Si può trattare l'onorario del notaio per il mutuo?

GoMutuoAggiornato il 9 min di lettura

In breve

Sì. La liberalizzazione è partita con il D.L. 223/2006 (conv. L. 248/2006) e oggi poggia sull'art. 9 del D.L. 1/2012, che abroga le tariffe delle professioni regolamentate: l'onorario è libero e si può negoziare. Restano invece fisse per legge le imposte e i tributi che il notaio riscuote per conto dello Stato (imposte di registro, ipotecaria e catastale, tasse d'archivio e diritti) e l'imposta sostitutiva sul mutuo (0,25%, o 2% se la casa non ha i requisiti prima casa), che non passa dal notaio: la versa la banca (art. 20 D.P.R. 601/1973), che di norma la trattiene dalla somma erogata. Chiedi sempre un preventivo scritto e dettagliato.

Scrivania di uno studio notarile con penna, atti sigillati e bilancia in ottone
Indice della guida · 9 sezioni

Risposta rapida

Sì, l'onorario del notaio si può trattare: dal 2006 le tariffe minime obbligatorie sono state abrogate dal D.L. 223/2006 (convertito con L. 248/2006) e oggi, per l'art. 9 del D.L. 1/2012, il compenso professionale è liberamente determinato. Non sono invece negoziabili imposte, tributi e diritti che il notaio riscuote per conto dello Stato: sono identici presso qualsiasi studio. La leva reale, quindi, è chiedere due o tre preventivi scritti e confrontarli a parità di prestazioni incluse.

Perché l'onorario è negoziabile dal 2006

Fino al 2006 il notaio era vincolato a una tariffa professionale con minimi inderogabili. L'art. 2 del decreto legge 4 luglio 2006 n. 223 (il "decreto Bersani") aprì la strada, abrogando le disposizioni che limitavano la concorrenza fra professionisti «al fine di assicurare agli utenti un'effettiva facoltà di scelta nell'esercizio dei propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato».

Oggi però il riferimento da citare è un altro: la lettera che aboliva le tariffe fisse e minime è stata a sua volta abrogata dalla L. 21 aprile 2023 n. 49, e la regola in vigore sta nell'art. 9 del D.L. 1/2012, che al primo comma dispone: «Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico». Lo stesso articolo ti dà l'arma per trattare, perché obbliga il professionista a rendere nota la misura del compenso «obbligatoriamente, in forma scritta o digitale, con un preventivo di massima» che indichi «per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi». Il preventivo dettagliato non è una cortesia: è un obbligo.

Il compenso è quindi concordato tra professionista e cliente, restando soggetto ai principi deontologici di dignità e decoro della professione: il notaio resta un pubblico ufficiale e non può ridurre gli adempimenti obbligatori dell'atto per abbassare il prezzo.

Cosa si può trattare e cosa no

VoceNegoziabile?Note
Onorario professionaleSìLibero dal 2006; varia da studio a studio
Imposta sostitutiva sul mutuoNo0,25% del capitale erogato; 2% solo per case senza i requisiti prima casa. La versa la banca, non il notaio
Imposte di registro, ipotecaria, catastaleNoFissate per legge sulla compravendita
Tassa d'archivio e dirittiNoImporti tabellari, uguali per tutti i notai
Spese anticipate (visure, copie, bolli)ParzialmenteSono rimborsi a costo: verificane il dettaglio

L'imposta sostitutiva sul mutuo, però, non passa dal notaio: la versa la banca. Per l'art. 20 del D.P.R. 601/1973 sono gli enti che fanno il finanziamento a presentare la dichiarazione, e gli stessi enti «liquidano l'imposta dovuta ed effettuano, entro il termine di presentazione della dichiarazione, il versamento a saldo dell'imposta liquidata». Di norma la banca la trattiene dalla somma che ti eroga.

Il funzionamento dell'imposta sostitutiva è spiegato nella guida dedicata all'imposta sostitutiva sul mutuo, mentre il quadro completo delle voci di spesa è nella guida al costo del notaio per l'acquisto della prima casa.

Come chiedere e leggere il preventivo

  • Chiedilo per iscritto (anche via e-mail) indicando prezzo dell'immobile, importo del mutuo, se si tratta di prima casa e se il venditore è un privato o un'impresa: sono i dati che determinano imposte e onorario.
  • Pretendi tre blocchi separati: onorario, imposte e tributi, spese anticipate. Solo così i preventivi sono confrontabili.
  • Verifica cosa è incluso: visure ipotecarie e catastali, controllo di conformità urbanistica e catastale, relazione preliminare, copie autentiche, registrazione e trascrizione telematica.
  • Chiedi se l'IVA è compresa sull'onorario (22%): è una differenza che da sola cambia il confronto.

Se la banca richiede la relazione notarile preliminare, chiarisci subito se il suo costo è già dentro il preventivo: trovi i dettagli in RNP: quanto costa e chi la paga.

Atto di mutuo e compravendita: due voci distinte

Nella stessa seduta il notaio stipula normalmente due atti: la compravendita e il contratto di mutuo con iscrizione dell'ipoteca. Ognuno ha un proprio onorario e un proprio carico fiscale. Un preventivo che indica un unico importo complessivo, senza distinguere i due atti, rende impossibile capire dove ci sia margine di trattativa: chiedi sempre la separazione delle voci.

