Compromesso casa: cos'è, se è obbligatorio, costi e tempi

GoMutuoAggiornato il 10 min di lettura

In breve

Il compromesso è il nome comune del contratto preliminare di compravendita: l'accordo scritto con cui venditore e acquirente si obbligano a firmare il rogito a una data futura, alle condizioni già fissate (prezzo, tempi, caparra). Non è obbligatorio, ma se lo firmi deve essere scritto (art. 1351 c.c.) e registrato all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni: 200 € di imposta fissa, 16 € di bollo ogni 4 facciate (155 € se lo fa il notaio) e lo 0,50% sulla caparra e sugli acconti non soggetti a IVA, che si scala dall'imposta dovuta per il rogito. Se compri con il mutuo conviene una clausola sospensiva, che la legge non impone.

Contratto aperto su un tavolo di legno con penna stilografica, timbro e un mazzo di chiavi con la targhetta a forma di casa, accanto a una ciotola di limoni
Indice della guida · 10 sezioni

Il compromesso è il nome comune del contratto preliminare di compravendita: l'accordo scritto con cui venditore e acquirente si obbligano a firmare il rogito a una data futura, alle condizioni già stabilite. Non è obbligatorio, ma se lo firmi va registrato all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni e, se l'acquisto è finanziato da mutuo, conviene che contenga una clausola sospensiva a tutela della caparra.

Di solito arriva dopo la proposta d'acquisto accettata e mette per iscritto, in modo completo, gli obblighi di tutti e due.

Cos'è il compromesso

La guida dell'Agenzia delle Entrate sull'acquisto della casa lo definisce così: «Il contratto preliminare, chiamato anche “compromesso”, è un accordo tra venditore e compratore che si impegnano reciprocamente a stipulare un successivo e definitivo contratto di compravendita». Quel contratto definitivo è il rogito notarile di compravendita. Il preliminare non trasferisce la proprietà: crea l'obbligo di trasferirla.

Il compromesso ha tre funzioni pratiche:

  • Bloccare l'affare: fissa prezzo, condizioni e tempi in modo vincolante per entrambe le parti.
  • Dare tempo: consente all'acquirente di ottenere il mutuo e al venditore di liberare l'immobile.
  • Regolare le tutele: caparra confirmatoria, clausole sospensive, penali per il ritardo del rogito.

Il compromesso è obbligatorio?

No: nessuna legge obbliga a firmare un compromesso prima del rogito. Se compratore e venditore sono pronti, si può firmare subito il contratto definitivo dal notaio. La stessa guida dell'Agenzia delle Entrate lo presenta come una scelta: «Il preliminare può essere stipulato, per esempio, quando non è possibile la vendita immediata, perché l’acquirente è in cerca di un mutuo oppure il venditore è in attesa che gli venga consegnata una nuova casa».

Se lo firmi, però, ha delle regole. Deve essere scritto, come il rogito: l'art. 1351 c.c. dice che il preliminare «è nullo, se non è fatto nella stessa forma che la legge prescrive per il contratto definitivo» (per la casa, la forma scritta dell'art. 1350 c.c.). Va registrato entro 30 giorni e, se lo fa il notaio, trascritto. Se compri da un costruttore una casa da costruire o da finire, con il permesso di costruire chiesto dopo il 16 marzo 2019, va fatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata (artt. 5 e 6 D.Lgs. 122/2005). E la proposta d'acquisto accettata, quando contiene già tutti gli elementi del contratto, vale come preliminare e va registrata come tale.

Con il mutuo il compromesso non diventa obbligatorio, ma è fra i documenti che la banca chiede per l'istruttoria: la guida della Banca d'Italia sul mutuo mette fra le informazioni sull'immobile «la copia del contratto preliminare di vendita (“compromesso”)». Andare al rogito senza compromesso è possibile quando la banca ha già quello che le serve e i tempi sono corti; se invece lo firmi prima della delibera, la tutela è la clausola sospensiva sul mutuo.

Quando si firma il compromesso

Il compromesso si firma dopo l'accettazione della proposta d'acquisto da parte del venditore e prima del rogito notarile. La sequenza tipica:

  1. Visita dell'immobile e trattativa sul prezzo.
  2. Firma della proposta d'acquisto, di solito con una caparra contenuta.
  3. Accettazione del venditore entro il termine indicato.
  4. Firma del compromesso, dove la caparra confirmatoria spesso si integra (l'importo si concorda: la legge non lo fissa).
  5. Attesa fino alla data fissata per il rogito: delibera del mutuo, controlli del notaio, verifiche catastali e urbanistiche.
  6. Rogito notarile: pagamento del saldo, consegna delle chiavi, trascrizione della proprietà.

