Risposta rapida
Tasso BCE oggi: dal 16 settembre 2026 il tasso sui depositi della Banca centrale europea è al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sul rifinanziamento marginale al 2,90%.
- Tasso sui depositi: 2,50%. È quello con cui la BCE guida il mercato del denaro a breve.
- Tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali: 2,65%. È il «tasso di riferimento» di alcune regole e bandi italiani: le cifre date dall'ENPAM per i suoi mutui, per esempio, coincidono con questo.
- Tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale: 2,90%. È il tetto dei tassi a un giorno fra le banche.
Rispetto ai tassi in vigore dal 17 giugno 2026, quelli di oggi sono più alti di 0,25 punti. L'ultima riunione di politica monetaria è del 10 settembre 2026, la prossima è il 29 ottobre 2026 (fonte: tabella dei tassi ufficiali della BCE).
Nel contratto di un mutuo il tasso BCE di solito non compare. Il variabile segue l'Euribor, il tasso a cui le banche europee si prestano denaro fra loro, oggi al 2,634% a 3 mesi (rilevazione EMMI, il cosiddetto fixing, del 13 ottobre 2026). Il fisso segue l'IRS della durata (detto anche Eurirs), il tasso interbancario a lungo termine che fa da base ai mutui a tasso fisso. Le decisioni della BCE spostano questi indici da fuori, spesso prima ancora di essere prese. I valori del giorno, scadenza per scadenza, sono nelle pagine sull'Euribor di oggi e sul tasso fisso di oggi. Per il tuo caso, quanto puoi chiedere e con che rata te lo dice in 6 minuti la simulazione gratuita di GoMutuo.
Depositi o rifinanziamento principale: qual è il tasso BCE?
Il tasso che guida la politica della BCE è quello sui depositi, oggi al 2,50%. È la leva con cui la banca centrale orienta il costo del denaro a breve, e i tassi del mercato fra banche, da cui nasce l'Euribor, gli si muovono intorno. Lo ha confermato il Consiglio direttivo nella dichiarazione del 13 marzo 2024: «Il Consiglio direttivo continuerà a indirizzare l'orientamento della politica monetaria attraverso il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale». E poco dopo: «Ci si aspetta che i tassi di interesse a breve termine del mercato monetario evolvano in prossimità del tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale».
I tre tassi hanno ruoli diversi. Nella scheda della BCE il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali è «il tasso di interesse corrisposto dalle banche quando assumono prestiti dalla BCE per la durata di una settimana». Quello sui depositi è l'interesse che le banche ricevono sul denaro lasciato alla banca centrale per una notte; il marginale è il prestito di una notte, più caro. Questi ultimi due, spiega la Banca d'Italia, «costituiscono di norma i limiti massimo e minimo per il tasso di interesse overnight cui le banche si prestano fondi e ciò crea un corridoio per i tassi del mercato monetario».
I tre numeri si muovono insieme. Dal 18 settembre 2024 il rifinanziamento principale sta 0,15 punti sopra i depositi (prima la distanza era di 0,50) e il marginale 0,25 punti sopra il principale. Le distanze sono ancora queste. Per questo, cercando "tasso BCE", si leggono due cifre diverse: chi riporta i depositi (2,50%) e chi il rifinanziamento principale (2,65%), a volte nella stessa tabella, un anno preso da una colonna e l'anno dopo dall'altra.
Il rifinanziamento principale conta ancora perché in Italia è il "tasso di riferimento" di alcune regole. Dal 2004 il Ministero dell'Economia lo usa al posto del vecchio tasso ufficiale di sconto: in un decreto di quell'anno sui tassi d'usura scrive che si guarda al tasso delle operazioni di rifinanziamento principali, «la cui misura sostituisce quella della cessata ragione normale dello sconto». Se un bando o un contratto parla di tasso di riferimento della BCE senza dire quale, conviene farsi scrivere a quale dei tre si riferisce.
Come sono cambiati i tassi BCE dal 2023 a oggi?
