Mutuo con apprendistato: si può fare e cosa guardano le banche

GoMutuoAggiornato il 11 min di lettura

In breve

Sì, il mutuo con l'apprendistato professionalizzante si può ottenere: per legge è un contratto a tempo indeterminato, ma le banche non lo valutano tutte allo stesso modo e almeno una lo tratta come un tempo determinato, finanziandolo solo con un cointestatario o un garante a reddito stabile. Se hai meno di 36 anni puoi chiedere la garanzia del Fondo Consap (50%, 80% con ISEE fino a 40.000 € e mutuo oltre l'80% del prezzo), che permette alla banca di finanziare fino al 100% del prezzo, ma la rata deve comunque reggere il tuo reddito.

Giovane lavoratore in ufficio che firma documenti per un mutuo casa 2026
Indice della guida · 8 sezioni

Con il contratto di apprendistato si può fare il mutuo?

Sì, con un contratto di apprendistato il mutuo si può fare: per legge l'apprendistato è un rapporto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione. Ogni banca però decide come leggerlo: alcune non contano lo stipendio da apprendista, altre lo contano dopo circa due anni nella stessa azienda, o se con te firma un cointestatario o un garante a tempo indeterminato.

Per il resto contano le regole di ogni dipendente: una rata sostenibile rispetto allo stipendio netto (il 30% è la soglia prudenziale, il 33% la prassi), di solito almeno il periodo di prova superato e, per alcune banche, un'anzianità minima da 6 mesi fino a 3 anni. Se non hai ancora compiuto 36 anni puoi chiedere anche la garanzia del Fondo Consap: la banca può finanziare fino al 100% del prezzo, se lo concede, ma la rata che lo stipendio regge resta quella.

Le banche lo trattano come un tempo indeterminato?

Non tutte, e spesso non subito. Alcune banche non contano lo stipendio da apprendista. Altre lo contano solo dopo circa due anni nella stessa azienda, per intero o in parte, o se con te firma un cointestatario o un garante a tempo indeterminato. Prima di presentare la domanda conviene chiedere come la banca legge il contratto.

A differenza del contratto a tempo determinato, l'apprendistato è un tempo indeterminato per definizione: l'art. 41 del D.Lgs. 81/2015 lo descrive come «un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani». E l'art. 42 dello stesso decreto applica all'apprendistato «le sanzioni previste dalla normativa vigente per il licenziamento illegittimo»: in pratica, durante la formazione l'apprendista ha contro il licenziamento le stesse tutele degli altri dipendenti.

La differenza arriva alla fine. Al termine del periodo di apprendistato ciascuna delle due parti può recedere con un preavviso, e il comma 4 dell'art. 42 aggiunge: «Se nessuna delle parti recede il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato». Per questo c'è chi si chiede se conviene aspettare la fine dell'apprendistato prima di chiedere il mutuo.

Fa eccezione l'apprendistato nelle attività stagionali, che i contratti collettivi possono prevedere «anche a tempo determinato» (art. 44, comma 5): lì vale quello che succede con ogni tempo determinato. Molte banche non lo contano da solo; altre sì, se hai lavorato con continuità per gran parte degli ultimi 2 o 3 anni e/o con un cointestatario o un garante con reddito stabile, a volte contandolo solo in parte.

Da quanti mesi devo lavorare per chiedere il mutuo?

Nessuna legge fissa un minimo: lo decide la banca. Di solito serve almeno il periodo di prova superato, e alcune banche chiedono un'anzianità minima, da 6 mesi fino a 3 anni. Quante buste paga servono e come si contano i contratti precedenti è spiegato in quanta anzianità lavorativa serve per il mutuo.

Per il reddito la banca di solito chiede le ultime 2 o 3 buste paga, consecutive, e l'ultima Certificazione Unica; se sei assunto da poco, la banca guarda la media delle ultime 2 o 3 buste paga insieme al contratto.

Quanto mutuo posso chiedere da apprendista?

Quanto ne regge il tuo stipendio netto di oggi: con 1.300 € netti al mese, per esempio, circa 84.153 € in 25 anni a tasso fisso, con una rata di circa 429 €. La banca fa il conto di ogni dipendente: parte dalla rata sostenibile e da lì ricava il mutuo.

Il 30% del netto è la soglia prudenziale e il 33% la prassi (la guida della Banca d'Italia, più prudente, parla di «un terzo» del reddito disponibile, cioè al netto delle spese fisse); il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca: di solito fra un terzo e il 35-40% del reddito netto, per alcune di più con redditi alti.

Esempio con 1.300 € netti al mese (un'ipotesi; tassi rilevati il 26 ottobre 2026):

  • Rata: 1.300 € × 33% = 429 € al mese.
  • Mutuo: con un TAN fisso stimato del 3,67% (IRS a 25 anni più uno spread medio stimato dello 0,30%) quella rata ripaga circa 84.153 € in 25 anni; in 30 anni, al 3,58%, circa 94.593 €.
  • Casa e anticipo: se la banca finanzia l'80% del prezzo, con 84.153 € la casa può costare circa 105.191 € e servono 21.038 € di anticipo (in 30 anni: 118.241 € e 23.648 €), imposte e notaio a parte.

