IVA vs imposta di registro acquisto casa 2026: quando si paga quale e quanto

L'IVA si paga quando acquisti da un'impresa costruttrice o ristrutturatrice su immobili nuovi (< 5 anni): 4% prima casa, 10% seconda casa, 22% per immobili di lusso (A/1, A/8, A/9). L'imposta di registro si paga quando acquisti da privato o da impresa con vendita esente IVA: 2% prima casa, 9% seconda casa, calcolata sul valore catastale rivalutato (sistema prezzo-valore). Con il registro, la base imponibile è quasi sempre molto più bassa del prezzo reale, rendendo il costo fiscale complessivo spesso inferiore anche a parità di aliquota.

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Scrivania notarile italiana con due documenti affiancati, uno con simbolo percentuale IVA e uno con timbro imposta di registro, modellino di casa sullo sfondo, tema finanziario professionale

Quando acquisti casa nel 2026, una delle domande più frequenti è: pago IVA o imposta di registro? La risposta non dipende da te, ma dalla natura del venditore e dall'età dell'immobile. Capire la differenza può valere migliaia di euro: in alcuni casi l'imposta di registro — grazie al sistema prezzo-valore — può risultare molto più conveniente dell'IVA, anche a parità di aliquota nominale.

In questa guida trovi la spiegazione completa del meccanismo, le tabelle aggiornate 2026 con le aliquote ufficiali dell'Agenzia delle Entrate, e tre esempi numerici concreti per capire quanto paghi davvero nei casi più comuni.

La regola base: dipende dal venditore

Il primo criterio da tenere a mente è semplice: il regime fiscale non lo scegli tu, lo determina chi vende. Le due casistiche principali sono:

  • Vendi un privato: si applica sempre l'imposta di registro, proporzionale al valore catastale (sistema prezzo-valore).
  • Vende un'impresa: la regola generale è l'esenzione IVA (e quindi il registro), ma si applica l'IVA se l'immobile è "nuovo" — cioè costruito o ristrutturato da meno di 5 anni — oppure se l'impresa sceglie volontariamente di assoggettare la vendita a IVA (anche oltre i 5 anni).

Questa distinzione è fondamentale perché le due imposte hanno basi imponibili completamente diverse: l'IVA si calcola sul prezzo reale di vendita, mentre l'imposta di registro può essere calcolata sul valore catastale, generalmente molto inferiore.

Quando si paga IVA e quali aliquote

L'IVA sull'acquisto di immobili abitativi si applica quando il venditore è un'impresa costruttrice o ristrutturatrice e l'immobile è stato ultimato o ristrutturato da meno di 5 anni. Le aliquote vigenti nel 2026 sono:

Tipo di immobileAliquota IVAImposte fisse aggiuntive
Prima casa (cat. non A/1, A/8, A/9)4%Registro 200 € + Ipotecaria 200 € + Catastale 200 €
Seconda casa / altri usi (cat. non A/1, A/8, A/9)10%Registro 200 € + Ipotecaria 200 € + Catastale 200 €
Immobile di lusso (cat. A/1, A/8, A/9)22%Registro 200 € + Ipotecaria 200 € + Catastale 200 €

Quando si applica l'IVA, le imposte di registro, ipotecaria e catastale diventano tutte fisse a 200 € ciascuna (totale: 600 €). L'IVA è invece sempre calcolata sul prezzo dichiarato nell'atto e in fattura. Attenzione: se il prezzo dichiarato è diverso da quello reale, l'acquirente è responsabile in solido con il venditore per l'IVA sulla differenza.

Quando si paga imposta di registro

L'imposta di registro proporzionale si applica in due casi:

  1. Acquisto da privato (sempre).
  2. Acquisto da impresa con vendita esente IVA: imprese che vendono immobili costruiti o ristrutturati da oltre 5 anni, senza esercitare l'opzione per l'IVA.

Le aliquote 2026, calcolate sul valore catastale (sistema prezzo-valore, su richiesta dell'acquirente privato):

Tipo di acquistoAliquota registroImp. ipotecariaImp. catastale
Prima casa2% (min. 1.000 €)50 €50 €
Seconda casa / altri immobili9% (min. 1.000 €)50 €50 €

Nota importante: il regime di registro richiede che l'acquirente sia una persona fisica che non agisce nell'esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali. Le imprese che acquistano abitazioni pagano sempre il 9% senza poter usare il prezzo-valore.

