Caparra confirmatoria: cos'è, quanto versare e cosa succede se salta il mutuo (2026)

La caparra confirmatoria è la somma di denaro che l'acquirente versa al venditore alla firma del preliminare (compromesso) come conferma dell'impegno a concludere l'acquisto, disciplinata dall'art. 1385 del Codice Civile. Se il contratto va a buon fine viene imputata al prezzo o restituita; se l'acquirente si tira indietro il venditore la trattiene; se il venditore recede l'acquirente ha diritto al doppio. In Italia si versa in media il 10-20% del prezzo (5-15% se prima casa con mutuo). Se salta il mutuo la caparra è recuperabile solo con una clausola sospensiva scritta nel preliminare: senza clausola l'acquirente perde la caparra anche se la banca gli nega il finanziamento.

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Scambio di caparra confirmatoria con chiavi e banconote — guida compromesso casa 2026

La caparra confirmatoria è la somma che l'acquirente versa al venditore alla firma del preliminare come conferma dell'impegno a concludere l'acquisto, disciplinata dall'art. 1385 del Codice Civile. Se il contratto va a buon fine è imputata al prezzo; se salta per colpa dell'acquirente la perde; se recede il venditore deve restituirla al doppio. Standard italiano: 10-20% del prezzo.

È lo strumento cardine del compromesso di compravendita e va gestita con attenzione, soprattutto quando l'acquisto dipende dall'approvazione di un mutuo bancario.

Cos'è la caparra confirmatoria

L'art. 1385 del Codice Civile stabilisce che se al momento della conclusione del contratto una parte consegna all'altra una somma di denaro o quantità di cose fungibili a titolo di caparra, essa deve essere restituita o imputata alla prestazione dovuta se l'obbligazione viene adempiuta. Se invece l'inadempimento è imputabile a chi ha dato la caparra, l'altra parte può recedere trattenendo la caparra; se è imputabile a chi l'ha ricevuta, l'altra parte può recedere ed esigere il doppio.

Le funzioni della caparra confirmatoria sono tre:

  • Probatoria: prova la serietà dell'impegno delle parti.
  • Sanzionatoria: penalizza chi non rispetta il preliminare.
  • Confirmatoria: rafforza il vincolo, distinguendola da un semplice acconto.

Quanto versare di caparra

Non esiste un importo obbligatorio per legge. La prassi di mercato italiana è consolidata su queste fasce:

SituazioneCaparra tipicaSu 200.000 €
Acquisto con mutuo, prima casa5% – 10%10.000 – 20.000 €
Acquisto con mutuo, seconda casa10% – 15%20.000 – 30.000 €
Acquisto senza mutuo15% – 20%30.000 – 40.000 €
Immobile molto contesofino al 30%60.000 €

Una caparra troppo alta immobilizza liquidità preziosa in una fase in cui servono anche spese notarili e tasse; una caparra troppo bassa lascia poco margine al venditore per pretendere il rispetto del contratto e può scoraggiare l'accettazione della proposta.

Caparra, acconto e caparra penitenziale

Tre istituti spesso confusi ma con effetti giuridici molto diversi:

IstitutoNormaSe il contratto salta
AccontoNessuna specificaVa sempre restituito integralmente
Caparra confirmatoriaArt. 1385 c.c.Persa dall'acquirente o restituita al doppio dal venditore inadempiente
Caparra penitenzialeArt. 1386 c.c.Prezzo del recesso: si perde/paga anche senza colpa

Attenzione al testo del preliminare: la Cassazione ha ribadito più volte (Cass. Civ. Sez. II, sent. 18268/2019) che in assenza della dicitura espressa "a titolo di caparra confirmatoria" la somma versata vale come semplice acconto, con conseguenze sanzionatorie diverse.

Cosa succede se la banca nega il mutuo

È lo scenario più temuto e più frequente. La regola giuridica è netta: il mancato ottenimento del mutuo è un rischio dell'acquirente, salvo diversa pattuizione. In assenza di una clausola specifica, se firmi il preliminare e la banca poi ti nega il finanziamento perdi la caparra confirmatoria versata (Cass. Civ. Sez. II, sent. 20325/2018).

Le banche impiegano 30-45 giorni per la deliberafinale, dopo perizia sull'immobile. Nel frattempo il compromesso è già firmato: senza tutele contrattuali, un imprevisto reddituale, un problema di conformità urbanistica dell'immobile o semplicemente una perizia bassa possono farti perdere decine di migliaia di euro.

La clausola sospensiva mutuo

La soluzione è la clausola sospensiva di concessione del mutuo: una previsione contrattuale che subordina l'efficacia del preliminare all'ottenimento del finanziamento entro una data certa. Se la banca dice no entro il termine, il preliminare è risolto e la caparra viene restituita integralmentesenza penali per nessuna delle parti.

Elementi che una clausola ben scritta deve contenere:

  1. Importo del mutuo richiesto (es. 150.000 €) e durata massima (es. 25 anni).
  2. Tasso massimo accettabile (es. TAN < 4,50%): protegge da delibere a condizioni economicamente insostenibili.
  3. Termine per l'ottenimento: tipicamente 45-60 giorni dalla firma del preliminare.
  4. Numero minimo di banche da interpellare (di solito almeno 2) per evitare abusi in mala fede.
  5. Meccanismo di restituzione: tempi e modalità di restituzione della caparra in caso di mancata delibera.