Dal picco del 4,00% del 20 settembre 2023 la BCE ha tagliato il tasso sui depositi otto volte, fino al 2,00% dell'11 giugno 2025; da allora è risalito fino al 2,50% di oggi. Le variazioni dopo il minimo: al 2,25% dal 17 giugno 2026 e al 2,50% dal 16 settembre 2026. Il 2,50% di oggi è lo stesso livello in vigore dal 12 marzo 2025 fino al taglio del 23 aprile 2025. Nella tabella le date sono quelle di entrata in vigore, non quelle delle riunioni; l'ultima colonna riporta la media dell'Euribor a 3 mesi nel mese prima di ogni variazione.
| In vigore dal | Depositi | Rifinanziamento principale | Rifinanziamento marginale | Euribor 3 mesi nel mese prima (media) |
|---|---|---|---|---|
| 16 settembre 2026 (in vigore oggi) | 2,50% | 2,65% | 2,90% | 2,513% (agosto 2026) |
| 17 giugno 2026 | 2,25% | 2,40% | 2,65% | 2,226% (maggio 2026) |
| 11 giugno 2025 | 2,00% | 2,15% | 2,40% | 2,087% (maggio 2025) |
| 23 aprile 2025 | 2,25% | 2,40% | 2,65% | 2,442% (marzo 2025) |
| 12 marzo 2025 | 2,50% | 2,65% | 2,90% | 2,525% (febbraio 2025) |
| 5 febbraio 2025 | 2,75% | 2,90% | 3,15% | 2,704% (gennaio 2025) |
| 18 dicembre 2024 | 3,00% | 3,15% | 3,40% | 3,007% (novembre 2024) |
| 23 ottobre 2024 | 3,25% | 3,40% | 3,65% | 3,434% (settembre 2024) |
| 18 settembre 2024 | 3,50% | 3,65% | 3,90% | 3,548% (agosto 2024) |
| 12 giugno 2024 | 3,75% | 4,25% | 4,50% | 3,813% (maggio 2024) |
| 20 settembre 2023 | 4,00% | 4,50% | 4,75% | 3,780% (agosto 2023) |
Fonti: la tabella dei tassi di riferimento della BCE per i tre tassi; per l'Euribor la media mensile pubblicata sul portale dati della BCE. Sono valori storici, letti il 5 ottobre 2026: i tassi in vigore oggi sono quelli in cima alla pagina.
Una riga va letta con attenzione. Il 18 settembre 2024 il rifinanziamento principale è sceso di 0,60 punti e i depositi di 0,25. La differenza viene dalla distanza fra i due tassi, che quel giorno la BCE ha ridotto, come aveva annunciato nella dichiarazione di marzo: il tasso delle operazioni di rifinanziamento principali «sarà adeguato in modo tale che il differenziale tra questo tasso e quello sui depositi presso la banca centrale sia ridotto a 15 punti base, rispetto agli attuali 50 punti base». Un punto base è un centesimo di punto: 25 punti base sono 0,25 punti.
Perché l'Euribor si muove prima della BCE?
Perché l'Euribor a 3 mesi è il tasso dei prestiti fra banche che durano tre mesi, e quindi contiene i tassi che il mercato si aspetta per quei tre mesi: una decisione attesa entra nel prezzo prima di essere presa. Lo calcola l'EMMI, e la guida della Banca d'Italia lo indica come riferimento dei mutui a tasso variabile.
La tabella lo mostra. Nel mese prima di 8 delle 10 variazioni dal giugno 2024, la media dell'Euribor a 3 mesi era già più vicina al nuovo tasso sui depositi che al vecchio. Con i rialzi di giugno e settembre 2026 è andata così: a maggio l'Euribor era in media al 2,226% con i depositi ancora al 2,00%, e il rialzo è entrato in vigore il 17 giugno; ad agosto era al 2,513% con i depositi al 2,25%, e il rialzo è arrivato il 16 settembre. Quando invece la BCE sta ferma, l'Euribor resta vicino al tasso sui depositi: fra luglio 2025 e febbraio 2026, con i depositi al 2,00%, la media mensile è rimasta fra l'1,986% e il 2,048%.