Le cifre per tutte le durate, anche a tasso variabile, sono nella guida su quanto mutuo si chiede con 1.300 euro al mese.

La banca parte dallo stipendio netto di oggi (CU e ultime buste paga, o il contratto se lavori da poco), non da quello che avrai dopo gli scatti di livello. Per un apprendista la differenza può pesare: i contratti collettivi possono inquadrarlo fino a due livelli sotto quello di chi ha già la qualifica, o pagarlo in percentuale in proporzione all'anzianità di servizio (art. 42, comma 5, lett. b). Con lo stipendio di oggi, la simulazione gratuita su GoMutuo calcola l'importo che puoi chiedere e la rata che il tuo reddito regge.

Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) non entra nel calcolo del reddito. Per comprare la prima casa se ne può chiedere un anticipo, fino al 70% di quanto maturato, per legge dopo almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro (art. 2120 c.c., che lascia ai contratti collettivi e agli accordi individuali la possibilità di condizioni migliori): per un apprendista, di solito, non è ancora il momento.

Con il Fondo Consap si arriva al 100%?

Si può arrivare al 100% del prezzo, se rientri nelle categorie del Fondo e la banca accetta. La garanzia pubblica del Fondo di garanzia per la prima casa permette alla banca di finanziare l'intero prezzo, ma per Consap la concessione del mutuo e il ricorso alla garanzia «restano soggetti alle autonome ed esclusive valutazioni della banca». Il Fondo può togliere l'anticipo, ma non aggiunge reddito: la rata deve comunque reggere il tuo stipendio.

La legge riserva la garanzia «esclusivamente» ad alcune categorie (L. 147/2013, art. 1, comma 48, lett. c): giovani coppie, nuclei monogenitoriali con figli minori, conduttori di alloggi IACP e «giovani che non hanno compiuto trentasei anni di età». Altre norme hanno aggiunto le famiglie numerose e, dal 3 agosto 2026, le persone con disabilità grave e alcuni familiari conviventi. Chi è in apprendistato professionalizzante di solito rientra fra gli under 36, perché si assume chi ha fra 18 e 29 anni (art. 44, comma 1, del D.Lgs. 81/2015), salvo alcune eccezioni senza limiti di età (art. 47, comma 4). Se sei stato assunto in una di queste eccezioni e hai già compiuto 36 anni, la corsia degli under 36 non c'è: puoi chiedere la garanzia solo se rientri in un'altra categoria, per esempio quella delle giovani coppie (sposati da almeno due anni o con la stessa residenza da almeno due anni, con almeno uno dei due sotto i 36 anni).

La garanzia copre il 50% della quota capitale. Sale all'80% con ISEE fino a 40.000 € e mutuo oltre l'80% del prezzo, oneri accessori compresi, per le domande presentate fino al 31 dicembre 2027: lo prevede l'art. 64, comma 3, del D.L. 73/2021, con la proroga della L. 207/2024. Per le persone con disabilità grave e i familiari ammessi basta l'ISEE. Gli altri requisiti principali, spiegati nella guida su come funziona il Fondo di garanzia prima casa Consap:

  • 36 anni non compiuti alla data della domanda, non del rogito (lo dice il modello di domanda Consap); la domanda si presenta in banca insieme alla richiesta di mutuo (sui tempi: quanto ci vuole per il mutuo Consap).
  • Nessun altro immobile a uso abitativo di proprietà alla data della domanda, anche all'estero, salvo quelli ricevuti in eredità e dati in uso gratuito a genitori o fratelli.
  • Mutuo fino a 250.000 € per la casa in cui andrai ad abitare, non di lusso (categorie catastali diverse da A/1, A/8, A/9).

Con i numeri dell'esempio: 1.300 € netti reggono un mutuo di circa 84.153 € in 25 anni. Senza il Fondo, con il mutuo all'80%, la casa può costare circa 105.191 € e servono 21.038 € di anticipo; con il Fondo, se la banca concede il 100%, la casa può costare circa 84.153 €, imposte e notaio a parte. Il mutuo resta lo stesso: cambia l'anticipo, non la rata che il reddito regge. Le cifre per altri stipendi, con e senza anticipo, sono nella guida su quanto mutuo può chiedere un under 36.

Per chi teme di dover cercare un garante conta un impegno che Consap mette per iscritto: «Le banche aderenti si impegnano a non richiedere al mutuatario garanzie aggiuntive non assicurative», oltre all'ipoteca sull'immobile e alla garanzia del Fondo, nei limiti previsti dalla normativa. Il Fondo però garantisce la banca, non te: se smetti di pagare, il Fondo paga la banca nei limiti della garanzia e poi si rivale su di te, perché, scrive ancora Consap, «Il mutuatario resta pertanto obbligato alla restituzione integrale degli importi pagati dal Fondo».

