Risposta rapida
Sì, un mutuo al 100% si può avere anche dopo i 40 anni, ma di solito passa dalla garanzia Consap, che dopo i 36 anni la legge riserva ad alcune categorie: coppie con un partner sotto i 36 anni, genitori soli con figli minori, famiglie numerose e poche altre. Gli altri ottengono di norma fino all'80% del valore della casa, e anticipo e spese li mettono di tasca propria.
A 40 anni la cifra la decide soprattutto il reddito: con 2.000 € netti al mese si chiedono circa 141.817 € in 30 anni a tasso fisso.
Qui "a 40 anni" è l'età. Se cercavi il mutuo che dura 40 anni, c'è la guida al mutuo di 40 anni.
Dopo i 36 anni, chi può ancora avere la garanzia Consap?
Il Fondo di garanzia per la prima casa, gestito da Consap, copre la banca su una parte del mutuo e le permette di finanziare fino a tutto il prezzo. La legge però lo concede «esclusivamente per l'accesso al credito da parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali con figli minori», oltre che agli inquilini delle case popolari e agli under 36 (L. 147/2013, art. 1, comma 48, lettera c). Dopo i 36 anni resta quindi chi rientra in un'altra categoria. Secondo la scheda di Consap e il modulo di domanda, sono queste:
- Giovani coppie sposate da almeno due anni o con la stessa residenza da almeno due anni, con almeno uno dei due sotto i 36 anni. Per le FAQ di Consap conta essere sposati, o avere la residenza nella stessa casa, da almeno due anni; il modulo aggiunge che il mutuo va chiesto da tutti e due insieme. Chi ha 42 anni e convive da tre anni con una compagna di 34 rientra: i conti sono nella guida al mutuo Consap per giovani coppie.
- Genitori soli con figli minori, a qualunque età. Il modulo comprende anche la «Persona separata/divorziata ovvero vedova, convivente con almeno un proprio figlio minore».
- Inquilini delle case popolari, cioè di alloggi degli istituti autonomi per le case popolari, comunque si chiamino oggi.
- Famiglie numerose, per le domande fino al 31 dicembre 2027: tre figli sotto i 21 anni e ISEE fino a 40.000 €, quattro figli sotto i 21 anni e ISEE fino a 45.000 €, cinque o più e ISEE fino a 50.000 €.
- Disabilità grave, dal 3 agosto 2026 (L. 116/2026): chi ha una disabilità permanente accertata ai sensi dell'art. 3, comma 3, della legge 104/1992, e chi vive da almeno due anni con un figlio, una figlia, un fratello o una sorella in quella condizione.
Per tutti: casa da abitazione principale e non di lusso (niente A/1, A/8 e A/9), mutuo fino a 250.000 €, nessun altro immobile a uso abitativo di proprietà, nemmeno all'estero, salvo quelli ereditati e dati in uso gratuito a genitori o fratelli. I requisiti contano alla data della domanda, che si fa in banca insieme a quella di mutuo.
La garanzia copre il 50% della quota capitale. Può salire all'80% con ISEE fino a 40.000 € e un mutuo oltre l'80% del prezzo, oneri accessori compresi (art. 64, comma 3, D.L. 73/2021), regola che Consap indica prorogata al 31 dicembre 2027. Due eccezioni: per le famiglie numerose, con un mutuo oltre l'80%, la garanzia è dell'80, 85 o 90% secondo il numero dei figli (L. 213/2023, art. 1, comma 10); per le persone con disabilità grave sale all'80% con il solo ISEE fino a 40.000 € (art. 4-bis D.L. 66/2026).
Il Fondo, però, non alza il mutuo: la cifra resta quella che il tuo reddito regge. E non obbliga la banca: per Consap la concessione del mutuo resta soggetta alle «autonome ed esclusive valutazioni della banca o dell’intermediario finanziario». Come si chiede, passo per passo, lo spiega la guida al Fondo di garanzia prima casa.
Quanto puoi chiedere a 40 anni con 1.500, 2.000 o 2.500 € netti?
A 40 anni l'età pesa poco. Nessuna legge fissa un'età massima: ogni banca decide entro quando va pagata l'ultima rata, e un mutuo di 30 anni firmato a 40 finisce a 70, di solito dentro il limite; nelle politiche di credito che vediamo, anche a 45. Più avanti la durata si accorcia, e con lei il mutuo: vedi la pagina sul mutuo a 50 anni.
