Risposta rapida
Gli acquisti con Klarna e Scalapay finiscono nel CRIF solo in parte (Klarna indica Experian), ma per il mutuo le loro rate contano anche quando non compaiono: la banca può vederle negli estratti conto e, se il piano non finisce a breve, le toglie dalla rata che ti concede. Scalapay scrive che può consultare il CRIF per i piani da 6 a 12 rate; PayPal indica il CRIF. Nella Centrale dei rischi della Banca d'Italia questi acquisti di solito non arrivano.
Un acquisto in tre rate si chiude in due mesi e di solito non sposta nulla; pesano i piani lunghi e gli acquisti a rate fatti uno dopo l'altro. Che cosa risulta a tuo nome lo dicono le visure gratuite di CRIF ed Experian (vedi come sapere se sei segnalato al CRIF). Quanto puoi chiedere con le rate che paghi oggi te lo dice la simulazione gratuita di GoMutuo, in 6 minuti.
Cosa scrivono Klarna, Scalapay e PayPal su CRIF ed Experian?
Per l'Italia Klarna nomina Experian, Scalapay e PayPal il CRIF: ciascuno solo per alcuni prodotti.
| Servizio | Banca dati indicata | Per quali acquisti | Che cosa comunica |
|---|---|---|---|
| Klarna | Experian Italia | Paga in 3 rate, Paga dopo 30 giorni, Finanziamento | Ogni mese lo stato del credito (attivo, pagato, in mora), salvo importi ridotti |
| Scalapay | EURISC, il sistema di CRIF | Pay in 6, 9 o 12 rate (sul 3 o 4 rate le pagine tacciono) | Dati della richiesta e andamento dei pagamenti |
| PayPal | CRIF | Paga in 3 rate, quando la consulta | La richiesta, come paghi, il debito non pagato |
Klarna, nei termini di Paga in 3 rate, avverte: «Potremmo effettuare una ricerca di credito su di te presso un'agenzia di credito». L'informativa privacy precisa che la condivisione «non avviene in caso di importi ridotti o quando disponiamo già di informazioni sufficienti»; l'unica agenzia di credito nell'elenco per l'Italia è Experian.
Scalapay, per il pagamento in 3 o 4 rate, non nomina il CRIF e sulla stima di quanto puoi spendere dichiara: «non utilizziamo fonti esterne per conoscere il tuo reddito o la tua situazione finanziaria». Per il Pay in 6, 9 o 12 rate, un finanziamento con interessi, le FAQ scrivono invece: «possiamo consultare sistemi come EURISC (gestito da CRIF)», e fra i dati condivisi c'è l'andamento dei pagamenti.
PayPal, nel contratto di Paga in 3 rate, consulta un'agenzia di informazione creditizia «se del caso» e te lo dice; poi può comunicarle come paghi, e «Se l'Utente non effettua il rimborso per intero e con puntualità, l'Agenzia di informazione creditizia può registrare il debito insoluto». Per l'Italia il suo elenco delle agenzie indica il CRIF.
Il codice di condotta dei sistemi di informazioni creditizie (SIC) copre anche la concessione «di una dilazione di pagamento, di un pagamento differito». Partecipare però è una scelta: una nota della Banca d'Italia di marzo 2026 scrive che «Le segnalazioni ai SIC avvengono generalmente su base volontaria». Nella Centrale dei rischi questi acquisti di solito non arrivano: la soglia è di 30.000 € di debito verso l'intermediario, 250 € per chi è in sofferenza.
Quanto pesa sul mutuo una rata del compra ora, paga dopo?
Se la banca la conta, si somma alla rata del mutuo come quella di qualsiasi finanziamento. Il limite è il rapporto fra rate e reddito: il 30% è la soglia prudenziale e il 33% la prassi (la guida della Banca d'Italia, più prudente, parla di «un terzo» del reddito disponibile, cioè al netto delle spese fisse); il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca: di solito fra un terzo e il 35-40% del reddito netto, per alcune di più con redditi alti (il conto è in come si calcola il rapporto rata/reddito).
Molte banche non contano i finanziamenti che finiscono entro pochi mesi, di solito fra 6 e 9 secondo la banca. Le rate, però, possono vedersi: Klarna, per il Paga in 3 rate, e Scalapay le addebitano su una carta e, se è di debito, compaiono ogni mese negli estratti conto. La banca li chiede per tutti i conti su cui passano entrate e spese, di solito degli ultimi 3 mesi per dipendenti e pensionati e 6 per autonomi e soci. Gli addebiti che tornano ogni mese vengono notati e la banca ne chiede conto, anche se nelle banche dati non c'è niente (vedi cosa controlla la banca nell'estratto conto).
Esempio: quanto mutuo toglie una rata da 100 €?