Quanto pesa l'onorario sul totale

L'onorario è solo una parte della spesa complessiva, e il suo peso cambia con le imposte: sulla seconda casa comprata da un privato, dove l'imposta di registro è al 9% e l'imposta sostitutiva al 2%, a parità di onorario incide meno che sulla prima casa (2% e 0,25%). Le imposte (quelle sulla compravendita, pagate al notaio, e la sostitutiva sul finanziamento, trattenuta dalla banca) non si possono ridurre: si tratta solo sull'onorario. È il motivo per cui negoziare produce risparmi apprezzabili ma non trasformativi: parliamo tipicamente di alcune centinaia di euro, non di migliaia. Il beneficio più grande della richiesta di più preventivi, in realtà, è la trasparenza: capire esattamente quali attività sono comprese.

Il notaio "della banca" costa meno?

Non c'è una regola. Il notaio convenzionato con l'istituto può essere più efficiente sull'atto di mutuo, perché lavora su modelli già condivisi con la banca, ma nulla lo obbliga a praticare condizioni migliori sull'atto di compravendita. Il punto giuridico è un altro e va ricordato: la scelta del notaio spetta all'acquirente, che ne sostiene le spese ai sensi dell'art. 1475 c.c. La banca può indicare un nominativo, non imporlo. Il tema è approfondito in chi scegli il notaio per il rogito.

Errori da evitare nella trattativa

  • Confrontare totali non omogenei: se un preventivo include imposte stimate e l'altro no, il confronto non ha senso.
  • Trattare all'ultimo momento: chiedi i preventivi appena hai la delibera del mutuo, non a pochi giorni dal rogito.
  • Scegliere solo sul prezzo: tempi di risposta, disponibilità a chiarire i dubbi e cura dei controlli urbanistico-catastali valgono più di 200 € di differenza.
  • Non chiedere la data del rogito in fase di preventivo: la disponibilità dello studio deve essere compatibile con la scadenza del compromesso.

Prima di arrivare al notaio, verifica quanto puoi effettivamente chiedere alla banca con una simulazione del mutuo su GoMutuo: conoscere l'importo esatto del finanziamento è il dato che serve al notaio per il preventivo dell'atto di mutuo e alla banca per calcolare l'imposta sostitutiva.

Contenuto informativo di carattere generale. Gli importi delle imposte dipendono dalla specifica operazione: fai sempre riferimento al preventivo del notaio incaricato e alle indicazioni dell'Agenzia delle Entrate.

Ti è stata utile?

Le domande che ci fanno tutti

Esistono ancora tariffe minime obbligatorie per i notai?

No. La strada l'ha aperta il D.L. 223/2006 (Decreto Bersani), convertito con L. 248/2006, ma la norma oggi in vigore è l'art. 9 del D.L. 1/2012: «Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico». L'onorario è determinato liberamente dal professionista e può essere oggetto di accordo con il cliente, purché il compenso resti decoroso e proporzionato alla prestazione secondo i principi deontologici.

Posso negoziare anche le imposte del mutuo?

No. Il notaio riscuote imposte e tributi per conto dello Stato e li versa integralmente: imposte di registro, ipotecaria e catastale sulla compravendita, tassa d'archivio e diritti di trascrizione. Queste voci sono identiche presso qualunque notaio e nessuno può ridurle. Nemmeno l'imposta sostitutiva sul finanziamento si tratta, ma non passa dal notaio: la versa la banca (art. 20 D.P.R. 601/1973), che di norma la trattiene dalla somma erogata.

Il notaio è obbligato a darmi un preventivo scritto?

Sì, ed è un obbligo di legge: l'art. 9, comma 4, del D.L. 1/2012 impone di rendere nota la misura del compenso «obbligatoriamente, in forma scritta o digitale, con un preventivo di massima» che indichi per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi. Chiedilo sempre per iscritto, anche via e-mail, e pretendi il dettaglio delle singole voci.

Quanto si può risparmiare confrontando più notai?

Il margine riguarda solo l'onorario dei due atti: imposte e tributi sono uguali presso qualunque notaio e l'imposta sostitutiva sul mutuo non passa nemmeno da lui. Non c'è una cifra valida per tutti, perché senza più tariffe (art. 9 D.L. 1/2012) ogni studio fissa il proprio compenso. Per questo conviene confrontare due o tre preventivi scritti: differenze di alcune centinaia di euro sull'onorario complessivo dei due atti sono frequenti.

Il notaio indicato dalla banca costa meno?

Non necessariamente. Il notaio convenzionato con la banca può avere prassi operative più rapide sull'atto di mutuo, ma non è tenuto ad applicare condizioni migliori sull'atto di compravendita. Il diritto di scelta del notaio resta dell'acquirente, che sostiene le spese dell'atto ai sensi dell'art. 1475 c.c.

Un onorario più basso significa un servizio peggiore?

Non c'è un rapporto automatico, ma i preventivi devono essere confrontati a parità di prestazioni. Verifica che siano inclusi visure ipocatastali, controlli urbanistici, copie autentiche, adempimenti telematici e registrazione: un preventivo apparentemente più basso può escludere attività che verranno poi addebitate a parte.

GoMutuo · Redazione GoMutuo

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