Preammortamento mutuo: cos'è, come funziona e come si calcolano gli interessi (2026)

Il preammortamento mutuo è il periodo iniziale in cui il mutuatario paga solo gli interessi sul capitale erogato, senza rimborsare quota capitale. Dura tipicamente da 1 a 6 mesi (preammortamento tecnico, per allineare la rata al primo giorno del mese successivo all'erogazione) oppure diversi anni (preammortamento sostanziale, tipico di mutui SAL per ristrutturazione o costruzione). Gli interessi si calcolano con la formula: Capitale × TAN × giorni / 36.500. In fase di preammortamento la rata è più bassa ma non riduce il debito residuo: l'ammortamento vero e proprio inizia solo alla fine di questo periodo.

GoMutuoaggiornato il 8 min di lettura
Calendario editoriale con i primi mesi evidenziati in giallo e grafico crescente delle rate del mutuo — illustrazione beige con accenti verdi

Il preammortamento mutuo è il periodo iniziale in cui paghi solo gli interessi sul capitale erogato, senza rimborsare quota capitale. Dura tipicamente 1-6 mesi (preammortamento tecnico, per allineare la rata al primo del mese) oppure mesi-anni (preammortamento sostanziale, tipico dei mutui SAL). Gli interessi si calcolano con la formula Capitale × TAN × giorni / 36.500. Durante il preammortamento il debito residuo non si riduce: l'ammortamento vero e proprio inizia solo alla fine di questa fase.

In questa guida vediamo cos'è nel dettaglio, la differenza tra preammortamento tecnico e sostanziale, come si calcolano gli interessi (con esempio pratico su 150.000 €), quando si inizia davvero a pagare il mutuo, come evitarlo o ridurlo e come portarlo in detrazione nel 730.

Cosa significa preammortamento

Il preammortamento è la fase iniziale del piano di ammortamento di un mutuo, durante la quale il mutuatario versa alla banca solo gli interessi maturati sul capitale erogato, senza rimborsare la quota capitale. È una fase "cuscinetto" tra la data del rogito (quando la banca eroga i soldi al notaio) e la partenza formale del piano di ammortamento.

Il termine "pre-ammortamento" indica proprio che ci si trova prima dell'ammortamento vero e proprio: il debito residuo resta invariato, la rata è più bassa (solo interessi), ma non si sta riducendo la somma dovuta alla banca.

Preammortamento tecnico vs preammortamento sostanziale

Le banche italiane applicano due tipologie diverse di preammortamento, con logica e durata molto differenti:

  • Preammortamento tecnico (o "di sfasatura"): dura tipicamente da 1 giorno a 1 mese, al massimo 3-6 mesi. Serve unicamente ad allineare la scadenza della prima rata di ammortamento al primo giorno del mese successivo all'erogazione. È automatico e presente in quasi tutti i mutui.
  • Preammortamento sostanziale (o "contrattuale"): pattuito contrattualmente, può durare mesi o anni. È tipico dei mutui SAL (Stato Avanzamento Lavori) per costruzione o ristrutturazione: la banca eroga tranche di capitale via via che i lavori procedono, e il cliente paga interessi solo sul capitale già erogato. L'ammortamento parte al termine dei lavori.

Il preammortamento sostanziale è utile perché evita di pagare rate piene di ammortamento su capitale che non è ancora stato interamente messo a disposizione. Va però negoziato con attenzione: più lungo è il preammortamento, più aumenta il costo complessivo del mutuo.

Come si calcolano gli interessi di preammortamento

Gli interessi di preammortamento seguono la formula degli interessi semplici sull'anno civile (365 giorni):

Interessi = Capitale × TAN × giorni / 36.500

Dove:

  • Capitale = importo effettivamente erogato dalla banca.
  • TAN = Tasso Annuo Nominale contrattuale (in decimali: 3,60% = 0,036).
  • giorni = numero di giorni di preammortamento (dalla data di erogazione al giorno che precede l'inizio del piano di ammortamento).

Alcune banche usano l'anno commerciale (360 giorni) al posto dell'anno civile: la formula diventa allora Capitale × TAN × giorni / 36.000. La differenza è marginale ma va verificata sul contratto e sul PIES (Prospetto Informativo Europeo).