Cosa contiene il preliminare

Un compromesso ben scritto include sempre questi elementi. Se anche uno solo manca o è ambiguo, aumentano i rischi di contenzioso:

ElementoCosa deve indicare
PartiDati anagrafici completi di venditore e acquirente, codici fiscali
ImmobileIndirizzo, dati catastali (foglio, particella, subalterno), rendita catastale, confini, pertinenze
PrezzoImporto totale, modalità di pagamento (caparra + saldo a rogito), tracciabilità dei bonifici
CaparraImporto e qualificazione espressa "a titolo di caparra confirmatoria ex art. 1385 c.c."
Termine rogitoData entro cui firmare il rogito, notaio incaricato
Clausola sospensiva mutuoImporto, tasso massimo, termine di delibera (se acquisto finanziato)
Garanzie del venditoreAssenza di ipoteche, pignoramenti, abusi edilizi, conformità catastale
Stato immobileConsegna libero da persone/cose, arredi inclusi/esclusi, spese condominiali

Quanto costa e chi paga

I costi del compromesso si dividono in tre categorie: tasse di registrazione, imposte proporzionali su caparra/acconti, eventuale onorario notarile. Per i preliminari firmati dal 1° gennaio 2025 caparra confirmatoria e acconti pagano la stessa aliquota: la scheda dell'Agenzia delle Entrate sul contratto preliminare scrive che per gli acconti di prezzo non soggetti a IVA «si applica l'aliquota dello 0,5% su detto importo o la minore imposta applicabile per il contratto definitivo», come per la caparra. Riepilogo su un compromesso da 200.000 € con 20.000 € di caparra:

VoceImportoRecuperabile al rogito?
Imposta di registro fissa200 €No
Imposta di bollo16 € ogni 4 facciate (155 € se il preliminare è fatto dal notaio)No
0,50% sulla caparra (20.000 €)100 €Sì
0,50% su eventuali acconti (non soggetti a IVA)variabileSì
Imposta ipotecaria e tassa ipotecaria (se trascrizione)200 € + 35 €No
Notaio (se trascrizione)Compenso libero, da preventivo scrittoNo

Registrazione e trascrizione

Sono due cose diverse, spesso confuse:

  • Registrazione all'Agenzia delle Entrate: è obbligatoria entro 30 giorni dalla stipula, anche per la scrittura privata (art. 13 D.P.R. 131/1986), ha finalità fiscali e conferisce data certa. Costo: 200 € + imposte proporzionali: il conto completo è nella guida su quanto costa registrare il compromesso.
  • Trascrizione nei registri immobiliari: si può fare solo se il preliminare è firmato davanti al notaio (atto pubblico o scrittura privata autenticata), e in quel caso è un obbligo: l'art. 2645-bis c.c. dice che questi preliminari «devono essere trascritti»: facoltativa è solo la scelta di andare dal notaio, salvo per le case da costruire viste sopra. La trascrizione rende il preliminare opponibile ai terzi: se il venditore prova a vendere ad altri, iscrivere ipoteche o subisce un pignoramento, l'acquirente trascritto ha priorità.

La trascrizione ha un costo: il bollo sale a 155 € e si aggiungono 200 € di imposta ipotecaria e 35 € di tassa ipotecaria (guida dell'Agenzia delle Entrate, ottobre 2025), oltre al compenso del notaio, da chiedere con un preventivo scritto (art. 9 D.L. 1/2012). Il Consiglio Nazionale del Notariato ritiene «molto opportuno» il preliminare notarile con acconti sostanziosi, tempi lunghi fino al rogito o un venditore che può fallire; per una casa da costruire, come visto sopra, il notaio è obbligatorio.

Compromesso e mutuo: le tutele

Se l'acquisto è finanziato da mutuo, conviene che il compromesso contenga la clausola sospensiva di concessione del mutuo: la legge non la impone, ma è la tutela che conta. Senza clausola, se la banca dice no l'acquirente rischia di perdere la caparra confirmatoria: il mancato mutuo non lo libera dall'obbligo di comprare.

Elementi minimi della clausola:

  1. Importo del mutuo richiesto (es. 150.000 €).
  2. Durata massima (es. 25 anni).
  3. Tasso massimo accettabile (es. TAN < 4,50%).
  4. Termine per la delibera, compatibile con i tempi della banca scritti nel suo foglio informativo.
  5. Data entro cui presenterai la domanda di mutuo.

Ottieni prima del compromesso una pre-delibera da parte della banca: dimostra che l'operazione è finanziabile sul tuo profilo e riduce il rischio di sorprese nell'istruttoria definitiva.