Serve il garante?

Non sempre: dipende dalla banca e dai numeri. Un garante, o un cointestatario, serve quando la banca tratta l'apprendistato come un contratto a termine (almeno una lo fa). Serve anche quando la rata supera il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta, che cambia da banca a banca: di solito fra un terzo e il 35-40% del reddito netto. E se chiedi più dell'80% del valore della casa senza il Fondo, secondo la guida della Banca d'Italia le banche «richiedono maggiori garanzie e spesso applicano condizioni meno favorevoli per il cliente».

Senza il Fondo Consap la banca può chiedere un garante (fideiussore). Con il Fondo la richiesta di un fideiussore in più non dovrebbe arrivare, ma il Fondo non aggiunge reddito: se la rata non regge, la banca può chiedere che un familiare entri come cointestatario, o rifiutare.

Il garante può essere un genitore o un'altra persona con un reddito stabile: la sua firma tutela la banca se un giorno non riuscissi a pagare, per esempio se a fine formazione il rapporto di lavoro non proseguisse.

Tassi di mercato di oggi

Il TAN di un mutuo è l'indice di mercato più lo spread della banca. Questi sono gli indici all'ultima rilevazione e il TAN che ne risulta con lo spread medio che stimiamo (una stima, non un dato di listino):

ParametroValoreRilevato il
IRS 20 anni (fisso)3,46%26 ottobre 2026 (ICE Swap Rate)
Euribor 3 mesi (variabile)2,638%26 ottobre 2026 (EMMI)
TAN fisso 20 anni stimato3,76%IRS + spread stimato 0,30%
TAN variabile stimato3,14%Euribor + spread stimato 0,50%

Per i giovani apprendisti il tasso fisso è la scelta più prudente: la rata resta la stessa per tutta la durata, anche se i tassi salgono.

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Le domande che ci fanno tutti

L'apprendistato è considerato come un tempo determinato?

Per legge no: è un contratto a tempo indeterminato finalizzato alla formazione, salvo l'apprendistato stagionale, che i contratti collettivi possono prevedere a termine. Le banche però non lo valutano tutte allo stesso modo: almeno una lo tratta come un tempo determinato e finanzia l'apprendista solo con un cointestatario o un garante a reddito stabile. Conviene chiedere prima come la banca legge il contratto.

Serve necessariamente un garante?

Dipende dalla banca e dalla rata. Almeno una banca finanzia gli apprendisti solo con un cointestatario o un garante a reddito stabile, e ogni banca può chiedere garanzie o rifiutare se la rata è troppo alta rispetto al reddito. Con il Fondo Consap le banche aderenti si impegnano a non chiedere garanzie aggiuntive non assicurative, ma se la rata non regge possono rifiutare o chiedere un cointestatario.

Posso usare il TFR per il mutuo?

Per comprare la prima casa si può chiedere un anticipo del TFR, fino al 70% di quanto maturato, dopo almeno 8 anni di servizio con lo stesso datore di lavoro (art. 2120 c.c., salvo condizioni migliori previste dal contratto collettivo o da un accordo individuale): per un apprendista di solito non è ancora possibile. Nel calcolo della rata la banca parte dallo stipendio netto.

Quali sono i limiti di età?

Per il Fondo Consap come under 36 non devi aver compiuto 36 anni alla data della domanda, che si presenta in banca insieme alla richiesta di mutuo: conta quella data, non il rogito. Per la banca conta anche l'età che avrai a fine mutuo, con limiti che cambiano da banca a banca.

Con 1.300 euro al mese da apprendista quanto mutuo posso chiedere?

Indicativamente 84.153 € in 25 anni o 94.593 € in 30 a tasso fisso, con una rata di circa 429 € al mese (il 33% del netto) e i tassi rilevati il 26 ottobre 2026. Con il mutuo all'80% del prezzo, in 25 anni la casa può costare circa 105.191 €, con 21.038 € di anticipo. È una stima: la cifra vera dipende dalla banca, dal contratto e dalle rate che paghi già.

Da quanto tempo devo lavorare per chiedere il mutuo da apprendista?

Nessuna legge fissa un minimo: lo decide la banca. Di solito serve almeno il periodo di prova superato, e alcune banche chiedono un'anzianità minima, da 6 mesi fino a 3 anni. Per il reddito di solito servono le ultime 2 o 3 buste paga, consecutive; se sei assunto da poco, la banca guarda la media delle ultime buste paga insieme al contratto.

GoMutuo · Redazione GoMutuo

Contenuti informativi redatti dalla redazione di GoMutuo sulla base di informazioni pubbliche reperibili online, normativa vigente e fonti ufficiali. Le informazioni hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza personalizzata.

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