Conformità urbanistica 2026: cos'è e come si verifica

La conformità urbanistica è la corrispondenza tra lo stato di fatto dell'immobile e i titoli edilizi rilasciati dal Comune (permesso di costruire, SCIA, CILA) ai sensi del D.P.R. 380/2001. Nella compravendita di fabbricati, l'art. 46 del D.P.R. 380/2001 e l'art. 40 della L. 47/1985 impongono di indicare in atto gli estremi del titolo abilitativo: senza, il rogito è nullo. A differenza della conformità catastale (art. 19 c. 14 D.L. 78/2010), non è la legge a imporre una relazione tecnica firmata, ma nella prassi il notaio la richiede sempre e la banca la esige per erogare il mutuo. Difformità sanabili (accertamento di conformità art. 36 o 36-bis T.U.E.) si regolarizzano con sanatoria e oblazione; difformità gravi (art. 31 T.U.E.) non sono sanabili e bloccano la vendita.

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Planimetria di appartamento accanto all'illustrazione di un municipio — verifica di conformità urbanistica

Conformità urbanistica: cos'è in 30 secondi

La conformità urbanistica è la corrispondenza tra lo stato di fatto di un immobile e i titoli edilizi che il Comune ha rilasciato per costruirlo o modificarlo: permesso di costruire, SCIA, CILA, condono, licenza edilizia. È regolata dal D.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia) e, per gli immobili anteriori al 1° settembre 1967, dalla Legge 47/1985.

In sede di rogito l'art. 46 del D.P.R. 380/2001 (per gli immobili post-1967) e l'art. 40 della L. 47/1985 (per gli immobili anteriori) impongono al venditore di indicare in atto gli estremi del titolo abilitativo. Se la menzione manca del tutto, il rogito è nullo. Se il titolo è indicato ma l'immobile presenta difformità, l'atto resta valido ma l'acquirente eredita il problema.

Urbanistica vs catastale: due controlli diversi

È l'equivoco più diffuso nelle compravendite. Sono controlli separati, fatti da enti diversi, con norme e sanzioni diverse. Averne solo uno non basta.

AspettoConformità urbanisticaConformità catastale
EnteComune (Ufficio Tecnico / SUE)Agenzia delle Entrate (Catasto)
Cosa verificaCorrispondenza tra costruito e permessiCorrispondenza tra realtà e planimetria depositata
NormaD.P.R. 380/2001 (art. 46) — L. 47/1985 (art. 40)Art. 19 c. 14 D.L. 78/2010 (L. 122/2010)
Cosa serve in attoMenzione del titolo edilizioDichiarazione di conformità del proprietario + attestazione tecnica
Sanzione se mancaNullità dell'atto (solo se manca del tutto)Nullità dell'atto (sempre)
Come si sanaSCIA in sanatoria / accertamento di conformità (art. 36-36 bis T.U.E.)Variazione DOCFA (100 € tributi + parcella)

Per il dettaglio del controllo catastale, fai riferimento alla guida dedicata: Conformità catastale: cos'è, come si verifica e quanto costa nel 2026.

Le norme che la impongono in rogito

Il quadro normativo è stratificato. Semplificando:

  • Art. 46 D.P.R. 380/2001: gli atti di trasferimento di diritti reali su fabbricati o loro porzioni realizzati dopo il 1° settembre 1967 sono nulli se non contengono gli estremi del permesso di costruire (o del titolo equivalente: DIA, SCIA, permesso in sanatoria).
  • Art. 40 L. 47/1985: per gli immobili anteriori al 1° settembre 1967, in atto va inserita la dichiarazione sostitutiva del venditore che attesta l'inizio dei lavori prima di quella data.
  • Art. 46 comma 4 T.U.E.: la nullità può essere sanata successivamente confermando l'atto con una dichiarazione integrativa.

La Cassazione a Sezioni Unite (sent. 8230/2019) ha chiarito che la nullità è di tipo testuale-formale: se la menzione del titolo edilizio è inserita in atto, il rogito è valido anche se in concreto l'immobile presenta difformità rispetto al titolo indicato. È il principio che sta alla base della prassi notarile attuale: menzione sì, verifica sostanziale no per legge.

