Sospensione mutuo: risposta rapida
La sospensione della rata del mutuo prima casa è prevista dal Fondo di solidarietà per i mutui prima casa (c.d. Fondo Gasparrini, istituito dall'art. 2, comma 475, L. 244/2007, regolato dal D.M. 132/2010 e gestito da Consap). Permette di fermare le rate fino a 18 mesi se perdi il lavoro, anche a termine, se vieni sospeso o hai l'orario ridotto per almeno 30 giorni lavorativi, in caso di morte o di handicap grave. Durante la sospensione il Fondo paga alla banca il 50% degli interessi; l'altra metà resta a tuo carico. Requisiti chiave: mutuo prima casa erogato per non più di 250.000 €, in ammortamento da almeno un anno, e ISEE fino a 30.000 €.
Cos'è il Fondo Gasparrini
Il Fondo Gasparrini è un fondo pubblico istituito presso il MEF e gestito da Consap, che aiuta chi è in difficoltà temporanea a pagare il mutuo della casa in cui abita. Non regala soldi e non cancella il debito: le rate si fermano per un periodo definito e lo Stato paga una parte degli interessi maturati nel frattempo. La sospensione non comporta commissioni né spese di istruttoria, e la banca non può chiedere garanzie aggiuntive.
Dal 1° gennaio 2024 valgono le regole ordinarie: le misure straordinarie del periodo Covid, come l'accesso per gli autonomi e per i mutui fino a 400.000 €, non sono state prorogate.
Quali eventi danno diritto alla sospensione
La legge li elenca in modo tassativo: secondo l'art. 2, comma 479, della L. 244/2007 l'ammissione «è subordinata esclusivamente all'accadimento di almeno uno dei seguenti eventi», che devono essere successivi alla stipula del mutuo e avvenuti nei tre anni prima della domanda. Con un mutuo cointestato basta che l'evento riguardi uno dei mutuatari.
| Evento | Durata massima della sospensione | Cosa allegare |
|---|---|---|
| Fine di un lavoro a tempo indeterminato, con disoccupazione in corso | Fino a 18 mesi | Lettera di licenziamento, oppure i documenti delle dimissioni per giusta causa |
| Fine di un contratto a tempo determinato, con disoccupazione in corso | Fino a 18 mesi | Copia del contratto o della proroga ed eventuali comunicazioni di interruzione |
| Fine di una collaborazione o di un rapporto di agenzia (art. 409, n. 3, c.p.c.), con disoccupazione in corso | Fino a 18 mesi | Copia del contratto ed eventuali comunicazioni di recesso |
| Sospensione dal lavoro per almeno 30 giorni lavorativi consecutivi, per esempio in cassa integrazione | 6 mesi se lo stop dura da 30 a 150 giorni lavorativi, 12 da 151 a 302, 18 oltre | Autorizzazione al sostegno del reddito, oppure la richiesta del datore, oppure una sua dichiarazione con i giorni di sospensione |
| Riduzione dell'orario di almeno il 20% per almeno 30 giorni lavorativi consecutivi | Come per la sospensione dal lavoro | Gli stessi documenti, con i giorni di riduzione |
| Morte del mutuatario | Fino a 18 mesi | Basta il modulo di domanda |
| Handicap grave (art. 3, comma 3, L. 104/1992) o invalidità civile dall'80% | Fino a 18 mesi | Certificato della commissione ASL |
Il limite complessivo resta di 18 mesi in tutta la vita del mutuo, e contano anche le sospensioni che la banca ti ha già concesso per conto suo. Non danno diritto alla sospensione le dimissioni senza giusta causa, la risoluzione consensuale, il pensionamento per limiti di età, il licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo, cioè disciplinare, né le difficoltà economiche generiche.
Requisiti mutuo e ISEE
Oltre all'evento, alla data della domanda servono questi requisiti:
- Mutuo per l'abitazione principale: sei proprietario della casa, che è la tua abitazione principale e non rientra nelle categorie di lusso A/1, A/8 e A/9. Se il mutuo era per acquisto e ristrutturazione, si sospende solo la parte che riguarda l'acquisto; i mutui solo per ristrutturazione o liquidità, e quelli per costruire la casa, restano fuori. Vedi agevolazioni prima casa.
- Importo erogato fino a 250.000 €: conta quanto la banca ti ha prestato all'inizio, non il debito residuo di oggi. Il D.M. 132/2010 chiede un mutuo «di importo erogato non superiore a 250 mila euro, in ammortamento da almeno un anno»: se ti hanno erogato 280.000 € e oggi ne devi 200.000, la domanda non è ammessa.
- In ammortamento da almeno un anno: la regola vale dal 10 aprile 2022, ricordano le FAQ di Consap.
- ISEE del nucleo fino a 30.000 €, con l'attestazione allegata alla domanda.
- Nessun ritardo oltre 90 giorni consecutivi quando presenti la domanda, nessuna decadenza dal beneficio del termine o risoluzione del contratto, nessuna procedura esecutiva avviata da terzi sulla casa.
