Risposta rapida
Una segnalazione CRIF dura da 12 a 24 mesi per un ritardo poi pagato e 36 mesi dalla scadenza del contratto, al massimo 60, per un debito mai pagato: poi si cancella da sola. Prima del tempo si cancella solo un dato sbagliato o segnalato senza rispettare le regole, e la richiesta è gratuita. Pagare il debito non cancella subito la segnalazione, ma fa partire i 12 o 24 mesi.
Essere segnalati come cattivi pagatori in CRIF o negli altri sistemi di informazioni creditizie (SIC) non chiude la porta al mutuo, ma la rende molto stretta. Le strade realistiche sono tre: aspettare la cancellazione, rafforzare la domanda con un garante e un anticipo più alto, oppure rivolgersi a un mediatore creditizio che sappia quali banche valutano i profili sanati. Prima di tutto controlla i tuoi dati: la guida su come sapere se sono segnalato al CRIF spiega la visura gratuita.
Quanto dura la segnalazione CRIF?
La segnalazione CRIF dura per i tempi fissati dall'Allegato 2 del codice di condotta dei SIC approvato dal Garante privacy nel 2019. Sono tempi massimi, uguali per CRIF, Experian e CTC, e si contano da date diverse a seconda del dato.
| Cosa risulta nel SIC | Per quanto può restare | Da quando si conta |
|---|---|---|
| Richiesta di credito in istruttoria | Fino a 180 giorni | Dalla presentazione della richiesta |
| Richiesta rifiutata o ritirata | Fino a 90 giorni | Dall'aggiornamento mensile con l'esito, non dall'esito |
| Ritardo fino a due rate, poi pagato | Fino a 12 mesi | Dalla registrazione del pagamento |
| Ritardo oltre due rate, poi pagato | Fino a 24 mesi | Dalla registrazione del pagamento |
| Debito mai pagato | 36 mesi, al massimo 60 | Dalla scadenza del contratto |
| Finanziamento pagato regolarmente | Fino a 60 mesi | Dalla chiusura del rapporto |
Allo scadere non devi fare niente: nella stessa pagina CRIF scrive che «scaduto il tempo di conservazione, il dato viene automaticamente cancellato da CRIF senza che tu ne debba fare richiesta». Per i ritardi pagati c'è una condizione: un nuovo ritardo nei 12 o 24 mesi ferma la cancellazione del vecchio (Allegato 2, comma 3).
Un ritardo, poi, non compare dal primo giorno. La banca deve prima mandarti un preavviso, e il primo ritardo diventa visibile alle altre banche solo dopo almeno 15 giorni dalla spedizione (art. 5, comma 6, del codice). Ogni SIC tiene i suoi dati: anche se un rapporto non compare più in CRIF può risultare ancora in Experian o in CTC, quindi controllali tutti prima di andare in banca.
Come cancellarsi dal CRIF?
Dal CRIF ci si cancella aspettando la scadenza dei tempi oppure, prima, facendo correggere un dato sbagliato. Nella pagina sulla cancellazione CRIF lo scrive così: «Puoi ottenere la cancellazione anticipata dei dati direttamente da CRIF solo se questi non sono corretti o aggiornati, o se sei vittima di una frode creditizia».
Cosa puoi chiedere davvero, gratis:
- La rettifica di un dato sbagliato. Per esempio una rata pagata e segnata come non pagata, un prestito chiuso che risulta aperto, dati anagrafici errati. Allega le prove, come la contabile del bonifico o l'estratto conto.
- La cancellazione di un ritardo segnalato senza preavviso. Il codice permette di rendere visibile il primo ritardo solo dopo il preavviso (art. 5, comma 6). Se non ti è arrivato, contesta la segnalazione: tocca alla banca dimostrare il contrario.
- La cancellazione dei dati di una frode. Se qualcuno ha ottenuto un prestito a tuo nome, fai denuncia, avvisa la banca e manda a CRIF la richiesta con la copia della denuncia.
- L'aggiornamento di un debito ceduto e poi pagato. Se la banca ha venduto il credito a una società di recupero e tu l'hai saldato, chiedi al nuovo creditore una dichiarazione di saldo. Mandala alla banca o a CRIF, che devono aggiornare il dato senza ritardo (Allegato 2, comma 4).