Fonte: Cass. SS.UU. n. 8230/2019 — orientamento consolidato ripreso da Cass. 5068/2024.

Come si verifica: la relazione tecnica (RTU)

Anche se la legge non la impone, la relazione tecnica di regolarità urbanistica (RTU) è di fatto lo standard chiesto da notai e banche. La redige un tecnico abilitato (geometra, architetto o ingegnere) sulla base di:

  1. Accesso agli atti in Comune (SUE — Sportello Unico Edilizia): il tecnico ottiene copia di tutti i titoli edilizi rilasciati sull'immobile dall'origine (costruzione, ristrutturazioni, eventuali sanatorie o condoni).
  2. Confronto con lo stato di fatto: sopralluogo con rilievo delle misure, delle aperture, delle destinazioni d'uso, dei volumi.
  3. Confronto con la planimetria catastale: se emergono discrepanze anche catastali, il tecnico segnala la necessità di variazione DOCFA.
  4. Redazione della relazione: elenco dei titoli, esito della verifica (conforme / difforme sanabile / difforme non sanabile), eventuali interventi necessari per la regolarizzazione, che nei casi gravi rientrano nel percorso del Salva Casa 2026.

Nel preliminare è buona prassi inserire una condizione sospensiva: "la vendita è subordinata all'esito positivo della verifica di conformità urbanistica ed edilizia entro X giorni". Così, se emerge un abuso non sanabile, la caparra confirmatoria torna al promissario acquirente senza contenziosi.

Tipi di difformità e come si sanano

La classificazione del D.P.R. 380/2001 distingue quattro categorie principali, con procedure di sanatoria diverse:

Tipo di difformitàEsempiCome si sana
Tolleranze costruttive (art. 34-bis T.U.E.)Scostamenti da misure, superfici e volumi entro le soglie di legge: 2% (SU >500 mq), 3% (300–500), 4% (100–300), 5% (60–100) e 6% (<60 mq) solo per opere ante 24/05/2024 — post 24/05/2024 vale il 2% generalizzatoNessuna sanatoria: sono legittime per legge, basta l'asseverazione del tecnico
Difformità formali interneTramezzi spostati, aperture interne, cambio di destinazione tra ambientiCILA tardiva (~333 € di sanzione) o SCIA in sanatoria (~1.000 €)
Difformità parziali (art. 34 T.U.E.)Opere che modificano superficie o volumi senza costituire variazione essenzialeAccertamento di conformità art. 36 o 36-bis T.U.E. — oblazione da 516 € a raddoppio del contributo di costruzione
Variazioni essenziali (art. 32 T.U.E.)Aumento di volume oltre il 10%, cambio di destinazione d'uso vincolante, nuovo corpo di fabbricaSanabili solo con doppia conformità (piano dell'epoca + piano attuale); in area vincolata quasi mai

Le sanzioni indicate sono l'importo minimo previsto dalla norma nazionale: molti Comuni applicano importi più alti nel proprio regolamento. Per opere in area vincolata (paesaggistica, storica, sismica) i costi salgono e la sanabilità è più incerta.

Cosa cambia con il Salva-Casa 2024

Il D.L. 69/2024 ("Salva-Casa"), convertito in L. 105/2024, ha ampliato in modo significativo il perimetro di ciò che si può sanare. Le novità più rilevanti per chi compra casa nel 2026:

  • Tolleranze costruttive art. 34-bis rese progressive per unità piccole (solo per opere ante 24/05/2024): fino al 6% sotto i 60 mq, 5% fino a 100 mq, 4% tra 100 e 300 mq, 3% tra 300 e 500 mq, 2% oltre 500 mq. Per opere post 24/05/2024 resta il 2% generale.
  • Difformità formali sanabili con CILA/SCIA tardiva anche quando prima serviva il permesso di costruire in sanatoria.
  • Accertamento di conformità semplificato (art. 36-bis T.U.E.): per le opere parzialmente difformi la doppia conformità è richiesta solo per la conformità attuale, con oblazione parametrata al vantaggio economico.
  • Cambi di destinazione d'uso all'interno della stessa categoria funzionale resi generalmente ammissibili senza permesso, salvo diverse previsioni comunali.

