Conformità catastale 2026: cos'è, verifica e costi

Dal 1° luglio 2010 (art. 19 comma 14 D.L. 78/2010, che ha introdotto l'art. 29 c. 1-bis L. 52/1985) il venditore deve dichiarare in rogito che l'immobile è catastalmente conforme, pena la nullità dell'atto: senza dichiarazione — resa dal proprietario e attestata da un tecnico abilitato — il notaio non firma. La conformità catastale è la corrispondenza tra lo stato di fatto dell'immobile e i dati depositati al Catasto (planimetria, categoria, classe, rendita, intestatario). Se la planimetria non coincide con lo stato reale (muri spostati, bagno aggiunto, cambio d'uso) va aggiornata con una pratica DOCFA (tributo Agenzia delle Entrate 70 €, parcella tecnico 300-800 €). È diversa dalla conformità urbanistica, che riguarda invece la regolarità dei permessi comunali.

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Planimetria di casa esaminata con lente d'ingrandimento e metro — verifica di conformità catastale

Conformità catastale: cos'è in 30 secondi

La conformità catastale è la corrispondenza tra lo stato di fatto di un immobile e i dati depositati al Catasto: planimetria, categoria, classe, rendita, intestatario. Dal 1° luglio 2010, per effetto dell'art. 19 comma 14 del D.L. 78/2010 (convertito nella Legge 122/2010), il venditore deve dichiararla in atto notarile — pena la nullità del rogito.

In pratica: se la planimetria che risulta all'Agenzia delle Entrate non coincide con lo stato reale della casa (muri spostati, bagno aggiunto, soppalco costruito, cambio d'uso), l'immobile non è vendibile finché non si aggiorna il Catasto con una pratica DOCFA. Costo tipico dell'operazione: 370-870 € tutto incluso, di cui 70 € di tributo Agenzia delle Entrate e il resto di parcella tecnica.

L'obbligo di legge e la sanzione della nullità

L'articolo 19 comma 14 del D.L. 78/2010 ha introdotto nell'ordinamento italiano una regola precisa: negli atti di trasferimento, costituzione o scioglimento di comunione di diritti reali su fabbricati urbani, il proprietario deve dichiarare — o allegare un'attestazione firmata da un tecnico abilitato — che:

  1. i dati catastali (foglio, particella, subalterno) sono conformi allo stato di fatto;
  2. la planimetria depositata al Catasto è conforme allo stato di fatto.

La modifica si innesta nell'art. 29, comma 1-bis della Legge 52/1985 (Legge sull'automazione delle conservatorie immobiliari), che oggi subordina la ricevibilità dell'atto alla presenza della dichiarazione di conformità. La stessa norma sanziona l'omissione con la nullità dell'atto: qualunque interessato può chiedere in giudizio di dichiararlo nullo, con effetti retroattivi. Il notaio che stipulasse un rogito privo della dichiarazione ne risponderebbe disciplinarmente e civilmente, per cui in pratica non firma finché la conformità non è verificata e dichiarata.

Fonti: Circolare Agenzia del Territorio n. 2/2010 e Circolare n. 3/2010 — prime indicazioni operative sull'art. 19 c. 14.

Quando serve e quali immobili copre

L'obbligo di conformità catastale si applica a tutti i fabbricati urbani iscritti al Catasto edilizio urbano con planimetria depositata. In sintesi:

TipologiaObbligo di conformitàNote
Abitazione (A/2, A/3, A/4, A/7)Il caso più frequente
Box, cantina, posto auto coperto (C/6, C/2)Se dotati di planimetria depositata in Catasto
A/10 — Uffici e studi privatiAnche per locazioni ultra-novennali
C/1 — Negozi e bottegheAttenzione al cambio di destinazione d'uso
Terreni agricoli / edificabiliNoCatasto terreni non richiede planimetria
Beni comuni non censibili (androni, scale)NoNon hanno rendita autonoma
Immobili in corso di costruzione (F/3, F/4)NoNessuna planimetria fino ad ultimazione

La dichiarazione è dovuta al momento del rogito notarile, ma è buona prassi verificarla già in fase di proposta d'acquisto — meglio ancora prima di versare la caparra confirmatoria, per non ritrovarsi bloccati al rogito.

