Mutuo under 36 con partita IVA: spetta la garanzia Consap?

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In breve

Sì: il mutuo under 36 con partita IVA può avere la garanzia Consap del Fondo prima casa come quello di un dipendente, perché la legge riserva il Fondo a chi non ha compiuto 36 anni senza guardare al tipo di reddito né al regime fiscale. La garanzia copre il 50% della quota capitale e sale all'80% se l'ISEE non supera 40.000 euro e il mutuo supera l'80% del prezzo; il mutuo massimo è 250.000 euro, per l'abitazione principale non di lusso. Il mutuo lo decide comunque la banca, che per un autonomo legge le ultime dichiarazioni dei redditi, ma con la garanzia del Fondo non può chiedere un fideiussore.

Coppia di trentenni sulla porta della prima casa mostra le chiavi appena ricevute, con gli scatoloni del trasloco alle spalle
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Risposta rapida

Sì, avere partita IVA non esclude dalla Garanzia Consap per gli under 36. Il fondo di garanzia prima casa guarda all'età (36 anni non ancora compiuti alla domanda) e ai requisiti sull'immobile acquistato, non al tipo di reddito. Per un autonomo la differenza arriva dopo, nell'istruttoria della banca, che guarda quanto è continuo e solido il reddito da lavoro autonomo prima di erogare il mutuo.

La garanzia pubblica copre una parte del rischio della banca e non giudica il merito creditizio: l'istruttoria sul reddito resta identica a quella di un qualsiasi mutuo per partita IVA.

Come funziona per chi ha partita IVA

Il fondo, disciplinato dall'art. 1, comma 48, lettera c) della legge 147/2013 e rifinanziato negli anni successivi, è riservato, fra le altre categorie, ai giovani che non hanno compiuto 36 anni: garanzia del 50% della quota capitale, che sale all'80% con ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro e mutuo oltre l'80% del prezzo, per l'abitazione principale non di lusso e un mutuo fino a 250.000 euro (regole prorogate al 31 dicembre 2027). Su questi requisiti il tipo di reddito non incide: quello che cambia in concreto per un lavoratore autonomo riguarda i documenti richiesti dalla banca per l'istruttoria del mutuo, non l'accesso alla garanzia stessa, e la scheda ufficiale del Fondo su Consap lo scrive così: «La concessione del mutuo e il ricorso alla garanzia del Fondo restano soggetti alle autonome ed esclusive valutazioni della banca o dell'intermediario finanziario».

  • Requisiti del fondo: 36 anni non ancora compiuti alla domanda, nessuna proprietà di altri immobili a uso abitativo, anche all'estero (salvo quelli ereditati e dati in uso gratuito a genitori o fratelli), immobile non di lusso, mutuo fino a 250.000 euro. L'ISEE fino a 40.000 euro serve per salire dal 50% all'80% di garanzia.
  • Valutazione della banca: per un autonomo pesano le ultime due o tre dichiarazioni dei redditi, il reddito medio dichiarato e, spesso, una relazione o certificazione del commercialista.
  • Attività recenti: con partita IVA aperta da meno di due anni molte banche chiedono un anticipo più alto o riducono l'importo, perché manca uno storico reddituale su cui basare l'analisi. Un garante, invece, con la garanzia del Fondo non si può chiedere: le banche aderenti, scrive Consap, «si impegnano a non richiedere al mutuatario garanzie aggiuntive non assicurative, oltre all'ipoteca sull'immobile e alla garanzia pubblica del Fondo».

Restano comunque escluse dalla garanzia le categorie catastali di lusso (A1, A8, A9), come per qualsiasi altro richiedente. Il funzionamento generale del fondo, incluse le quote di copertura, è descritto in dettaglio nell'articolo dedicato al fondo di garanzia prima casa Consap.

Alcuni casi particolari:

  • Partita IVA aperta da meno di un anno: il Fondo non fa differenza, ma la banca non ha ancora un reddito da leggere. Di solito la pratica parte dopo la prima dichiarazione, oppure con un cointestatario che ha un reddito documentato.
  • Coppia: in una coppia sposata o convivente da almeno due anni basta che uno dei due non abbia compiuto 36 anni (categoria giovani coppie); nessuno dei due deve possedere altre abitazioni.
  • Separati: chi resta comproprietario della ex casa familiare, anche se assegnata all'altro coniuge, risulta proprietario di un immobile abitativo, e il Fondo ammette come sola eccezione gli immobili ereditati e dati in uso gratuito a genitori o fratelli.
  • Società o casa-studio: la garanzia vale solo per il mutuo di una persona sulla propria abitazione principale, non per un acquisto intestato alla società né per un ufficio in categoria A/10.