Fonte: Ministero delle Infrastrutture — Salva-Casa e testo consolidato del D.P.R. 380/2001 aggiornato al D.L. 69/2024.

Cosa succede se manca la conformità

Il rischio pratico dipende dalla natura della difformità:

  • Difformità formale non dichiarata: l'acquirente eredita l'opera irregolare. Se se ne accorge entro 1 anno dalla scoperta e 8 anni dal rogito, può agire contro il venditore per vizi occulti (art. 1490 c.c.) chiedendo la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto.
  • Abuso sanabile non regolarizzato: il Comune, in caso di accertamento, ordina la sanatoria a spese del proprietario attuale (chi possiede oggi). Costo tipico: 2.000-8.000 € tra oneri e tecnico.
  • Abuso non sanabile (art. 31 T.U.E.): il Comune emette ordine di demolizione. Se il proprietario non demolisce entro 90 giorni, il bene viene acquisito gratuitamente al patrimonio comunale.
  • Mancata menzione del titolo in atto: rogito nullo, con possibilità di conferma successiva (art. 46 c. 4 T.U.E.) se il titolo in realtà esiste ed era omesso solo per dimenticanza.

Conformità urbanistica e mutuo: cosa vuole la banca

Nessuna banca eroga un mutuo senza aver visto — direttamente o tramite il perito — la relazione tecnica di regolarità urbanistica. È uno dei controlli cardine della perizia tecnica. Il perito confronta lo stato reale con i titoli depositati in Comune e segnala nel report ogni scostamento.

Esito tipico in perizia:

  • Immobile conforme o con sole tolleranze costruttive: nessun impatto sul mutuo.
  • Difformità formale sanabile: la banca subordina l'erogazione alla presentazione della SCIA/CILA tardiva prima del rogito. Il notaio riporta gli estremi della sanatoria in atto.
  • Difformità sostanziale non ancora sanata: il perito valuta l'immobile solo nella parte regolare. Il valore stimato può scendere del 15-40%, con riduzione proporzionale del massimo mutuabile e impatto diretto sul rapporto LTV.
  • Abuso non sanabile: la banca non eroga. In molti casi l'immobile è di fatto invendibile.

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Costi tipici della verifica e della sanatoria

VoceCosto indicativo 2026Note
Accesso agli atti in Comune30-150 €Diritti di segreteria + eventuali fotocopie
Sopralluogo e rilievo200-500 €Variabile per superficie e complessità
Relazione tecnica RTU (asseverata)400-1.200 €Include accesso atti, rilievo e redazione
CILA tardiva (sanzione fissa)333,33 €Art. 6-bis c. 5 T.U.E. — sanzione minima nazionale
SCIA in sanatoria (sanzione)da 1.032 €Art. 36-bis T.U.E. (introdotto da L. 105/2024 in sostituzione dell'ex art. 37 c. 4, abrogato) — molti Comuni applicano importi maggiori
Accertamento di conformità art. 36 T.U.E.da 516 € a raddoppio contributo costruzioneOblazione parametrata al vantaggio economico
Parcella tecnico per pratica di sanatoria800-3.000 €Dipende da complessità e area geografica

Le sanzioni indicate sono minime nazionali del D.P.R. 380/2001. Molti Comuni deliberano importi più alti. Le parcelle tecniche sono liberalizzate dal D.L. 1/2012 (art. 9): non esiste più un tariffario obbligatorio, chiedi sempre almeno tre preventivi scritti prima di conferire l'incarico.

Checklist per l'acquirente

  1. Chiedere al venditore copia dei titoli edilizi(permesso di costruire, SCIA, CILA, condono) già in fase di proposta d'acquisto.
  2. Inserire nel preliminare una condizione sospensiva di conformità urbanistica ed edilizia (formule diverse: l'urbanistica riguarda il piano regolatore, l'edilizia il titolo singolo).
  3. Commissionare la relazione tecnica di regolarità (RTU) prima di versare la caparra, o subito dopo con clausola di rimborso.
  4. Verificare che la relazione includa anche la conformità catastale: sono due controlli separati ma spesso li fa lo stesso tecnico.
  5. Ottenere in Comune, tramite il tecnico, il Certificato di Destinazione Urbanistica (CDU) — obbligatorio solo per terreni sopra i 5.000 m², ma utile in ogni caso.
  6. Se l'immobile è antecedente al 1° settembre 1967, chiedere la dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi dell'art. 40 L. 47/1985.
  7. Verificare la presenza dell'APE valido e coerente con lo stato di fatto: interventi non dichiarati possono averlo reso obsoleto.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra conformità urbanistica e conformità catastale?