Esempio pratico su un mutuo da 150.000 €

Ipotesi: mutuo prima casa da 150.000 €, TAN fisso 3,60%, erogato il 20 marzo, prima rata di ammortamento il 1° maggio (rata di preammortamento addebitata il 1° aprile).

  • Giorni di preammortamento: dal 20/03 al 31/03 = 11 giorni.
  • Interessi = 150.000 × 0,036 × 11 / 36.500 = 162,74 €.
  • Rata di preammortamento addebitata il 1° aprile: 162,74 €.

Confronto: mutuo erogato invece il 3 marzo (stessa scadenza prima rata 1° maggio, quindi rata preammortamento 1° aprile):

  • Giorni di preammortamento: dal 03/03 al 31/03 = 28 giorni.
  • Interessi = 150.000 × 0,036 × 28 / 36.500 = 414,25 €.

Differenza: quasi 252 € in più solo per aver fatto il rogito a inizio mese invece che a fine mese. È una delle poche variabili di costo che il mutuatario può decidere direttamente, semplicemente scegliendo la data del rogito notarile.

Quando si inizia a pagare il mutuo

Il calendario tipico di un mutuo appena erogato è questo:

  1. Giorno del rogito: la banca eroga il capitale al notaio, che gira l'importo al venditore. Da questo momento maturano interessi di preammortamento.
  2. 1° giorno del mese successivo: parte formalmente il piano di ammortamento (calcolo prima rata).
  3. 1° giorno del secondo mese successivo: viene addebitata la rata di preammortamento (solo interessi) calcolata sui giorni di sfasatura.
  4. 1° giorno del terzo mese: prima rata piena di ammortamento (quota capitale + quota interessi). Da qui in poi il debito residuo inizia a scendere.

Alcune banche accorpano la rata di preammortamento alla prima rata di ammortamento, addebitando un unico importo maggiorato. Il contratto e il PIES devono specificare esattamente la modalità.

Come evitare o ridurre il preammortamento

Il preammortamento tecnico non si può eliminare del tutto (salvo casi rari di erogazione il primo giorno del mese), ma si può minimizzare:

  • Fissa il rogito a fine mese: se l'atto notarile è il 30 o il 31, i giorni di preammortamento sono 1-2 e gli interessi da pagare sono trascurabili.
  • Chiedi la capitalizzazione degli interessi: alcune banche permettono di "spalmare" gli interessi di preammortamento all'interno del piano di ammortamento, evitando l'addebito iniziale.
  • Verifica il metodo di calcolo: pretendi che sia usato l'anno civile (365 giorni) invece dell'anno commerciale (360), a parità di TAN gli interessi sono leggermente più bassi.
  • Negozia il TAN prima: ogni 0,10% in meno di TAN riduce anche gli interessi di preammortamento, oltre a quelli del piano principale.

Nei mutui SAL il preammortamento sostanziale è funzionale al prodotto e non si può evitare. Va però contrattualizzato con precisione: durata massima, condizioni di uscita anticipata, conversione automatica in ammortamento a fine lavori.

Detrazione degli interessi di preammortamento nel 730

Gli interessi di preammortamento sono a tutti gli effetti interessi passivi del mutuo e rientrano nella detrazione IRPEF del 19% prevista dall'art. 15 TUIR per l'acquisto dell'abitazione principale, entro il tetto complessivo di 4.000 €/anno.

Vanno indicati insieme agli interessi ordinari nel rigo E7 del modello 730 (o RP7 del modello Redditi PF) e sono certificati dalla banca nella comunicazione annuale interessi. Per la seconda casa e per gli immobili diversi dall'abitazione principale la detrazione non spetta. Per capire le differenze tra le due tipologie leggi anche preammortamento tecnico vs finanziario.

Fonti autorevoli: Banca d'Italia — Trasparenza Bancaria; Agenzia delle Entrate — Modello 730.

Domande frequenti

Cosa significa preammortamento mutuo?

Il preammortamento mutuo è la fase iniziale del finanziamento durante la quale il mutuatario versa alla banca esclusivamente la quota interessi calcolata sul capitale erogato, senza alcuna quota di rimborso del capitale. Serve a coprire il periodo tra la data di erogazione e l'inizio effettivo del piano di ammortamento, che tipicamente parte il primo giorno del mese successivo. Durante il preammortamento il debito residuo rimane invariato: si inizia a ridurlo solo con la prima rata di ammortamento vera e propria.

