Mutuo consolidamento debiti: requisiti e quanto puoi chiedere

GoMutuoAggiornato il 11 min di lettura

In breve

Il mutuo consolidamento debiti è un mutuo con ipoteca su una casa che possiedi: chiude prestiti, cessioni del quinto ed eventualmente il mutuo in corso, e al loro posto resta una rata sola. Puoi chiedere quanto serve a chiudere i debiti, se lo reggono la casa (di solito con limiti più bassi dell'80% del valore che le banche concedono per comprarla) e il reddito (di prassi una rata entro il 33% del netto, con un tetto che cambia da banca a banca). Esempio: 116.000 € fra mutuo, due prestiti e una cessione del quinto, con 1.297 € di rate al mese, diventano un mutuo a 25 anni da circa 591 € al mese, ma con circa 26.600 € di interessi in più e 7 anni di rate in più del vecchio mutuo. Cambiano la cifra il valore della casa, il reddito, gli altri impegni e la storia creditizia.

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Il mutuo consolidamento debiti è un mutuo con ipoteca su una casa che possiedi: chiude in una volta prestiti, cessioni del quinto ed eventualmente il mutuo in corso, e al loro posto resta una rata sola. Puoi chiedere quanto serve a chiudere i debiti, se lo reggono il valore della casa e il tuo reddito. La rata scende, ma con una durata più lunga gli interessi pagati in tutto possono salire di molto, e i debiti ora pesano sulla casa.

Come funziona il mutuo di consolidamento

La banca presta la somma che chiude i debiti (prestiti, carte revolving, cessioni del quinto, il mutuo della casa se c'è) e iscrive un'ipoteca sulla casa. L'importo si fissa con i conteggi estintivi di ogni creditore, cioè la cifra esatta da versare per chiudere a una certa data. La rata scende anche perché un mutuo con ipoteca costa meno del credito al consumo: nel decreto del MEF del 28 settembre 2026, in vigore fino al 31 dicembre, i tassi effettivi globali medi, spese comprese, sono 4,52% per i mutui ipotecari a tasso fisso, 12,08% per il credito personale e 16,50% per le carte revolving.

Se lo chiedi come privato valgono le regole del credito immobiliare ai consumatori, anche se i soldi non servono a comprare casa: basta che il credito sia «garantito da un'ipoteca sul diritto di proprietà o su altro diritto reale avente a oggetto beni immobili residenziali» (art. 120-quinquies TUB). Ricevi il PIES, il prospetto europeo con le condizioni, e hai «un periodo di riflessione di almeno sette giorni» prima di firmare (art. 120-novies).

Requisiti: che cosa guarda la banca

La banca deve fare «una valutazione approfondita del merito creditizio del consumatore» (art. 120-undecies TUB), e le regole cambiano da banca a banca.

  • La casa: tua, residenziale, con una perizia che ne fissa il valore (se è cointestata, l'ipoteca la firmano tutti i proprietari: quella sulla sola quota vale solo per la parte che ti toccherà in una divisione, art. 2825 c.c.). Sul consolidamento le banche che lo fanno stanno di solito sotto l'80% concesso per comprare casa; per il mutuo di liquidità la prassi è circa il 50-70% del valore di perizia.
  • Il reddito: la rata nuova, più gli impegni che restano (prestiti che non chiudi e, per alcune banche, affitto, rate con il Fisco, assegni di mantenimento), deve stare nel rapporto rata/reddito. Il 30% è la soglia prudenziale e il 33% la prassi (la guida della Banca d'Italia, più prudente, parla di «un terzo del proprio reddito disponibile», cioè al netto delle spese fisse); il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca: di solito fra un terzo e il 35-40% del reddito netto, per alcune di più con redditi alti.
  • I debiti da chiudere: quali entrano lo decide la banca; quelli che restano fuori, cessione del quinto compresa, li somma alla rata nuova.
  • La storia creditizia: molte banche usano un punteggio automatico e con l'esito peggiore la pratica si ferma; protesti e segnalazioni negative la escludono presso alcune (vedi il mutuo per cattivi pagatori).
  • Lavoro ed età: per i mutui che non servono a comprare casa alcune banche hanno regole più strette per gli autonomi, o non li fanno; l'età massima a fine mutuo cambia da banca a banca.

Quanto puoi chiedere?

Quanto serve a chiudere i debiti, fino al più basso di due tetti: quello del reddito e quello della casa. Ipotesi: una famiglia con 2.500 € netti al mese e una casa periziata 200.000 €.

  • Tetto del reddito: al 33% del netto la rata arriva a 825 €, che a 25 anni, al TAN fisso stimato del 3,66% (tassi del 25 ottobre 2026), reggono circa 162.000 €. Se la cessione del quinto resta in busta paga, la sua rata si toglie e il tetto scende a circa 114.000 €.
  • Tetto della casa: con la forchetta della liquidità, dal 50% al 70% del valore, fra 100.000 e 140.000 €, compreso il residuo del mutuo che sostituisci.

