l'agenzia: a termine o a tempo indeterminato, due rapporti che la legge tratta in modo diverso. Le regole generali per chi lavora a termine, fra anni lavorati e documenti, sono nella guida al mutuo con contratto a tempo determinato; qui ci sono le cose che cambiano quando il datore di lavoro è un'agenzia, e i conti.

Cosa dice la legge sulla somministrazione a termine e a tempo indeterminato?

Nella somministrazione (il vecchio lavoro interinale) chi ti assume e ti paga è l'agenzia, mentre lavori presso un'altra azienda, l'utilizzatore. L'art. 30 del D.Lgs. 81/2015 lo definisce così: «Il contratto di somministrazione di lavoro è il contratto, a tempo indeterminato o determinato, con il quale un'agenzia di somministrazione autorizzata […] mette a disposizione di un utilizzatore uno o più lavoratori suoi dipendenti». I casi sono due, e per la banca non sono uguali.

  • Assunto dall'agenzia a tempo determinato. Di solito il contratto con l'agenzia dura quanto la missione. Secondo l'art. 34, comma 2, il termine del contratto «può in ogni caso essere prorogato, con il consenso del lavoratore e per atto scritto, nei casi e per la durata previsti dal contratto collettivo applicato dal somministratore»: quante proroghe e per quanto tempo lo decide il contratto collettivo delle agenzie, non un numero unico di legge.
  • Assunto dall'agenzia a tempo indeterminato. Le missioni possono essere a termine oppure a tempo indeterminato (lo «staff leasing»), e per queste ultime l'art. 31 dice che «Possono essere somministrati a tempo indeterminato esclusivamente i lavoratori assunti dal somministratore a tempo indeterminato», e l'art. 34, comma 1, che per chi è assunto a tempo indeterminato il rapporto con l'agenzia «è soggetto alla disciplina prevista per il rapporto di lavoro a tempo indeterminato».

Per la banca la differenza è la prospettiva del reddito. A termine, lo stipendio è certo fino alla fine della missione. A tempo indeterminato il rapporto con l'agenzia continua anche quando una missione finisce, ma nei periodi di attesa lo stipendio pieno lascia il posto a un'indennità di disponibilità, che la legge vuole stabilita «nella misura prevista dal contratto collettivo applicabile al somministratore e comunque non inferiore all'importo fissato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali» (art. 34, comma 1). Di solito è più bassa dello stipendio, e nei mesi in cui la ricevi la busta paga e la CU si abbassano.

Come conta la banca lo stipendio dell'agenzia?

Nessuna norma dice come si conta questo reddito: la legge chiede alla banca una valutazione del merito creditizio, e ognuna la fa con le sue regole. La guida della Banca d'Italia Il mutuo ipotecario in parole semplici lo dice in chiaro: la banca può chiedere garanzie oltre all'ipoteca quando il cliente «non ha un lavoro stabile». Nelle politiche di credito che vediamo ogni giorno le risposte sono queste:

  • Conta solo con un secondo reddito stabile. Almeno una banca considera il reddito da somministrazione soltanto se nella pratica c'è anche un reddito a tempo indeterminato o da lavoro autonomo. Da solo, il mutuo non parte.
  • Conta solo in parte. Almeno una lo prende in parte, e solo se la CU copre l'anno intero; se la CU ha dei mesi scoperti, guarda soltanto il minimo previsto dal contratto.
  • Non lo finanzia. Almeno una mette i «contratti atipici» fra i redditi che non finanzia.
  • Lo tratta come il tempo determinato. Dove non c'è una regola apposta, conta quanto hai lavorato: di solito gran parte degli ultimi 2 o 3 anni, anche con agenzie e missioni diverse, e spesso con un cointestatario o un garante.

La continuità si dimostra con l'estratto contributivo INPS, dove le missioni e le pause fra una e l'altra si vedono subito; come scaricarlo è spiegato nella guida all'estratto contributivo INPS per il mutuo. Oltre a quello servono il contratto con l'agenzia e le lettere di missione o di proroga, le buste paga dell'agenzia (di solito le ultime 2 o 3, consecutive), l'ultima CU e gli estratti conto ufficiali, di solito degli ultimi 3 mesi, di tutti i conti su cui passano entrate e spese.

Mutuo con contratto indeterminato in somministrazione: conta come un posto fisso?

Non sempre. Per la legge il rapporto con l'agenzia è a tempo indeterminato, ma la banca guarda il tipo di contratto con l'agenzia, e le politiche di credito che abbiamo letto non dicono se l'assunzione a tempo indeterminato con l'agenzia va trattata come un'assunzione diretta. Fra le banche che contano la somministrazione in parte o solo accanto a un reddito stabile, quindi, non conviene dare per scontato che la parola «indeterminato» basti.

