Caparra confirmatoria: cos'è, quanto versare e cosa succede se salta il mutuo (2026)

GoMutuoAggiornato il 9 min di lettura

In breve

La caparra confirmatoria è la somma di denaro che l'acquirente versa al venditore alla firma del preliminare (compromesso) come conferma dell'impegno a concludere l'acquisto, disciplinata dall'art. 1385 del Codice Civile. Se il contratto va a buon fine viene imputata al prezzo o restituita. Quando è l'acquirente a tirarsi indietro, il venditore può recedere e trattenerla. Se a tirarsi indietro è il venditore, l'acquirente può recedere e chiedere il doppio. L'importo non lo fissa la legge: si concorda fra le parti. Se salta il mutuo la caparra è recuperabile solo con una clausola sospensiva scritta nel preliminare: senza, l'acquirente rischia di perderla anche se la banca gli nega il finanziamento.

Scambio di caparra confirmatoria con chiavi e banconote — guida compromesso casa 2026
Indice della guida · 8 sezioni

La caparra confirmatoria è la somma che l'acquirente versa al venditore alla firma del preliminare come conferma dell'impegno a concludere l'acquisto, disciplinata dall'art. 1385 del Codice Civile. Se il contratto va a buon fine è imputata al prezzo; se salta per colpa dell'acquirente la perde; se a tirarsi indietro è il venditore, deve restituirla al doppio. L'importo non lo fissa la legge: si concorda fra le parti.

È lo strumento cardine del compromesso di compravendita e va gestita con attenzione, soprattutto quando l'acquisto dipende dall'approvazione di un mutuo bancario.

Cos'è la caparra confirmatoria

L'art. 1385 del Codice Civile stabilisce che se al momento della conclusione del contratto una parte consegna all'altra una somma di denaro o quantità di cose fungibili a titolo di caparra, essa deve essere restituita o imputata alla prestazione dovuta se l'obbligazione viene adempiuta. Per l'inadempimento il testo è netto: «Se la parte che ha dato la caparra è inadempiente, l'altra può recedere dal contratto, ritenendo la caparra; se inadempiente è invece la parte che l'ha ricevuta, l'altra può recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra».

Le funzioni della caparra confirmatoria sono tre:

  • Probatoria: prova la serietà dell'impegno delle parti.
  • Sanzionatoria: penalizza chi non rispetta il preliminare.
  • Confirmatoria: rafforza il vincolo, distinguendola da un semplice acconto.

Quanto versare di caparra

Non esiste un importo obbligatorio per legge: la somma si concorda fra le parti. Con la proposta di solito si versa una somma contenuta, che all'accettazione diventa caparra confirmatoria; con il preliminare spesso la si integra. La guida del Consiglio Nazionale del Notariato sul preliminare consiglia, se si firma una proposta d'acquisto, di «prevedere una caparra minima». Quella somma resta bloccata finché la proposta vale, e intanto il venditore può valutare altre offerte.

Una caparra troppo alta immobilizza liquidità preziosa in una fase in cui servono anche spese notarili e tasse; una caparra troppo bassa lascia poco margine al venditore per pretendere il rispetto del contratto e può scoraggiare l'accettazione della proposta.

Caparra, acconto e caparra penitenziale

Tre istituti spesso confusi ma con effetti giuridici molto diversi:

IstitutoNormaSe il contratto salta
AccontoNessuna specificaVa sempre restituito integralmente
Caparra confirmatoriaArt. 1385 c.c.Persa dall'acquirente o restituita al doppio dal venditore inadempiente
Caparra penitenzialeArt. 1386 c.c.Prezzo del recesso: si perde/paga anche senza colpa

Attenzione al testo del preliminare: se non scrivi in modo espresso che la somma è versata "a titolo di caparra confirmatoria", rischia di valere come semplice acconto, con conseguenze diverse se l'affare salta.

Cosa succede se la banca nega il mutuo

È lo scenario più temuto. La regola giuridica è netta: il mancato ottenimento del mutuo è un rischio dell'acquirente, salvo diversa pattuizione. In assenza di una clausola specifica, se firmi il preliminare e la banca poi ti nega il finanziamento rischi di perdere la caparra confirmatoria versata.

La delibera finale arriva dopo la perizia sull'immobile, con tempi che nessuna legge fissa: li indica il foglio informativo della banca. Nel frattempo il compromesso è già firmato: senza tutele contrattuali, un imprevisto reddituale, un problema di conformità urbanistica dell'immobile o semplicemente una perizia bassa possono farti perdere decine di migliaia di euro. Prima di firmare, con una simulazione gratuita su GoMutuo vedi in 6 minuti quanto puoi chiedere e con che rata.

La clausola sospensiva mutuo

La soluzione è la clausola sospensiva di concessione del mutuo: una previsione contrattuale che subordina l'efficacia del preliminare all'ottenimento del finanziamento entro una data certa. Se entro quella data la banca non concede il mutuo, la condizione non si avvera. Il preliminare resta senza effetti (art. 1353 c.c.) e la caparra viene restituita integralmente, senza penali per nessuna delle parti.

Elementi che una clausola ben scritta deve contenere:

  1. Importo del mutuo richiesto (es. 150.000 €) e durata massima (es. 25 anni).
  2. Tasso massimo accettabile (es. TAN < 4,50%): protegge da delibere a condizioni economicamente insostenibili.
  3. Termine per l'ottenimento: una data che lasci alla banca i tempi indicati nel suo foglio informativo, con un margine.
  4. Numero minimo di banche da interpellare, se volete fissarlo, per evitare abusi in mala fede.
  5. Meccanismo di restituzione: tempi e modalità di restituzione della caparra in caso di mancata delibera.

