Risposta rapida
La prima rata del mutuo si paga di solito fra uno e due mesi dopo il rogito. Di norma il piano di ammortamento, cioè il calendario delle rate che restituiscono capitale e interessi, parte il primo giorno del mese dopo la firma, e la prima rata scade un mese più tardi. Con il rogito il 16 novembre 2026 e le rate a fine mese, la prima arriva il 31 dicembre 2026, 45 giorni dopo.
Per i giorni fra il rogito e l'inizio del piano si pagano solo gli interessi, detti di preammortamento: con un piccolo addebito a parte oppure sommati alla prima rata, che allora risulta più alta delle successive. Il giorno esatto e il modo di pagarli li stabilisce il contratto, e cambiano da banca a banca. La formula di quegli interessi è nella nostra guida al preammortamento; qui c'è il calendario, con i conti su tre date di rogito.
Perché fra rogito e prima rata paghi solo interessi?
Fra il rogito e la prima rata paghi solo interessi perché la banca ti presta i soldi il giorno del rogito, mentre il piano di ammortamento di solito comincia all'inizio del mese successivo: per i giorni in mezzo devi gli interessi sul capitale ricevuto, senza restituire capitale. È il preammortamento tecnico, e serve a far scadere tutte le rate nello stesso giorno del mese.
Il modello di foglio informativo della Banca d'Italia per i mutui casa definisce così il tasso di questi giorni: «Il tasso degli interessi dovuti sulla somma finanziata per il periodo che va dalla data di stipula del finanziamento alla data di scadenza della prima rata» (Allegato 3 alle disposizioni di trasparenza della Banca d'Italia, nella legenda). Gli interessi partono quindi dalla firma, anche se la prima rata arriva settimane dopo.
Due conseguenze pratiche: più giorni separano il rogito dall'inizio del piano, più interessi paghi; e quegli interessi non riducono il debito, che a fine preammortamento è ancora tutto da restituire.
Quando scade la prima rata: il calendario dopo il rogito
La prima rata scade di solito un mese dopo l'avvio del piano, a fine mese o il primo del mese seguente: cioè fra 30 e 60 giorni dopo il rogito, secondo il giorno del mese in cui firmi. Con il rogito il 16 novembre 2026, in un contratto con le rate a fine mese, il calendario è questo:
- 16 novembre 2026, rogito ed erogazione: i soldi del mutuo vanno al venditore e da quel giorno corrono gli interessi.
- 30 novembre 2026, fine del preammortamento: maturano gli interessi di 15 giorni; se il contratto li fa pagare a parte, arriva un primo addebito di soli interessi.
- 1° dicembre 2026, inizio del piano: da qui ogni rata restituisce anche una parte del capitale.
- 31 dicembre 2026, prima rata: capitale e interessi del primo mese di piano, 45 giorni dopo il rogito.
Lo schema cambia da una banca all'altra: alcune fanno scadere le rate a fine mese, altre il primo del mese seguente, e alcune sommano gli interessi del preammortamento alla prima rata invece di addebitarli a parte. Se rogiti all'inizio del mese, il preammortamento dura quasi un mese e la prima rata arriva dopo circa due mesi; se rogiti a fine mese, dopo un mese o poco più.
Per il tuo caso, più della data conta l'importo che pagherai ogni mese per molti anni: con la simulazione gratuita di GoMutuo vedi in 6 minuti quanto puoi chiedere e quale rata regge il tuo reddito.
Quanto si paga la prima rata: tre date di rogito a confronto
La prima rata del piano è uguale alle altre, 779 € nell'esempio qui sotto: secondo il giorno del rogito cambiano solo gli interessi di preammortamento, da 63 a 458 €. Il conto è su un mutuo di 150.000 € a 25 anni al TAN fisso stimato del 3,84%, dove il TAN è il tasso d'interesse annuo del contratto: IRS a 25 anni, l'indice dei mutui a tasso fisso, al 3,543% (ICE Swap Rate, rilevazione: 8 ottobre 2026), più lo spread, il margine della banca, nella media stimata da GoMutuo (0,30%). Il piano parte a inizio dicembre, le rate sono mensili e scadono a fine mese, gli interessi di preammortamento hanno lo stesso tasso del mutuo e si contano sui giorni effettivi, su 365 giorni: la convenzione della tua banca è scritta nel contratto.