La richiesta si fa alla banca che ha segnalato il dato oppure a CRIF, con il modulo online. La banca di solito è più rapida, perché CRIF non può modificare i dati da sola e deve chiederle una verifica. Il codice di condotta fissa la risposta «al più tardi entro un mese dal ricevimento della richiesta stessa», prorogabile di due mesi (art. 9, comma 1).
Se la banca non risponde a CRIF entro 30 giorni, CRIF nasconde il rapporto contestato a chi consulta il SIC finché la verifica non è chiusa. Senza una risposta, o con una risposta che ritieni sbagliata, puoi fare reclamo al Garante privacy: è lo strumento per «lamentare una violazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali».
Per una lite con la banca c'è anche l'Arbitro Bancario Finanziario, ma solo dopo un reclamo scritto alla banca. Il sito dell'Arbitro chiarisce che «Puoi rivolgerti all'ABF solo se l'intermediario non ha risposto al tuo reclamo nel termine di 60 giorni», oppure se la sua risposta non ti soddisfa.
Cosa non funziona: pagare il debito per far sparire subito la segnalazione. Per CRIF «non è possibile ottenere immediatamente la cancellazione del ritardo di pagamento sulla base del fatto di averlo saldato, ma sarà visibile l'informazione dell'avvenuta regolarizzazione». Lo stesso vale per chi vende la cancellazione: CRIF precisa di non avere alcun rapporto con chi la offre a pagamento.
Attenzione a non confondere il CRIF con la Centrale dei Rischi. Questa è un archivio pubblico, gestito dalla Banca d'Italia, che lo descrive come «una base dati - cioè un archivio di informazioni - sui debiti di famiglie e imprese nei confronti del sistema bancario e finanziario». Ha soglie e regole sue, diverse da quelle dei SIC.
Cattivo pagatore, protestato, sofferenza: le differenze
Nel linguaggio comune "cattivo pagatore" è un termine ombrello che confonde tre situazioni molto diverse. Le banche invece le distinguono con precisione chirurgica.
| Categoria | Dove si trova | Gravità | Norma |
|---|---|---|---|
| Cattivo pagatore | SIC privati (CRIF, Experian, CTC) | Da lieve a grave | Codice di condotta SIC (Garante privacy, 2019) |
| Protestato | Registro Informatico Protesti (CCIAA) | Grave | L. 77/1955, L. 235/2000 |
| Sofferenza / A rischio | Centrale Rischi Banca d'Italia | Molto grave | Circ. Banca d'Italia 139/1991 |
Questa guida si concentra sul primo caso — il cattivo pagatore SIC — di gran lunga il più diffuso. Per il protesto vedi la guida mutuo dopo protesti e CRIF cancellati; la sofferenza in Centrale Rischi Banca d'Italia è la categoria più grave e viene trattata separatamente perché rende praticamente impossibile l'accesso al credito bancario ordinario. Se il problema sono invece i debiti con l'Agenzia delle Entrate, c'è una guida a parte.
Come controllare i tuoi dati?
I tuoi dati in CRIF li chiedi gratis dalla pagina di CRIF per i consumatori: la risposta arriva per email o posta entro 30 giorni dalla ricezione della documentazione completa. Lo stesso vale, con le loro procedure, per Experian e CTC. Moduli, tempi e cosa guardare nella risposta sono nella guida su visura CRIF gratuita.
Cosa controlla davvero la banca
L'istruttoria mutuo non si esaurisce nel semaforo rosso/verde della segnalazione. L'art. 120-undecies del Testo Unico Bancario obbliga la banca a guardare l'insieme: «Prima della conclusione del contratto di credito, il finanziatore svolge una valutazione approfondita del merito creditizio del consumatore, tenendo conto dei fattori pertinenti per verificare le prospettive di adempimento da parte del consumatore degli obblighi stabiliti dal contratto di credito». Lo stesso articolo, al comma 5, impone di comunicare il rifiuto senza indugio. La banca costruisce così un rating creditizio che pesa più fattori:
- Segnalazioni SIC attive: rifiuto quasi certo se la segnalazione è per rapporti aperti in stato di insoluto.
