Da apprendistato a indeterminato: conviene aspettare per il mutuo?

GoMutuoAggiornato il 12 min di lettura

In breve

Il passaggio da apprendistato a indeterminato avviene da solo: alla fine del periodo formativo, se né tu né il datore di lavoro recedete, il rapporto prosegue senza un contratto nuovo (art. 42, comma 4, D.Lgs. 81/2015). Per il mutuo conviene aspettare la conferma se è vicina e la banca conta poco o niente lo stipendio da apprendista: alcune non lo contano, altre lo contano a metà, o per intero dopo circa due anni nella stessa azienda o con un cointestatario a reddito stabile. Con 1.300 € netti, in 25 anni a tasso fisso, si passa da circa 42.121 € (stipendio contato a metà) a 84.242 € (contato per intero), ai tassi del 25 ottobre 2026. È una stima: dipende dalla banca, dal contratto collettivo e dalle rate che paghi già.

Uomo seduto sul divano di casa che legge un foglio con una tabella e tiene il telefono in mano: i conti prima di chiedere il mutuo da apprendista
Indice della guida · 9 sezioni

Conviene aspettare la conferma per chiedere il mutuo?

Conviene aspettare se la conferma è vicina e la banca non conta ancora il tuo stipendio da apprendista. Non serve se trovi una banca che lo conta già, o se hai un cointestatario con un reddito stabile. Per il mutuo conta come la banca legge il tuo reddito prima della conferma: con 1.300 € netti al mese si va da nessun mutuo a circa 84.242 € in 25 anni, secondo la banca. Le regole generali sono nella guida sul mutuo con apprendistato.

Strumento

Quanto puoi chiedere alla banca?

Una stima in dieci secondi con la regola che usano le banche: la rata non supera il 33% dello stipendio netto.

€ 1.300

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Cosa succede alla fine dell'apprendistato?

Se nessuno recede, il rapporto prosegue a tempo indeterminato e non serve firmare un contratto nuovo. L'apprendistato nasce già così: per l'art. 41 del D.Lgs. 81/2015 è «un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani». Ha una scadenza solo la fase formativa. Su quel momento l'art. 42, comma 4, dice due cose:

  • le parti «possono recedere dal contratto, ai sensi dell'articolo 2118 del codice civile, con preavviso decorrente dal medesimo termine»: tu e il datore di lavoro potete chiudere il rapporto con il preavviso;
  • «Se nessuna delle parti recede il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato».

Prima di quella data, superato l'eventuale periodo di prova, il datore di lavoro non può chiudere il rapporto con il solo preavviso: durante l'apprendistato si applicano «le sanzioni previste dalla normativa vigente per il licenziamento illegittimo» (art. 42, comma 3).

La data è nel tuo contratto. L'apprendistato professionalizzante non può durare più di tre anni, cinque per i profili dell'artigianato (art. 44, comma 2), e i contratti collettivi possono prolungarlo «in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del lavoro, di durata superiore a trenta giorni» (art. 42, comma 5, lett. g): se conti i mesi che mancano, chiedi in azienda la data aggiornata.

Fa eccezione l'apprendistato stagionale, che i contratti collettivi possono prevedere «anche a tempo determinato» (art. 44, comma 5). Come ogni contratto a termine, molte banche non lo contano da solo; altre sì, se hai lavorato con continuità per gran parte degli ultimi 2 o 3 anni e/o con un cointestatario o un garante con reddito stabile, a volte contandolo solo in parte.

Come contano le banche lo stipendio di un apprendista?

Non tutte allo stesso modo. La legge non dice alla banca quali contratti accettare. Le chiede di capire se riuscirai a pagare: prima di concedere il mutuo deve valutare il merito creditizio «tenendo conto dei fattori pertinenti per verificare le prospettive di adempimento da parte del consumatore degli obblighi stabiliti dal contratto di credito» (art. 120-undecies del Testo unico bancario). Il recesso possibile a fine formazione è uno di questi fattori, e ogni banca lo pesa a modo suo:

  • per alcune banche lo stipendio da apprendista non conta: da solo, il mutuo arriva dopo la conferma;
  • altre lo contano dopo circa due anni nella stessa azienda, o se con te firma un cointestatario o un garante a tempo indeterminato.

Sono prassi interne, non regole di legge. Lo stesso vale per l'anzianità di lavoro: nessuna legge fissa un minimo. Di solito serve almeno il periodo di prova superato, e alcune banche chiedono un'anzianità minima, da 6 mesi fino a 3 anni. Prima di presentare la domanda chiedi alla banca come legge il tuo contratto.

Quanto mutuo oggi e quanto dopo la conferma?