Quello che aiuta è mostrare che il reddito non si ferma: contratto con l'agenzia a tempo indeterminato, buste paga dove le missioni si susseguono senza mesi all'indennità di disponibilità, una CU che copre l'anno intero. Prima della domanda conviene chiedere alla banca, con il contratto in mano, come lo classifica.

Quanto si può chiedere da somministrato?

Dipende da come la banca conta lo stipendio dell'agenzia: per intero, solo in parte o per niente. L'esempio: Luca, 30 anni, lavora in somministrazione con 1.500 € netti al mese; Sara, la compagna, ne guadagna 1.400 con un contratto a tempo indeterminato. Mutuo di 30 anni a tasso fisso, TAN stimato del 3,72%, rata al 33% del reddito che la banca conta. Il reddito di Luca contato a metà è un'ipotesi per mostrare il caso «in parte», non la regola di una banca precisa.

Come la banca conta LucaReddito contatoRata massimaMutuo in 30 anni
Per intero, Luca da solo1.500 €495 €107.279 €
Per intero, in due con Sara2.900 €957 €207.406 €
A metà, in due con Sara2.150 €710 €153.766 €
Non contato: resta solo Sara1.400 €462 €100.127 €

Tassi del 13 ottobre 2026. Fra la banca che ignora il reddito dell'agenzia e quella che lo conta tutto ballano 107.279 € di mutuo: per questo, con un contratto da agenzia, la scelta della banca pesa quanto il tasso. Se la banca conta Luca solo accanto a un reddito stabile, la seconda riga è quella che vale; da solo il mutuo non parte.

Come si fa il calcolo, passo per passo?

Il caso della seconda riga, Luca e Sara con il reddito dell'agenzia contato per intero.

  1. Reddito contato. 1.500 + 1.400 = 2.900 € netti al mese.
  2. Rata massima. 2.900 × 33% = 957 €. Il 33% è la soglia di prassi, il 30% quella prudenziale; la guida della Banca d'Italia, più prudente, parla di un terzo del reddito disponibile, cioè al netto delle spese fisse. Il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca.
  3. Tasso. L'IRS a 30 anni è al 3,420% (rilevazione del 13 ottobre 2026, fonte ICE Swap Rate); con uno spread stimato dello 0,30% il TAN è del 3,72%.
  4. Capitale. 360 rate da 957 € al 3,72% ripagano circa 207.406 €. In Excel: =VA(3,72%/12; 360; -957).
  5. Casa e anticipo. Con la banca che finanzia di norma l'80% del valore, quel mutuo compra una casa fino a circa 259.257 €, con un anticipo di 51.851 € più le spese. Luca da solo, con il reddito contato per intero, arriverebbe a una casa da circa 134.098 € con 26.820 € di anticipo.

In 25 anni (TAN 3,81%) la coppia scende a circa 184.962 €. Con un reddito che dipende dalle missioni ha senso restare verso la soglia prudenziale: una rata più bassa regge meglio un mese all'indennità di disponibilità. Il metodo dei conti è spiegato in come facciamo i calcoli.

Cosa puoi fare se il reddito da solo non basta?

  • Cointestatario con reddito stabile. Firma il mutuo con te e il suo reddito si somma al tuo: è la strada che apre anche le banche che contano la somministrazione solo accanto a un reddito a tempo indeterminato. Se il partner ha a sua volta un contratto a termine, i conti cambiano: sono nella guida su mutuo da solo o cointestato con un partner precario.
  • Garante. Di solito un familiare stretto con reddito stabile, che firma una fideiussione e paga se tu non paghi. Il suo reddito pesa meno di quello di un cointestatario: secondo la banca conta per intero o solo in parte. Come funziona è spiegato nella guida al mutuo con garante.
  • Aspettare l'assunzione diretta. Se l'azienda dove sei in missione sta per assumerti, il contratto diretto a tempo indeterminato cambia la pratica. Di solito serve almeno il periodo di prova superato, e alcune banche chiedono un'anzianità minima, da 6 mesi fino a 3 anni, anche sommando più datori: i dettagli sono nella guida su quanta anzianità serve per il mutuo.
  • Fondo Consap, se hai meno di 36 anni. La garanzia pubblica dipende da chi sei, e il contratto non conta. Nel testo in vigore della legge 147/2013 è concessa «esclusivamente» a giovani coppie, nuclei monogenitoriali con figli minori, conduttori di alloggi IACP (gli Istituti autonomi per le case popolari) e «giovani che non hanno compiuto trentasei anni di età»; la scheda Consap aggiunge altre categorie previste da norme successive. Copre il 50% della quota capitale; fino al 31-12-2027 l'80% per le categorie prioritarie con ISEE fino a 40.000 € e mutuo oltre l'80% del prezzo, oneri accessori compresi (art. 64, comma 3, D.L. 73/2021; per le persone con disabilità grave e i familiari ammessi basta l'ISEE, e la norma non fissa una scadenza: D.L. 66/2026, art. 4-bis), e il mutuo non può superare 250.000 €. Permette alla banca di finanziare fino al 100% del prezzo, ma non alza la rata che il reddito regge, e la delibera resta della banca. I dettagli sono nella guida al Fondo di garanzia prima casa.