La conformità urbanistica riguarda i titoli edilizi rilasciati dal Comune (permesso di costruire, SCIA, CILA) e certifica che l'immobile è stato costruito o modificato in modo regolare. La conformità catastale riguarda invece i dati depositati all'Agenzia delle Entrate (planimetria, categoria, rendita). Un immobile può avere la planimetria aggiornata al Catasto ma essere abusivo, o viceversa: sono due controlli separati e servono entrambi per un rogito valido.

La relazione tecnica di regolarità urbanistica è obbligatoria per legge?

No. La legge (art. 46 D.P.R. 380/2001 e art. 40 L. 47/1985) impone solo di indicare in atto gli estremi del titolo edilizio, non una relazione tecnica asseverata. Nella prassi però il notaio la richiede sempre e la banca la pretende per erogare il mutuo, perché è l'unico documento che attesta la corrispondenza tra costruito e autorizzato. Costa 400-1.200 € a seconda della complessità.

Cosa succede se compro casa senza verificare la conformità urbanistica?

Se poi emerge un abuso non sanabile, il rogito resta valido (a differenza della catastale), ma l'acquirente può agire contro il venditore per vizi occulti (art. 1490 c.c.) o per garanzia di evizione. Il rischio pratico è ricevere un ordine di demolizione dal Comune o non riuscire a rivendere l'immobile. Il Consiglio Nazionale del Notariato raccomanda sempre la relazione tecnica prima del rogito, anche se non è obbligatoria.

Come si sana una difformità urbanistica lieve?

Per difformità formali (misure diverse dal progetto, tramezzi spostati, aperture interne) si presenta una SCIA in sanatoria o CILA tardiva con una sanzione fissa (in genere 333 € per la CILA, 1.000 € per la SCIA). Per opere che aumentano volume o superficie serve l'accertamento di conformità ex art. 36 T.U.E.: l'opera deve risultare conforme sia al piano urbanistico dell'epoca sia a quello attuale. Con il Salva-Casa 2024 (D.L. 69/2024) è stato ampliato il perimetro sanabile, ad esempio per le tolleranze costruttive fino al 2% (rispetto al preesistente 2% solo per opere post-1977).

L'abuso edilizio del venditore rende nullo il rogito?

No, se il titolo edilizio esiste ed è indicato in atto il rogito è valido, anche se l'immobile presenta difformità rispetto al titolo. L'atto è nullo solo se manca del tutto la menzione del titolo abilitativo (art. 46 T.U.E.) o per opere realizzate senza alcun permesso in assoluta assenza di titolo. Le sentenze delle Sezioni Unite Cass. 8230/2019 hanno chiarito che si tratta di nullità testuale, non sostanziale: basta la menzione formale del titolo per la validità.

La banca eroga il mutuo su un immobile con difformità urbanistica?

Dipende dalla gravità. Per difformità formali che il perito ritiene sanabili, la banca subordina l'erogazione alla presentazione della sanatoria prima del rogito. Per difformità sostanziali che riducono il valore commerciale, il perito rivaluta l'immobile sulla sola parte regolare e riduce il valore di riferimento, con impatto diretto sul massimo mutuabile e sul rapporto LTV. In caso di abuso non sanabile, la banca non eroga.

Chi paga la relazione tecnica di regolarità, venditore o acquirente?

Non c'è un obbligo di legge come per la catastale: nella prassi si negozia. Se la richiede la banca dell'acquirente, spesso la paga l'acquirente insieme alla perizia. Se il venditore vuole rassicurare le parti (soprattutto in caso di ristrutturazioni recenti) la produce lui a proprie spese. In molti preliminari si inserisce una clausola che pone i costi a carico del venditore se emergono difformità da sanare.

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Redazione GoMutuo

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