Casa cointestata, prima casa solo per uno: quanto si paga di imposte e IMU?

GoMutuo13 min di lettura

In breve

Con una casa cointestata che è prima casa solo per uno, le agevolazioni valgono solo sulla sua quota: comprando da un privato, registro al 2% del valore catastale sulla sua parte e al 9% sull'altra; sul mutuo, imposta sostitutiva allo 0,25% sulla sua parte e al 2% sull'altra (Agenzia delle Entrate, risoluzione 86/E/2010 e circolare 19/E/2005). L'IMU la paga solo chi non ci ha residenza e dimora, sulla sua quota. Comprando a metà, con una rendita di 1.000 € e un mutuo di 200.000 €, al rogito si pagano 6.265 € in più che se foste entrambi in prima casa. Una simulazione gratuita su GoMutuo ti dice in 6 minuti quanto puoi chiedere e con che rata.

Una cartellina verde scuro chiusa su un fondo beige, fra buste bianche e una penna dorata: le carte del rogito di una casa comprata in due
Indice della guida · 9 sezioni

Risposta rapida

Con una casa cointestata che è prima casa solo per uno dei due, le agevolazioni valgono soltanto sulla sua quota. Se comprate da un privato, sulla sua parte il registro è al 2% del valore catastale, sull'altra al 9%; sul mutuo cointestato l'imposta sostitutiva è dello 0,25% sulla sua parte e del 2% su quella dell'altro. IMU e detrazione degli interessi seguono un'altra regola: conta dove abitate, qualunque aliquota abbiate pagato al rogito.

Il caso tipico: uno dei due ha già una casa tutta sua nello stesso Comune, comprata o ereditata senza agevolazioni, l'altro non ha niente. I casi in cui le agevolazioni spettano anche a chi ha già una casa sono nella guida sulle agevolazioni prima casa se possiedi già un immobile; qui c'è il conto in euro, voce per voce.

Come si dividono le imposte se la prima casa vale per uno solo?

Ognuno paga le imposte sulla quota che compra, con il regime che gli spetta: le aliquote prima casa valgono solo per chi ha i requisiti e solo sulla sua quota. L'Agenzia delle Entrate lo ha scritto per due coniugi in comunione legale nella risoluzione 86/E del 20 agosto 2010. Se uno solo ha i requisiti, il beneficio «risulta applicabile nella misura del 50 per cento, ossia limitatamente alla quota acquistata dal coniuge in possesso dei requisiti».

Per il mutuo vale lo stesso criterio. Secondo la circolare 19/E del 9 maggio 2005 (§ 2.4) l'imposta sostitutiva «si applica nella misura del 2 per cento alla parte del finanziamento erogata al soggetto che non acquista la casa in regime agevolato», e lo 0,25% sul resto.

Di solito manca uno dei requisiti della nota II-bis all'art. 1 della Tariffa del D.P.R. 131/1986: la casa deve stare nel Comune in cui si risiede, si porterà la residenza entro 18 mesi o si lavora; non si deve avere un'altra casa nello stesso Comune, da soli o in comunione con il coniuge; non si deve avere, in tutta Italia, una casa comprata con le agevolazioni. Chi ne ha una, anche nello stesso Comune, ha le agevolazioni anche sulla casa nuova se vende la vecchia entro due anni (comma 4-bis).

Chi paga cosa, comprando da un privato: regole in vigore nel 2026, controllate il 5 ottobre 2026 sulle fonti citate
VoceChi ha i requisiti prima casaChi non li ha
Imposta di registro2% del valore catastale della sua quota (rendita × 1,05 × 110)9% del valore catastale della sua quota (rendita × 1,05 × 120)
Imposte ipotecaria e catastale50 € + 50 € per tutto l'atto
Imposta sostitutiva sul mutuo0,25% della sua parte di mutuo2% della sua parte di mutuo
IMUNiente, se ci ha residenza e dimoraNiente, se ci ha residenza e dimora; altrimenti sulla sua quota
Detrazione degli interessi (19%)Sì, se è l'abitazione principale sua o di un familiareStessa regola: le agevolazioni del rogito non contano