Tabella riepilogativa 2026

VenditoreTipo immobileImposta principaleBase imponibileFisse
PrivatoPrima casaRegistro 2%Valore catastale (×110)Ip. 50€ + Cat. 50€
PrivatoSeconda casaRegistro 9%Valore catastale (×120)Ip. 50€ + Cat. 50€
Impresa (esente IVA, >5 anni)Prima casaRegistro 2%Valore catastale (×110)Ip. 50€ + Cat. 50€
Impresa (esente IVA, >5 anni)Seconda casaRegistro 9%Valore catastale (×120)Ip. 50€ + Cat. 50€
Impresa costruttrice (<5 anni)Prima casaIVA 4%Prezzo realeReg. 200€ + Ip. 200€ + Cat. 200€
Impresa costruttrice (<5 anni)Seconda casaIVA 10%Prezzo realeReg. 200€ + Ip. 200€ + Cat. 200€
Impresa costruttrice (<5 anni)Lusso (A/1, A/8, A/9)IVA 22%Prezzo realeReg. 200€ + Ip. 200€ + Cat. 200€

Fonte: Agenzia delle Entrate — "L'acquisto di una casa: le imposte" (agg. 2026) e "L'acquisto con i benefici prima casa". Tabella a cura del Team GoMutuo.

Il sistema prezzo-valore: il vantaggio chiave del registro

Il sistema del prezzo-valore, introdotto nel 2006 (art. 1, comma 497, L. 266/2005), è il motivo principale per cui l'imposta di registro risulta spesso molto più conveniente dell'IVA, nonostante aliquote apparentemente simili.

In sostanza: quando acquisti da privato e sei una persona fisica, puoi chiedere al notaio — esplicitamente nell'atto — di calcolare l'imposta di registro non sul prezzo reale di vendita, ma sul valore catastale rivalutato. Il valore catastale è quasi sempre molto inferiore al prezzo di mercato, spesso del 30-60%.

Le formule ufficiali:

  • Prima casa: Valore catastale = Rendita catastale × 1,05 × 110
  • Seconda casa / altri immobili: Valore catastale = Rendita catastale × 1,05 × 120

I vantaggi del prezzo-valore, elencati dall'AdE:

  1. Imposta calcolata sul valore catastale, non sul prezzo reale → risparmio fiscale immediato.
  2. Riduzione sugli onorari notarili prevista dall'art. 1 c. 497 L. 266/2005 (Finanziaria 2006). Il "30%" storicamente citato faceva riferimento alle tariffe minime notarili, abolite dalla L. 27/2012 (liberalizzazioni): oggi lo sconto sull'onorario è liberamente concordabile con il notaio, che tuttavia continua ad applicare una riduzione in caso di prezzo-valore. Chiedi il preventivo esplicitandolo.
  3. Limite al potere di accertamento dell'Agenzia delle Entrate: dopo l'atto, l'AdE non può contestare il valore dell'immobile né ai fini del registro né ai fini IRPEF (salvo occultamento del prezzo).

Attenzione: il prezzo-valore non si applica se nell'atto non viene dichiarato il prezzo reale pattuito. Le parti devono sempre indicare il corrispettivo effettivo; è solo la base imponibile dell'imposta a essere il valore catastale, non il prezzo dichiarato.

Esempi numerici a confronto

Mettiamo i numeri su tre scenari tipici. Ipotizziamo un immobile con rendita catastale 700 €:

Esempio 1 — Prima casa da privato, prezzo 220.000 €

  • Valore catastale: 700 × 1,05 × 110 = 80.850 €
  • Imposta di registro: 80.850 × 2% = 1.617 €
  • Imposta ipotecaria: 50 €
  • Imposta catastale: 50 €
  • Totale imposte: 1.717 €

Esempio 2 — Prima casa da costruttore (nuovo, <5 anni), prezzo 220.000 €

  • IVA 4% su 220.000: 8.800 €
  • Registro fisso: 200 €, Ipotecaria: 200 €, Catastale: 200 €
  • Totale imposte: 9.400 €

Differenza: acquistare da privato (registro) risparmia 7.683 € rispetto all'acquisto dal costruttore (IVA 4%), a parità di prezzo.

Esempio 3 — Seconda casa da privato, prezzo 220.000 €

  • Valore catastale: 700 × 1,05 × 120 = 88.200 €
  • Imposta di registro: 88.200 × 9% = 7.938 €
  • Ipotecaria: 50 €, Catastale: 50 €
  • Totale imposte: 8.038 €

Vs. acquisto seconda casa dal costruttore (IVA 10%): 220.000 × 10% + 600 = 22.600 €. Il risparmio del registro è di oltre 14.500 €.

Prima casa: IVA 4% vs registro 2% — quando conviene il nuovo?