Conformità catastale vs conformità urbanistica

Sono due controlli diversi, fatti da autorità diverse, su banche dati diverse. Confonderli è l'errore più frequente nelle compravendite:

AspettoConformità catastaleConformità urbanistica
Ente di riferimentoAgenzia delle Entrate (Catasto)Comune (Ufficio Tecnico)
Cosa verificaCorrispondenza planimetria-realtàRegolarità permessi edilizi (permesso, SCIA, CILA)
Norma di riferimentoArt. 19 c. 14 D.L. 78/2010 → art. 29 c. 1-bis L. 52/1985D.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia)
Sanzione in attoNullità del rogitoNullità solo per abusi gravi non sanabili
Come si sanaVariazione DOCFA (70 € tributo + parcella)Sanatoria edilizia (oblazione + parcella, variabile)

Attenzione: la conformità catastale noncertifica la regolarità urbanistica. Un immobile può avere planimetria aggiornata (perché il tecnico ha inserito il bagno costruito senza permesso) ma essere abusivo. Serve sempre anche il controllo urbanistico — di solito richiesto in modo esplicito nel preliminare come "dichiarazione di conformità urbanistica ed edilizia".

Come si verifica la conformità (5 step)

  1. Recupero della planimetria catastale. Si scarica dall'area riservata Agenzia delle Entrate con SPID/CIE (gratis per i propri immobili) oppure la richiede il tecnico via SISTER. Attenzione alla differenza tra visura catastale (dati numerici: categoria, classe, rendita) e visura catastale con planimetria allegata: solo la seconda permette il confronto con lo stato di fatto. Costo tributo se richiesta per immobili di terzi: 1,35 € per unità.
  2. Sopralluogo del tecnico. Un geometra, architetto o ingegnere confronta la planimetria con lo stato reale: numero e posizione dei vani, superfici, altezze, destinazione d'uso di ogni ambiente.
  3. Confronto dei dati censuari. Si verifica anche che categoria (es. A/2 civile abitazione), classe (livello qualitativo) e rendita catastale siano coerenti con l'immobile attuale. Un cambio di categoria (da C/2 magazzino ad A/2 abitazione) richiede sempre DOCFA.
  4. Verifica intestazione. L'intestatario catastale non fa fede della proprietà (per quella serve la visura ipotecaria), ma se non coincide con il venditore va aggiornato con una voltura.
  5. Relazione di conformità. Il tecnico produce una relazione scritta che il venditore consegna al notaio: se tutto è conforme, il rogito si può fare; se emerge difformità, si programma la variazione DOCFA prima dell'atto.

Difformità: leggere, medie, gravi

Non tutte le difformità hanno lo stesso peso. La classificazione pratica seguita da tecnici e notai:

LivelloEsempiImpatto
LievePiccoli spostamenti di tramezzi, ripostiglio non riportatoDOCFA di aggiornamento planimetrico, ~370 €
MediaBagno o cucina spostati, cambio di destinazione di un vano, veranda chiusaDOCFA con variazione di consistenza; rendita ricalcolata; 470-770 €
GraveCambio di categoria (C/2→A/2), aumento di superficie non autorizzato, soppalco abusivoDOCFA + sanatoria urbanistica; se non sanabile, immobile non vendibile

Le difformità lievi e medie sono spesso frutto di ristrutturazioni interne fatte con SCIA/CILA regolare ma non seguite dall'aggiornamento catastale — nel qual caso basta il DOCFA. Le gravi presuppongono anche un abuso edilizio e richiedono un percorso separato con il Comune.