Il registro non scende sotto i 1.000 € (art. 10 D.Lgs. 23/2011), ma il minimo si confronta con l'imposta dell'atto, non con la quota di ciascuno (circolare 2/E del 2014, § 7.1). Queste imposte di solito si pagano con i risparmi, insieme all'anticipo: per il tuo caso conviene sapere prima quanto puoi chiedere alla banca e con che rata, e lo vedi con una simulazione gratuita su GoMutuo.

Quanto si paga al rogito? L'esempio con i numeri

Su una casa con rendita catastale di 1.000 €, comprata a metà da un privato con un mutuo di 200.000 €, la prima casa per uno solo costa 9.175 € di imposte al rogito: 6.265 € in più che se foste tutti e due in prima casa.

Giulia e Marco comprano un appartamento da 250.000 € e chiedono il prezzo-valore, cioè il registro sul valore catastale invece che sul prezzo (come funziona il prezzo-valore). Marco vive in un bilocale suo nello stesso Comune, comprato senza agevolazioni: per lui la prima casa non c'è. Giulia ha tutti i requisiti. Il mutuo è l'80% del prezzo, cointestato a metà.

Imposte al rogito nei tre casi, onorario del notaio escluso. Valore catastale: 1.000 × 1,05 × 110 = 115.500 € per la quota prima casa, 1.000 × 1,05 × 120 = 126.000 € per l'altra. Conti di GoMutuo sulle aliquote in vigore nel 2026.
ImpostaTutti e due prima casaPrima casa solo per Giulia (50/50)Nessuno dei due
Registro2.310 €6.825 € (1.155 + 5.670)11.340 €
Ipotecaria e catastale100 €100 €100 €
Sostitutiva sul mutuo di 200.000 €500 €2.250 € (250 + 2.000)4.000 €
Totale2.910 €9.175 €15.440 €

Tutta la differenza viene dalla metà di Marco: 63.000 € di valore catastale al 9% fanno 5.670 € di registro, e i suoi 100.000 € di mutuo pagano il 2%, 2.000 €. La metà di Giulia costa quanto costerebbe se fossero tutti e due in prima casa. Per la rata: a tasso fisso in 25 anni, con un TAN stimato del 3,81% (IRS a 25 anni del 13 ottobre 2026, fonte ICE Swap Rate, più uno spread medio stimato dello 0,30%), 200.000 € costano circa 1.035 € al mese.

Conviene cambiare le quote o intestare la casa a uno solo?

Dare più quota a chi ha i requisiti abbassa il registro: con il 70% a Giulia si pagano 5.019 € invece di 6.825 €, con la casa tutta sua 2.310 €. Ma la quota decide anche di chi è la casa, e non sempre si può scegliere.

Registro dell'esempio (rendita 1.000 €) al variare della quota di chi ha i requisiti; ipotecaria e catastale restano 100 €
Quota di GiuliaSua quota al 2%Quota di Marco al 9%Registro totaleRispetto al 50/50
50%1.155 €5.670 €6.825 €stesso conto
70%1.617 €3.402 €5.019 €1.806 € in meno
100%2.310 €nessuna quota2.310 €4.515 € in meno

L'imposta sostitutiva invece segue la parte di mutuo di ciascuno. Con il mutuo a metà restano 2.250 € anche con la casa al 70/30; si scende a 1.550 € solo se il contratto divide anche il mutuo 70/30. Prima di spostare quote:

