La risposta in breve
Quando la rata non viene addebitata, quasi sempre il motivo è tecnico e banale: fondi insufficienti sul conto il giorno dell'incasso. L'ordine di addebito SEPA Direct Debit viene rifiutato dalla banca del pagatore e la rata risulta insoluta dalla data di scadenza, non dal giorno in cui te ne accorgi. Da quel momento decorrono gli interessi di mora previsti dal contratto e, di norma, una commissione di insoluto.
La buona notizia è che un singolo mancato addebito, regolarizzato in pochi giorni, ha conseguenze contenute: costi contrattuali, nessuna segnalazione visibile agli altri operatori. Le cose cambiano se l'insoluto si accumula: le soglie rilevanti sono 120 giorni o 4 rate per la visibilità nei sistemi di informazioni creditizie e 7 rate per la decadenza dal beneficio del termine nei mutui fondiari.
Perché l'addebito salta
Le rate del mutuo vengono incassate tramite mandato SDD (SEPA Direct Debit) sul conto che hai indicato. L'operazione può essere rifiutata per cause diverse, e distinguerle è il primo passo per capire cosa fare:
- Fondi insufficienti. La causa più frequente. La banca del pagatore rifiuta l'incasso e genera una cosiddetta R-transaction, con un codice motivo standardizzato.
- Mandato SDD non più valido. Conto chiuso, IBAN cambiato dopo una migrazione o una fusione bancaria, mandato revocato per errore in home banking.
- Blocco o sequestro sul conto. Un pignoramento o una misura restrittiva impedisce l'addebito, indipendentemente dal saldo.
- Errore operativo dell'istituto. Meno comune, ma esiste: incasso non presentato, importo errato, disallineamento dopo una variazione contrattuale.
La distinzione conta perché nel primo caso il rimedio è tuo (versare e pagare le spese), negli ultimi due il tema è la corretta imputazione della responsabilità e, se ci sono stati costi o segnalazioni, la loro rettifica.
Cosa ti costa un insoluto
Due componenti: commissione di insoluto e interessi di mora. Gli interessi moratori trovano base civilistica nell'art. 1224 c.c. e devono essere pattuiti nel contratto; gli artt. 116 e 117 del TUB impongono che tassi e costi siano pubblicizzati e indicati per iscritto, foglio informativo compreso.
Qui applichiamo una regola di prudenza: non esiste una commissione di insoluto "standard" né un tasso di mora medio da citare. Sono valori contrattuali che variano per istituto e per prodotto. Se vuoi sapere quanto ti costa saltare una rata, l'unica fonte affidabile è il tuo contratto o il foglio informativo: qualunque cifra letta online e non riferita al tuo mutuo è una stima senza valore. Per una visione d'insieme delle voci che pesano su un finanziamento, resta utile la guida sul costo totale del mutuo.
La sequenza giorno per giorno
- Giorno 0 — tentativo di addebito. Se i fondi non bastano, l'incasso viene rifiutato e la rata è insoluta.
- Giorni immediatamente successivi — decorrono mora e commissioni secondo contratto. Molti istituti ritentano l'incasso o inviano un sollecito: la tempistica non è standardizzata per legge.
- Prima di qualunque segnalazione — la banca deve inviarti un preavviso scritto. È un obbligo previsto dal codice di condotta per i SIC approvato dal Garante Privacy.
- Dal 60° giorno o 2 rate — possibile visibilità nei SIC di tipo misto, che trattano anche informazioni positive.
- Dal 120° giorno o 4 rate mensili non regolarizzate — possibile segnalazione nei SIC di tipo negativo.
- 7 rate impagate, anche non consecutive — decadenza dal beneficio del termine ex art. 40 c.2 TUB per i mutui fondiari.
Se il ritardo è di pochi giorni e isolato, lo scenario è molto più lineare di così: lo abbiamo dettagliato nella guida su cosa succede pagando la rata con pochi giorni di ritardo.