La guida dei notai sul preliminare porta un esempio legato proprio al mutuo: dopo la proposta l'acquirente scopre che «il termine di pagamento del prezzo non coincide con il termine di finanziamento della banca». Se non lo si scrive in un nuovo compromesso, il preliminare resta regolato dalla legge e il prezzo va pagato il giorno della vendita.

Come e quando versarla

Di solito una prima somma, contenuta, si versa già con la proposta d'acquisto: se il venditore non accetta ti torna indietro, se accetta diventa caparra confirmatoria. Con la firma del preliminare di compravendita (compromesso) spesso la si integra.

Modalità di pagamento consigliate:

  • Assegno circolare non trasferibile intestato al venditore: la modalità classica, garantisce copertura e tracciabilità.
  • Bonifico bancario: causale dettagliata con riferimento al preliminare e alla dicitura "a titolo di caparra confirmatoria ex art. 1385 c.c.".
  • Mai contanti da 5.000 € in su: il D.Lgs. 231/2007 (normativa antiriciclaggio) li vieta e prevede una sanzione amministrativa da 1.000 € a 50.000 € (art. 63).

La caparra viene poi registrata insieme al preliminare all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla stipula: le imposte da pagare sono nella guida su quanto costa registrare il compromesso. La registrazione è obbligatoria ai fini fiscali e dà al preliminare una data certa; a proteggerti da vendite o ipoteche a favore di altri serve invece la trascrizione del preliminare (art. 2645-bis c.c.).

Le regole fiscali sono nella pagina dell'Agenzia delle Entrate sulla registrazione del contratto preliminare.

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Le domande che ci fanno tutti

Cos'è la caparra confirmatoria?

È la somma che l'acquirente consegna al venditore alla firma del preliminare (compromesso) a conferma dell'impegno a concludere l'acquisto. È disciplinata dall'art. 1385 del Codice Civile e ha una funzione sia probatoria (dimostra la serietà dell'impegno) sia sanzionatoria (chi non rispetta il contratto perde la caparra o deve restituirla al doppio).

Quanto si versa di caparra confirmatoria per l'acquisto di una casa?

Nessuna legge fissa l'importo: si concorda fra le parti. Con la proposta di solito si versa una somma contenuta, che all'accettazione diventa caparra confirmatoria; con il preliminare spesso la si integra. Una caparra alta tiene ferma liquidità che serve anche per notaio e imposte, una troppo bassa dà poca garanzia al venditore.

Qual è la differenza tra caparra confirmatoria e acconto?

L'acconto è un semplice anticipo sul prezzo, senza funzione sanzionatoria: se il contratto salta si restituisce senza penali. La caparra confirmatoria invece è disciplinata dall'art. 1385 c.c. e comporta la perdita per chi non rispetta l'impegno (o la restituzione al doppio, se inadempiente è il venditore). Per questo il preliminare deve dire con chiarezza come va intesa la somma: senza la dicitura «a titolo di caparra confirmatoria» rischia di valere come acconto.

Cosa succede alla caparra se la banca non mi concede il mutuo?

Dipende dal preliminare. Con una clausola sospensiva mutuo (o «condizione sospensiva di concessione del finanziamento»), se la banca non delibera entro il termine, il preliminare resta senza effetti (art. 1353 c.c.) e la caparra ti viene restituita integralmente. Senza clausola il preliminare resta valido anche se la banca ti dice no: se non paghi al rogito, rischi di perdere la caparra.

La caparra confirmatoria viene restituita al rogito?

Non viene 'restituita': viene imputata al prezzo di vendita. Se hai versato 30.000 € di caparra su una casa da 200.000 €, al rogito il notaio conteggia i 30.000 € già versati e tu paghi i restanti 170.000 € (di solito attraverso il mutuo). Se per qualsiasi motivo l'importo della caparra supera il prezzo finale, la differenza viene restituita.

Qual è la differenza con la caparra penitenziale?

La caparra penitenziale (art. 1386 c.c.) è il prezzo del recesso: il contratto dà a una parte, o a tutte e due, il diritto di sciogliersi. Chi recede perde la caparra data o restituisce il doppio di quella ricevuta, senza dover dimostrare inadempimenti altrui. La caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.) invece scatta solo in caso di inadempimento colpevole. Nel compromesso italiano prevale quasi sempre quella confirmatoria.

La caparra deve essere versata in contanti?

No, anzi è sconsigliato. Il D.Lgs. 231/2007 vieta il trasferimento in contanti di importi pari o superiori a 5.000 € (art. 49). Meglio versarla con bonifico o assegno circolare non trasferibile: c'è tracciabilità piena, indispensabile poi in sede di rogito e ai fini fiscali. L'assegno circolare tutela anche il venditore, perché la banca lo emette solo per somme già disponibili.

La caparra confirmatoria è tassata?

Il preliminare con caparra va registrato entro 30 giorni presso l'Agenzia delle Entrate. L'imposta di registro sulla caparra è dello 0,50% e si scala dall'imposta di registro dovuta al rogito. Per i preliminari firmati dal 1° gennaio 2025 la stessa aliquota vale per gli acconti di prezzo non soggetti a IVA (prima era il 3%); se compri da un'impresa con IVA, sull'acconto si paga l'IVA. Fra privati, quindi, chiamare la somma caparra o acconto non cambia più l'imposta: cambia cosa succede se una delle parti si tira indietro.

GoMutuo · Redazione GoMutuo

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