Il mutuo INPDAP, oggi mutuo INPS Gestione Dipendenti Pubblici, è un finanziamento ipotecario riservato agli iscritti al Fondo Credito INPS ex INPDAP per acquistare, costruire o ristrutturare la prima casa. Per l'acquisto o la costruzione arriva a 300.000 €, per i lavori al 40% della perizia e al massimo 150.000 €, in 10-30 anni, a tasso fisso (sotto quelli delle banche) o variabile. Le domande si istruiscono in ordine di arrivo finché le richieste restano sotto il 90% dei fondi, poi con una graduatoria mensile per ISEE. Le rate si pagano con PagoPA o con addebito SDD sul conto e in un anno non possono superare la metà del reddito netto del nucleo familiare; serve almeno 1 anno di iscrizione alla Gestione Unitaria e, per chi è in servizio, un contratto a tempo indeterminato.
In questa guida vediamo chi può richiederlo nel 2026, quali sono i requisiti aggiornati, gli importi, i tassi, come funziona la graduatoria, i documenti necessari e quando conviene rispetto a un mutuo bancario tradizionale.
Cos'è il mutuo INPDAP (oggi INPS)
L'INPDAP (Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell'Amministrazione Pubblica) è stato soppresso nel 2012 con il D.L. 201/2011 (Legge Salva Italia) e le sue funzioni sono state trasferite a INPS. La denominazione corretta oggi è Mutuo INPS Gestione Dipendenti Pubblici, anche se nel linguaggio comune si continua a usare "mutuo INPDAP".
Si tratta di un mutuo garantito da ipoteca e gestito dal Fondo Credito INPS ex INPDAP, alimentato dai contributi obbligatori 0,35% versati dai dipendenti pubblici iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Non ha finalità di lucro, e il tasso non lo decide una banca: lo fissa l'INPS con le sue tabelle (vedi i tassi più sotto).
Chi può richiederlo
Possono richiedere il mutuo INPS ex INPDAP nel 2026:
- Dipendenti pubblici in servizio: statali, scolastici, sanitari, enti locali, forze armate e di polizia, magistratura, con contratto a tempo indeterminato al momento della domanda.
- Pensionati già dipendenti pubblici, se aderiscono alla Gestione unitaria: l'adesione è facoltativa, irrevocabile e costa lo 0,15% della pensione lorda.
- Iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali con almeno 1 anno di iscrizione e contribuzione al Fondo Credito.
Nell'anno minimo di iscrizione contano anche i periodi di servizio a tempo determinato, ma alla domanda il contratto deve essere stabile: l'art. 1, comma 1 del regolamento INPS in vigore dal 1° aprile 2026 scrive che «Gli iscritti in attività di servizio devono, all'atto della domanda, essere titolari di contratto di lavoro a tempo indeterminato». Un insegnante precario, per esempio, deve aspettare l'immissione in ruolo. Medici e odontoiatri possono guardare anche al mutuo ENPAM per medici, quello della loro cassa di previdenza.
Requisiti aggiuntivi:
- Età più durata del mutuo non oltre 80 anni (art. 7 del regolamento in vigore dal 1° aprile 2026).
- Nessuna procedura di sovraindebitamento in corso per te o per il nucleo familiare, e nessuna procedura passata che abbia cancellato in tutto o in parte un debito verso l'INPS (art. 2, comma 9).
- Rate di un anno non oltre la metà del reddito netto del nucleo familiare, tolti i debiti dell'anno in corso (art. 2, comma 8).
- Mutuo cointestato solo fra coniugi, uniti civilmente o conviventi con contratto registrato, tutti e due iscritti alla Gestione, e i tetti d'importo non raddoppiano. Se è iscritto uno solo, l'altro può essere comproprietario della casa e firma come terzo datore d'ipoteca (art. 4).
Importi, durata e finalità ammesse
Importo massimo per l'acquisto: 300.000 € (art. 5, comma 1). Il mutuo non può superare il valore accertato dai tecnici INPS né il prezzo scritto nell'atto; a richiesta si aggiungono, allo stesso tasso, fino a 6.000 € per la perizia giurata e le polizze facoltative, sempre dentro il tetto di 300.000 € (art. 5, commi 6 e 7). Le spese del notaio, dell'iscrizione dell'ipoteca e della perizia restano a carico di chi chiede il mutuo (art. 8, comma 2), e sull'importo erogato l'INPS trattiene lo 0,50% come contributo per gli oneri di amministrazione.
Durata: 10, 15, 20, 25 o 30 anni a scelta del richiedente.
Finalità ammesse:
- Acquisto prima casa (entro 12 mesi dal rogito deve diventare la residenza del richiedente e del suo nucleo familiare).
- Costruzione su terreno di proprietà.
- Ristrutturazione e altri lavori sull'immobile abitativo di proprietà: fino al 40% del valore di perizia, al massimo 150.000 € (art. 5, comma 2).
- Ampliamento di casa esistente.
- Portabilità (surroga) verso l'INPS di un mutuo già acceso con una banca per le stesse finalità (art. 18): requisiti, graduatoria e conti nella guida alla surroga del mutuo all'INPS.
Esclusi: acquisto seconda casa, abitazioni di lusso secondo il D.M. 2 agosto 1969 n. 1072, immobili commerciali o terreni edificabili senza contestuale costruzione.
Tassi 2026 e piano di ammortamento
Il mutuo INPS ex INPDAP offre due opzioni di tasso, e funzionano in modo diverso da quelle di una banca:
- Tasso fisso: non è agganciato a nessun indice di mercato. Lo stabiliscono le tabelle INPS (scheda del mutuo ipotecario) in base alla durata scelta e alla percentuale di finanziamento rispetto al valore dell'immobile: nelle tabelle in vigore i TAN vanno dal 2,05% al 2,41% (verificate il 29 settembre 2026). È il motivo per cui il fisso INPS sta molto sotto a quello bancario, che parte invece dall'IRS — a 30 anni 3,27% alla rilevazione del 25 ottobre 2026 — più lo spread della banca.