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Cosa succede se salta il compromesso

Gli effetti dipendono da chi si tira indietro e dalla presenza di clausole sospensive:

ScenarioConseguenza
Acquirente si tira indietro senza motivoPerde la caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.)
Venditore si tira indietro senza motivoRestituisce il doppio della caparra all'acquirente
Mutuo negato + clausola sospensivaCaparra restituita integralmente
Mutuo negato senza clausola sospensivaAcquirente rischia di perdere la caparra
Parte non inadempiente pretende il rogitoPuò chiedere sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c.

In alternativa alla trattenuta della caparra, se il venditore non si presenta al rogito la parte non inadempiente può agire in giudizio per l'esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c.: il giudice emette una sentenza che tiene luogo del contratto definitivo, trasferendo la proprietà anche contro la volontà della parte inadempiente. Sono cause lunghe.

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Le domande che ci fanno tutti

Si può fare il rogito senza compromesso?

Sì. Nessuna legge obbliga a firmare un preliminare: se le parti sono pronte, si può firmare subito il contratto definitivo dal notaio. Il compromesso serve quando il rogito non si può fare subito, per esempio perché chi compra aspetta il mutuo; in quel caso conviene firmarlo, con una clausola sospensiva sul finanziamento.

Qual è la differenza tra proposta d'acquisto e compromesso?

La proposta d'acquisto è la dichiarazione con cui chi vuole comprare si impegna a farlo a certe condizioni: finché il venditore non la accetta, vincola solo lui. Una volta accettata vincola tutti e due e, se contiene già gli elementi essenziali, vale come contratto preliminare: per l'Agenzia delle Entrate va registrata come tale. Il compromesso mette poi per iscritto, in modo completo, gli obblighi di entrambi.

Quanto costa il compromesso di una casa?

Per registrarlo: 200 € di imposta di registro, 16 € di bollo ogni 4 facciate e lo 0,50% sulla caparra confirmatoria e sugli acconti non soggetti a IVA, che si scala dall'imposta dovuta per il rogito. Se lo fa il notaio il bollo è di 155 € e, con la trascrizione, si aggiungono 200 € di imposta ipotecaria e 35 € di tassa ipotecaria (guida AdE, ottobre 2025), più il compenso del notaio, da farsi preventivare per iscritto.

Chi paga il compromesso della casa?

Le imposte di registrazione all'Agenzia delle Entrate le devono per legge tutte e due le parti, in solido (art. 57 D.P.R. 131/1986), ma di solito le paga chi compra, come il compenso del notaio se il preliminare si fa da lui. La provvigione dell'agenzia immobiliare, quando c'è, la pagano di solito sia il venditore sia il compratore, nella misura concordata con l'agenzia.

Quanto tempo passa tra compromesso e rogito?

Lo decidono le parti nel compromesso: nessuna legge fissa un termine. Se compri con il mutuo, la data del rogito deve lasciare il tempo per l'istruttoria e la delibera, e i tempi della tua banca sono scritti nel suo foglio informativo: guardali prima di firmare, perché un termine troppo corto rischia di farti arrivare al rogito senza delibera.

Il compromesso deve essere fatto dal notaio?

Di regola no: basta una scrittura privata fra le parti, anche preparata dall'agenzia. L'eccezione è la casa da costruire o da finire comprata da un costruttore, con il permesso di costruire chiesto dopo il 16 marzo 2019: lì il preliminare va fatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata (artt. 5 e 6 D.Lgs. 122/2005). Negli altri casi il notaio conviene con acconti alti o tempi lunghi, perché il preliminare fatto da lui va trascritto (art. 2645-bis c.c.) e protegge chi compra da vendite a terzi, ipoteche o pignoramenti.

Cosa succede se non registro il compromesso?

Oltre all'imposta paghi una sanzione del 120% dell'imposta dovuta, con un minimo di 250 €; se lo registri con un ritardo fino a 30 giorni scende al 45%, con un minimo di 150 € (art. 69 D.P.R. 131/1986), e con il ravvedimento operoso si riduce ancora. Il compromesso resta valido fra le parti: la registrazione serve al fisco e gli dà una data certa.

Cosa succede al compromesso se la banca non mi dà il mutuo?

Se nel preliminare avete inserito una clausola sospensiva di concessione del mutuo, il rifiuto della banca entro il termine pattuito fa cadere il contratto e la caparra viene restituita integralmente. Senza clausola sospensiva l'acquirente rischia di perdere la caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.), perché il mancato mutuo resta un suo rischio e non lo libera dall'obbligo di comprare.

GoMutuo · Redazione GoMutuo

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