Dati di mercato aggiornati al 26 ottobre 2026. Tasso BCE sui depositi 2,50% (decisione del 10 settembre 2026, in vigore dal 16 settembre 2026). Euribor 3 mesi 2,666% e 12 mesi 3,267% (fixing EMMI del 23 ottobre 2026). Prossima riunione BCE: 29 ottobre 2026.
La risposta breve
La riunione di settembre è passata: il 10 settembre 2026 il Consiglio direttivo della BCE ha alzato i tassi di riferimento di 25 punti base, con effetto dal 16 settembre 2026. Chi ha un mutuo a tasso fisso non deve fare nulla: la rata è bloccata alla stipula e non si muove. Chi ha un mutuo a tasso variabile paga qualcosa in più, ma non dal giorno dell'annuncio e non per forza un quarto di punto pieno. L'aumento passa dall'Euribor, che si muove con le attese sui tassi e quindi anche prima delle riunioni, e arriva nella rata solo al primo fixing previsto dal contratto.
In euro: su un debito residuo di 200.000 euro con 25 anni di piano, un quarto di punto in più sul TAN vale circa 26 euro al mese.
Cosa ha deciso la BCE a settembre 2026
Il Consiglio direttivo si riunisce sulla politica monetaria otto volte l'anno. Nella riunione del 10 settembre 2026 ha deciso un rialzo di 25 punti base, con effetto dal 16 settembre 2026. Questi sono i tre tassi di riferimento decisi quel giorno, come li riporta il comunicato BCE del 10 settembre 2026:
- Tasso sui depositi (DFR): 2,50%
- Rifinanziamento principale (MRO): 2,65%
- Rifinanziamento marginale: 2,90%
La presidente Christine Lagarde, rispondendo ai giornalisti, ha detto che la decisione è stata presa all'unanimità (trascrizione della conferenza stampa, in inglese). A pesare è stata l'inflazione dell'area euro: ad agosto 2026 era salita al 3,2%, spinta dai prezzi dell'energia, secondo il dato definitivo di Eurostat. Il 10 settembre la BCE citava la stima rapida, che diceva 3,3%. Le proiezioni degli esperti della BCE danno l'inflazione in media al 3,0% nel 2026, al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028.
Il tasso che conta per chi ha un mutuo è il primo: è quello a cui le banche parcheggiano liquidità presso la banca centrale, ed è il pavimento verso cui gravita il mercato monetario da cui nasce l'Euribor. Il valore aggiornato è nella pagina sul tasso BCE di oggi. Nel comunicato la BCE ha ripetuto che seguirà «un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione»: nessuno può dire in anticipo quale sarà la prossima mossa. Il quadro completo, con gli scenari, è nella nostra analisi delle previsioni sui tassi dei mutui per il 2026 e il 2027.
Dalla BCE alla tua rata: la catena di trasmissione
È qui che si concentrano gli equivoci. La rata di un mutuo variabile non è agganciata al tasso BCE, ma all'Euribor: fra la decisione e la tua rata ci sono tre anelli.
- BCE → Euribor. L'Euribor è il tasso del mercato interbancario e incorpora le attese sui tassi futuri: per questo si muove nelle settimane che precedono la riunione, e quando la decisione arriva una parte è già dentro il prezzo. Al fixing del 23 ottobre 2026 l'Euribor a 3 mesi vale 2,666% e quello a 12 mesi 3,267%: la distanza fra le due scadenze è il modo più diretto per leggere cosa si aspetta il mercato.
- Euribor → TAN del tuo mutuo. Il contratto stabilisce quale scadenza usare (1, 3 o 6 mesi) e in quale giorno rilevarla. Al valore rilevato si somma lo spread, che invece è fisso per tutta la durata. Il meccanismo, passo per passo, è in come si compone il tasso del mutuo variabile.
- TAN → rata. Al nuovo tasso la rata viene ricalcolata con la formula francese sul capitale residuo e sulla durata che resta. È il motivo per cui la rata del variabile cambia ogni tre mesi e non a ogni titolo di giornale.