- Tasso variabile: qui l'indice di mercato c'è. La scheda INPS indica l'Euribor a 1 mese calcolato su 365 giorni, rilevato alla fine del mese precedente, maggiorato di uno spread fisso dell'1,5%. Con l'Euribor a 1 mese del 23 ottobre 2026, pari a 2,454%, il tasso indicativo è 3,95%; il valore esatto dipende dalla rilevazione di fine mese usata da INPS.
Il piano di ammortamento è alla francese (approfondimento sul piano di ammortamento francese): rata costante composta da quota interessi decrescente e quota capitale crescente.
Graduatoria e presentazione domanda
Con il regolamento in vigore dal 1° aprile 2026 non ci sono bandi semestrali. Le domande si presentano dal 15 gennaio al 30 novembre di ogni anno (art. 9) e l'INPS le istruisce in ordine cronologico di protocollo (art. 10).
La graduatoria scatta solo quando le richieste superano il 90% dei fondi stanziati per l'anno: da quel momento le domande entrano in una graduatoria nazionale mensile basata sull'ISEE ordinario del nucleo familiare, dove a ISEE più basso corrisponde la posizione migliore; a parità di ISEE conta l'anzianità di iscrizione alla Gestione. Oltre quel limite passano prima i mutui nuovi: le portabilità presentate dopo si esaminano solo se restano fondi (art. 10, comma 3). Nel 2026 è successo presto: con l'avviso dell'8 aprile 2026 l'INPS ha comunicato che le domande presentate da quel giorno entrano nelle graduatorie mensili. In ogni caso, alla domanda serve già un ISEE ordinario valido o almeno la DSU presentata (art. 9, comma 2): senza, la domanda finisce in coda alla graduatoria (art. 10, comma 3).
La domanda si presenta esclusivamente online sul portale INPS (inps.it) autenticandosi con SPID, CIE o CNS. Servono anche i dati dell'immobile e, se compri da un'impresa o da un privato, il preliminare registrato.
Documenti richiesti
- Domanda telematica INPS con SPID/CIE/CNS.
- Se compri da un'impresa o da un privato, copia del preliminare registrato, con un acconto di almeno il 3% del prezzo, e documento d'identità.
- ISEE ordinario valido, o almeno la DSU presentata (art. 9, comma 2).
- Verificati i requisiti, entro 15 giorni lavorativi: perizia giurata di un tecnico abilitato e relazione notarile preliminare (art. 9, comma 4).
L'elenco per ogni finalità è nel documento dell'INPS. Per un confronto con gli altri mutui, vedi la guida sui documenti per la richiesta di mutuo.
Mutuo INPS ex INPDAP vs mutuo bancario
Il mutuo INPS conviene quando:
- Hai un ISEE basso: conta se scatta la graduatoria mensile.
- L'importo richiesto è ≤ 300.000 €.
- Non hai fretta: servono perizia giurata, perizia INPS e relazione del notaio, e il regolamento fissa l'erogazione entro 120 giorni dalla domanda.
- Il tuo profilo reddituale è nella norma (nessun profilo premium bancario).
Meglio un mutuo bancario tradizionale quando:
- Importo richiesto superiore a 300.000 €.
- Hai tempi stretti e non puoi aspettare fino ai 120 giorni dalla domanda che il regolamento INPS prevede per l'erogazione.
- Hai un profilo premium con TAEG bancari molto competitivi.
- Sei under 36 e puoi accedere al Fondo di Garanzia Prima Casa con LTV fino al 100%.
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Esempio pratico: dipendente pubblico
Scenario: Anna, insegnante di ruolo con 12 anni di iscrizione al Fondo Credito ex INPDAP, stipendio netto 1.700 €/mese, vuole comprare un appartamento da 180.000 € a Bologna.
Simulazione mutuo INPS ex INPDAP:
- Importo: 180.000 € (100% del prezzo, se la perizia INPS conferma almeno quel valore).
- Durata: 30 anni.
- Tasso fisso INPS: 2,15%, il TAN delle tabelle per 30 anni con un finanziamento oltre l'80% del valore.
- Rata mensile: ~679 €, cioè circa 8.147 € l'anno.
Il vincolo del reddito: ipotizziamo che Anna viva da sola, non abbia altri debiti e che dall'ultima dichiarazione risulti un reddito netto di 20.400 € l'anno (1.700 € per 12 mesi, senza contare la tredicesima). Le rate di un anno possono arrivare alla metà, 10.200 €: quelle del mutuo ci stanno, e a limitare l'importo è il prezzo della casa, non il reddito.
Simulazione mutuo bancario tradizionale:
- Importo: 180.000 €, durata 30 anni.
- Tasso fisso bancario: 3,57% (IRS a 30 anni più uno spread medio stimato di 0,30%).
- Rata mensile: ~815 €.
- Sostenibilità: rata su reddito = 48% → la banca rifiuta (il limite di prassi è fra il 30% e il 35%).
Con le regole INPS Anna può ottenere l'intero importo, se la sua domanda trova i fondi: quando le richieste superano il 90% delle risorse dell'anno decide la graduatoria mensile per ISEE. In banca, con la prassi rata/reddito, dovrà ridurre l'importo o cercare un cointestatario (vedi guida mutuo cointestato).
Le risposte alle domande più cercate sul mutuo INPDAP/INPS — requisiti, importi, graduatoria, surroga, differenza con mutuo bancario — sono nelle domande frequenti qui sotto.
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