Comprare casa in contanti o con il mutuo: cosa conviene?

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In breve

Il mutuo conviene se i risparmi che non spendi rendono, senza rischi e al netto delle tasse, più di quanto costa il mutuo dopo la detrazione degli interessi; altrimenti conviene pagare con i risparmi e tenere una riserva. Con i tassi di oggi, su una casa da 200.000 € un mutuo di 160.000 € a 25 anni al TAN stimato del 3,67% costa 84.698 € di interessi e la detrazione del 19% (art. 15, comma 1, lett. b) TUIR) ne restituisce 14.060 €: un costo netto del 3,16% l'anno, che sale al 3,93% per una seconda casa (niente detrazione, imposta sostitutiva al 2%). Cambiano la cifra il tasso della banca, quanta IRPEF paghi e, oltre 75.000 € di reddito, il tetto alle detrazioni.

Due mani di donna con un bracciale d'oro soppesano due cartelline, una di cartone kraft e una lilla, sopra un tavolo di legno al sole accanto a un taccuino: pagare la casa in contanti o con il mutuo
Indice della guida · 8 sezioni

Risposta rapida

Il mutuo conviene se i risparmi che non spendi rendono, senza rischi e al netto delle tasse, più di quanto ti costa il mutuo dopo la detrazione degli interessi; se rendono meno, conviene pagare con i risparmi. Con i tassi di oggi, per la casa in cui vai a vivere, la soglia è circa il 3,16% l'anno. È il costo netto di un mutuo di 160.000 € a 25 anni, imposta sostitutiva compresa e detrazione del 19% tolta; per una seconda casa (niente detrazione, imposta sostitutiva al 2%) sale al 3,93%.

"In contanti", nel linguaggio di tutti i giorni, vuol dire senza mutuo: il prezzo si paga comunque con bonifico o assegno. Fra le due strade c'è quella di mezzo, un anticipo più alto e un mutuo più piccolo (vedi quanto anticipo serve). Se un mutuo, anche per una parte del prezzo, sia fattibile e con che rata te lo dice gratis in 6 minuti la simulazione di GoMutuo: le rate le calcolano sul tuo profilo le banche partner.

Quanto costa il mutuo con i tassi di oggi?

Su una casa da 200.000 €, un mutuo di 160.000 € a 25 anni costa oggi circa 84.698 € di interessi. La detrazione ne restituisce 14.060 €, e alla firma si pagano 400 € di imposta sostitutiva: il costo netto è di 71.038 €, il 3,16% l'anno.

Le ipotesi: anticipo di 40.000 €, tasso fisso, un solo intestatario con un reddito fino a 75.000 € e abbastanza IRPEF da usare tutta la detrazione. Il TAN stimato del 3,67% è l'IRS a 25 anni, l'indice dei mutui a tasso fisso, al 3,369% (rilevazione: 26 ottobre 2026, fonte ICE Swap Rate), più lo spread medio stimato dello 0,30%.

Mutuo di 160.000 € in 25 anniImporto
Rata mensile816 €
Interessi in 25 anni84.698 €
Imposta sostitutiva (0,25%, prima casa)400 €
Detrazione del 19% in 25 anni14.060 € di IRPEF in meno
Costo netto del mutuo71.038 €, il 3,16% l'anno

Ammortamento alla francese, tasso fermo. La detrazione arriva con la dichiarazione dell'anno dopo: nel conto, sette mesi dopo la fine di ogni anno. Il costo in percentuale è il tasso che pareggia i soldi ricevuti con le rate e i rimborsi, calcolato su base annua con gli interessi composti come il TAEG: per questo, senza detrazione, è un po' più alto del TAN. Restano fuori istruttoria, perizia, notaio del mutuo e polizze, che cambiano da banca a banca e alzano il costo. Il TAN stimato e la rata sono spiegati in come facciamo i calcoli.

