Mutuo con pensione di invalidità: si può e quanto posso chiedere?

Consulente GoMutuo14 min di lettura

In breve

Un mutuo con pensione di invalidità si può avere, ma quasi mai con quella sola entrata: le banche che la contano la vogliono di solito accanto a un altro reddito, tuo o di un cointestatario. Conta anche quale prestazione è: l'assegno ordinario di invalidità e la pensione di inabilità della L. 222/1984 sono pensioni; l'invalidità civile e l'indennità di accompagnamento sono assistenza. Con 1.000 € di stipendio part-time e 700 € di assegno si chiedono circa 106.953 € in 25 anni se la banca conta tutti e due, circa 62.914 € se conta solo lo stipendio. È una stima: la simulazione gratuita di GoMutuo ti dice in 6 minuti se il mutuo è fattibile e con che rata.

Un uomo seduto al tavolino del balcone parla in videochiamata al portatile con una consulente, con taccuino e tazza verde lime: la richiesta di mutuo con una pensione di invalidità
Indice della guida · 10 sezioni

Risposta rapida

Sì, un mutuo con una pensione di invalidità si può avere, ma quasi mai con quella sola entrata. La pensione di invalidità da sola di solito non basta: conta accanto a un altro reddito, tuo o di un cointestatario. E alcune banche non la contano affatto.

Prima di fare i conti serve capire quale prestazione ricevi, perché sotto il nome «pensione di invalidità» ce ne sono almeno cinque e la banca non le tratta allo stesso modo. Con 1.000 € netti di stipendio part-time e 700 € di assegno ordinario di invalidità si chiedono circa 106.953 € in 25 anni a tasso fisso se la banca conta tutti e due i redditi, circa 62.914 € se conta solo lo stipendio.

Questa pagina riguarda chi vive, anche solo in parte, di una prestazione di invalidità. Limiti d'età e documenti di chi è in pensione di vecchiaia sono nella guida al mutuo per pensionati.

Quale pensione di invalidità hai?

Le famiglie sono tre: le prestazioni previdenziali, che l'INPS paga a chi ha versato contributi; l'invalidità civile, che è assistenza e dipende dal reddito; la rendita INAIL, per chi si è infortunato o ammalato lavorando. Alla banca interessa se l'entrata dura quanto il mutuo, se paga l'IRPEF e di quanto è.

PrestazioneStabile o rivedibilePaga l'IRPEF?Cosa ne fa di solito la banca
Assegno ordinario di invalidità (INPS, previdenziale)Dura tre anni e si rinnova a domanda; dopo tre riconoscimenti è confermato in automaticoSìDove è ammesso, conta accanto a un altro reddito
Pensione di inabilità (INPS, previdenziale)Senza scadenza, ma l'INPS può rivederlaSìDove è ammessa, conta accanto al reddito di un cointestatario
Invalidità civile: assegno mensile (74-99%) e pensione di inabilità civile (100%)Legata a un limite di reddito e a eventuali revisioni; a 67 anni (età del 2026) diventa assegno socialeNoConta poco o niente: circa 340 € al mese
Indennità di accompagnamentoLegata al bisogno di assistenza, senza limiti di redditoNoDi regola resta fuori dal conto
Rendita INAIL per invalidità permanenteDopo un infortunio, rivedibile per dieci anniNoAlcune banche la escludono

Assegno ordinario di invalidità. Lo prende chi ha almeno cinque anni di contributi, tre dei quali negli ultimi cinque, e una capacità di lavoro ridotta a meno di un terzo. Per l'art. 1 della L. 222/1984 «è riconosciuto per un periodo di tre anni ed è confermabile per periodi della stessa durata», e dopo «tre riconoscimenti consecutivi, l'assegno di invalidità è confermato automaticamente», salvo la revisione che l'INPS può sempre disporre. Si può lavorare: la scheda INPS scrive che non è «richiesta la cessazione dell'attività lavorativa», ma anche che la prestazione «viene erogata in misura ridotta durante lo svolgimento dell'attività lavorativa»: la riduzione dipende dal reddito da lavoro (L. 335/1995, art. 1, comma 42), quindi nei conti metti l'importo che ricevi davvero mentre lavori. All'età della pensione di vecchiaia, con i contributi necessari, si trasforma in quella.

Pensione di inabilità. È per chi si trova, dice l'art. 2 della stessa legge, «nell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa». Non ha la scadenza triennale dell'assegno, ma è «incompatibile con i compensi per attività di lavoro autonomo o subordinato»: il secondo reddito che la banca chiede deve portarlo un'altra persona. Assegno e pensione di inabilità sono reddito imponibile: l'art. 49 del TUIR mette fra i redditi di lavoro dipendente «le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati».

