Su un mutuo cointestato la detrazione del 19% degli interessi passivi per l'acquisto dell'abitazione principale (art. 15 TUIR) segue una regola semplice: ciascuno detrae per la propria quota di intestazione del mutuo. Se siete cointestatari al 50%, ognuno porta in detrazione la metà degli interessi pagati nell'anno, entro la propria metà del limite di spesa.
Due cose vanno chiarite subito, perché sono le fonti di errore più frequenti: il limite non si raddoppia perché gli intestatari sono due, e chi effettua materialmente il bonifico non decide chi detrae.
La regola: ripartizione pro quota
La detrazione spetta per gli interessi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione pagati su mutui ipotecari contratti per l'acquisto dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, con il requisito della destinazione a dimora abituale nei termini previsti dalla norma.
Quando il mutuo è cointestato, la ripartizione segue le quote di intestazione risultanti dal contratto. È il contratto, non il conto da cui parte l'addebito, il documento che stabilisce chi ha diritto a cosa. Il quadro generale della detrazione è nella guida su detrazione interessi mutuo nel 730; se il mutuo è cointestato tra conviventi non sposati o tra coniugi separati, le regole cambiano e sono trattate in detrazione per conviventi non sposati e in detrazione per coniugi separati.
Il limite di spesa e come si divide
Esiste un tetto annuo agli interessi ammessi in detrazione per l'acquisto dell'abitazione principale. Due precisazioni operative che contano più dell'importo stesso:
- il tetto è riferito al mutuo e all'immobile, non alla singola persona: se i cointestatari sono due al 50%, ciascuno può portare in detrazione al massimo metà del limite;
- oltre quel tetto gli interessi pagati restano un costo, senza beneficio fiscale.
L'importo del limite in euro non è indicato qui volutamente: va letto sulla guida "Interessi passivi per mutui" dell'Agenzia delle Entrate e sulle istruzioni al modello dichiarativo relativi all'anno d'imposta che stai dichiarando. È l'unica fonte che vale in sede di controllo, e riportare qui una cifra "storica" rischierebbe di indurre in errore in caso di modifiche.
Il caso del coniuge fiscalmente a carico
È l'eccezione più rilevante alla ripartizione pro quota. Se uno dei due cointestatari è fiscalmente a carico dell'altro, la sua quota di interessi non andrebbe utilizzata: non avendo un'imposta lorda sufficiente, non potrebbe far valere la detrazione. Per questo la normativa consente all'altro coniuge di detrarre anche la quota del coniuge a carico.
Attenzione a due limiti. Il primo: la condizione di familiare fiscalmente a carico dipende dal reddito e va verificata per l'anno di riferimento, non una volta per tutte. Il secondo: il meccanismo riguarda il coniuge a carico, non si estende per analogia a qualsiasi cointestatario con redditi bassi. Se la vostra situazione familiare è cambiata durante il mutuo, è utile anche la guida su cosa comunicare alla banca in caso di matrimonio o divorzio.
Se paga solo uno dei due
È la situazione più comune nella pratica: il mutuo è cointestato, ma la rata parte dal conto di uno solo. La regola da cui partire è che la detrazione spetta a chi ha effettivamente sostenuto la spesa, nei limiti della propria quota di intestazione: il solo fatto che l'addebito avvenga su un conto intestato a uno dei due non trasferisce automaticamente all'altro la parte di detrazione.
Fuori dal caso del coniuge a carico, questa è una delle situazioni in cui conviene una verifica puntuale sul paragrafo dedicato della guida dell'Agenzia delle Entrate e, se l'importo in gioco è significativo, con un professionista: la casistica dipende da come sono impostati conto, contratto e proprietà. Se il vostro obiettivo è invece riallineare l'intestazione del mutuo alla situazione reale, le strade sono descritte in togliere o aggiungere un cointestatario e in come funziona l'accollo del mutuo. Il funzionamento di base della cointestazione è in mutuo cointestato: come funziona.
Documenti da conservare
- Contratto di mutuo, con intestatari e quote.
- Atto di acquisto dell'immobile.
- Quietanze di pagamento degli interessi.
- Certificazione annuale della banca con separazione tra quota capitale e quota interessi: è il documento su cui si compila la dichiarazione.
Se stai valutando una surroga, ricorda che il beneficio prosegue in continuità ma con regole di calcolo proprie, spiegate in surroga e detrazione della quota residua. E se vuoi capire quanto peserebbe una rata diversa sul bilancio familiare, il punto di partenza è una simulazione su GoMutuo.
Domande frequenti
Nella sezione FAQ trovi le risposte sintetiche su ripartizione pro quota, coniuge a carico, limite di spesa e documentazione.
Fonti: TUIR (D.P.R. 917/1986), art. 15 comma 1 lett. b) — detrazione degli interessi passivi su mutui per l'acquisto dell'abitazione principale; Agenzia delle Entrate, guida "Interessi passivi per mutui" e istruzioni al modello dichiarativo dell'anno di riferimento. Importi limite, requisiti di familiare a carico e casi particolari (mutuo intestato a soggetto diverso dal proprietario, pagamento da parte di un solo cointestatario) vanno verificati sulla documentazione ufficiale relativa all'anno d'imposta dichiarato. Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista fiscale.