La detrazione è quella dell'art. 15, comma 1, lett. b) del TUIR: interessi dei mutui per comprare la casa in cui vai a vivere, tu o un tuo familiare, entro un anno (entro due con una ristrutturazione edilizia autorizzata dal Comune, ma allora solo da quando ci vai a vivere), «per un importo non superiore a 4.000 euro» l'anno. La guida dell'Agenzia delle Entrate per la dichiarazione 2026 dice che spetta «nella misura del 19 per cento»: al massimo 760 € l'anno, che nell'esempio arrivano pieni per i primi 11 anni. Nello stesso tetto entrano gli oneri accessori, fra cui «l'imposta sostitutiva sul capitale prestato», istruttoria, perizia e notaio del mutuo. Come si chiede nel 730 lo spiega la guida alla detrazione degli interessi del mutuo. Dal 1° gennaio 2027 la regola passa all'art. 14 del nuovo testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026), con le stesse cifre.

Per confrontare le offerte guarda il TAEG, non solo il TAN: per l'art. 120-quinquies del Testo unico bancario comprende «gli interessi e tutti gli altri costi, incluse le commissioni, le imposte e le altre spese, a eccezione di quelle notarili».

Quanto devono rendere i risparmi perché il mutuo convenga?

Più del 3,16% l'anno, al netto di tasse e costi e senza rischi. Sotto questa soglia finisce con più soldi chi paga in contanti; sopra, chi prende il mutuo e tiene investiti i risparmi.

Il confronto è fra due famiglie con gli stessi risparmi, che comprano la stessa casa e spendono ogni mese la stessa cifra. La prima paga tutto e mette da parte, ogni mese, la rata che non paga: 816 €. La seconda versa 40.000 € di anticipo, paga la rata e tiene investiti i 159.600 € rimasti dopo l'imposta sostitutiva, più i rimborsi della detrazione. Le spese d'acquisto sono uguali e restano fuori.

Rendimento netto dei risparmi (ipotesi)Chi ha pagato in contantiChi ha preso il mutuoDopo 25 anni ha di più
0% (soldi fermi sul conto)244.698 €173.660 €chi ha pagato in contanti, di 71.038 €
2%316.373 €280.601 €chi ha pagato in contanti, di 35.773 €
3%361.741 €355.901 €chi ha pagato in contanti, di 5.839 €
4%415.047 €450.692 €chi ha il mutuo, di 35.645 €
5%477.760 €569.785 €chi ha il mutuo, di 92.025 €

Ipotesi, non previsioni: rendimento netto costante per 25 anni, uguale per le due famiglie, con i guadagni reinvestiti.

Con i soldi fermi sul conto la differenza è proprio il costo netto del mutuo. Più il rendimento sale, più il vantaggio di chi paga in contanti si riduce: alla soglia del 3,16% si annulla, e sopra passa a chi ha il mutuo e cresce in fretta, perché ogni anno il guadagno si somma a quello degli anni prima.

Il punto debole è il rischio. Il costo di un mutuo a tasso fisso è certo, il rendimento dei risparmi no: se per superare la soglia servono investimenti che possono perdere valore, come azioni o fondi, il confronto non è più alla pari. Per chi il mutuo ce l'ha già, la stessa domanda è se estinguere il mutuo o investire.

Per chi cambia il conto?

Il mutuo costa di più a chi non ha la detrazione, e ancora di più a chi compra una seconda casa senza i requisiti prima casa: per loro pagare con i risparmi conviene più spesso. Con un mutuo più piccolo, invece, il costo scende un po', perché la detrazione copre una parte maggiore degli interessi.

Il tuo casoCosto netto del mutuo, l'anno
Casa in cui vai a vivere, mutuo di 160.000 € (80% del prezzo), detrazione piena3,16%
Casa in cui vai a vivere, mutuo di 100.000 € (metà del prezzo), detrazione piena3,05%
Casa in cui vai a vivere, mutuo di 160.000 €, senza detrazione3,76%
Casa in cui non vivrete né tu né un tuo familiare, senza requisiti prima casa: niente detrazione, imposta sostitutiva del 2%3,93%

Stesso TAN stimato del 3,67% e 25 anni per tutti. Imposta sostitutiva: 400 € sul mutuo di 160.000 €, 250 € su quello di 100.000 €, 3.200 € con l'aliquota del 2%.