Il Consiglio Nazionale del Notariato raccomanda l'inserimento della clausola in tutti i preliminari in cui l'acquisto è finanziato da mutuo, e mette a disposizione formulari standard tramite i notai italiani.

Come e quando versarla

La caparra si versa al momento della firma del preliminare di compravendita (compromesso), non della semplice proposta d'acquisto — anche se in molti casi l'agenzia immobiliare richiede già una piccola caparra alla proposta, che viene restituita se il venditore non accetta oppure diventa parte della caparra confirmatoria se la proposta viene accettata.

Modalità di pagamento consigliate:

  • Assegno circolare non trasferibile intestato al venditore: la modalità classica, garantisce copertura e tracciabilità.
  • Bonifico bancario: causale dettagliata con riferimento al preliminare e alla dicitura "a titolo di caparra confirmatoria ex art. 1385 c.c.".
  • Mai contanti oltre 5.000 €: sotto sanzione amministrativa da 3.000 € a 15.000 € prevista dal D.Lgs. 231/2007 (normativa antiriciclaggio).

La caparra viene poi registrata insieme al preliminare all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla stipula. La registrazione è indispensabile ai fini fiscali e per opporre a terzi l'esistenza dell'accordo.

Domande frequenti

Per approfondimenti normativi consulta la guida dell' Agenzia delle Entrate sulla registrazione dei contratti e il formulario ufficiale del Consiglio Nazionale del Notariato.

Domande frequenti

Cos'è la caparra confirmatoria?

È la somma che l'acquirente consegna al venditore alla firma del preliminare (compromesso) a conferma dell'impegno a concludere l'acquisto. È disciplinata dall'art. 1385 del Codice Civile e ha una funzione sia probatoria (dimostra la serietà dell'impegno) sia sanzionatoria (chi recede perde la caparra o deve restituirla al doppio).

Quanto si versa di caparra confirmatoria per l'acquisto di una casa?

La prassi italiana prevede il 10-20% del prezzo di vendita. Se l'acquirente ha già richiesto un mutuo si tende a stare sul 5-15% per non immobilizzare troppa liquidità. Non c'è un obbligo di legge sull'importo: è liberamente concordata tra le parti.

Qual è la differenza tra caparra confirmatoria e acconto?

L'acconto è un semplice anticipo sul prezzo, senza funzione sanzionatoria: se il contratto salta si restituisce senza penali. La caparra confirmatoria invece è disciplinata dall'art. 1385 c.c. e comporta la perdita per chi recede (o restituzione al doppio se recede il venditore). Il nome usato nel preliminare fa fede: senza la dicitura 'a titolo di caparra confirmatoria' la somma vale come acconto.

Cosa succede alla caparra se la banca non mi concede il mutuo?

Dipende dal preliminare. Se avete inserito una clausola sospensiva mutuo (o 'condizione sospensiva di concessione del finanziamento'), la mancata delibera della banca fa venir meno il contratto e la caparra ti viene restituita integralmente. Senza clausola sospensiva la giurisprudenza considera il mancato ottenimento del mutuo un rischio dell'acquirente: perdi la caparra anche se la banca ti dice no.

La caparra confirmatoria viene restituita al rogito?

Non viene 'restituita': viene imputata al prezzo di vendita. Se hai versato 30.000 € di caparra su una casa da 200.000 €, al rogito il notaio conteggia i 30.000 € già versati e tu paghi i restanti 170.000 € (di solito attraverso il mutuo). Se per qualsiasi motivo l'importo della caparra supera il prezzo finale, la differenza viene restituita.

Qual è la differenza con la caparra penitenziale?

La caparra penitenziale (art. 1386 c.c.) è un vero e proprio 'prezzo del recesso': entrambe le parti hanno il diritto di sciogliersi dal contratto pagando la caparra, senza dover dimostrare inadempimenti altrui. La caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.) invece scatta solo in caso di inadempimento colpevole. Nel compromesso italiano prevale quasi sempre quella confirmatoria.

La caparra deve essere versata in contanti?

No, anzi è sconsigliato. Il D.Lgs. 231/2007 vieta il trasferimento in contanti sopra i 5.000 € (soglia 2026). Meglio versarla con bonifico o assegno circolare non trasferibile: c'è tracciabilità piena, indispensabile poi in sede di rogito e ai fini fiscali. L'assegno circolare non trasferibile è la modalità più usata perché tutela anche il venditore.

La caparra confirmatoria è tassata?

Il preliminare con caparra va registrato entro 30 giorni presso l'Agenzia delle Entrate. L'imposta di registro sulla caparra è dello 0,50% (recuperabile in detrazione dall'imposta di registro dovuta al rogito). Sull'acconto invece è del 3% (o IVA 4-10% se vendita da costruttore). È un motivo pratico in più per qualificare la somma come caparra e non come acconto.

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Redazione GoMutuo

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