| Giorno del rogito | Giorni di preammortamento | Interessi di preammortamento | Prima rata (31 dicembre 2026) con gli interessi pagati a parte | Prima rata (31 dicembre 2026) con gli interessi sommati |
|---|---|---|---|---|
| 2 novembre 2026 | 29 | 458 € | 779 € | 1.236 € |
| 16 novembre 2026 | 15 | 237 € | 779 € | 1.015 € |
| 27 novembre 2026 | 4 | 63 € | 779 € | 842 € |
Fra il rogito il 2 e quello il 27 dello stesso mese ballano 395 € di interessi, con la stessa rata. Quegli interessi pagano giorni in cui i soldi della banca erano già passati al venditore: per questo li devi prima ancora della prima rata.
Della prima rata da 779 €, 480 € sono interessi del primo mese e 299 € capitale. Nel piano alla francese, che la Banca d'Italia indica come il più diffuso in Italia, all'inizio si pagano soprattutto interessi e la quota di capitale cresce rata dopo rata.
Perché la prima rata è più alta (o più bassa) delle altre?
La prima rata è più alta delle altre quando il contratto le somma gli interessi di preammortamento; se invece li addebita a parte, il primo addebito è più basso della rata.
Nell'esempio, con il rogito il 2 novembre 2026 e gli interessi sommati, la prima rata è di 1.236 €, il 59% in più dei 779 € delle altre. Con gli interessi a parte, il 30 novembre 2026 arriva un addebito di 458 € e il 31 dicembre 2026 la prima rata piena. Se il primo estratto conto non torna, confrontalo con il piano di ammortamento: la differenza dovrebbe essere quella degli interessi dei primi giorni.
Ci sono poi due motivi che con il preammortamento non c'entrano. Con il tasso variabile la prima rata usa l'indice rilevato alla data indicata nel contratto; con l'ammortamento all'italiana, a quota capitale costante, la prima rata è la più alta del piano, perché le rate scendono ogni mese.
Prima rata dopo 3, 6 o 12 mesi: quando succede?
La prima rata arriva dopo tre o sei mesi quando le rate sono trimestrali o semestrali, e dopo diversi mesi quando il prodotto prevede un periodo iniziale di soli interessi o di rate sospese. Con un normale mutuo a rate mensili arriva invece uno o due mesi dopo il rogito.
La cadenza la fissa il piano di ammortamento, che secondo la guida della Banca d'Italia sul mutuo ipotecario (versione di febbraio 2026) stabilisce fra l'altro «la periodicità delle singole rate (mese, trimestre, semestre)». Con rate trimestrali la prima scade tre mesi dopo l'inizio del piano, con rate semestrali sei mesi dopo, e ogni rata pesa di più perché copre più mesi.
Un rinvio più lungo esiste solo come opzione di alcuni prodotti, da scegliere alla firma. Nei fogli informativi si incontrano due forme: un preammortamento più lungo, con rate di soli interessi ogni mese, oppure una sospensione iniziale, in cui per un periodo non paghi nulla e gli interessi maturati vengono recuperati con le rate successive. In entrambi i casi gli interessi corrono dal rogito e il capitale resta fermo: il rinvio sposta la spesa, e alla fine di interessi se ne pagano di più.
Un caso a sé è il mutuo per costruire o ristrutturare con erogazione a tranche: finché il cantiere non finisce di solito si pagano solo gli interessi sulle somme ricevute, e il piano parte dopo l'ultima erogazione. Tempi e costi sono nella guida al mutuo a stato avanzamento lavori.
Si può posticipare la prima rata?
Dopo la firma la prima rata non si può posticipare, se il contratto non lo prevede: la sua data è una clausola del contratto, e la banca non è tenuta a spostarla. Prima della firma, invece, hai due leve.
- Il giorno del rogito. Firmare verso fine mese non sposta la prima rata, ma taglia gli interessi di preammortamento: nell'esempio da 458 € a 63 €. La data va concordata con venditore e notaio, e la delibera della banca deve essere già pronta.