  • Se l'IRPEF non basta. La detrazione si toglie dall'imposta solo «fino alla concorrenza del suo ammontare» (art. 11, comma 3, del TUIR), e per le istruzioni del 730/2026 «la parte di detrazione che supera l'imposta non può essere rimborsata». Con un reddito basso il conto si avvicina alla riga senza detrazione, e con soli redditi nel regime forfettario coincide (vedi interessi del mutuo e forfettario).
  • Se il reddito supera 75.000 €. Per i mutui firmati dal 2025 gli interessi entrano nel tetto delle detrazioni dell'art. 16-ter del TUIR. Il tetto vale per tutte le spese detraibili insieme: 14.000 € fino a 100.000 € di reddito e 8.000 € oltre, per un coefficiente da 0,50 (nessun figlio a carico) a 1 (più di due figli, o uno con disabilità). Con 110.000 € e nessun figlio sono 4.000 €: gli interessi dei primi anni bastano a riempirli, e con altre spese detraibili (le sanitarie non contano) qualcosa resta fuori. Gli interessi dei mutui firmati fino al 2024, invece, non entrano nel tetto.

Conviene spendere tutti i risparmi per la casa?

Conviene solo se, pagato il prezzo, ti restano i soldi delle spese d'acquisto e una riserva per gli imprevisti. Riaverli dopo, con un mutuo, costa di più e non sempre si può.

Entro un anno dal rogito puoi ancora firmare un mutuo per l'acquisto, con la detrazione. La guida dell'Agenzia delle Entrate lo dice così: «si può prima acquistare l'immobile ed entro un anno stipulare il contratto di mutuo». Non tutte le banche lo fanno, e chi lo fa di solito lo limita alla prima casa e a 6-12 mesi dal rogito (vedi mutuo dopo aver comprato casa). Dopo l'anno resta il mutuo di liquidità, di solito per circa il 50-70% del valore della casa e senza detrazione.

C'è poi una differenza che i numeri non mostrano. Il mutuo per comprare casa si chiude quando vuoi, anche in parte, senza penali: l'art. 120-ter del Testo unico bancario rende nullo «qualunque patto o clausola, anche posteriore alla conclusione del contratto, con il quale si convenga che il mutuatario sia tenuto al pagamento di un compenso o penale» per l'estinzione anticipata. I soldi messi nella casa, invece, tornano solo vendendo o con un altro mutuo, alle condizioni di quel momento. Chi prende il mutuo può cambiare idea più avanti; il prezzo di questa libertà sono le spese d'ingresso del mutuo.

Alcuni casi particolari

  • Hai già un mutuo sulla casa in cui vivi. Se ne compri un'altra per andarci a vivere, la detrazione del vecchio mutuo si perde dall'anno dopo il trasloco, salvo che lì restino a vivere tuoi familiari e la casa nuova la paghi senza mutuo, o che il trasloco dipenda da un trasferimento per lavoro (guida dell'Agenzia delle Entrate). Se invece la casa nuova è per un familiare, il nuovo mutuo non dà la detrazione: resta solo quella sul mutuo della casa in cui vivi. Il tetto di 4.000 € vale per tutti i mutui insieme, e la banca somma alla rata nuova quelle che paghi già.
  • Compri una casa che non sarà l'abitazione tua o di un familiare. Niente detrazione e, senza i requisiti prima casa, imposta sostitutiva del 2% invece dello 0,25% (art. 2 del D.L. 220/2004): 3.200 € invece di 400 € sul mutuo dell'esempio. Il 2% scatta anche se i requisiti ci sono ma non risultano «da dichiarazione della parte mutuataria, resa nell'atto di finanziamento o allegata al medesimo» (art. 18 del D.P.R. 601/1973). Il resto è nella guida al mutuo per la seconda casa.
  • Comprate in due. Il tetto di 4.000 € resta uno e si divide fra gli intestatari: al 50% sono 380 € di detrazione a testa, 760 € in tutto. Il conto della coppia non cambia, se tutti e due pagano abbastanza IRPEF. Se uno dei due è il coniuge fiscalmente a carico, chi paga tutta la spesa può detrarre anche la sua quota, ma solo se anche quello a carico è proprietario della casa.
  • Pensi al variabile. Il TAN stimato oggi è del 3,14%: l'Euribor a 3 mesi al 2,638% (rilevazione: 26 ottobre 2026, fonte EMMI) più lo spread medio stimato dello 0,50%. Ma segue l'indice: il costo netto, e con lui la soglia da battere, cambia a ogni revisione del tasso.

