Nessuna norma fissa un numero minimo di mesi di anzianità lavorativa per ottenere un mutuo: decide ogni banca. Per il tempo indeterminato di solito basta aver superato il periodo di prova; oltre a quello, secondo la banca si va da nessuna anzianità minima a 6 mesi, fino a 2 o 3 anni per le più prudenti. Per i contratti a termine conta aver lavorato gran parte degli ultimi 2 o 3 anni; per le partite IVA di solito servono alcuni anni di attività, spesso tre.
Se sei appena stato assunto o hai cambiato lavoro da poco, i mesi che contano e come la banca calcola il reddito dei primi mesi sono nella guida su quanti mesi di lavoro servono per il mutuo; per il contratto a termine c'è la guida al mutuo con contratto a tempo determinato. Se cambi lavoro mentre la banca sta valutando la domanda, leggi cosa fare se cambi lavoro durante l'istruttoria.
Quanta anzianità chiedono le banche, contratto per contratto
| Contratto o profilo | Cosa chiedono di solito le banche |
|---|---|
| Tempo indeterminato | Prova superata; poi da nessuna anzianità minima a 6 mesi, fino a 2 o 3 anni per le più prudenti, anche sommando più datori |
| Tempo determinato | Gran parte degli ultimi 2 o 3 anni lavorati, spesso con un cointestatario o un garante |
| Somministrati | Regole proprie: spesso lo stipendio conta solo in parte o solo accanto a un altro reddito stabile, e alcune banche non finanziano questi contratti |
| Partita IVA | Di solito alcuni anni di attività, spesso tre |
| Colf e badanti | Alcune banche chiedono anni nello stesso ruolo, dimostrati dall'estratto contributivo |
| Collaboratori (co.co.co.) | Alcune banche chiedono molti anni nel ruolo |
| Supplenti della scuola | Alcune banche contano gli anni di incarichi annuali |
| Stranieri | Anni di lavoro senza buchi contributivi lunghi; l'estratto contributivo va sempre allegato |
Sono regole interne delle banche e cambiano da una all'altra. Per i profili che si misurano in anni la prova è l'estratto contributivo INPS, dove i buchi si vedono subito: per un richiedente straniero, nelle politiche di credito che vediamo ogni giorno, anche un vuoto di più di un mese può pesare. Requisiti e documenti di chi non ha la cittadinanza italiana sono nella guida al mutuo per stranieri residenti in Italia.
Perché non esiste una soglia di legge
Le indicazioni tipo "servono sei mesi" o "servono due anni" che si leggono online non vengono da una norma: sono sintesi di politiche di credito. La legge chiede un giudizio, non un numero. L'art. 120-undecies del Testo unico bancario, che recepisce la direttiva europea sul credito immobiliare ai consumatori, stabilisce che «Prima della conclusione del contratto di credito, il finanziatore svolge una valutazione approfondita del merito creditizio del consumatore», sulla base di informazioni «necessarie, sufficienti e proporzionate e opportunamente verificate».
Da qui nascono due conseguenze pratiche. La prima: l'anzianità è un indizio di stabilità del reddito, non un requisito autonomo. La seconda: due banche possono leggere lo stesso profilo in modo diverso, perché la soglia interna e il peso dato agli altri elementi (LTV, rapporto rata/reddito, storico creditizio) non sono uniformi.
Indeterminato: il nodo del periodo di prova
Per un dipendente a tempo indeterminato lo spartiacque è il periodo di prova. Finché la prova è in corso, il rapporto può essere interrotto liberamente e la banca non ha elementi per considerare stabile quel reddito: la domanda viene spesso sospesa in attesa della conferma.
Superata la prova, secondo la banca si va da nessuna anzianità minima a 6 mesi, fino a 2 o 3 anni per le più prudenti. Alcune banche sommano l'anzianità maturata con più datori, se fra un lavoro e l'altro non ci sono buchi: chi arriva da anni di lavoro dipendente continuo ha una posizione diversa da chi è al primo impiego. Se stai passando da apprendistato a indeterminato, il tema è trattato in conviene aspettare la conferma prima di chiedere il mutuo.