Con 2.000 € netti al mese, al 33% la rata massima è 660 €: a 30 anni, al tasso fisso stimato di oggi (3,61%), ogni 100 € di rata contata tolgono circa 21.968 € di mutuo.
| Situazione | Come la tratta di solito la banca | Rata per il mutuo | Mutuo a 30 anni |
|---|---|---|---|
| Nessun acquisto a rate | Niente da togliere | 660 € | 144.989 € |
| Acquisto da 300 € in 3 rate da 100 €, l'ultima fra un mese | Molte banche non la contano | 660 € (560 € se la conta) | 144.989 € (123.021 €) |
| Piano in 12 rate da 110 € al mese, ne mancano 10 | La conta come un prestito | 550 € | 120.824 € |
| Acquisti in 3 rate uno dopo l'altro, 160 € al mese da un anno | Li nota e chiede; nell'esempio li conta come un impegno fisso | 500 € | 109.840 € |
Il caso più incerto è l'ultimo: ogni acquisto finisce presto, ma negli estratti conto la spesa non si ferma mai. Per il tuo caso c'è la simulazione GoMutuo: inserisci le rate, poi toglile e confronta.
Cosa cambia con le nuove regole sul credito ai consumatori?
Le regole nuove toccano il momento della richiesta: chi concede la dilazione dovrà verificare se puoi rimborsarla. Il D.Lgs. 212/2025 recepisce la direttiva (UE) 2023/2225, che si applica dal 20 novembre 2026 (art. 48), e porta gran parte del compra ora, paga dopo nel credito ai consumatori del Testo unico bancario (TUB).
- Restano fuori solo le dilazioni gratuite del venditore, concesse «senza offerta di credito da parte di terzi» e per un tempo «non superiore a cinquanta giorni» (art. 122 del TUB). Se dietro c'è un finanziatore che compra il credito pro soluto, è credito offerto da terzi (comma 1-ter).
- Sparisce l'esclusione dei prestiti senza interessi, quella per cui il contratto PayPal dice che «al Finanziamento non si applica il quadro normativo relativo al credito ai consumatori»; resta per i contratti firmati prima.
- Arriva la verifica del merito creditizio: il finanziatore concede il credito «solo quando i risultati della valutazione del merito creditizio indicano che gli obblighi derivanti dal contratto di credito saranno verosimilmente adempiuti» (art. 124-bis). Sotto i 200 € o senza interessi si possono alleggerire solo alcune informazioni (comma 5-bis dell'art. 122), non la verifica.
- Nessun obbligo di segnalare: per la nota della Banca d'Italia la direttiva «non contiene norme specifiche sulle modalità di segnalazione alle banche dati». Se però un dato negativo viene registrato, il finanziatore deve dirtelo entro 30 giorni (art. 125 del TUB).
In Italia la data slitta. L'art. 6 del D.Lgs. 212/2025 chiede agli operatori di adeguarsi «entro il 20 novembre 2026 ovvero, se successivo, entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore delle disposizioni di attuazione dell'articolo 1 adottate dalla Banca d'Italia». Al 13 ottobre 2026 la Banca d'Italia non le ha ancora pubblicate: il termine cadrà quindi novanta giorni dopo la loro entrata in vigore, non prima di gennaio 2027. I contratti firmati prima restano con le regole di oggi, salvo alcune norme per quelli a tempo indeterminato.
Cosa fare prima della domanda di mutuo
- Fai l'elenco dei piani aperti con la data dell'ultima rata: quelli che finiscono entro pochi mesi di solito non pesano.
- Chiudi in anticipo i piani lunghi, se hai la liquidità, e conserva la conferma: le banche dati si aggiornano una volta al mese.
- Non aprire piani nuovi nei mesi che porterai in banca. Se il servizio consulta un SIC, anche la richiesta resta lì fino a 180 giorni; se è rifiutata, fino a 90 giorni dall'aggiornamento con l'esito.
- Dichiara le rate nella domanda e spiega gli addebiti ricorrenti prima che te lo chiedano.
Alcuni casi particolari
- Una rata saltata in un piano in tre rate. Per il codice dei SIC, nei sistemi che registrano anche i pagamenti regolari, il primo ritardo è visibile anche «quando il ritardo si riferisce ad una delle due ultime scadenze di pagamento» (Allegato 2, punto 7). In tre rate lo sono la seconda e la terza: non servono due rate non pagate. Prima arriva un preavviso; un ritardo poi pagato resta fino a 12 mesi (vedi quanto dura la segnalazione CRIF).
- Finanziamento di Klarna o Pay in 6, 9 e 12 di Scalapay. Sono piani lunghi: la banca li conta come un prestito in corso finché mancano più di pochi mesi alla fine.
- Rate pagate con la carta di credito. Sul conto arriva un addebito al mese della carta; se è revolving, per alcune banche pesa anche il fido (carta revolving e mutuo).
- Autonomi e soci. La banca guarda di solito 6 mesi di estratti, anche dei conti dell'attività, e le rate pagate da lì si vedono.
- Mutuo cointestato. Di solito la banca somma i redditi e le rate di tutti gli intestatari: contano anche i piani a rate dell'altro (vedi mutuo da solo o cointestato).
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