Invalidità civile. Non servono contributi, serve un reddito basso. Secondo le schede INPS, nel 2026 la pensione di inabilità civile (invalidità del 100%) è di 340,71 € al mese per 13 mensilità, con un limite di reddito personale di 20.029,55 € l'anno. L'assegno mensile di assistenza (invalidità dal 74% al 99%) ha lo stesso importo, 340,71 € (la scheda lo arrotonda a 340), e un limite molto più basso, 5.852,21 € l'anno. La pensione di inabilità civile, scrive l'INPS, è «compatibile con l'attività lavorativa», entro quel limite.

Indennità di accompagnamento. La L. 18/1980 la concede «al solo titolo della minorazione» a chi non cammina senza un accompagnatore o ha bisogno di assistenza continua. Nel 2026 è di 551,53 € al mese per 12 mensilità e spetta, scrive la scheda INPS, «indipendentemente dal reddito personale annuo e dall'età».

Rendita INAIL. Indennizza un'invalidità permanente nata da un infortunio sul lavoro o da una malattia professionale. Dopo un infortunio l'INAIL può rivedere il grado di invalidità, e la pagina dell'Istituto fissa il periodo massimo in «dieci anni dalla data di decorrenza della rendita». Per il fisco sta con l'invalidità civile: le istruzioni del modello 730/2026 dell'Agenzia delle Entrate mettono fra i redditi esenti le «rendite erogate dall'Inail esclusivamente per invalidità permanente o per morte», insieme a pensioni, assegni e indennità di accompagnamento degli invalidi civili.

La banca conta la pensione di invalidità come reddito?

Dipende dalla banca, e poche lo scrivono. Nelle politiche di credito che vediamo solo una parte delle banche ha una regola su invalidità, inabilità e rendite; le altre decidono caso per caso. Dove la regola c'è, le posizioni sono due.

  • Non la conta. Alcune banche lasciano fuori dal calcolo della rata le pensioni di invalidità e le rendite INAIL.
  • La conta a condizioni. La più comune: ci deve essere un altro reddito ammesso, tuo o di un cointestatario. Poi c'è chi guarda se l'invalidità è permanente o soggetta a revisione, chi guarda il grado, chi vuole che i conti tornino anche senza quell'entrata.

Il motivo è la durata. Un mutuo dura vent'anni o più, e una prestazione che può essere rivista, o che si perde superando un limite di reddito, per la banca vale meno di una pensione di vecchiaia. Un assegno ordinario già confermato in automatico, o un verbale che non prevede revisioni, aiutano la pratica; con un'invalidità temporanea i mutui che finanziano quasi tutto il prezzo della casa possono restare esclusi.

Le prestazioni esenti non passano dalla dichiarazione dei redditi: si dimostrano con i cedolini INPS e con gli accrediti sull'estratto conto. Quali documenti prende la banca quando il reddito non è uno stipendio lo spiega la guida al mutuo senza busta paga.

Quanto puoi chiedere: quattro casi

Gli importi sono ipotesi. La rata è il 33% del reddito che la banca conta, la durata 25 anni, il tasso fisso. Ogni caso ha due cifre: con la prestazione di invalidità nel conto e senza.

Caso (importi netti al mese)Se la banca conta anche l'invaliditàSe conta solo l'altro reddito
Stipendio part-time di 1.000 € e assegno ordinario di invalidità di 700 €rata 561 €, mutuo 106.953 €rata 330 €, mutuo 62.914 €
Coppia: uno stipendio di 1.600 € e una pensione di inabilità di 900 €rata 825 €, mutuo 157.284 €rata 528 €, mutuo 100.662 €
Stipendio part-time di 1.100 € e pensione di inabilità civile di 340 €rata 475 €, mutuo 90.595 €rata 363 €, mutuo 69.205 €
Pensione di inabilità di 1.300 €, senza altri redditirata 429 €, mutuo 81.788 €nessun mutuo: serve un cointestatario

Tassi del 29 settembre 2026: IRS a 25 anni più uno spread stimato di 0,30%, cioè un TAN del 3,94%. Il metodo è in come facciamo i calcoli. Le cifre valgono senza altri finanziamenti e con la soglia di prassi.

Sull'ultima riga: sulla carta 1.300 € di pensione di inabilità reggono una rata di 429 €, ma senza un secondo reddito le banche che vediamo di solito non la contano. Nel terzo caso le due colonne sono vicine perché la prestazione civile è piccola: decide lo stipendio.

Il calcolo, passo per passo

Prendiamo il primo caso: 45 anni, un part-time da 1.000 € netti, un assegno ordinario di invalidità da 700 € già rinnovato più volte, nessun altro finanziamento.

