Se ho un prestito o un finanziamento in corso posso chiedere il mutuo?

GoMutuoAggiornato il 11 min di lettura

In breve

Sì: un prestito o un finanziamento in corso non impedisce di ottenere il mutuo, ma la banca somma la sua rata a quella del mutuo e concede un importo più basso. Con 2.000 € netti e un prestito da 200 € al mese, a 25 anni il mutuo possibile scende da circa 127.600 a 88.900 € (TAN fisso stimato del 13 ottobre 2026: 3,81%). Il conto usa la prassi del 33% del netto per tutte le rate insieme; il tetto cambia da banca a banca. Molte banche non contano un finanziamento che finisce entro pochi mesi, di solito fra 6 e 9; contano gli altri, cessione del quinto compresa. La cifra cambia con reddito, rata, durata e un eventuale cointestatario.

Donna con una borsa a tracolla lime guarda un condominio anni Sessanta, pensando se chiedere il mutuo con un prestito ancora in corso
Indice della guida · 6 sezioni

Risposta rapida

Sì, il mutuo si può ottenere anche con un prestito o un finanziamento in corso. La banca somma la rata che paghi già a quella del mutuo nuovo e guarda se il totale sta nella quota di reddito che accetta. Il prestito di per sé non ti esclude: ti abbassa l'importo. Con 2.000 € netti al mese, una rata da 200 € toglie circa 38.700 € di mutuo a 25 anni.

Pagare sempre in tempo non cambia il conto, ma cambia il giudizio: un prestito regolare pesa solo con la sua rata, mentre una segnalazione da cattivo pagatore è un altro problema. E un finanziamento che finisce fra pochi mesi, per molte banche, non conta proprio.

Quanto mutuo si perde con un prestito in corso?

Prendiamo un dipendente con 2.000 € netti al mese. Con la prassi del 33% del netto, tutte le sue rate insieme possono arrivare a circa 660 € al mese: la rata del prestito si toglie da lì e il resto paga il mutuo. Il tasso è un TAN fisso stimato (IRS della durata più uno spread medio stimato dello 0,30%): 3,81% a 25 anni e 3,72% a 30, con l'IRS rilevato il 13 ottobre 2026; il metodo è in come facciamo i calcoli.

Rata del prestito in corsoResta per il mutuoMutuo a 25 anniMutuo a 30 anni
Nessun prestito660 €127.600 €143.000 €
100 €560 €108.200 €121.400 €
200 €460 €88.900 €99.700 €
300 €360 €69.600 €78.000 €

Ogni 100 € di rata in corso valgono circa 19.400 € di mutuo in meno a 25 anni. Con il prestito da 200 € il mutuo scende da 127.600 a 88.900 €, quasi un terzo in meno.

Due situazioni cambiano il conto. Se al prestito mancano cinque rate, molte banche non lo contano (il limite di solito è fra 6 e 9 mesi alla fine, a seconda della banca) e la cifra torna quella senza prestito. Se invece restano, per esempio, 4.000 € da restituire, chiuderlo prima della domanda costa quel debito, senza indennizzo perché lo chiudi tutto e resti sotto i 10.000 €, e riporta il mutuo possibile a circa 127.600 €: 38.700 € in più per 4.000 € spesi, che però mancheranno per anticipo, notaio e imposte.

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Come conta la banca la rata del prestito?

La banca somma alla rata del mutuo tutte le rate che paghi già e confronta il totale con il reddito netto di chi firma. Sul rapporto rata/reddito il 30% è la soglia prudenziale e il 33% la prassi; il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca: di solito fra un terzo e il 35-40% del reddito netto, per alcune di più con redditi alti. La guida della Banca d'Italia Il mutuo ipotecario in parole semplici è più prudente e ragiona sul reddito disponibile, cioè al netto delle spese fisse: «È ragionevole che la rata non superi un terzo del proprio reddito disponibile».