Esempio con i numeri

Un libero professionista di 32 anni, con partita IVA aperta da quattro anni e ISEE familiare di 28.000 euro, chiede un mutuo di 200.000 euro su 25 anni per una prima casa in categoria A/2. L'IRS a 25 anni è al 3,46% (rilevazione del 21 settembre 2026, fonte ICE Swap Rate): ipotizzando uno spread dello 0,55% per un mutuo a tasso fisso con LTV oltre l'80%, il TAN di riferimento è 4,00%.

VoceValoreNota
Capitale finanziato200.000 €LTV del 95% circa su un immobile da 210.000 €
Durata25 anni300 rate mensili
TAN ipotizzato4,00%IRS a 25 anni + spread 0,55%
Rata mensile1056,23Rata francese, quota capitale + interessi
Copertura Garanzia Consap80% della quota capitaleISEE sotto 40.000 € e mutuo oltre l'80% del prezzo; non copre gli interessi

Per verificare la rata sulla propria situazione, con il proprio reddito da autonomo e l'ISEE effettivo, conviene fare una simulazione su GoMutuo: il calcolo cambia in base a durata, spread e importo richiesto.

Cosa serve in pratica

Per chi ha partita IVA, arrivare preparati all'istruttoria conta più della garanzia pubblica in sé: la banca deve poter leggere un reddito stabile o in crescita, perché l'ISEE decide solo quanto copre la garanzia.

  1. Raccogliere le ultime due o tre dichiarazioni dei redditi (Modello Redditi o Certificazione Unica se presente) e, se richiesta, una relazione del commercialista sull'andamento dell'attività.
  2. Calcolare l'ISEE del nucleo familiare aggiornato: fino a 40.000 euro, con un mutuo oltre l'80% del prezzo, la garanzia sale all'80%; sopra quella soglia resta la garanzia ordinaria del 50%.
  3. Verificare la categoria catastale dell'immobile e l'assenza di altre proprietà abitative, requisiti comuni a tutti i beneficiari del fondo.
  4. Se il regime è forfettario, tenere presente che per la banca il reddito è quello del quadro LM (ricavi per il coefficiente di redditività del codice ATECO, 78% per le attività professionali) e che alcune banche applicano coefficienti di prudenza diversi: meglio confrontare più istituti, come descritto per il mutuo con partita IVA in regime forfettario.

Le domande che ci fanno tutti

Con partita IVA da poco tempo è più difficile avere il mutuo?

La garanzia pubblica non cambia, ma la banca valuta la continuità del reddito: con un'attività avviata da meno di due o tre anni molti istituti chiedono documentazione fiscale più ampia o un anticipo maggiore; con la garanzia del Fondo, però, non possono chiedere un garante, perché le banche aderenti si impegnano a non chiedere garanzie aggiuntive non assicurative oltre all'ipoteca.

La Garanzia Consap copre tutto il mutuo?

No: copre il 50% della quota capitale ancora da rimborsare, l'80% con ISEE fino a 40.000 euro e mutuo oltre l'80% del prezzo; mai gli interessi. Se il Fondo paga la banca, poi si rivale sul mutuatario, che resta obbligato a restituire quanto versato.

Quali immobili sono esclusi dalla Garanzia Consap under 36?

Sono escluse le abitazioni di lusso in categoria catastale A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli e palazzi di eminente pregio artistico o storico). Il Fondo esclude anche chi, alla domanda, possiede altri immobili a uso abitativo, anche all'estero, salvo quelli ereditati e dati in uso gratuito a genitori o fratelli.

Si può avere il mutuo al 100% under 36 con partita IVA forfettaria?

Sì, se l'ISEE non supera 40.000 euro: con un mutuo oltre l'80% del prezzo la garanzia del Fondo sale all'80% della quota capitale, ed è la leva che porta il finanziamento fino al 100%. Il regime forfettario non conta per il Fondo; la banca parte dal reddito del quadro LM, cioè ricavi per coefficiente ATECO (78% per le attività professionali), e verifica che la rata sia sostenibile. Il 100% resta una sua scelta.

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