- Niente agevolazioni pubbliche sul mutuo e nessuna assicurazione che copra lo stesso evento e rimborsi le rate del periodo. Se la polizza per la perdita del lavoro non è più attiva, la domanda si può fare, anche per i mesi che mancano ai 18.
Il tasso, fisso o variabile, non conta, e si può sospendere anche un mutuo arrivato con una surroga. Se il mutuo è cointestato, basta che l'evento colpisca uno dei cointestatari, e gli altri firmano il modulo.
Come funziona: durata, interessi, piano di ammortamento
Durante il periodo di sospensione non paghi nessuna rata, né capitale né interessi. Il debito residuo resta fermo, ma continua a produrre interessi, e la legge dice chi li paga:
- Il 50% lo paga il Fondo: secondo l'art. 2, comma 478, della L. 244/2007 il Fondo provvede al pagamento degli interessi compensativi «nella misura pari al 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione».
- L'altro 50% resta a tuo carico: durante la sospensione la banca non può chiedertelo, precisano le FAQ di Consap. La legge non dice come lo restituirai dopo: chiedi alla banca di mettertelo per iscritto quando presenti la domanda.
- Il mutuo si allunga: la durata del contratto e delle garanzie è prorogata di un periodo uguale alla sospensione, e alla fine «il pagamento delle rate riprende secondo gli importi e con la periodicità originariamente previsti dal contratto». Se sospendi 12 mesi su un mutuo con 15 anni residui, finisci di pagare un anno più tardi, con la stessa rata di prima.
È un rinvio: il debito resta tutto, e metà degli interessi del periodo la paghi tu. Per un ordine di grandezza del debito che resta, vedi come si calcola il capitale residuo.
Esempio numerico
Ipotesi: mutuo prima casa di 180.000 € a 30 anni, a tasso fisso del 3,20% (tasso ipotetico di un mutuo già in corso), con una rata di circa 778 €. Dopo 3 anni chi l'ha preso perde il lavoro e chiede 18 mesi di sospensione, con un debito residuo di circa 168.739 €.
| Voce | Valore stimato |
|---|---|
| Interessi maturati in 18 mesi sul debito residuo | ~ 8.099 € |
| Pagati dal Fondo Gasparrini (50%) | ~ 4.050 € |
| A carico del mutuatario (50%) | ~ 4.050 € |
| Rate non pagate durante la sospensione | ~ 14.012 € |
| Rata dopo la sospensione | ~ 778 €, la stessa di prima |
| Fine del mutuo | 18 mesi più tardi |
In 18 mesi non paghi circa 14.012 € di rate, e la sospensione ti costa la tua metà degli interessi, circa 4.050 €. Accumulare rate non pagate costa di più e può portare a una segnalazione in CRIF.
Come si presenta la domanda
- Scarica il modulo dalla pagina Procedura e modulistica del Fondo: è uno solo per tutti gli eventi, e ci indichi per quanti mesi chiedi la sospensione.
- Raccogli i documenti: documento d'identità (per i cittadini extra UE passaporto e permesso di soggiorno), attestazione ISEE e la prova dell'evento indicata nella tabella sopra. In caso di morte del mutuatario basta il modulo.
- Presenta la domanda alla banca dove paghi le rate: ti rilascia una ricevuta, controlla i documenti e trasmette la domanda a Consap per via telematica.
- Attendi l'esito: la banca invia a Consap i documenti entro 10 giorni dalla registrazione della domanda, e Consap comunica l'esito entro 15 giorni solari da quando li riceve. Se la risposta è no, la banca ti deve spiegare il motivo.
Finché la sospensione non è concessa, le rate restano dovute. Se sei già in ritardo puoi comunque chiederla, purché il ritardo non superi 90 giorni consecutivi: le rate scadute possono rientrare nella domanda e, dal momento della sospensione, su di esse non maturano interessi di mora. Cosa fare nei primi mesi dopo un licenziamento lo spiega la guida su cosa succede al mutuo se perdi il lavoro.
Alternative se non hai i requisiti Gasparrini
Se il mutuo è stato erogato per più di 250.000 €, l'ISEE supera 30.000 €, il mutuo è in ammortamento da meno di un anno o il tuo caso non è fra gli eventi previsti, restano gli accordi con la banca:
- Sospensione concordata con la banca: spesso della sola quota capitale, quindi paghi solo gli interessi per un periodo. Non passa da Consap e la banca è libera di concederla o no. Se poi chiedi il Fondo, questi mesi contano nei 18.
- Rinegoziazione mutuo: allungamento durata o passaggio da variabile a fisso per abbassare la rata mensile.
- Surroga verso una banca con tasso più basso: può abbassare la rata se il tuo tasso è più alto di quelli offerti oggi, ma la nuova banca valuta il reddito come per un mutuo nuovo.
- Moratoria ABI: iniziative periodiche di categoria (verifica se attive nell'anno corrente presso il tuo istituto).
Se stai pensando a una surroga, la simulazione gratuita di GoMutuo ti mostra quale rata riesci a sostenere.
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