Dipende da come la banca conta il tuo stipendio: con 1.300 € netti si va da nessun mutuo a circa 84.242 € in 25 anni. Le ipotesi: 1.300 € netti al mese oggi, 1.450 € dopo la conferma (l'aumento vero lo fissa il tuo contratto collettivo), un cointestatario a tempo indeterminato con 1.200 € netti, nessun'altra rata in corso. Rata al 33% del reddito che la banca conta, tasso fisso con un TAN stimato del 3,66%: IRS a 25 anni rilevato il 25 ottobre 2026 più uno spread medio stimato dello 0,30%.

SituazioneReddito che la banca contaRataMutuo in 25 anni
Da solo, oggi: banca che non conta l'apprendistato0 €nessunanessun mutuo da solo
Da solo, oggi: banca che lo conta1.300 €429 €84.242 €
Da solo, dopo la conferma1.450 €479 €93.963 €
Con il cointestatario, oggi: banca che non conta l'apprendistato1.200 €396 €77.762 €
Con il cointestatario, oggi: banca che lo conta2.500 €825 €162.004 €
Con il cointestatario, dopo la conferma2.650 €875 €171.725 €

Se la banca conta già il tuo stipendio, la conferma aggiunge solo l'aumento di paga: qui circa 9.720 € di mutuo in più. Se non lo conta, da solo il mutuo arriva con la conferma: circa 93.963 €.

Sulla rata: il 30% è la soglia prudenziale e il 33% la prassi (la guida della Banca d'Italia, più prudente, parla di «un terzo» del reddito disponibile, cioè al netto delle spese fisse); il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca: di solito fra un terzo e il 35-40% del reddito netto, per alcune di più con redditi alti. Il conto intero è in come si calcola il rapporto rata/reddito; lo spread vero lo decide la banca, e qui trovi come si negozia.

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Cosa cambia per la banca dopo la conferma?

Tre cose: il recesso di fine formazione non c'è più, lo stipendio di solito sale, l'anzianità cresce.

  • Il recesso. Passata la fine del periodo formativo senza recesso, il rapporto è un tempo indeterminato ordinario: il motivo per cui alcune banche non contavano il tuo reddito viene meno.
  • Lo stipendio. Durante l'apprendistato i contratti collettivi possono inquadrarti «fino a due livelli inferiori» rispetto a chi ha già la qualifica, oppure fissare la paga «in misura percentuale e proporzionata all'anzianità di servizio» (art. 42, comma 5, lett. b). La banca però conta lo stipendio delle buste paga, non quello che avrai.
  • L'anzianità. Il rapporto è lo stesso dal giorno dell'assunzione: gli anni da apprendista sono anni nella stessa azienda. Chiedi alla banca da quando la conta.

Quali documenti servono, prima e dopo la conferma?

Gli stessi di ogni dipendente, più quelli che dicono a che punto sei dell'apprendistato. Per i lavoratori dipendenti la guida della Banca d'Italia indica «la dichiarazione del datore di lavoro che attesta l'anzianità di servizio, almeno l'ultimo cedolino dello stipendio» e la certificazione dei redditi. In pratica:

  • Buste paga. Di solito le ultime 2 o 3, consecutive, prima della domanda. Dopo la conferma mostrano il nuovo inquadramento e la nuova paga: se aspetti per far contare uno stipendio più alto, metti in conto i mesi che servono per averle.
  • Contratto di apprendistato. È scritto e contiene, in sintesi, il piano formativo individuale (art. 42, comma 1): di norma è lì che la banca legge quando finisce il periodo formativo.
  • Dichiarazione del datore di lavoro. Data di assunzione, anzianità di servizio, fine del periodo formativo. Dopo la conferma, senza un contratto nuovo da mostrare, può dire che il rapporto è proseguito e con quale inquadramento. Prima può dire che il datore intende proseguire: è una dichiarazione di intenzioni, e ogni banca decide se tenerne conto.
  • Certificazione Unica. L'ultima ricevuta; alcune banche chiedono le ultime due.

L'elenco completo è in documenti per il mutuo del dipendente a tempo indeterminato.

Cosa puoi fare senza aspettare?

Tre strade: un cointestatario o un garante, una banca che conta già il tuo stipendio, un mutuo più piccolo.

  • Cointestatario o garante con un reddito stabile. Per alcune banche è la condizione per contare l'apprendistato. Chi firma risponde del debito insieme a te, e quell'impegno peserà sulle sue richieste di credito future: vedi mutuo con garante.
  • Una banca che lo conta già. Se sei da circa due anni nella stessa azienda, alcune banche contano il tuo stipendio anche prima della conferma.
  • Un importo più basso o un anticipo più alto. Se la cifra che ti serve sta già nel mutuo che ottieni oggi, aspettare non aggiunge niente.