Conseguenza pratica: la rata cambia con la prima rilevazione prevista dal contratto, quindi entro un mese, tre o sei a seconda che il ricalcolo sia mensile, trimestrale o semestrale. Se la tua rata non è cambiata il giorno dopo l'annuncio, non c'è nessun errore della banca.
Quanto pesa un quarto di punto, in euro
Ipotesi di lavoro: debito residuo 200.000 euro, durata residua 25 anni (300 rate), ammortamento francese e spread pari alla stima di mercato che usiamo su tutto il blog, 0,50% (stima, non un dato rilevato). Con l'Euribor 3 mesi del 23 ottobre 2026 il TAN dell'esempio è 3,17%. Le altre due righe mostrano la stessa rata con un quarto di punto in meno e con un quarto di punto in più sull'indice.
| Scenario | TAN | Rata mensile | Differenza |
|---|---|---|---|
| Con un quarto di punto in meno | 2,92% | 940 € | −26 € |
| Oggi (Euribor 3 mesi 2,666%) | 3,17% | 966 € | — |
| Con un quarto di punto in più | 3,42% | 992 € | +26 € |
Tre precisazioni. Primo: l'aumento è proporzionale al debito residuo, quindi chi è a metà piano ne sente molto meno di chi ha appena firmato. Secondo: conta quanto vale l'Euribor alle date di rilevazione del tuo contratto, non il quarto di punto della banca centrale. Nella serie della BCE la media mensile del 3 mesi è passata dal 2,513% di agosto al 2,635% di settembre, cioè 12 punti base in più. Rispetto a giugno, quando era al 2,339%, i punti base in più sono 30, perché l'indice era salito anche a luglio e ad agosto, prima della riunione. Terzo: con un variabile con CAP il tasso sale solo fino al tetto fissato nel contratto. Con un variabile a rata costante cambia invece la durata del piano. Per scenari più ampi ci sono le tabelle con l'Euribor in rialzo di mezzo punto.
Se devi scegliere adesso fra fisso e variabile
Chi firma in questi giorni non sceglie fra il passato e il futuro, ma fra due prezzi che il mercato fa oggi. Il fisso si costruisce sull'IRS della durata scelta (a 25 anni vale 3,36% alla rilevazione del 25 ottobre 2026), mentre il variabile parte dall'Euribor. Sommando a ciascun indice lo spread della banca si ottengono i due TAN da confrontare: la differenza fra i due è il prezzo dell'assicurazione contro i rialzi futuri.
Come riferimento di mercato, la Banca d'Italia indica un TAEG medio sui nuovi mutui per l'acquisto di abitazioni pari al 3,99% (dato di agosto 2026, pubblicato il 9 ottobre). Il TAN medio è del 3,61% sulle operazioni a tasso fissato oltre l'anno. Sono medie: servono a capire se l'offerta che hai in mano è nella norma, non a decidere al posto tuo. Se il margine sul reddito è sottile e hai ancora molti anni davanti, vale la pena guardare anche la surroga da variabile a fisso, che per legge non ha costi. E se stai per firmare, chiedi alla banca per iscritto a quale data viene bloccato il tasso fisso: fra delibera e rogito possono passare settimane, e in mezzo il mercato si muove.
Cosa guardare nelle prossime riunioni
La prossima riunione di politica monetaria è il 29 ottobre 2026. Più che l'annuncio in sé, per chi ha un mutuo contano tre cose. La prima è l'inflazione dell'area euro rispetto all'obiettivo del 2%: è il dato che orienta le decisioni. La seconda è la distanza fra Euribor a 3 e a 12 mesi: quando la scadenza lunga sta parecchio sopra la corta, il mercato si aspetta altri rialzi; quando le due si avvicinano, si aspetta una pausa o una discesa. La terza è il tuo calendario contrattuale: sapere in che giorno il tuo mutuo rileva l'indice ti dice esattamente da quale rata sentirai l'effetto.
Nel frattempo la cosa utile da fare non è indovinare la prossima mossa, ma verificare se il mutuo che hai in corso regge ancora il confronto con quello che le banche offrono adesso: una simulazione gratuita ci mette pochi minuti e non impegna a nulla.
Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria. I valori di mercato citati sono quelli dell'archivio tassi del blog, aggiornato al 26 ottobre 2026.
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