Come si sana: la variazione DOCFA

La procedura per allineare i dati catastali si chiama DOCFA (DOcumenti CAtasto FAbbricati). È presentata telematicamente all'Agenzia delle Entrate da un tecnico abilitato e in genere si chiude in 7-30 giorni lavorativi, a seconda dell'ufficio provinciale di competenza.

Il tecnico deve produrre:

  • nuova planimetria in scala 1:200 (o 1:100 per unità piccole);
  • elenco subalterni aggiornato (il subalterno catastale identifica la singola unità immobiliare all'interno di una particella);
  • relazione tecnica descrittiva della variazione;
  • eventuali documenti urbanistici a corredo (SCIA, CILA, permesso di costruire).

Al termine, il Catasto emette la nuova rendita catastale aggiornata (che può salire o scendere) e la planimetria diventa consultabile in visura. Da quel momento la conformità è ripristinata e il rogito può procedere.

Quanto costa e chi paga

I costi si compongono di tributi Agenzia Entrate (importi fissi) e parcella tecnica (variabile per complessità e listino locale):

VoceImporto 2026Note
Tributo catastale DOCFA (tasse servizi ipotecari e catastali)70,00 €Per ogni unità immobiliare oggetto di autonomo censimento — D.Lgs. 347/1990
Voltura catastale (se serve aggiornare intestatario)55,00 € tributi + 16 € bolloTariffa Agenzia Entrate
Sopralluogo + relazione tecnica (senza DOCFA)150-350 €Se l'immobile è già conforme
Parcella tecnico per DOCFA di variazione300-800 €Dipende da complessità e area geografica

Fonte tributi: Agenzia delle Entrate — Costi del servizio DOCFA (D.Lgs. 347/1990 e successive modifiche). I range di parcella professionale sono indicativi e non vincolanti: i tariffari di geometri, architetti e ingegneri sono stati liberalizzati (D.L. 1/2012, cd. "Decreto Liberalizzazioni") e variano significativamente per professionista e area geografica. Richiedere sempre più preventivi.

Chi paga. Per legge la dichiarazione di conformità spetta al venditore, quindi tutti i costi sono a suo carico. Nella prassi le parti possono negoziare uno sconto sul prezzo, ma la responsabilità dell'aggiornamento resta del proprietario che vende.

Conformità catastale e mutuo: cosa controlla la banca

Anche se la conformità catastale è un obbligo verso il notaio, la banca la controlla in perizia perché la difformità può ridurre il valore dell'immobile o rendere non erogabile il mutuo. Il perito confronta la planimetria depositata con lo stato reale e segnala eventuali disallineamenti nel report che invia all'istituto.

Cosa succede tipicamente:

  • Difformità lieve/media: la banca subordina la delibera definitiva alla presentazione del DOCFA aggiornato prima del rogito. Nessun impatto sul valore.
  • Difformità grave con impatto su superficie o categoria: il perito rivaluta l'immobile sulla base della configurazione autorizzata, ignorando le porzioni abusive. Il valore può scendere del 10-30%, con corrispondente riduzione dell'importo mutuabile (attenzione al LTV).
  • Abuso non sanabile: la banca non eroga. L'immobile in molti casi non è nemmeno vendibile.

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Errori tipici da evitare

  • Confondere conformità catastale e urbanistica: la prima non salva dall'abuso edilizio. Chiedere sempre entrambe le dichiarazioni al venditore.
  • Fidarsi della visura senza planimetria: la visura catastale mostra i dati numerici (categoria, rendita) ma non verifica la planimetria. Serve il download della planimetria e il confronto sul posto.
  • Pagare la caparra prima della verifica: se emerge difformità grave dopo la caparra, si rischia contenzioso lungo. Meglio inserire nella proposta una condizione sospensiva di conformità catastale e urbanistica.
  • Presumere che la vecchia dichiarazione basti: se il precedente rogito è del 2005, prima cioè della L. 122/2010, non c'è alcuna dichiarazione di conformità: va rifatta oggi.
  • Programmare il rogito senza margine: se la DOCFA richiede fino a 30 giorni e serve modificare una SCIA, meglio non fissare il rogito a stretto giro. Timeline realistica per una difformità media: 6-8 settimane.

Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale, fiscale o tecnica. Per situazioni specifiche — soprattutto in presenza di difformità sospette o abusi edilizi — rivolgersi a un notaio e a un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere) iscritto al relativo Ordine o Collegio.

Domande frequenti

Cos'è di preciso la conformità catastale?

È l'attestazione che i dati depositati al Catasto (planimetria, categoria, classe, rendita, intestatario) coincidono con lo stato reale dell'immobile al momento della compravendita. La dichiarazione è resa dal proprietario in atto notarile, sulla base della verifica di un tecnico abilitato; senza di essa il rogito è nullo per legge.

Chi rilascia la dichiarazione di conformità catastale?

La dichiarazione la rende personalmente il proprietario venditore davanti al notaio, ma poiché è una dichiarazione tecnica che espone a responsabilità civile e penale, in pratica il venditore si fa assistere da un tecnico abilitato (geometra, architetto o ingegnere) che effettua il sopralluogo, confronta la planimetria depositata con lo stato di fatto e produce una relazione di conformità. In alternativa, la dichiarazione può essere sostituita da un'attestazione firmata direttamente dal tecnico.

Quanto costa una pratica di conformità catastale nel 2026?

Il solo controllo del tecnico (sopralluogo + relazione) costa in media 150-350 €. Se la planimetria è difforme e serve la variazione DOCFA per allineare il Catasto allo stato reale, si aggiungono 70 € di tributo unico versato all'Agenzia delle Entrate (per ogni unità immobiliare, ai sensi del D.Lgs. 347/1990) e 300-800 € di parcella tecnica, a seconda della complessità (spostamento tramezzi, cambio di categoria, fusione o frazionamento).

Che differenza c'è tra conformità catastale e conformità urbanistica?

La conformità catastale riguarda il Catasto — banca dati fiscale — e verifica che la planimetria depositata coincida con lo stato reale. La conformità urbanistica riguarda invece i permessi edilizi (permesso di costruire, SCIA, CILA) rilasciati dal Comune e verifica che ciò che c'è oggi sia stato regolarmente autorizzato. Un immobile può essere catastalmente conforme ma urbanisticamente abusivo (planimetria aggiornata a un intervento senza permesso). Solo la seconda comporta sanabilità edilizia, sanzioni e — nei casi gravi — impossibilità di vendere.

Cosa succede se al rogito manca la conformità catastale?

L'atto è nullo (art. 29 c. 1-bis Legge 52/1985, come introdotto dall'art. 19 c. 14 D.L. 78/2010). In pratica il notaio non firma: se lo facesse, l'atto potrebbe essere annullato da chiunque abbia interesse (compreso il Fisco) e il notaio ne risponderebbe disciplinarmente e civilmente. La compravendita si blocca finché la conformità non è ripristinata con la variazione DOCFA.

Chi paga la conformità catastale, venditore o acquirente?

Per legge la dichiarazione la rende il venditore, quindi tutti i costi per allinearla (sopralluogo, DOCFA, tributi) sono a suo carico. Nella prassi le parti a volte negoziano una riduzione del prezzo per compensare, ma la responsabilità resta del venditore: se al rogito la difformità non è sanata, il preliminare può essere risolto per inadempimento e la caparra restituita (o trattenuta il doppio, se confirmatoria).

La banca eroga il mutuo se la conformità catastale è dubbia?

No, o meglio: non eroga finché il notaio non certifica la conformità in relazione preliminare. Se in fase di perizia emerge una difformità (es. bagno non riportato in planimetria, tramezzi diversi), la banca sospende la delibera fino alla presentazione del DOCFA aggiornato. Nei casi di difformità grave — cambio di categoria o volumetria — la perizia può ridurre il valore stimato e quindi l'importo mutuabile.

Scritto da
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Redazione GoMutuo

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