Oggi l'Euribor a 3 mesi è al 2,634% (fixing EMMI del 13 ottobre 2026), 0,13 punti sopra il tasso sui depositi; quello a 12 mesi è al 3,191%. Con il 12 mesi sopra il 3 mesi di 0,56 punti, il mercato mette nei prezzi tassi più alti nei prossimi dodici mesi. È un'aspettativa, non una decisione, e cambia con i dati sull'inflazione: gli scenari, con i numeri da ricontrollare ogni mese, sono nelle previsioni sui tassi del mutuo.
Cosa cambia per la rata del mutuo?
Sulla rata il tasso BCE arriva attraverso gli indici, l'Euribor per il variabile e l'IRS per il fisso: su 200.000 € in 25 anni un quarto di punto in più vale oggi circa 26 € al mese sul variabile e 27 € su un fisso da firmare. Il TAN, il tasso annuo su cui si calcola la rata, in un variabile è l'Euribor più lo spread e in un fisso è l'IRS della durata più lo spread; lo spread è il margine della banca e resta quello del contratto. La guida della Banca d'Italia sul mutuo scrive che per il tasso variabile i parametri di riferimento sono l'Euribor «oppure il tasso ufficiale fissato dalla Banca Centrale Europea»: quale dei due usa il tuo mutuo lo dice il contratto.
TAN variabile = Euribor della scadenza scritta nel contratto + spread
TAN fisso = IRS della durata del mutuo + spread
Il tasso BCE non entra nella somma: sposta gli indici, e solo nei contratti che lo prevedono prende il posto dell'Euribor.
Un esempio in euro, su un mutuo da 200.000 € in 25 anni con i tassi di oggi. Variabile: Euribor a 3 mesi (2,634%, EMMI, 13 ottobre 2026) più uno spread medio stimato di 0,50%. Fisso: IRS a 25 anni (3,506%, ICE Swap Rate, 13 ottobre 2026) più 0,30%. Gli spread sono una nostra stima su dati ABI e Banca d'Italia, non l'offerta di una banca. Come si passa dalla decisione alla rata, con il calendario dei fixing, lo spiega l'articolo sul rialzo BCE di settembre 2026.
| Mutuo da 200.000 € in 25 anni | TAN stimato oggi | Rata oggi | Rata con 0,25 punti in più | Differenza al mese |
|---|---|---|---|---|
| Variabile (Euribor 3 mesi + spread) | 3,13% | 962 € | 988 € | +26 € |
| Fisso da firmare (IRS 25 anni + spread) | 3,81% | 1.035 € | 1.062 € | +27 € |
Le due righe non si leggono allo stesso modo. Sul variabile la rata cambia alla prima data di rilevazione dell'Euribor prevista dal contratto (il fixing), sul capitale e sugli anni che restano, e spesso l'indice si è già mosso prima della riunione. Sul fisso, un quarto di punto in più deciso dalla BCE non vuol dire un quarto di punto in più sull'IRS: la riga dice che cosa costerebbe se l'IRS salisse di tanto, e conta solo per chi deve ancora firmare. Per chi compra, lo stesso quarto di punto pesa anche sull'importo: con lo stesso stipendio la banca concede la stessa rata, e su un fisso a 25 anni 0,25 punti in più valgono circa 5.200 € di mutuo in meno su 200.000 €. Nelle politiche di credito che vediamo, poi, alcune banche valutano un variabile con un margine di prudenza sopra il tasso di partenza.
Chi sente subito una decisione della BCE, e chi no?
La sente subito solo chi ha un contratto agganciato a un tasso BCE; chi ha un variabile sull'Euribor la sente al primo fixing, spesso già prima della riunione; chi ha un fisso già firmato non la sente. Alcuni casi particolari.