  • In comunione legale le quote non si scelgono. Per l'art. 177 del codice civile entrano in comunione «gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio», divisi a metà (art. 194), e l'uguaglianza delle quote non si può derogare (art. 210). Fanno eccezione i beni personali dell'art. 179, per esempio la casa pagata con il ricavato della vendita di un bene personale: l'esclusione va scritta nell'atto, con l'altro coniuge che vi partecipa. Negli altri casi, per scegliere serve la separazione dei beni, con una convenzione per atto pubblico (art. 162) che vale per tutti gli acquisti successivi.
  • La banca. Di solito chi firma il mutuo per comprare deve essere anche intestatario della casa, e con quote diverse alcune banche chiedono il parere del notaio. Con la casa tutta a Giulia di solito il mutuo è solo suo e Marco può entrare come garante: secondo la banca, il reddito del garante conta per intero, in parte o solo come garanzia.
  • La detrazione. Con la casa tutta di Giulia e il mutuo a due, Marco non detrae nulla e Giulia solo la sua metà: si perdono fino a 380 € l'anno.
  • La proprietà. Fuori dalla comunione legale la casa è di chi è scritto nel rogito, non di chi paga le rate: se Marco paga metà delle rate di una casa intestata a Giulia, in caso di separazione non ne possiede nulla.

Spostare quote fa risparmiare una volta, al rogito; la quota resta. Ha senso quando rispecchia i soldi che ciascuno mette davvero.

Chi paga l'IMU sulla casa cointestata?

L'IMU la paga solo il comproprietario che nella casa non ha residenza anagrafica e dimora abituale, e solo sulla sua quota: chi ci vive non la paga, anche se al rogito non ha avuto le agevolazioni.

Per la legge 160 del 2019 (art. 1, commi 740-743) l'abitazione principale è esente, salvo le categorie A/1, A/8 e A/9, e con più proprietari esenzioni e agevolazioni si guardano quota per quota. Dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 209 del 2022 conta dove risiede e dimora ciascun proprietario, non tutta la famiglia.

Se Marco va a vivere con Giulia e sposta lì la residenza, la casa nuova è esente per tutti e due e lui paga l'IMU sul bilocale. Se resta nel bilocale, la paga sulla sua metà della casa nuova: 1.000 × 1,05 × 160 = 168.000 € di base imponibile, metà 84.000 €, cioè 722 € l'anno all'aliquota di base dello 0,86% e 890 € all'1,06% (alcuni Comuni possono arrivare all'1,14%). In tutti e due i casi Marco paga l'IMU sulla casa in cui non abita. Per i coniugi che vivono in due case diverse c'è la guida sull'IMU prima casa senza residenza.

Chi detrae gli interessi del mutuo?

Detrae gli interessi chi è insieme proprietario e intestatario del mutuo, se entro un anno dall'acquisto la casa diventa l'abitazione principale sua o di un familiare: le agevolazioni del rogito non c'entrano, quindi anche Marco detrae, se ci va a vivere entro quel termine.

Si detrae il 19% su un massimo di 4.000 € di interessi l'anno per tutto il mutuo (art. 15, comma 1, lett. b) TUIR), diviso fra i cointestatari: con il mutuo a metà, 2.000 € a testa, cioè fino a 380 € ciascuno. Il tetto si divide anche se uno dei due non ha diritto alla detrazione. La guida dell'Agenzia delle Entrate Interessi passivi per mutui fa proprio questo esempio: se la casa comprata in due è l'abitazione principale di uno solo, quest'ultimo «potrà calcolare la detrazione degli interessi passivi riferiti alla propria quota di mutuo su un importo non superiore a euro 2.000».

Nell'esempio gli interessi del primo anno sono circa 7.535 €, sopra il tetto: se abitano lì tutti e due, Giulia e Marco detraggono 380 € ciascuno. Se Marco resta nel bilocale e non sono sposati, detrae solo Giulia; se sono sposati detrae anche Marco, perché la detrazione spetta «anche se l'immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare», a meno che non detragga già gli interessi di un mutuo sul bilocale. La divisione segue il contratto di mutuo, non le quote della casa. Le eccezioni, come il coniuge fiscalmente a carico, sono in chi detrae gli interessi del mutuo cointestato.