  1. Reddito contato. Con una banca che ammette l'assegno accanto allo stipendio: 1.000 + 700 = 1.700 € al mese. Con una che non lo conta, 1.000 €.
  2. Rata. Il 33% di 1.700 € è 561 €. Il 33% è la prassi, il 30% la soglia prudenziale; la guida della Banca d'Italia è più prudente ancora e scrive che è ragionevole che la rata «non superi un terzo del proprio reddito disponibile», cioè di quello che resta dopo le spese fisse. Il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca.
  3. Tasso. IRS a 25 anni del 29 settembre 2026, 3,64%, più lo spread stimato di 0,30%: TAN fisso del 3,94%.
  4. Mutuo. Una rata di 561 € per 300 mesi a quel tasso ripaga circa 106.953 €. Se conta solo lo stipendio, la rata scende a 330 € e il mutuo a circa 62.914 €: 44.039 € in meno.

Qui la scelta della banca sposta la cifra più del tasso. Come viene letto uno stipendio a orario ridotto è spiegato nella guida al mutuo con un part-time.

Quanto deve valere la casa e quanto anticipo serve?

Di norma la banca presta fino all'80% del prezzo, o della perizia se è più bassa. Con 106.953 € di mutuo la casa può costare fino a circa 133.691 €, con 26.738 € di anticipo. A parte servono le spese di acquisto: ipotizzando il 5-6% del prezzo, fra 6.685 e 8.021 €. In tutto, da parte, circa 33.423-34.760 €.

Cosa cambia la cifra?

  • Un finanziamento in corso. La sua rata si somma a quella del mutuo. Con 1.700 € contati e un prestito da 200 € al mese, in 25 anni si scende da 106.953 € a circa 68.824 €. Vale anche per una cessione del quinto.
  • La durata. Con gli stessi 1.700 € sono circa 92.497 € in 20 anni e 119.665 € in 30. Ogni banca vuole che il mutuo finisca entro una certa età, quindi più avanti si parte meno anni restano.
  • Il limite di reddito dell'invalidità civile. Con uno stipendio che ti porta oltre 5.852,21 € l'anno l'assegno mensile di assistenza si perde; la pensione di inabilità civile resiste fino a 20.029,55 €.
  • Fisso o variabile. Con il TAN variabile stimato di oggi, 3,12%, 1.700 € reggono circa 116.759 € in 25 anni. Se però l'Euribor sale, sale anche la rata.
  • La polizza sulla vita. Nessuna legge la impone per il mutuo; di solito è obbligatoria solo la polizza incendio e scoppio sulla casa. Se la banca la mette come condizione, l'art. 28 del D.L. 1/2012 la obbliga ad accettare, «senza variare le condizioni offerte per l'erogazione del mutuo immobiliare», quella che trovi tu sul mercato, purché equivalente. Con una patologia già diagnosticata però la compagnia può escluderla dalla copertura o non assicurarti: leggi prima le esclusioni delle polizze sul credito e come funziona la polizza vita sul mutuo, e compila il questionario sanitario senza omissioni.

Mutuo per invalidi civili: quali agevolazioni esistono davvero?

Una norma che dia un tasso agevolato a chi ha un'invalidità civile non ci risulta. Ci sono tre aiuti di altro tipo, e guardano quasi sempre alla disabilità grave della L. 104/1992 più che alla percentuale di invalidità.

  • Fondo di garanzia prima casa (Consap). La garanzia è riservata per legge ad alcune categorie. La scheda di Consap spiega che dal 3 agosto 2026, con la L. 116/2026, ne fanno parte anche «le persone con disabilità permanente accertata ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104» e chi vive da almeno due anni con un figlio, un fratello o una sorella in quella condizione. Per loro la garanzia è del 50% della quota capitale e dell'80% con ISEE fino a 40.000 €, su mutui fino a 250.000 €. Invalidità civile e disabilità grave però sono accertamenti diversi: un verbale di invalidità al 100% senza il riconoscimento dell'art. 3, comma 3, non apre il Fondo. E la garanzia protegge la banca: può far finanziare una parte più alta del prezzo, ma la rata la deve reggere il reddito. Requisiti e domanda sono in come funziona il Fondo di garanzia prima casa.
  • Plafond Casa. Dà una priorità nell'istruttoria alle famiglie con una persona con disabilità, non uno sconto sul tasso. Banche, importi e documenti sono nella guida al mutuo con la Legge 104, insieme alle agevolazioni fiscali.
  • Fondo Gasparrini. Riguarda chi il mutuo ce l'ha già. Fra gli eventi che permettono di sospendere le rate la pagina Consap del Fondo elenca «morte o riconoscimento di grave handicap ovvero di invalidità civile non inferiore all'80%», se arrivano dopo la firma del mutuo e nei tre anni prima della domanda. La sospensione arriva fino a 18 mesi, con ISEE fino a 30.000 € e un mutuo erogato per non più di 250.000 €, in ammortamento da almeno un anno; i dettagli sono nella guida alla sospensione delle rate con il Fondo Gasparrini.