- Segnalazioni sanate ancora presenti: valutazione caso per caso; conta molto quanto tempo manca alla cancellazione e quante segnalazioni ci sono.
- Storia creditizia positiva: rapporti chiusi regolarmente sono un punto a favore anche se hai una segnalazione negativa recente.
- Reddito e stabilità lavorativa: rata/reddito entro il 30% (soglia prudenziale) o il 33% (prassi), con un tetto che cambia da banca a banca; contratto a tempo indeterminato o, per gli autonomi, alcuni anni di attività (spesso tre).
- LTV richiesto: chiedere il 60-70% invece del 90% riduce moltissimo il rischio percepito.
- Garante o coobbligato con profilo pulito e reddito solido.
Strategie per ottenere il mutuo comunque
Nell'ordine di efficacia (dalla più realistica alla più difficile):
1. Aspettare la cancellazione naturale
Se sei a pochi mesi dalla scadenza dei tempi del codice di condotta SIC, aspetta. Presentare domanda in questo momento e vedersela rifiutata aggiunge una richiesta rifiutata che le altre banche vedono fino a 90 giorni dall'aggiornamento con l'esito.
2. Alzare l'anticipo e abbassare l'LTV
Un LTV più basso cambia la valutazione: la banca è più protetta dalla vendita dell'immobile in caso di insolvenza. Se disponi di risparmi o aiuto familiare per alzare l'anticipo, alcune banche riaprono la valutazione anche in presenza di segnalazioni sanate. Se vuoi capire quanto puoi chiedere nel tuo caso, puoi fare una simulazione gratuita su GoMutuo.
3. Inserire un garante
Genitore o parente con reddito stabile, patrimonio e nessuna segnalazione. Il garante può essere fideiussore (risponde solo in caso di inadempimento) o coobbligato/ cointestatario (obbligo solidale ex art. 1292 c.c.). Vedi la guida mutuo con garante: come funziona.
4. Rivolgersi a un mediatore creditizio OAM
I mediatori iscritti all'Organismo Agenti e Mediatori (D.Lgs. 141/2010) mettono in contatto il cliente con più banche (art. 128-sexies, comma 1, TUB). Il mandato di un intermediario ce l'ha l'agente in attività finanziaria, non il mediatore. Possono indicarti quali banche valutano i profili con segnalazioni sanate e presentare la pratica dove ha più probabilità di essere accolta, evitando le richieste rifiutate a catena.
5. Considerare istituti specializzati
Alcuni operatori si sono specializzati in mutui "difficili" (cessione del quinto per dipendenti, mutui garantiti con LTV bassissimo, prestiti con pegno). Attenzione al TAEG: essendo prodotti di nicchia i tassi sono più alti del mercato. Fatti sempre fare il preventivo con il TAEG completo e confrontalo con almeno 2-3 alternative.
Errori da non commettere
- Fare 10 richieste in banche diverse "per tentare": ogni richiesta resta nel SIC finché è in istruttoria (fino a 180 giorni) e, se rifiutata, per 90 giorni dall'aggiornamento con l'esito. Un profilo con 8 richieste attive nel SIC è già segnale di sofferenza finanziaria.
- Pagare per "cancellazioni garantite": illegittime. Se una segnalazione è corretta si cancella solo con il tempo.
- Mentire in fase di istruttoria: la banca vede comunque la segnalazione. E l'art. 120-undecies, comma 3, TUB, che vieta alla banca di risolvere il contratto o di peggiorarlo perché le informazioni date prima della firma erano incomplete, non ti protegge se le hai taciute di proposito o ne hai date di false.
- Ignorare la Centrale Rischi Banca d'Italia: se hai anche solo un "credito ristrutturato" o "scaduto" segnalato in Centrale Rischi la situazione è più grave del solo CRIF.
- Non estinguere prima piccoli finanziamenti attivi: ridurre l'esposizione totale prima della domanda migliora rating e rata/reddito.
Per capire se il tuo profilo può accedere a un mutuo oggi, prova il simulatore GoMutuo oppure richiedi una consulenza gratuita: valutiamo la fattibilità e ti indichiamo se conviene procedere ora o aspettare la cancellazione.
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