Alcuni casi particolari

La regola per quote vale in tutti i casi; cambiano le quote possibili e chi ha i requisiti.

  • Sposati in comunione legale. Quote a metà e agevolazione sul 50% di chi ha i requisiti (risoluzione 86/E). Se la casa che avete già è in comunione fra voi, nello stesso Comune, e non l'avete comprata con le agevolazioni, i requisiti mancano a tutti e due: 9% su tutto.
  • Separazione dei beni. Quote libere: la casa di uno non toglie i requisiti all'altro, se l'altro non ne è comproprietario.
  • Conviventi e unioni civili. Fra conviventi vale la stessa regola per quote, ma per la detrazione il convivente non è un familiare: ognuno detrae solo se ci abita. Le unioni civili hanno le regole dei coniugi, comunione dei beni compresa (L. 76/2016, art. 1, commi 13 e 20).
  • Una casa comprata con le agevolazioni. Chi ce l'ha, anche nello stesso Comune, se ha gli altri requisiti può avere le agevolazioni anche sulla casa nuova impegnandosi a vendere la vecchia entro due anni (comma 4-bis della nota II-bis): allora il 2% vale per tutti e due. Se non vende in tempo paga la differenza, gli interessi e una sanzione del 30%; la sanzione si evita con un'istanza all'Agenzia presentata prima della scadenza.
  • Una casa nello stesso Comune comprata senza agevolazioni. Qui l'impegno a vendere entro due anni non basta: per avere le agevolazioni la vecchia casa va venduta prima del rogito (guida dell'Agenzia delle Entrate di ottobre 2025). Nell'esempio, se Marco vende il bilocale prima, le imposte al rogito scendono di 6.265 €.
  • Casa nuova da un'impresa, con IVA. Al posto del registro c'è l'IVA, al 4% con i requisiti e al 10% senza, più tre imposte fisse da 200 € (guida dell'Agenzia delle Entrate sull'acquisto della casa). Come si dividono le due aliquote fra le quote, fatelo scrivere nel preventivo del notaio.
  • Under 36. Le esenzioni sono scadute (valevano per gli atti fino al 2023, con una coda nel 2024): nel 2026 anche un under 36 paga il 2% di registro e lo 0,25% sul mutuo.
  • Redditi alti. Con un reddito oltre 75.000 € e un mutuo firmato dal 2025, gli interessi entrano nel tetto unico delle detrazioni (art. 16-ter del TUIR): da 4.000 a 14.000 € di spese l'anno, secondo reddito e figli a carico. Oltre 200.000 € di reddito le detrazioni al 19%, spese sanitarie escluse, calano di altri 440 €.
  • Fondo Consap. È riservato esclusivamente alle categorie previste dalla legge. In più, per la FAQ Consap aggiornata al 28 maggio 2026, i richiedenti non devono essere «proprietari di altri immobili ad uso abitativo», salvo alcuni immobili ereditati: se chi ha già una casa firma il mutuo, la garanzia non c'è (come funziona il Fondo Consap).

Cosa far scrivere nel rogito e nel mutuo

Nel rogito vanno scritte le quote di ciascuno, le dichiarazioni prima casa di chi ha i requisiti e la richiesta del prezzo-valore; nel contratto di mutuo, la parte di finanziamento di ciascuno. Il caso misto va preparato prima del rogito, perché dopo alcune scelte non si correggono. Da chiedere al notaio e alla banca:

  1. un preventivo con il registro diviso per quota e il minimo di 1.000 € calcolato sull'atto;
  2. la richiesta del prezzo-valore nell'atto di acquisto, che non si può aggiungere dopo;
  3. le dichiarazioni prima casa di chi ha i requisiti, con l'impegno a portare la residenza nel Comune entro 18 mesi, se serve;
  4. nel contratto di mutuo, la parte di finanziamento di ciascuno, su cui la banca calcola lo 0,25% e il 2%.