Non tutte le rate pesano allo stesso modo. Nella prassi delle banche:

Impegno in corsoCome lo conta la banca
Prestito personale, finanziamento auto o per un acquistoPer intero, se alla fine mancano più di alcuni mesi
Finanziamento che finisce entro pochi mesiMolte banche non lo contano: chi sotto i sei mesi alla scadenza, chi sotto i nove
Cessione del quintoPer intero, e la vede anche in busta paga
Carta revolvingCome un impegno in corso; il modo cambia da banca a banca
Rate «compra ora, paga dopo»Gli addebiti che tornano ogni mese sull'estratto conto si notano, e la banca può chiederne conto
Altro mutuo, leasingPer intero
Prestito cointestato con chi non firma il mutuoAlcune a metà, altre per intero se l'altro intestatario non ha un reddito suo
Affitto che resta dopo il rogito, rate con il Fisco, assegno di mantenimentoAlcune banche li tolgono dal reddito

Per i casi più comuni ci sono i conti sul finanziamento auto, sulla cessione del quinto, sulla carta revolving e su chi ha già un mutuo in corso e ne chiede un secondo: il calcolo è lo stesso, cambia la rata da sommare.

Molte banche controllano anche che, pagate tutte le rate, resti una somma minima per vivere, che dipende da quante persone ci sono in famiglia e da dove si abita: con un reddito basso una rata in più può farla saltare anche quando il rapporto rata/reddito torna.

La banca vede il prestito anche se non lo dichiari?

Sì, quindi conviene dichiararlo subito. La banca consulta i sistemi di informazioni creditizie, come quello di CRIF, dove le banche e le finanziarie che vi partecipano segnalano richieste e prestiti anche quando le rate sono pagate alla scadenza, e la Centrale dei Rischi della Banca d'Italia; in più legge gli estratti conto, dove una rata addebitata ogni mese si nota. Secondo la guida della Banca d'Italia sulla Centrale dei Rischi lì finiscono finanziamenti e garanzie «quando l'importo che il cliente deve restituire supera i 30.000 euro», soglia che «si abbassa a 250 euro» per chi è in sofferenza, cioè in grave difficoltà a pagare. Il limite si guarda per ogni banca o finanziaria: un prestito da 15.000 € con una finanziaria con cui non hai altri debiti resta sotto la soglia, ma di norma compare nei sistemi di informazioni creditizie.

Le due banche dati si aggiornano una volta al mese. Quando un finanziamento si chiude, l'intermediario «non lo segnala più a partire dal mese successivo» alla Centrale dei Rischi; per i sistemi di informazioni creditizie il codice di condotta approvato dal Garante privacy dice che i dati «sono aggiornati periodicamente, con cadenza mensile». Se hai appena chiuso un prestito, porta alla banca la lettera della finanziaria che conferma l'estinzione: nelle banche dati può risultare ancora aperto per qualche settimana. Per leggere la tua posizione c'è la guida alla Centrale dei Rischi per il mutuo.

Cosa fare se il prestito ti toglie troppo mutuo?

  1. Chiedere meno o allungare la durata. Con il prestito da 200 € dell'esempio, a 30 anni il mutuo possibile sale da 88.900 a circa 99.700 €, ma paghi più interessi in totale e serve un'età che lo permetta.
  2. Chiudere il prestito prima della domanda, se hai la liquidità. L'art. 125-sexies del Testo unico bancario permette di rimborsare «in qualsiasi momento, in tutto o in parte» con una riduzione del costo del credito. L'indennizzo alla finanziaria non può superare l'1% del capitale rimborsato in anticipo (0,5% se manca un anno o meno) e non è dovuto se chiudi tutto il debito residuo e questo non supera 10.000 €. Con un rimborso solo in parte chiedi prima se la finanziaria abbassa la rata o accorcia la durata: per il mutuo conta la rata.
  3. Consolidare i debiti. Esistono mutui che riuniscono i debiti in corso in un'unica rata, con limiti più bassi sul valore della casa: la rata scende, ma su più anni, quindi con più interessi in totale. Come funzionano è spiegato in mutuo di consolidamento debiti.
  4. Aggiungere un cointestatario con reddito suo: i redditi si sommano, purché non porti a sua volta altre rate.

