Il mutuo INPDAP, oggi mutuo INPS Gestione Dipendenti Pubblici, è un finanziamento ipotecario riservato agli iscritti al Fondo Credito INPS ex INPDAP per acquistare, costruire o ristrutturare la prima casa: importo massimo 300.000 €, durata 10-30 anni, tasso fisso o variabile con spread tra i più bassi del mercato ed erogazione tramite graduatoria semestrale. La rata viene trattenuta direttamente in busta paga o sulla pensione (limite 1/5 del netto) e serve almeno 1 anno di iscrizione alla Gestione Unitaria.
In questa guida vediamo chi può richiederlo nel 2026, quali sono i requisiti aggiornati, gli importi, i tassi, come funziona la graduatoria, i documenti necessari e quando conviene rispetto a un mutuo bancario tradizionale.
Cos'è il mutuo INPDAP (oggi INPS)
L'INPDAP (Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell'Amministrazione Pubblica) è stato soppresso nel 2012 con il D.L. 201/2011 (Legge Salva Italia) e le sue funzioni sono state trasferite a INPS. La denominazione corretta oggi è Mutuo INPS Gestione Dipendenti Pubblici, anche se nel linguaggio comune si continua a usare "mutuo INPDAP".
Si tratta di un mutuo ipotecario gestito dal Fondo Credito INPS ex INPDAP, alimentato dai contributi obbligatori 0,35% versati dai dipendenti pubblici iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Non ha finalità di lucro: gli spread applicati sono quindi tra i più bassi del mercato.
Chi può richiederlo
Possono richiedere il mutuo INPS ex INPDAP nel 2026:
- Dipendenti pubblici in servizio: statali, scolastici, sanitari, enti locali, forze armate e di polizia, magistratura.
- Pensionati pubblici ex iscritti INPDAP e Gestione Dipendenti Pubblici.
- Iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali con almeno 1 anno di iscrizione e contribuzione al Fondo Credito.
Requisiti aggiuntivi:
- Età massima al termine del mutuo: 85 anni.
- Cittadinanza italiana, UE o titolo di soggiorno regolare.
- Assenza di segnalazioni gravi in Centrale Rischi Banca d'Italia o CRIF.
- Rata mensile ≤ 1/5 dello stipendio netto o pensione.
Importi, durata e finalità ammesse
Importo massimo 2026: 300.000 €, fino al 100% del valore dell'immobile (comprensivo di spese notarili e accessorie).
Durata: 10, 15, 20, 25 o 30 anni a scelta del richiedente.
Finalità ammesse:
- Acquisto prima casa (destinazione abitazione principale del richiedente o dei familiari).
- Costruzione su terreno di proprietà.
- Ristrutturazione straordinaria dell'immobile abitativo di proprietà.
- Ampliamento di casa esistente.
- Sostituzione mutuo (surroga da altra banca a INPS, condizionata a bando).
Esclusi: acquisto seconda casa, immobili di pregio (categorie catastali A/1, A/8, A/9), immobili commerciali o terreni edificabili senza contestuale costruzione.
Tassi 2026 e piano di ammortamento
Il mutuo INPS ex INPDAP offre due opzioni di tasso, entrambe con spread molto competitivi rispetto al mercato bancario:
- Tasso fisso: IRS (Interest Rate Swap) di durata pari al mutuo + spread INPS ~1,80-2,50%. Nel 2026 tasso finale indicativo 3,20-3,80%.
- Tasso variabile: Euribor 6 mesi + spread INPS ~0,90-1,50%. Nel 2026 tasso finale indicativo 3,30-3,90% (con Euribor 6M ≈ 2,40%).
Il piano di ammortamento è alla francese (approfondimento sul piano di ammortamento francese): rata costante composta da quota interessi decrescente e quota capitale crescente.
Graduatoria e presentazione domanda
L'erogazione del mutuo INPS ex INPDAP non è a sportello: avviene tramite graduatoria semestrale. Due finestre:
- Bando 1: domande da gennaio a giugno, erogazioni tra luglio e settembre.
- Bando 2: domande da luglio a dicembre, erogazioni tra gennaio e marzo dell'anno successivo.
La graduatoria assegna punteggi in base a: anzianità di iscrizione al Fondo Credito, situazione familiare (coniuge a carico, figli minori, disabilità), ISEE, finalità (prima casa prioritaria), residenza vs immobile richiesto.
La domanda si presenta esclusivamente online sul portale INPS (inps.it) autenticandosi con SPID, CIE o CNS. Servono anche i dati dell'immobile e il contratto preliminare firmato.
Documenti richiesti
- Domanda telematica INPS con SPID/CIE/CNS.
- Copia contratto preliminare di compravendita.
- Documentazione immobile: visura catastale, atto di provenienza, planimetria conforme.
- Perizia INPS o del perito convenzionato.
- Documenti reddituali: ultimi 2 cedolini stipendio o pensione, CU dell'ultimo anno.
- Certificato di iscrizione al Fondo Credito INPS ex INPDAP.
- Stato di famiglia e ISEE aggiornato (per graduatoria).
Per un elenco completo comparabile con altri mutui, vedi la guida sui documenti per la richiesta di mutuo.
Mutuo INPS ex INPDAP vs mutuo bancario
Il mutuo INPS conviene quando:
- Hai anzianità di iscrizione elevata (più punteggio in graduatoria).
- L'importo richiesto è ≤ 300.000 €.
- Non hai fretta: puoi attendere 6-12 mesi per l'erogazione.
- Preferisci trattenuta diretta a busta paga (gestione automatica).
- Il tuo profilo reddituale è nella norma (nessun profilo premium bancario).
Meglio un mutuo bancario tradizionale quando:
- Importo richiesto superiore a 300.000 €.
- Serve erogazione rapida (30-60 giorni).
- Hai un profilo premium con TAEG bancari molto competitivi.
- Vuoi flessibilità su surroga, rinegoziazione, estinzione.
- Sei under 36 e puoi accedere al Fondo di Garanzia Prima Casa con LTV 100%.
Esempio pratico: dipendente pubblico
Scenario: Anna, insegnante di ruolo con 12 anni di iscrizione al Fondo Credito ex INPDAP, stipendio netto 1.700 €/mese, vuole comprare un appartamento da 180.000 € a Bologna.
Simulazione mutuo INPS ex INPDAP:
- Importo: 180.000 € (100% valore).
- Durata: 30 anni.
- Tasso fisso INPS 2026: 3,50% (IRS 30Y + spread 2,00%).
- Rata mensile: ~808 € (entro il limite 1/5 = 340 €? NO)
Correzione: con rata max 1/5 = 340 €/mese, l'importo finanziabile scende a ~76.000 € su 30 anni al 3,50%. Anna dovrà ridurre l'importo o cercare un cointestatario (vedi guida mutuo cointestato).
Simulazione mutuo bancario tradizionale:
- Importo: 180.000 €, durata 30 anni.
- Tasso fisso bancario 2026: 3,20%.
- Rata mensile: ~778 €.
- Sostenibilità: rata / reddito = 46% → banca rifiuta (limite 30-35%).
In entrambi i casi Anna dovrà rivedere l'importo o cointestare. Il mutuo INPS è più restrittivo per il limite del quinto, mentre il bancario ha soglie di sostenibilità più flessibili con cointestatario.
Domande frequenti
Le risposte alle domande più cercate sul mutuo INPDAP/INPS — requisiti, importi, graduatoria, surroga, differenza con mutuo bancario — sono nella sezione FAQ sopra e strutturate in schema FAQPage per una migliore visibilità nei risultati Google e negli AI Overviews.