Il Fondo di garanzia prima casa serve ad altro. Se rientri in una delle categorie di legge, per esempio sotto i 36 anni, la garanzia pubblica (50%; 80% con ISEE fino a 40.000 € e mutuo oltre l'80% del prezzo; per le persone con disabilità grave e i familiari ammessi basta l'ISEE) permette alla banca di finanziare fino al 100% del prezzo, se lo concede. Può togliere l'anticipo, ma non aggiunge reddito: per Consap la concessione del mutuo e il ricorso alla garanzia «restano soggetti alle autonome ed esclusive valutazioni della banca». I requisiti sono in come funziona il Fondo di garanzia prima casa.

Aspettare o chiedere adesso: come decidere?

Guarda quattro cose, in quest'ordine.

  1. Come ti conta la banca oggi. Se conta già il tuo stipendio, aspettare serve a poco.
  2. Quanto manca. Pochi mesi si aspettano; con uno o due anni davanti conviene cercare un'altra banca o un cointestatario.
  3. Quanto sale lo stipendio. Se la differenza è piccola, cambia poco anche il mutuo.
  4. Se hai già trovato casa. I mesi di attesa hanno un costo: prezzi e tassi possono cambiare, in meglio o in peggio.

C'è anche il caso opposto: chiedere il mutuo adesso e non essere confermato. Il mutuo resta e la rata va pagata lo stesso. La guida della Banca d'Italia consiglia un margine proprio per le «possibili riduzioni di reddito causate, ad esempio, da malattia, infortunio, licenziamento»: se firmi prima della conferma, scegli una rata sotto il massimo che la banca concede.

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Le domande che ci fanno tutti

L'apprendistato è un contratto a tempo determinato o indeterminato?

A tempo indeterminato: l'art. 41 del D.Lgs. 81/2015 lo definisce «un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani». Ha una scadenza solo il periodo formativo. Fa eccezione l'apprendistato nelle attività stagionali, che i contratti collettivi possono prevedere anche a tempo determinato.

Alla fine dell'apprendistato devo firmare un nuovo contratto?

No. Se né tu né il datore di lavoro recedete, il rapporto prosegue come ordinario rapporto a tempo indeterminato: il contratto resta quello dell'assunzione. Alla banca il passaggio si dimostra con le buste paga, che riportano il nuovo inquadramento, e con una dichiarazione del datore di lavoro, se la chiede.

Il datore di lavoro può non confermarmi alla fine dell'apprendistato?

Sì. Al termine del periodo di apprendistato ciascuna parte può recedere dando il preavviso, che decorre da quella data; durante il preavviso continua ad applicarsi la disciplina dell'apprendistato. Prima valgono le regole sul licenziamento illegittimo. Fa eccezione chi è stato assunto in apprendistato senza limiti di età, per esempio perché prendeva un'indennità di disoccupazione: per lui anche a fine formazione valgono le norme sui licenziamenti individuali (art. 47, comma 4, D.Lgs. 81/2015). È il recesso a rendere prudenti alcune banche.

Con il passaggio a indeterminato lo stipendio aumenta?

Di solito sì, ma di quanto lo dice il contratto collettivo. Durante l'apprendistato la legge permette di inquadrare il lavoratore fino a due livelli sotto quello di chi ha già la qualifica, oppure di pagarlo in percentuale. La banca conta lo stipendio delle ultime buste paga, non quello che avrai.

Da quanto tempo devo lavorare perché la banca conti l'apprendistato?

Nessuna legge fissa un minimo. Di solito serve almeno il periodo di prova superato, e alcune banche chiedono un'anzianità minima, da 6 mesi fino a 3 anni. Alcune banche non contano lo stipendio da apprendista fino alla conferma; altre lo contano dopo circa due anni nella stessa azienda, o se con te firma un cointestatario o un garante a tempo indeterminato.

Posso chiedere il mutuo da apprendista con un cointestatario?

Con alcune banche sì: contano lo stipendio da apprendista proprio quando c'è un cointestatario con un reddito stabile. Nell'esempio, con 1.300 € tuoi e 1.200 € del cointestatario si va da circa 77.762 € a 162.004 € in 25 anni, secondo che la banca conti o no il tuo stipendio. Il cointestatario si impegna per tutto il debito.

Con la conferma mi pagano il TFR, da usare come anticipo?

No. Il TFR spetta quando il rapporto di lavoro cessa; con la conferma il rapporto prosegue e il TFR continua a maturare. Per comprare la prima casa se ne può chiedere un anticipo, fino al 70% di quanto maturato, per legge dopo almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro (art. 2120 c.c.), salvo condizioni migliori del contratto collettivo o di un accordo individuale.

GoMutuo · Redazione GoMutuo

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