Come funziona il preammortamento di un mutuo?

Il preammortamento funziona così: la banca eroga il capitale al notaio nel giorno del rogito. Da quella data fino all'inizio del piano di ammortamento (di solito il primo giorno del mese successivo), il mutuatario paga solo gli interessi maturati giorno per giorno. Se il mutuo è erogato il 15 di un mese, il preammortamento dura circa 15-16 giorni; se erogato il 2, dura quasi un mese intero. Nei mutui SAL (Stato Avanzamento Lavori) il preammortamento può durare mesi o anni, coincidendo con la fase di costruzione.

Come si calcolano gli interessi di preammortamento?

Gli interessi di preammortamento si calcolano con la formula: Interessi = Capitale × TAN × giorni / 36.500 (usando l'anno civile di 365 giorni). Esempio: mutuo da 150.000 € con TAN 3,60% erogato il 20 del mese, preammortamento fino al 1° del mese successivo (10 giorni). Interessi = 150.000 × 0,036 × 10 / 365 = 147,95 €. Su un mutuo da 200.000 € al 4% con 25 giorni di preammortamento gli interessi ammontano a 547,95 €. La banca li trattiene dall'erogazione o li addebita con la prima rata.

Che differenza c'è tra preammortamento tecnico e sostanziale?

Il preammortamento tecnico dura da 1 a 6 mesi e serve unicamente ad allineare la rata alla scadenza contrattuale (di solito il primo giorno del mese): il cliente paga solo gli interessi maturati sui giorni di sfasamento. Il preammortamento sostanziale invece è pattuito contrattualmente e può durare anche 2-3 anni: è tipico dei mutui SAL (Stato Avanzamento Lavori) per costruzione o ristrutturazione, dove la banca eroga tranche successive e il cliente paga interessi solo sul capitale via via erogato, iniziando l'ammortamento a fine lavori.

Quando si inizia a pagare la rata piena del mutuo?

La prima rata piena (quota capitale + quota interessi) si inizia a pagare al termine del preammortamento, cioè tipicamente il primo giorno del mese successivo all'erogazione. Se il mutuo è stato erogato il 15 marzo con scadenza mensile, la prima rata di ammortamento sarà il 1° maggio (con la rata di preammortamento pagata il 1° aprile). Nei mutui SAL la prima rata piena parte al termine dei lavori, quando l'intero capitale è stato erogato.

Come si può evitare il preammortamento?

Il preammortamento tecnico si può ridurre a zero (o quasi) scegliendo la data del rogito notarile a ridosso di fine mese: se l'atto è fissato per il 30 o 31, la fase di preammortamento dura 1-2 giorni e gli interessi da pagare sono minimi. Alcune banche offrono l'opzione di capitalizzare gli interessi di preammortamento nel piano di ammortamento (senza addebito iniziale). Il preammortamento sostanziale non si può evitare: è connaturato ai mutui SAL. Meglio negoziarne la durata più breve possibile.

Gli interessi di preammortamento sono detraibili nel 730?

Sì. Gli interessi di preammortamento sono equiparati agli interessi passivi del mutuo e rientrano nella detrazione IRPEF del 19% prevista dall'art. 15 TUIR per l'acquisto dell'abitazione principale, entro il tetto complessivo di 4.000 €/anno di interessi + oneri accessori. Vanno indicati nel rigo E7 del 730 (o RP7 di Redditi PF) e certificati dalla banca nella comunicazione annuale interessi. Per la seconda casa la detrazione non spetta.

Il preammortamento aumenta il costo totale del mutuo?

Sì, marginalmente. Gli interessi di preammortamento sono un costo aggiuntivo rispetto agli interessi del piano di ammortamento ordinario, perché coprono un periodo extra durante il quale il capitale è già erogato. Su un mutuo medio l'impatto è tipicamente di 100-600 €, incluso obbligatoriamente nel calcolo del TAEG. Per confrontare due offerte correttamente guarda sempre il TAEG (che ingloba il preammortamento) e non solo il TAN nominale.

Scritto da
GoMutuo
Redazione GoMutuo

Contenuti informativi redatti dalla redazione di GoMutuo sulla base di informazioni pubbliche reperibili online, normativa vigente e fonti ufficiali. Le informazioni hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza personalizzata.

Continua a leggere