Documenti utili in questa fase: il contratto, le ultime 2 o 3 buste paga di fila e l'ultima CU; con un'assunzione molto recente alcune banche chiedono anche una dichiarazione del datore che attesti il superamento della prova. L'elenco completo è in documenti per il mutuo da dipendente.
Determinato e somministrati: quanto hai lavorato
Con un contratto a termine la domanda che si pone la banca è "quanto è probabile che questo reddito continui", più che la scadenza scritta sul singolo contratto. Nelle politiche di credito che vediamo ogni giorno di solito bisogna aver lavorato gran parte degli ultimi 2 o 3 anni, anche con più contratti e più datori. Spesso serve anche un cointestatario o un garante con reddito stabile. Per i somministrati, cioè assunti tramite un'agenzia per il lavoro, molte banche hanno regole proprie: spesso contano lo stipendio solo in parte o solo accanto a un altro reddito stabile, e alcune non finanziano questi contratti. Come le banche contano lo stipendio dell'agenzia lo spieghiamo in mutuo con contratto in somministrazione.
- Sequenze di contratti ravvicinati nello stesso ambito rafforzano il profilo.
- Interruzioni lunghe e non spiegate lo indeboliscono, anche a parità di mesi totali.
- L'estratto conto contributivo INPS è lo strumento più semplice per dimostrare la continuità, perché ricostruisce i periodi coperti da contribuzione: ecco come si scarica e come si legge.
Per i supplenti della scuola alcune banche contano gli anni di incarichi annuali; per i collaboratori (co.co.co.) e per colf e badanti si guardano gli anni nello stesso ruolo.
Partita IVA: perché servono alcuni anni
Per i lavoratori autonomi di solito servono alcuni anni di attività, spesso tre. La ragione non è burocratica: con una sola dichiarazione non si vede un andamento, e un anno eccezionale non dimostra capacità di rimborso su venti o trent'anni. Con più dichiarazioni la banca può confrontare fatturato e reddito imponibile e capire se il trend è stabile, in crescita o in calo.
Alcuni istituti valutano casi con storico più breve, in particolare per professionisti iscritti a un albo o per chi ha continuità di attività nello stesso settore dopo un periodo da dipendente. In quei casi di solito si compensa con un anticipo più alto o con garanzie aggiuntive. La banca guarda anche gli estratti conto, di solito degli ultimi 6 mesi e anche quelli dell'attività: se sul conto entra molto meno di quanto dichiari, può ridurre il reddito che considera. Per il regime forfettario, dove il reddito imponibile è calcolato con coefficienti e non sui costi effettivi, c'è la guida al mutuo con partita IVA in forfettario.
Poca anzianità: cosa può compensare
- Abbassare l'LTV. Un anticipo più alto riduce l'esposizione della banca e compensa parte del rischio percepito sul reddito: è la leva più immediata.
- Garante o cointestazione. Un secondo reddito stabile, o un garante, sposta il baricentro della valutazione. Attenzione agli effetti di lungo periodo su responsabilità e detrazioni.
- Garanzia pubblica, se rientri nelle categorie. Il Fondo di garanzia prima casa gestito da Consap non guarda il contratto né l'anzianità, ma non è aperto a tutti: la scheda Consap precisa che «l'accesso al Fondo è riservato ai soggetti appartenenti alle seguenti categorie», cioè under 36, giovani coppie, nuclei monogenitoriali con figli minori, conduttori di alloggi IACP, famiglie numerose e, dal 3 agosto 2026, persone con disabilità grave. Anche con la garanzia il reddito lo valuta la banca. Come funziona è spiegato nella guida al Fondo di garanzia prima casa.
Prima di presentare domanda conviene farsi un'idea numerica del capitale sostenibile con il proprio reddito attuale: puoi partire da una simulazione su GoMutuo e poi confrontare le condizioni.
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