- Il prodotto. Se nei primi mesi ti serve respiro, per esempio perché paghi ancora l'affitto, chiedi durante l'istruttoria se il mutuo prevede un periodo iniziale di soli interessi o di rate sospese. Costa di più in interessi, e va scelto prima della stipula.
Non serve, invece, il Fondo di solidarietà per i mutui prima casa, il cosiddetto Fondo Gasparrini. La pagina delle domande frequenti di Consap, che lo gestisce, è esplicita: «Dal 10 aprile 2022 l'accesso al Fondo è consentito esclusivamente per i mutui in ammortamento da almeno un anno». Il Fondo interviene più avanti, per chi ha perso il lavoro o vissuto uno degli altri eventi previsti: requisiti e conti sono nella guida alla sospensione delle rate con il Fondo Gasparrini.
Dove leggere data e importo prima di firmare
Cadenza, importo e data della prima rata, e il modo in cui si pagano gli interessi dei primi giorni, si ricostruiscono da tre documenti, da guardare in quest'ordine: il foglio informativo, il PIES e la bozza del contratto.
- Foglio informativo. È il documento con le condizioni generali del prodotto, che le banche pubblicano anche sul proprio sito; per i mutui casa si intitola «Informazioni generali sul credito immobiliare offerto a consumatori». Cerca le voci «Tasso di interesse di preammortamento» e «Periodicità delle rate» e, fra i tempi di erogazione, «Disponibilità dell'importo», dove la banca scrive il tempo massimo fra la stipula e la messa a disposizione dei soldi: sono tutte voci del modello della Banca d'Italia.
- PIES. Il Prospetto informativo europeo standardizzato è il modulo con le condizioni personalizzate che la banca deve consegnarti prima che tu sia vincolato da un contratto o da un'offerta. La sezione 5 riporta frequenza e numero delle rate. La sezione 7, quando il tasso è fisso per tutta la durata, contiene una tabella di ammortamento in cui, come prevede il modello del PIES, «per il primo anno di rimborso le informazioni sono fornite in relazione a ciascuna rata».
- Bozza del contratto. È la minuta: qui ci sono le clausole sul preammortamento e sull'ammortamento, cioè da quando parte il piano, in che giorno scadono le rate e come si pagano gli interessi dei primi giorni. Non serve aspettare il notaio per leggerla. L'art. 120-novies del Testo unico bancario stabilisce che l'offerta vincolante, quella che la banca non può più cambiare mentre decidi, «include la bozza del contratto di credito» (comma 4), e ti riconosce almeno sette giorni di riflessione prima di firmare (comma 3).
Se la bozza non è chiara, chiedi alla banca per iscritto in che giorno scade la prima rata e se gli interessi di preammortamento si pagano a parte o insieme alla prima rata: bastano due righe di risposta per evitare sorprese sul primo estratto conto.
Alcuni casi particolari
- Soldi erogati dopo il rogito. Se la banca mette a disposizione la somma qualche giorno dopo la firma, chiedi da quale data corrono gli interessi di preammortamento: il modello della Banca d'Italia parla di data di stipula, ma decide il tuo contratto. Come funzionano l'erogazione contestuale e quella differita lo spieghiamo a parte.
- Rogito il primo del mese. Se il contratto fa partire il piano dal giorno dell'erogazione, il preammortamento dura zero giorni e la prima rata arriva un mese dopo, senza interessi in più.
- Tasso variabile. Il calendario è lo stesso del fisso, cambia l'importo. Al TAN variabile stimato di oggi, 3,14% (Euribor a 3 mesi al 2,642%, fonte EMMI, rilevazione: 8 ottobre 2026, più uno spread medio stimato di 0,50%), la rata dello stesso mutuo è di 722 €, e cambia alle scadenze previste dal contratto.
- Prima rata non addebitata. Capita se il conto o l'autorizzazione all'addebito non sono ancora attivi. La rata risulta comunque scaduta e, secondo la guida della Banca d'Italia, gli interessi di mora «decorrono dal giorno della scadenza fino al pagamento della rata»: chiedi subito alla banca come pagarla; se il disguido dipende dalla banca, contesta per iscritto mora e spese. Il resto è nella guida su cosa succede se la rata non viene addebitata.