Alcuni profili hanno un'attenzione in più:

  • Garante del prestito di un familiare: in Centrale dei Rischi si finisce anche quando si garantisce il finanziamento di un altro, «per esempio con una fideiussione», sopra la soglia. La banca del mutuo lo vede e lo valuta, anche se la rata non la paghi tu.
  • Partita IVA: il reddito si legge dalle dichiarazioni, e i finanziamenti presi come ditta individuale contano come debiti personali, perché la ditta individuale non ha un patrimonio separato.
  • Pensionati e chi è più avanti con l'età: la leva della durata può essere corta, perché le banche fissano un'età massima a fine mutuo, che cambia da banca a banca (a 50 anni molte concedono ancora mutui lunghi). Restano chiedere meno o chiudere il prestito.
  • Contratto a termine: molte banche non lo contano da solo; altre sì, se hai lavorato con continuità per gran parte degli ultimi 2 o 3 anni e/o con un cointestatario o un garante con reddito stabile, a volte contandolo solo in parte. Una rata in più riduce ancora il margine.

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Le domande che ci fanno tutti

Se ho due o più prestiti posso chiedere un mutuo?

Sì: per il rapporto rata/reddito conta la somma delle rate, non quanti sono i prestiti. La banca toglie tutte le rate dalla quota di reddito che accetta, e quello che resta paga il mutuo. Se ne puoi chiudere uno prima della domanda, conviene quello con la rata più alta rispetto al debito che resta: con la stessa spesa liberi più margine.

Un prestito che finisce tra pochi mesi conta per il mutuo?

Per molte banche no: non contano i finanziamenti che finiscono entro pochi mesi, di solito fra 6 e 9 a seconda della banca. Le altre lo contano per intero fino all'ultima rata. Se ti mancano poche rate e hai la liquidità, chiuderlo prima della domanda toglie il dubbio.

Meglio estinguere il prestito prima di chiedere il mutuo?

Dipende dal margine e dai risparmi. Se la rata del prestito più quella del mutuo che ti serve restano nella quota che la banca accetta, non serve. Se la superano, chiuderlo libera tutta la rata ma toglie liquidità prima del rogito. L'indennizzo alla finanziaria non supera l'1% del capitale rimborsato (0,5% se manca un anno o meno) e non è dovuto se chiudi tutto e il residuo non supera 10.000 € (art. 125-sexies TUB).

Un prestito in corso viene sempre segnalato alla banca del mutuo?

Di solito sì. Banche e finanziarie che partecipano ai sistemi di informazioni creditizie, come quello di CRIF, vi segnalano anche i prestiti pagati alla scadenza; nella Centrale dei Rischi della Banca d'Italia finiscono invece i debiti sopra i 30.000 € (250 € se in sofferenza). Un prestito regolare non è un problema in sé: pesa la sua rata.

Cessione del quinto e prestito personale insieme incidono allo stesso modo sul mutuo?

Sì, la banca somma comunque le rate: quella del prestito personale e quella della cessione del quinto, insieme alla futura rata di mutuo, devono restare nella quota di reddito che la banca accetta. In più la rata della cessione è già trattenuta in busta paga, quindi la banca la vede anche dal cedolino, oltre che nelle banche dati.

Un prestito del coniuge o cointestato con un'altra persona conta per il mutuo?

Se il mutuo lo chiedete in due, la banca somma i redditi ma anche tutte le rate di entrambi, comprese quelle intestate a uno solo: il prestito del coniuge riduce il margine comune. Se invece il prestito è cointestato con una persona che non firma il mutuo, alcune banche contano la rata a metà, altre per intero se l'altro intestatario non ha un reddito suo.

Con il Fondo Consap un finanziamento in corso conta lo stesso?

Sì. Per chi rientra nelle categorie ammesse, la garanzia del Fondo prima casa copre la banca e può toglierti l'anticipo, ma non cambia il conto sul reddito: la rata del finanziamento si toglie dalla rata sostenibile come in qualsiasi mutuo, e la decisione resta della banca. Senza anticipo, poi, ogni euro di mutuo perso per il prestito è un euro di prezzo della casa in meno.

Posso chiedere un prestito se ho già un mutuo in corso?

Sì, se il reddito regge le due rate. Anche la finanziaria deve valutare il tuo merito creditizio prima del contratto (art. 124-bis TUB) e vede il mutuo nelle banche dati: la sua rata riduce quanto può prestarti. Se il mutuo non l'hai ancora firmato, aspetta il rogito: la richiesta di un prestito nuovo di norma compare nei sistemi di informazioni creditizie e la sua rata entrerebbe nel conto.

GoMutuo · Redazione GoMutuo

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