Qui il tetto più basso è quello della casa: la famiglia può consolidare fino a circa 100.000-140.000 €, secondo la banca. C'è anche un minimo: molte banche non fanno mutui sotto una cifra che di solito sta fra 25.000 e 50.000 €. Quale rata regge il tuo reddito te lo dice una simulazione gratuita, in 6 minuti.

Quanto costa: la rata nuova contro le rate di oggi

La stessa famiglia ha quattro debiti. Il tasso del mutuo è un'ipotesi; i prestiti costano quanto la media ufficiale della loro categoria nel decreto del MEF, spese comprese.

DebitoDa restituireRate che mancanoCosto annuoRata
Mutuo della casa90.000 €216TAN 3,20% (ipotesi)549 €
Prestito personale12.000 €4812,08%313 €
Prestito per l'auto6.000 €3611,30%196 €
Cessione del quinto8.000 €4214,23%240 €
Totale116.000 €1.297 €

Le rate di oggi sono il 52% del reddito. Un mutuo di sostituzione da 116.000 € (il 58% del valore della casa), al TAN fisso stimato di oggi, le chiude tutte:

Oggi, quattro debitiMutuo a 20 anniMutuo a 25 anni
Rata al mese1.297 €688 €591 €
Rata sul reddito52%28%24%
Costo annuoda 3,20% a 14,23%TAN 3,75%TAN 3,66%
Ultima rata fra3-4 anni i prestiti, 18 il mutuo20 anni25 anni
Interessi fino alla fine34.636 €49.060 €61.217 €
Interessi in più+14.424 €+26.582 €

La rata scende di 706 € al mese, ma solo finché durano i prestiti: senza consolidare, dopo 4 anni pagheresti solo il vecchio mutuo, 549 € al mese per altri 14 anni, mentre la rata nuova da 591 € dura 7 anni più del vecchio mutuo. E a 25 anni paghi 26.582 € di interessi in più. Pesa la durata più del tasso: i 26.000 € dei tre prestiti, che finirebbero entro 4 anni con 6.124 € fra interessi e costi, in un mutuo a 25 anni ne costano 13.721 €. E lo spread lo decide la banca: con un punto in più di quello medio stimato (TAN 4,66%) la rata a 25 anni sale a 655 € e gli interessi in più arrivano a 45.968 €. Per rifare il conto, metti come importo la somma dei tuoi residui (spese e detrazione a parte, più sotto):

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Durata

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Fisso stimato di oggi a 25 anni (IRS più spread medio, 25 ottobre 2026): puoi cambiarlo.

Rata mensile

€ 764

per 300 rate (25 anni) al TAN del 3,66%, uguale dalla prima all'ultima.

Interessi in tutto
€ 79.160
Totale restituito
€ 229.160

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Quando conviene e quando no

Conviene quando le rate non stanno più nel reddito e un mutuo le riporta sotto la soglia, come nell'esempio, o quando i debiti costano molto più di un mutuo e durano ancora anni. Non conviene:

  • se i prestiti finiscono presto: negli ultimi mesi si pagano pochi interessi, e molte banche non contano nemmeno le rate che finiscono entro 6-9 mesi (vedi il mutuo con un prestito in corso);
  • se il mutuo che hai è a un tasso basso: con la sostituzione lo rifai alle condizioni di oggi;
  • se i debiti sono pochi: sotto il minimo il mutuo non si fa, e notaio e perizia pesano su una somma piccola;
  • se la causa dei debiti è ancora lì: c'è chi accende nuovi prestiti e si ritrova con il mutuo e i debiti nuovi.

Consolidamento puro, con liquidità o con sostituzione del mutuo

Se la casa è libera, la banca presta quanto serve ai debiti, più una quota libera se la chiedi, sempre dentro i due tetti. Se c'è già un mutuo, la banca nuova lo estingue e ne accende uno che comprende tutto, come nell'esempio (vedi il mutuo di sostituzione): la surroga non basta, perché sposta solo il debito residuo.

Se il vecchio mutuo era quello della casa in cui vivi, la detrazione del 19% degli interessi continua solo sulla parte del vecchio debito: per l'Agenzia delle Entrate il diritto è «commisurato ad un importo non superiore a quello che risulterebbe con riferimento alla quota residua di capitale del mutuo estinto», più spese e oneri (guida «Interessi passivi per mutui»). Nell'esempio 90.000 € su 116.000 €: si detraggono gli interessi del 78% circa, nel tetto di 4.000 € l'anno.

