Risposta rapida
Sì, la carta revolving influisce sul mutuo. È un prestito con un fido che si ricostituisce man mano che rimborsi, e compare nei sistemi di informazione creditizia come CRIF. Se la stai rimborsando, la rata entra nel calcolo del rapporto rata/reddito e riduce la rata di mutuo che la banca ti concede. Anche se non la usi, alcune banche contano comunque un impegno mensile calcolato sul fido disponibile.
Se non ti serve, il consiglio pratico è chiuderla prima della domanda, o almeno ridurre il fido. Il recesso non costa nulla: nei contratti a tempo indeterminato, come sono di norma le revolving, l'art. 125-quater del TUB dà al consumatore «il diritto di recedere in ogni momento senza penalità e senza spese».
Revolving, carta a saldo e carta a opzione: che differenza c'è?
La guida della Banca d'Italia sul credito ai consumatori spiega che con la carta revolving il titolare «riceve anche un vero e proprio prestito». Si rimborsa a rate, con gli interessi, e si può usare fino al plafond, cioè il limite massimo fissato da chi la emette. Ogni rata pagata libera di nuovo la quota di capitale rimborsata, che si può spendere ancora: per questo si chiama revolving.
| Tipo di carta | Come si rimborsa | Come pesa sul mutuo |
|---|---|---|
| Carta a saldo | Tutto in un addebito il mese dopo, senza interessi | Di solito poco: non è un prestito a rate |
| Revolving usata | A rate mensili, con gli interessi | La rata si sottrae dal reddito come quella di un prestito |
| Revolving non usata | Nessuna rata da pagare | Per alcune banche conta comunque: un impegno calcolato sul fido |
| Carta a opzione | A saldo o a rate, a scelta | La linea di credito rotativo c'è anche se paghi sempre a saldo |
Le carte "a opzione" sono quelle da controllare, perché prevedono sia il pagamento a saldo sia il rimborso a rate. Nei suoi orientamenti sul credito revolving (aprile 2023) la Banca d'Italia osserva che il cliente «potrebbe non avere adeguata consapevolezza circa la linea di credito attivabile». Se non sai che carta hai, guarda il contratto o chiedi all'emittente.
Quanto mutuo toglie una revolving?
La banca parte dal rapporto fra rata e reddito netto: il 30% è la soglia prudenziale e il 33% la prassi. Il tetto oltre il quale una banca chiede garanzie o rifiuta cambia da un istituto all'altro, di solito fra un terzo e il 35-40%, per alcuni anche di più con redditi alti. La guida della Banca d'Italia sul mutuo ipotecario è più prudente, perché ragiona su quanto resta dopo le uscite fisse: «È ragionevole che la rata non superi un terzo del proprio reddito disponibile, per poter far fronte alle spese correnti, a quelle impreviste e a possibili riduzioni di reddito». La stessa guida chiede di calcolare la propria disponibilità mensile «una volta sottratte le spese ordinarie», e la rata della revolving è una di quelle.
Ipotizziamo un reddito netto di 1.900 € al mese e un rapporto rata/reddito al 33%: la rata massima teorica è di circa 627 €. Con una revolving da 120 € al mese, la rata disponibile per il mutuo scende a 507 €. Per il capitale usiamo un mutuo a 30 anni al tasso fisso stimato di oggi, 3,57%: IRS a 30 anni più spread medio stimato (rilevazione del 25 ottobre 2026).
| Caso | Rata disponibile | Mutuo indicativo a 30 anni |
|---|---|---|
| Senza revolving | 627 € | circa 138.422 € |
| Con revolving da 120 € | 507 € | circa 111.930 € |
Sono circa 26.492 € di mutuo in meno per una carta che magari usi due volte l'anno; alle stesse condizioni, ogni 100 € di rata revolving ne valgono circa 22.077. Lo stesso conto su un importo più alto è nella pagina sul mutuo da 260.000 euro. Puoi verificare il tuo caso con una simulazione su GoMutuo: inserisci la rata della revolving, poi toglila e confronta i due risultati.
E se la carta revolving non la usi?
Può pesare lo stesso. Nelle politiche di credito che vediamo ogni giorno, alcune banche contano un impegno mensile anche per una revolving ferma, calcolato sul solo fido disponibile, che puoi usare in qualsiasi momento; altre guardano solo la rata che paghi davvero. Non c'è una regola di legge: decide ogni banca, e prima della domanda non sai quale criterio userà la tua.
Il ragionamento è lo stesso che la Banca d'Italia suggerisce a chi concede una revolving: nei suoi orientamenti considera buona prassi valutare gli impegni già in essere del cliente «anche alla luce della ulteriore esposizione derivante dal potenziale pieno utilizzo della linea di credito rotativo». Se la carta ha un addebito sul conto, la rata si vede anche negli estratti (vedi cosa controlla la banca nell'estratto conto).
Quindi: se la carta non ti serve, chiudila prima della domanda; se vuoi tenerla, chiedi all'emittente di ridurre il fido. Se invece su quella carta hai avuto ritardi, leggi come funziona il mutuo con segnalazioni CRIF.
Cosa fare prima della domanda di mutuo
- Azzera il saldo utilizzato, se puoi: la rata esce dal conteggio, almeno per le banche che guardano solo quella.
- Chiudi la carta con un recesso scritto all'emittente, con le modalità indicate nel contratto, e chiedi la conferma scritta della chiusura. Il contratto può prevedere un preavviso, al massimo di un mese. Se vuoi tenerla, chiedi almeno di ridurre il fido.
- Muoviti uno o due mesi prima: le banche dati come CRIF vengono aggiornate ogni mese, e la Banca d'Italia ha segnalato che tempi di chiusura troppo lunghi possono pesare sulla posizione creditizia di chi «continui nel frattempo a risultare titolare della linea di credito».
- Controlla cosa risulta a tuo nome: l'accesso ai tuoi dati in CRIF è gratuito per le persone fisiche e la risposta arriva entro 30 giorni. Nella Centrale dei rischi i crediti compaiono solo sopra una soglia di importo (come si legge è spiegato in Centrale dei rischi e mutuo); anche lì l'accesso è gratuito, online con SPID, CIE o CNS dal sito della Banca d'Italia.
- Se hai più debiti piccoli, valuta il consolidamento e prepara i documenti richiesti.
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