Segnalazioni: SIC e Centrale Rischi
Sono due mondi diversi, spesso confusi. I SIC (CRIF, Experian, CTC e altri) sono banche dati private disciplinate dal codice di condotta approvato dal Garante Privacy: prevedono il preavviso scritto al cliente prima della prima segnalazione, le soglie temporali viste sopra e tempi di conservazione precisi — 12 mesi per ritardi regolarizzati fino a 2 rate, 24 mesi oltre 2 rate, fino a 36 mesi dalla scadenza contrattuale per gli inadempimenti mai sanati.
La Centrale dei Rischi di Banca d'Italia segue invece logiche di vigilanza e classificazioni proprie del rapporto tra intermediari e Banca d'Italia. Non è la stessa cosa di una segnalazione CRIF, e non ha gli stessi effetti immediati sull'accesso al credito al consumo. Se il ritardo è già diventato una segnalazione e devi ricostruire la tua posizione, il punto di partenza è capire come le banche leggono questi dati: ne parliamo in mutuo da cattivo pagatore e in mutuo dopo la cancellazione delle segnalazioni.
La soglia delle 7 rate
È il numero da ricordare. L'art. 40, comma 2, del TUB prevede che, per i mutui fondiari, la banca possa invocare come causa di risoluzione il ritardato pagamento quando questo si sia verificato almeno sette volte, anche non consecutive. Superata quella soglia si perde il beneficio della rateizzazione: l'istituto può chiedere l'intero debito residuo e attivare le procedure di recupero sulla garanzia ipotecaria.
Prima di arrivare lì esistono strumenti da valutare: rinegoziazione, allungamento del piano, sospensione. Se la difficoltà è temporanea e legata a un evento specifico, verifica se rientri nei presupposti del Fondo di solidarietà per la sospensione delle rate: agire in anticipo cambia radicalmente le opzioni disponibili.
Se la colpa non è tua
Caso concreto: hai cambiato conto, hai comunicato il nuovo IBAN, ma l'addebito continua ad andare sul vecchio e risulta insoluto. Oppure l'incasso non è mai stato presentato per un disallineamento interno. Qui la strada è il reclamo scritto all'ufficio reclami della banca, con richiesta di annullamento di spese e mora e di rettifica di eventuali segnalazioni.
Se la risposta non arriva o non è soddisfacente, resta l' Arbitro Bancario Finanziario, competente per controversie su operazioni e servizi bancari fino a 200.000 euro e per fatti non anteriori al sesto anno precedente al ricorso, previo reclamo all'intermediario. Sui termini precisi di risposta al reclamo e di presentazione del ricorso conviene consultare le disposizioni ABF pubblicate da Banca d'Italia al momento in cui ti muovi: sono dettagli procedurali che non vale la pena ricostruire a memoria.
Cosa fare subito
- Verifica il motivo del rifiuto. Home banking o filiale ti dicono se l'incasso è stato rifiutato per fondi o per mandato non valido: sono due problemi diversi.
- Regolarizza il prima possibile. Prima si chiude l'insoluto, minore è l'impatto in termini di mora e di rischio segnalazione.
- Aggiorna il mandato SDD se hai cambiato conto, e conferma per iscritto la variazione.
- Conserva le prove di versamenti, comunicazioni e preavvisi ricevuti: sono la base di un eventuale reclamo.
- Se la difficoltà è strutturale, non aspettare. Valuta rinegoziazione o surroga per abbassare la rata: puoi partire da una simulazione su GoMutuo e poi confrontarti con un consulente sulle opzioni concrete.
Domande frequenti
Qui sotto le risposte sintetiche alle domande che riceviamo più spesso su insoluti, mora e segnalazioni. Il principio da tenere presente è semplice: un insoluto isolato è un incidente gestibile, la sequenza di insoluti è ciò che cambia il rapporto con la banca.