A prima vista, il 4% di IVA sembra paragonabile al 2% di registro. Ma la differenza sta nella base imponibile: l'IVA si applica sempre al prezzo reale, mentre il registro si applica al valore catastale.

L'acquisto dal costruttore (IVA 4%) può tuttavia offrire altri vantaggi non fiscali:

  • Immobile nuovo: risparmio energetico, classe A o A+, minori interventi di manutenzione nel breve termine.
  • Detrazioni Ecobonus: su eventuali impianti fotovoltaici o pompe di calore integrati.
  • Possibilità di personalizzazione: finiture e layout nelle fasi di cantiere.
  • Garanzie decennali: il costruttore risponde per vizi strutturali per 10 anni (art. 1669 c.c.).

Il consiglio del Team GoMutuo: valuta sempre il costo fiscale totale (non solo l'aliquota) e considera i vantaggi non monetari dell'immobile nuovo. Se stai confrontando due offerte simili — una da privato e una dal costruttore — la differenza di imposte può arrivare a 7.000-15.000 €: un dato che entra a pieno titolo nel budget complessivo dell'acquisto. Fai una simulazione del mutuo per verificare l'impatto sulla rata.

Per approfondire le agevolazioni sulla prima casa, leggi la nostra guida su mutuo prima casa e agevolazioni 2026.

Come cambia l'impatto sul mutuo

Il regime fiscale dell'acquisto non influenza direttamente le condizioni del mutuo, ma ha un impatto indiretto importante: le imposte sull'atto di compravendita sono costi da sostenere al rogito, non finanziabili nel mutuo. Quindi se acquisti da costruttore paghi IVA elevata di tasca tua (o la devi includere nell'anticipo), mentre acquistando da privato le imposte di registro sono molto più basse e pesano meno sulla liquidità disponibile, lasciando margine per valutare anche un mutuo a 40 anni se necessario.

Separata dalla tassazione sull'acquisto è l'imposta sostitutiva sul mutuo: quella è sempre a parte e vale lo 0,25% dell'importo erogato per la prima casa, indipendentemente da chi è il venditore. Puoi approfondire nella guida all'imposta sostitutiva sul mutuo.

Allo stesso modo, i costi dell'atto notarile (onorario + imposte) si sommano al totale dovuto il giorno del rogito notarile. Per una stima completa di tutti i costi, consulta la guida al costo del notaio per la prima casa.

Domande frequenti

Posso scegliere se pagare IVA o imposta di registro?

No, non è una scelta dell'acquirente. Il regime fiscale dipende dal venditore: se è un privato si paga sempre il registro; se è un'impresa si paga il registro (esente IVA) per immobili vecchi, o l'IVA per immobili nuovi (< 5 anni). L'impresa può però optare per l'IVA anche su immobili > 5 anni indicandolo nell'atto.

Il sistema prezzo-valore si applica anche con l'IVA?

No. Il sistema prezzo-valore — che consente di pagare l'imposta di registro sul valore catastale anziché sul prezzo reale — si applica esclusivamente alle cessioni soggette a imposta di registro proporzionale (acquisto da privato). Le vendite soggette a IVA usano sempre il prezzo reale come base imponibile.

Con l'IVA al 4% per la prima casa posso detrarre qualcosa in dichiarazione dei redditi?

No, l'IVA pagata sull'acquisto della prima casa da un costruttore non è detraibile dal privato acquirente. Puoi invece detrarre il 19% degli interessi passivi sul mutuo ipotecario per l'abitazione principale (fino a 4.000 €/anno), indipendentemente dal regime fiscale dell'acquisto.

Se acquisto da un'impresa dopo 5 anni dalla costruzione, pago IVA o registro?

Dopo i 5 anni dall'ultimazione, la vendita da impresa è esente IVA per default. Paghi quindi imposta di registro: 2% per prima casa, 9% per seconda casa, sul valore catastale (prezzo-valore). L'impresa può però scegliere di assoggettare la vendita a IVA indicandolo nell'atto o nel preliminare.

L'imposta minima di 1.000 € vale anche per la prima casa?

Sì. Anche applicando il 2% sul valore catastale per la prima casa, l'imposta di registro non può essere inferiore a 1.000 €. Se il calcolo desse un valore inferiore (es. casa con rendita bassissima), si paga comunque 1.000 €.

Come si calcola il valore catastale per la prima casa?

Valore catastale prima casa = Rendita catastale × 1,05 × 110. Per le altre abitazioni (seconda casa) il coefficiente è 120 invece di 110. La rendita catastale si trova nella visura catastale dell'immobile.

Scritto da
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Redazione GoMutuo

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