- Variabile sull'Euribor. La rata si ricalcola alla data di rilevazione scritta nel contratto. Con un indice a 3 mesi la decisione arriva in rata entro qualche mese, ma il movimento dell'indice può precederla di settimane.
- Variabile agganciato al tasso BCE. Qui la variazione entra nel TAN per intero, dalla data indicata nel contratto. Controlla quale dei tre tassi usa: fra depositi e rifinanziamento principale oggi ci sono 0,15 punti di differenza.
- Variabile con tetto (cap). La rata segue l'indice fino al tasso massimo scritto nel contratto, poi si ferma.
- Variabile con tasso minimo (floor). È il caso opposto: se il contratto fissa un tasso minimo, quando l'indice scende la rata smette di calare a quel livello, e un taglio della BCE può non arrivare in rata.
- Variabile a rata costante. La rata resta quella della firma e a cambiare è la durata: se l'Euribor sale si pagano più rate, se scende se ne pagano meno, entro il limite di allungamento scritto nel contratto. I conti sono nella guida al mutuo variabile a rata costante.
- Fisso già firmato. Nessun effetto: il TAN resta quello del contratto fino all'ultima rata. Per agganciare tassi nuovi bisogna rinegoziare con la propria banca, che non è obbligata ad accettare, o spostare il mutuo con una surroga.
- Fisso da firmare. Conta l'IRS della durata nel giorno in cui la banca lo rileva, non la data della riunione: a 25 anni è al 3,506% alla rilevazione del 13 ottobre 2026.
- Mutuo ENPAM per medici e odontoiatri. Il bando 2026 applica un tasso fisso «pari al tasso di riferimento della Banca Centrale Europea vigente alla data di stipula del mutuo maggiorato di 1,5 punti percentuali». Il bando non dice quale dei tre, ma nella notizia del 13 aprile 2026 l'ENPAM lo dava «attualmente al 2,15%», che era il valore del rifinanziamento principale (i depositi erano al 2,00%). Le domande del bando 2026 si sono chiuse il 10 settembre 2026, ma il tasso si fissa alla firma: con il valore di oggi un mutuo ENPAM firmato adesso avrebbe un tasso del 4,15%. I conti sono nella guida al mutuo ENPAM.
- Prestito agevolato del datore di lavoro. Il vantaggio tassato come fringe benefit si misura sul "tasso ufficiale di riferimento", che per il Ministero dell'Economia è il rifinanziamento principale (2,65%). Con un prestito a tasso variabile conta quello in vigore alla scadenza di ogni rata, e una decisione della BCE cambia il benefit; con un tasso fisso conta quello del giorno della concessione, e la decisione non lo tocca. Come si calcola è nella guida al fringe benefit sugli interessi del mutuo.
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Quando si riunisce di nuovo la BCE?
La prossima riunione di politica monetaria della BCE è il 29 ottobre 2026; nel 2027 il calendario ne prevede otto, dal 4 febbraio al 16 dicembre. Sono le date del calendario del Consiglio direttivo: il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali, spiega la BCE, è «uno dei tre tassi di riferimento che la BCE fissa ogni sei settimane».
- 29 ottobre 2026
- 17 dicembre 2026
- 4 febbraio 2027
- 18 marzo 2027
- 29 aprile 2027
- 10 giugno 2027
- 22 luglio 2027
- 9 settembre 2027
- 28 ottobre 2027
- 16 dicembre 2027
La decisione si annuncia il giorno della riunione, di giovedì in tutto questo calendario, con un comunicato a cui segue nel pomeriggio la conferenza stampa della presidente. I nuovi tassi valgono dalla prima operazione di rifinanziamento principale dopo la decisione, cioè dal mercoledì successivo: nella tabella qui sopra tutte le date di entrata in vigore sono di mercoledì. Il rialzo deciso il 10 settembre 2026, per esempio, è entrato in vigore il 16, come diceva il comunicato di quel giorno: i tassi «saranno innalzati rispettivamente al 2,50%, al 2,65% e al 2,90%, con effetto dal 16 settembre 2026».