Alcuni casi particolari

  • Hai solo la prestazione di invalidità. La strada realistica è un cointestatario con un reddito che la banca conta, di solito il coniuge o un familiare.
  • L'assegno ordinario è al primo o al secondo triennio. Per la banca è un'entrata con una scadenza: porta il provvedimento INPS con le date dei rinnovi.
  • Sei vicino all'età della pensione di vecchiaia. L'assegno ordinario diventa pensione di vecchiaia, che le banche trattano come uno stipendio; a quel punto il limite è la durata, che si accorcia con l'età.
  • Vivi con un figlio, un fratello o una sorella con disabilità grave. Il mutuo si regge sul tuo reddito; dal 3 agosto 2026 puoi rientrare nel Fondo Consap se vive con te da almeno due anni e la casa che compri diventa la tua abitazione principale.
  • Temi per la pensione se un giorno non riuscissi a pagare. L'art. 545 del codice di procedura civile protegge le pensioni dal pignoramento fino al doppio dell'assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro; la parte che supera quella soglia si può pignorare entro i limiti di legge. La banca ha comunque l'ipoteca sulla casa.

Prima di andare in banca servono tre cose: sapere quale prestazione hai e se è soggetta a revisione, avere un secondo reddito da affiancarle, e conoscere la rata che i due redditi reggono insieme. Per l'ultima c'è la simulazione gratuita di GoMutuo: in 6 minuti ti dice se il mutuo che hai in mente è fattibile e con che rata.

Le domande che ci fanno tutti

Si può avere un mutuo con la sola pensione di invalidità?

Di rado. Nelle politiche di credito che vediamo le banche che contano la pensione di invalidità la vogliono accanto a un altro reddito, e alcune non la contano. Con una pensione di inabilità di 1.300 € netti la rata sarebbe di 429 € e il mutuo di circa 70.733 € in 20 anni, ma di solito serve un cointestatario con un reddito che la banca conta.

La pensione di invalidità civile conta come reddito per il mutuo?

Poco, e non con tutte le banche. Nel 2026 la pensione di inabilità civile e l'assegno mensile di assistenza valgono circa 340 € al mese per 13 mensilità, sono legati a un limite di reddito e sono esenti da IRPEF. Dove sono contati, lo sono accanto a un reddito da lavoro o da pensione; da soli reggono una rata troppo bassa per un mutuo.

L'indennità di accompagnamento conta per il mutuo?

Di regola no. Nel 2026 è di 551,53 € al mese per 12 mensilità e spetta a prescindere dal reddito, ma la legge la concede per il bisogno di assistenza, non come reddito: è esente da IRPEF e le politiche di credito che vediamo non la nominano fra i redditi contati. Conviene fare i conti senza.

Ci sono agevolazioni sul mutuo prima casa per gli invalidi civili?

Non sul tasso. Dal 3 agosto 2026 il Fondo Consap prima casa è aperto anche alle persone con disabilità grave accertata con la L. 104/1992, art. 3, comma 3: garanzia del 50% sulla quota capitale, dell'80% con ISEE fino a 40.000 €, su mutui fino a 250.000 €. Poi ci sono la priorità del Plafond Casa e, per chi ha già un mutuo, la sospensione delle rate con il Fondo Gasparrini.

Con l'assegno ordinario di invalidità posso lavorare e chiedere un mutuo?

Sì. L'INPS scrive che per l'assegno ordinario non è richiesta la cessazione dell'attività lavorativa, anche se può essere pagato in misura ridotta, in base al reddito da lavoro. Stipendio e assegno si sommano, con le banche che contano tutti e due: con 1.000 € di stipendio e 700 € di assegno sono circa 92.497 € in 20 anni e 106.953 € in 25, a tasso fisso stimato.

Con un'invalidità devo fare la polizza vita per avere il mutuo?

Nessuna legge la impone: di solito è obbligatoria solo la polizza incendio e scoppio sulla casa. Se la banca mette una polizza sulla vita come condizione, può essere una polizza trovata da te sul mercato (art. 28 D.L. 1/2012). Con una malattia già diagnosticata la compagnia può escluderla dalla copertura o non assicurarti: chiedilo prima di impegnarti sulla casa.

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Consulente GoMutuo · Consulente del credito

Articolo di un consulente del credito di GoMutuo. Le cifre sono calcolate sui tassi di mercato aggiornati ogni giorno, con il metodo spiegato nella pagina «Come facciamo i calcoli». Sono stime di carattere generale: per il tuo caso serve una simulazione o una consulenza.

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