Il certificato di destinazione urbanistica (CDU) è il documento con cui il Comune attesta la destinazione di zona e le prescrizioni urbanistiche di un terreno. L'art. 30 del D.P.R. 380/2001 lo rende obbligatorio negli atti tra vivi che hanno per oggetto terreni: va allegato all'atto, vale un anno dal rilascio e deve essere emesso entro 30 giorni dalla domanda. Se manca il richiamo in atto, l'atto è nullo.
Quando è obbligatorio e quando no
| Oggetto dell'atto | CDU |
|---|---|
| Terreno non edificato (edificabile o agricolo) | Sempre obbligatorio |
| Fabbricato con pertinenza sotto 5.000 m² | Non necessario: basta la dichiarazione del proprietario |
| Fabbricato con pertinenza pari o superiore a 5.000 m² | Obbligatorio |
Se dopo il rilascio sono intervenute variazioni degli strumenti urbanistici, occorre un nuovo certificato oppure una dichiarazione delle parti che attesti che nessuna variazione è intervenuta.
Il CDU è anche lo strumento con cui si intercetta il rischio di lottizzazione abusiva (art. 30, comma 1): frazionamenti e vendite che rivelano una destinazione edificatoria non autorizzata rendono l'operazione illegittima, e nessuna banca iscrive ipoteca su un atto viziato.
Chi lo rilascia, tempi e costi
- Chi: l'ufficio Urbanistica o Edilizia Privata del Comune dove si trova il terreno.
- Come: domanda con i dati catastali (foglio, particella), in genere via PEC o dal portale SUE del Comune; può presentarla chi ha interesse, quindi anche il notaio o il tecnico incaricato.
- Tempi: 30 giorni per legge, con dichiarazione sostitutiva possibile alla scadenza. Nella prassi i tempi effettivi cambiano molto da Comune a Comune: va messo in conto nel cronoprogramma verso il rogito.
- Costi: diritti di segreteria e bolli, variabili per Comune, estensione e numero di particelle. Non c'è un tariffario nazionale.
Cosa contiene e come si legge
- zona urbanistica secondo il piano vigente (per esempio zona agricola, residenziale, produttiva);
- indici edificatori: indice di fabbricabilità, rapporto di copertura, altezze massime, distanze;
- destinazioni d'uso ammesse e prescrizioni di piano;
- vincoli: paesaggistici, idrogeologici, sismici, fasce di rispetto stradale, cimiteriale o ferroviario, vincoli espropriativi;
- l'eventuale inedificabilità dell'area.
Il certificato richiama le norme tecniche di attuazione del piano ma non le riporta per intero: per tradurre gli indici in volumetria concretamente realizzabile serve un tecnico. È lo stesso passaggio che regge un mutuo per costruire su terreno edificabile.
Perché la banca lo vuole
La garanzia della banca è l'immobile, e il valore di un terreno dipende quasi interamente dalla sua destinazione: un'area edificabile vale in funzione della volumetria realizzabile, un'area agricola vale una frazione. Tre conseguenze dirette:
- il perito usa il CDU per verificare che la destinazione dichiarata coincida con quella di piano, evitando sopravvalutazioni;
- il rapporto tra finanziamento e valore si calcola su quel valore, non sul prezzo pattuito: vedi come si calcola l'LTV;
- se l'area risulta non edificabile, l'operazione può diventare un mutuo agrario o non essere finanziabile con un mutuo ipotecario ordinario.
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CDU, conformità urbanistica e conformità catastale
Sono tre verifiche distinte e cumulative:
- il CDU riguarda la destinazione del suolo secondo la pianificazione comunale;
- la conformità urbanistica riguarda la regolarità dei fabbricati rispetto ai titoli abilitativi;
- la conformità catastale riguarda la corrispondenza tra planimetria depositata e stato di fatto.
In una compravendita che comprende terreno e fabbricato servono tutte: nessuna sostituisce le altre.
Fonti pubbliche: D.P.R. 380/2001, art. 30 (Normattiva), Consiglio Nazionale del Notariato.
Disclaimer: guida informativa, non consulenza tecnica, legale o notarile personalizzata. Prescrizioni urbanistiche, tempi e costi dipendono dal singolo Comune: fa fede il certificato rilasciato dall'ufficio competente.