Il mutuo massimo a tasso fisso, con una rata pari al 33% del netto, per chi lo chiede da solo e senza altri finanziamenti:
| Stipendio netto | Rata | 30 anni (TAN 3,79%) | 25 anni (TAN 3,88%) | 20 anni (TAN 3,96%) |
|---|---|---|---|---|
| 1.500 € | 495 € | 106.363 € | 94.967 € | 81.971 € |
| 2.000 € | 660 € | 141.817 € | 126.623 € | 109.294 € |
| 2.500 € | 825 € | 177.271 € | 158.278 € | 136.618 € |
Tassi del 1 ottobre 2026: il TAN è l'IRS della stessa durata, cioè l'indice dei mutui a tasso fisso, più uno spread (il margine della banca) di 0,30%, una nostra stima su dati ABI e Banca d'Italia. Per altri stipendi c'è la guida su quanto mutuo posso chiedere con il mio stipendio.
Il calcolo, passo per passo
Il caso: 40 anni, 2.000 € netti al mese, nessun altro finanziamento, mutuo di 30 anni a tasso fisso (ultima rata a 70 anni).
- Rata massima. 2.000 € × 33% = 660 € al mese. È la soglia di prassi; la guida della Banca d'Italia, più prudente, parla di un terzo del reddito disponibile, al netto delle spese fisse.
- Tasso. L'IRS a 30 anni è al 3,489% (rilevazione del 1 ottobre 2026, fonte ICE Swap Rate); con lo spread stimato di 0,30% il TAN è del 3,79%.
- Capitale. 360 rate da 660 € al 3,79% ripagano circa 141.817 €. In Excel è la funzione VA: =VA(3,79%/12; 360; -660).
- Quanto costa. In 30 anni si versano 237.600 € di rate, di cui circa 95.783 € di interessi.
Formule, fonti dei tassi e limiti delle stime sono spiegati in come facciamo i calcoli.
Quanto deve valere la casa e quanto anticipo serve?
Senza Consap la banca presta di norma fino all'80% del valore. Il tetto viene dall'art. 38 del Testo unico bancario, che affida alla Banca d'Italia il compito di fissarlo «in rapporto al valore dei beni ipotecati», e di solito si misura sul minore fra prezzo e perizia. Per usare tutto il mutuo, la casa non deve costare più del mutuo diviso per l'80%: la differenza è l'anticipo.
| Stipendio netto | Durata | Mutuo | Casa fino a | Anticipo |
|---|---|---|---|---|
| 1.500 € | 30 anni | 106.363 € | 132.954 € | 26.591 € |
| 1.500 € | 25 anni | 94.967 € | 118.709 € | 23.742 € |
| 1.500 € | 20 anni | 81.971 € | 102.463 € | 20.493 € |
| 2.000 € | 30 anni | 141.817 € | 177.271 € | 35.454 € |
| 2.000 € | 25 anni | 126.623 € | 158.278 € | 31.656 € |
| 2.000 € | 20 anni | 109.294 € | 136.618 € | 27.324 € |
| 2.500 € | 30 anni | 177.271 € | 221.589 € | 44.318 € |
| 2.500 € | 25 anni | 158.278 € | 197.848 € | 39.570 € |
| 2.500 € | 20 anni | 136.618 € | 170.772 € | 34.154 € |
Poi ci sono le spese una tantum: imposte, notaio, perizia, istruttoria. Ipotizziamo il 5-6% del prezzo: con 2.000 € netti e 30 anni di mutuo, su una casa da 177.271 € sono 8.864-10.636 €, e in tutto servono da parte 44.318-46.091 €. Se compri tramite agenzia, la provvigione va aggiunta a queste cifre.
Con la garanzia Consap si arriva, secondo la banca, al 90-100% del prezzo. Il mutuo però resta quello del reddito: al 100% la casa costa al massimo 141.817 €, perché il mutuo deve pagarla tutta, mentre con l'anticipo arrivi a 177.271 €. Sparisce l'anticipo, restano le spese: 7.091-8.509 € con la stessa ipotesi.
Senza Consap, quali strade restano per superare l'80%?
Le regole della Banca d'Italia lasciano un margine: il limite dell'80% può essere «elevato fino al 100 per cento in presenza di garanzie integrative offerte dal cliente» (comunicato della Banca d'Italia, GU n. 76 del 2 aprile 2005), come fideiussioni bancarie, polizze fideiussorie, garanzie di fondi pubblici o pegno su titoli di Stato. Nelle politiche di credito che vediamo, le strade concrete sono quattro:
- Una perizia più alta del prezzo. Alcune banche arrivano al 90-95% del prezzo restando entro l'80% della perizia, a volte con uno spread più alto; altre usano sempre il minore fra i due.
- L'ipoteca su un altro immobile, anche dei genitori. Il limite si misura sul valore dei beni ipotecati, e alcune banche arrivano al 90-100% del prezzo; altre non accettano immobili di terzi.
- Asta ed edilizia convenzionata. Il prezzo è spesso sotto la perizia, e alcune banche finanziano tutto il prezzo restando entro l'80% del valore.
- Un prodotto assicurato. Almeno una banca va oltre l'80% sulla prima casa con un'assicurazione contro l'insolvenza, ma esclude gli autonomi e ha un importo massimo più basso.