Le altre voci del preventivo sono in quanto costa il notaio se il mutuo è cointestato. Le norme citate sono quelle in vigore nel 2026: dal 1° gennaio 2027 registro e imposte sui redditi passano nei nuovi testi unici (D.Lgs. 123/2025 e D.Lgs. 117/2026).

Le domande che ci fanno tutti

Casa cointestata: vale come prima casa per tutti e due?

Solo se tutti e due hanno i requisiti: le agevolazioni si guardano acquirente per acquirente. Se uno dei due ha già nello stesso Comune una casa tutta sua comprata o ereditata senza agevolazioni, oppure una casa comprata con le agevolazioni, in qualunque Comune, che non vende entro due anni, sulla sua quota paga il 9% di registro invece del 2% e il 2% di imposta sostitutiva sulla sua parte di mutuo invece dello 0,25%.

Quanto si paga se per uno è prima casa e per l'altro seconda casa?

Comprando a metà da un privato si paga il 2% sul valore catastale della metà di chi ha i requisiti (rendita × 1,05 × 110) e il 9% su quello dell'altra (rendita × 1,05 × 120), più 100 € di ipotecaria e catastale per l'atto. Con una rendita di 1.000 € sono 1.155 € più 5.670 € più i 100 € fissi: 6.925 € in tutto, contro i 2.410 € di due acquirenti in prima casa.

Chi paga l'IMU sulla casa cointestata se ci abita uno solo?

Solo chi non ci abita, sulla sua quota: l'esenzione per l'abitazione principale vale per chi nella casa ha residenza anagrafica e dimora abituale. Con una rendita di 1.000 € e una quota del 50%, chi non ci abita paga circa 722 € l'anno all'aliquota di base dello 0,86%, di più se il Comune l'ha alzata.

Con il mutuo cointestato l'imposta sostitutiva è allo 0,25% o al 2%?

Tutte e due: lo 0,25% sulla parte di mutuo di chi compra con le agevolazioni prima casa e il 2% sulla parte dell'altro (circolare 19/E del 2005 dell'Agenzia delle Entrate). Su un mutuo di 200.000 € diviso a metà sono 250 € più 2.000 €: 2.250 € invece dei 500 € dovuti se tutti e due avessero i requisiti.

Chi detrae gli interessi del mutuo se la casa è prima casa per uno solo?

Chi ci abita, o ci fa abitare il coniuge o un altro familiare: la detrazione del 19% guarda l'abitazione principale, non le agevolazioni del rogito. Il tetto di 4.000 € di interessi si divide fra i cointestatari, quindi con il mutuo a metà ognuno detrae al massimo 380 € l'anno, e chi non ci abita né ci ha un familiare perde la sua parte.

Casa cointestata prima del matrimonio: cosa cambia dopo le nozze?

Per le imposte già pagate niente: le quote comprate prima del matrimonio restano beni personali di ciascuno (art. 179 del codice civile). Cambia la casa successiva: in comunione legale si compra a metà, e chi ha una quota comprata con le agevolazioni le riottiene sulla casa nuova solo vendendo quella quota entro due anni. Se invece quella casa è nello stesso Comune della nuova e non l'avete comprata con le agevolazioni, dopo le nozze ne siete comproprietari con il coniuge: per la nota II-bis (lettera b) nessuno dei due ha le agevolazioni sulla casa nuova, se non la vendete prima del rogito. Per IMU e detrazione conta dove abitate.

Ti è stata utile?

GoMutuo · Redazione GoMutuo

Contenuti informativi redatti dalla redazione di GoMutuo sulla base di normativa vigente e fonti ufficiali. Le informazioni hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza personalizzata.

Coppia sorridente con le chiavi di casa

Scopri in 6 minuti se il tuo mutuo si può fare.

Gratis, senza impegno e senza lasciare il numero a un call center.

Inizia la simulazione
Simula il tuo mutuo · 6 minuti