Rischi: la casa in garanzia e le spese

  1. I debiti passano sulla casa. Con i prestiti rispondevi già con tutti i tuoi beni (art. 2740 c.c.), ma senza una garanzia sulla casa. Con il mutuo la banca ha l'ipoteca: il diritto di far vendere la casa e di essere pagata «con preferenza sul prezzo ricavato dall'espropriazione» (art. 2808 c.c.). Il Notariato, nella scheda su sospensione e inadempimento: «In caso di ipoteca si avrà, pertanto, il pignoramento del bene e inizierà il processo esecutivo». Tempi e passaggi in cosa succede se non paghi il mutuo.
  2. Spese una tantum. Notaio, perizia e istruttoria (chiedi i preventivi per iscritto); imposta sostitutiva dello 0,25%, 290 € su 116.000 €. Il 2% vale «ai soli finanziamenti erogati per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di immobili ad uso abitativo» senza i requisiti della prima casa (D.L. 220/2004, art. 2, sull'art. 18 del D.P.R. 601/1973).
  3. L'indennizzo per chiudere prima i prestiti. Al massimo l'1% del capitale rimborsato (0,5% se manca un anno o meno), e niente se il tasso non è fisso o «se l'importo rimborsato anticipatamente corrisponde all'intero debito residuo ed è pari o inferiore a 10.000 euro» (art. 125-sexies TUB): nell'esempio al massimo 120 €. Sul vecchio mutuo per comprare o ristrutturare la casa, se firmato dal 2 febbraio 2007 (dal 3 aprile 2007 se non serviva a comprare la prima casa), una penale sarebbe nulla (art. 120-ter TUB).

Alternative se il mutuo non si può fare

  • Prestito di consolidamento: senza ipoteca, notaio né perizia, ma costa di più e dura meno; in banca può essere un mutuo chirografario.
  • Cessione del quinto di consolidamento, per dipendenti e pensionati: la rata si trattiene da stipendio o pensione e non supera un quinto.
  • Surroga del mutuo, gratuita per legge, se ti pesa solo il mutuo; oppure chiudere con i risparmi i prestiti che finiscono presto.

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Le domande che ci fanno tutti

Quali debiti si possono consolidare con un mutuo?

Di solito prestiti personali e finalizzati, carte revolving, cessioni del quinto e il mutuo della casa, se c'è. Anche la cessione del quinto si chiude in anticipo: per la Banca d'Italia chi la chiede «ha tutte le tutele e i diritti previsti dal credito ai consumatori qualunque sia l'importo del finanziamento», e chi la chiude prima, come per ogni prestito, ha diritto alla riduzione del costo totale del credito per la durata che resta (art. 125-sexies TUB). Quali debiti entrano lo decide la banca; quelli che restano fuori li somma alla rata nuova.

Si può fare il mutuo consolidamento debiti se sono segnalato in CRIF?

Con segnalazioni negative aperte è difficile: molte banche passano la domanda in un punteggio automatico e con l'esito peggiore la pratica si ferma, e protesti o segnalazioni negative la escludono presso alcune banche. I ritardi poi pagati restano nei sistemi come CRIF fino a 12 mesi se riguardavano non più di due rate, fino a 24 se erano di più.

Si può fare un mutuo per comprare casa e consolidare i debiti insieme?

Il mutuo per comprare casa arriva di solito all'80% del minore fra prezzo e perizia, e le rate dei prestiti in corso la banca le somma a quella nuova. Può convenire chiudere prima, con i risparmi, i prestiti che finiscono presto (molte banche non contano quelli che finiscono entro 6-9 mesi) oppure chiedere meno. Se una banca propone di unire le due cose, valgono gli stessi tetti di valore e di reddito.

Si possono consolidare i debiti senza ipoteca?

Sì, con un prestito di consolidamento o, per dipendenti e pensionati, con una cessione del quinto: niente notaio né perizia, ma tassi più alti e durate più brevi. Nel decreto del MEF in vigore fino al 31 dicembre 2026 il tasso medio del credito personale è 12,08%, quello delle cessioni del quinto 14,23% fino a 15.000 € e 9,88% oltre, contro 4,52% dei mutui ipotecari a tasso fisso.

Posso consolidare i debiti se ho già un mutuo sulla casa?

Sì, di solito con un mutuo di sostituzione: la banca nuova estingue il vecchio mutuo e nella stessa operazione chiude prestiti e cessioni, con un mutuo unico dentro i tetti della casa e del reddito. La surroga da sola non basta, perché trasferisce solo il debito residuo. Una seconda ipoteca che lascia in piedi il primo mutuo è possibile ma rara.

Che differenza c'è tra mutuo consolidamento e mutuo liquidità?

Il mutuo di consolidamento chiude debiti precisi, con i conteggi estintivi dei creditori; il mutuo di liquidità dà una somma da usare come vuoi. In tutti e due i casi l'imposta sostitutiva è dello 0,25% e gli interessi di regola non si detraggono, salvo la quota del vecchio mutuo della casa in una sostituzione.

Serve il notaio per un mutuo di consolidamento debiti?

Sì, perché c'è l'ipoteca: il notaio lo paga chi chiede il mutuo, e il compenso si concorda (chiedi un preventivo scritto). La vecchia ipoteca invece si cancella senza notaio e senza spese: la banca comunica l'estinzione al conservatore entro trenta giorni, «senza alcun onere per il debitore» (art. 40-bis TUB).

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