Si può pagare la casa in contanti?

In banconote, solo fino a 4.999,99 €. L'art. 49 del D.Lgs. 231/2007 vieta il trasferimento di contante fra soggetti diversi da 5.000 € in su: «A decorrere dal 1° gennaio 2023, il predetto divieto di cui al comma 1 è riferito alla cifra di 5.000 euro». Comprare "in contanti", quindi, vuol dire pagare con i propri soldi attraverso bonifico o assegno.

Nell'atto di vendita, poi, le parti dichiarano come hanno pagato: l'art. 35, comma 22, del D.L. 223/2006 chiede una dichiarazione con «l'indicazione analitica delle modalità di pagamento del corrispettivo». Caparra, saldo, provvigione e deposito del prezzo dal notaio sono spiegati nella guida al limite dei contanti nell'acquisto della casa.

Ti è stata utile?

Le domande che ci fanno tutti

Meglio mutuo o contanti per una seconda casa?

Per una casa che non sarà l'abitazione tua o di un tuo familiare il mutuo costa di più: gli interessi non si detraggono e, senza i requisiti prima casa, l'imposta sostitutiva è del 2% invece dello 0,25%. Con i tassi di oggi, senza detrazione e con il 2%, un mutuo di 160.000 € a 25 anni costa circa il 3,93% l'anno: conviene solo se i risparmi rendono di più, al netto delle tasse e senza rischi.

Se compro casa in contanti posso fare il mutuo dopo?

Sì. Entro un anno dal rogito può essere ancora un mutuo per l'acquisto, con la detrazione degli interessi se ci vai a vivere, ma non tutte le banche lo fanno e chi lo fa di solito lo limita alla prima casa e a 6-12 mesi dal rogito. Dopo l'anno resta il mutuo di liquidità, di solito per circa il 50-70% del valore della casa e senza detrazione.

Conviene un mutuo piccolo e tenere una parte dei risparmi?

Può convenire: con un mutuo più piccolo una parte maggiore degli interessi sta sotto il tetto di 4.000 € e la detrazione pesa di più. Con i tassi di oggi un mutuo di 100.000 € a 25 anni costa circa il 3,05% l'anno, contro il 3,16% di uno da 160.000 €. I 60.000 € in più del mutuo grande, da soli, costano il 3,34% l'anno: prenderli conviene solo se i risparmi rendono di più. Le banche però hanno un importo minimo, di solito fra 25.000 e 50.000 €.

Con un reddito alto la detrazione degli interessi spetta lo stesso?

Sì, con dei limiti. Oltre 120.000 € di reddito molte detrazioni si riducono, non quella degli interessi del mutuo prima casa (art. 15, comma 3-quater, TUIR). Oltre 75.000 €, per i mutui firmati dal 2025, gli interessi entrano nel tetto complessivo dell'art. 16-ter, da 4.000 a 14.000 € di spese secondo reddito e figli a carico. Sopra 200.000 € le detrazioni al 19%, spese sanitarie escluse, calano di altri 440 € (comma 5-bis).

Pagare senza mutuo fa risparmiare sulle imposte dell'acquisto?

No. Imposta di registro o IVA, ipotecaria e catastale dipendono dalla compravendita: sono le stesse con o senza mutuo. Il mutuo aggiunge le sue spese: imposta sostitutiva (0,25% dell'importo per la prima casa), istruttoria, perizia, notaio dell'atto di mutuo e le polizze che la banca chiede.

GoMutuo · Redazione GoMutuo

Contenuti informativi redatti dalla redazione di GoMutuo sulla base di normativa vigente e fonti ufficiali. Le informazioni hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza personalizzata.

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