Alcuni casi particolari

  • Somministrato in apprendistato. Anche le agenzie assumono apprendisti: la banca guarda il contratto di apprendistato, oltre all'agenzia. Le regole sono nella guida al mutuo con apprendistato.
  • Mesi di NASpI fra una missione e l'altra. Abbassano la media della CU, e alcune banche non contano l'indennità di disoccupazione come reddito. Meglio presentare la domanda con una CU che copre l'anno intero di lavoro.
  • Somministrato part-time. La busta paga si riduce in proporzione alle ore, e l'indennità di disponibilità fra una missione e l'altra la fissa il contratto collettivo delle agenzie: la rata va calcolata sul netto che ricevi davvero.
  • Stessa azienda da anni, tramite agenzia. Missioni continue presso lo stesso utilizzatore mostrano stabilità nell'estratto contributivo, ma la busta paga resta dell'agenzia: è la banca a decidere se conta il contratto o la storia.
  • Over 36 senza un'altra categoria Consap. Niente garanzia pubblica: di solito serve un anticipo di almeno il 20% del prezzo più le spese, oltre a un reddito che la banca conti.
  • Domanda appena firmata la proroga. Una proroga scritta, o un nuovo contratto con l'agenzia, mostra che il rapporto continua: è il momento migliore per presentare la domanda, meglio che a pochi giorni dalla scadenza.

Le cifre di questa pagina sono stime sui tassi del 13 ottobre 2026: quella vera dipende da come la banca legge il tuo contratto con l'agenzia. Con la simulazione gratuita di GoMutuo vedi in 6 minuti quanto puoi chiedere, quale rata regge il tuo reddito e se il mutuo che hai in mente è fattibile.

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Le domande che ci fanno tutti

Le banche danno il mutuo a chi lavora con un'agenzia interinale?

Alcune sì, ma con regole diverse da banca a banca, perché nessuna legge le fissa. Nelle politiche di credito che vediamo c'è chi conta lo stipendio dell'agenzia solo se nella pratica entra anche un reddito stabile, chi lo conta solo in parte e chi mette i contratti atipici fra i redditi che non finanzia. Scegliere la banca prima della domanda evita un rifiuto prevedibile.

Con un contratto a tempo indeterminato in somministrazione è più facile avere il mutuo?

Può aiutare, perché per legge il rapporto con l'agenzia segue le regole del tempo indeterminato. Ma le politiche di credito che vediamo non dicono se va trattato come un posto fisso, e tra una missione e l'altra lo stipendio scende all'indennità di disponibilità. Porta il contratto con l'agenzia e le buste paga che mostrano le missioni continue.

Quanto mutuo posso chiedere con 1.500 euro da somministrato?

Se la banca conta il reddito per intero, con la rata al 33% del netto (495 €) e un TAN fisso stimato del 3,72%, circa 107.279 € in 30 anni. Se lo conta solo accanto a un reddito stabile, da solo il mutuo non parte; con un cointestatario da 1.400 € si arriva a circa 207.406 €.

Quali documenti servono al lavoratore somministrato per il mutuo?

Il contratto con l'agenzia e le lettere di missione o di proroga, le buste paga dell'agenzia (di solito le ultime 2 o 3, consecutive), l'ultima CU, l'estratto contributivo INPS che mostra le missioni e le pause, e gli estratti conto ufficiali di tutti i conti, di solito degli ultimi 3 mesi.

Il somministrato può chiedere la garanzia Consap?

Sì, se rientra nelle categorie di legge: la garanzia è concessa «esclusivamente» a under 36, giovani coppie, nuclei monogenitoriali con figli minori, conduttori di alloggi IACP e alle altre categorie aggiunte da norme successive. Il tipo di contratto, per il Fondo, non conta. La garanzia permette alla banca di finanziare fino al 100% del prezzo, ma la rata resta quella del tuo reddito.

Conviene aspettare l'assunzione diretta dall'azienda prima del mutuo?

Se l'assunzione è vicina, spesso sì: con un contratto diretto a tempo indeterminato lo stipendio conta per intero quasi ovunque. Di solito serve almeno il periodo di prova superato, e alcune banche chiedono un'anzianità minima, da 6 mesi fino a 3 anni; alcune sommano gli anni lavorati prima, anche tramite agenzia, se non ci sono buchi.

Consulente GoMutuo · Consulente del credito

Articolo di un consulente del credito di GoMutuo. Le cifre sono calcolate sui tassi di mercato aggiornati ogni giorno, con il metodo spiegato nella pagina «Come facciamo i calcoli». Sono stime di carattere generale: per il tuo caso serve una simulazione o una consulenza.

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