Quanto al garante, la guida della Banca d'Italia Il mutuo ipotecario in parole semplici spiega che la banca può chiedere altre garanzie «quando il cliente ha un reddito basso rispetto alle rate, non ha un lavoro stabile o chiede un mutuo per un ammontare superiore all’80% del valore dell’immobile», per esempio una fideiussione. Nelle politiche che vediamo, però, il garante da solo non fa superare l'80%: serve a far tornare i conti sul reddito. E a 40 anni i genitori rientrano di rado nei limiti d'età che le banche fissano anche per i garanti. Il quadro generale è nella guida al mutuo al 100%.
Cosa cambia la cifra
- Compiere 36 anni. Fuori dal Fondo, niente: nelle politiche di credito che vediamo nessuna banca riduce la quota finanziabile (l'LTV) o la durata dopo i 36 anni.
- Un finanziamento in corso. La sua rata si somma a quella del mutuo. Con 2.000 € netti e un'auto da 300 € al mese, il mutuo in 30 anni scende da 141.817 € a circa 77.355 €.
- Fisso o variabile. Con l'Euribor a 3 mesi al 2,589% (1 ottobre 2026) più uno spread stimato di 0,50%, il variabile parte dal 3,09%: la stessa rata vale circa 154.758 € in 30 anni, ma sale se sale l'Euribor. Per il variabile, però, alcune banche calcolano la rata a un tasso più prudente e concedono meno.
- Un secondo stipendio. In due i redditi si sommano: con due stipendi da 2.000 € netti si arriva a circa 283.634 € in 30 anni. Con la garanzia Consap, però, il mutuo resta entro 250.000 €.
Alcuni casi particolari
- Separato o divorziato. Con almeno un figlio minore che vive con te rientri fra i genitori soli del Fondo. Per le FAQ di Consap, però, perfino la nuda proprietà di un'altra abitazione tiene fuori dal Fondo, salvo quella ereditata e lasciata in usufrutto a genitori o fratelli: una casa coniugale ancora intestata a te va chiarita prima. Il mantenimento che versi, la banca di solito lo toglie dal reddito; quello che ricevi, molte banche lo contano, a volte solo a metà, se c'è una sentenza o un'omologa e arriva con regolarità sul conto.
- Contratto a termine o partita IVA. Il Fondo non chiede un contratto particolare; le banche guardano la stabilità del reddito. Con un contratto a termine vogliono vedere gran parte degli ultimi 2 o 3 anni lavorati, spesso con un cointestatario o un garante; con la partita IVA, anche forfettaria, leggono il reddito sulle dichiarazioni e di solito chiedono gli estratti conto degli ultimi 6 mesi, anche dei conti dell'attività.
- Vicino alla pensione. Un trentennale firmato dopo i 40 anni finisce dopo l'età della pensione di vecchiaia: almeno una banca, oltre una certa età, chiede una stima della pensione.
- Straniero residente. Il Fondo vale anche per i cittadini stranieri che rientrano in una categoria: chi non è cittadino dell'Unione europea allega alla domanda passaporto e permesso di soggiorno, e la coppia sposata anche il certificato di matrimonio, se non risulta agli uffici italiani.
- Hai già una casa o un mutuo. Chi possiede un'altra abitazione resta fuori dal Fondo, e la rata di un mutuo in corso si somma alla nuova. Sulla seconda casa niente Consap: le banche di solito si fermano all'80% o meno.
- Figli a carico. Con tre o più figli sotto i 21 anni entri nel Fondo come famiglia numerosa, entro i limiti ISEE. E quasi tutte le banche vogliono che dopo la rata resti alla famiglia un minimo per vivere, che cresce con ogni persona in casa.
- Vivi con un genitore disabile. Non basta: il Fondo vale per chi convive da almeno due anni con un figlio, una figlia, un fratello o una sorella con disabilità grave, non con un genitore.
- Insieme da meno di due anni. Se il partner ha meno di 36 anni ma siete sposati, o avete la stessa residenza, da meno di due anni, per il Fondo non siete ancora una giovane coppia. I requisiti contano alla data della domanda: può convenire aspettare, purché il più giovane non compia 36 anni prima.
- Figlio quasi maggiorenne. Il genitore solo rientra nel Fondo se alla domanda vive con almeno un figlio minore: se il più piccolo compie 18 anni prima, questa strada si chiude.
Le cifre di questa pagina sono stime sui tassi del 1 ottobre 2026, per chi chiede il mutuo da solo; la cifra vera dipende da età, banca, contratto, altri finanziamenti e risparmi. Per il tuo caso la simulazione gratuita di GoMutuo ti dice in 6 minuti quanto puoi chiedere, quale rata regge il tuo reddito e se il mutuo che hai in mente è fattibile.




