Risposta rapida
L'assegno di inclusione non ha una quota per la rata del mutuo: ce l'ha solo per l'affitto. L'art. 3 del D.L. 48/2023 aggiunge un'integrazione ai nuclei «residenti in abitazione concessa in locazione con contratto ritualmente registrato», pari al canone fino a 3.640 € l'anno. Per chi vive in casa propria con un mutuo non c'è nulla di simile. Quello che puoi fare è usare la Carta di inclusione per pagare la rata con un bonifico alla banca: sono però i soldi dell'assegno, non un aiuto in più.
Contano poi quanto vale la casa ai fini IMU e l'ISEE, dove il debito residuo abbassa il peso della casa (lo spiega la guida su debito residuo del mutuo e ISEE). Per un mutuo nuovo, invece, la banca guarda il reddito da lavoro.
L'ADI ha una quota per il mutuo?
No. Il beneficio dell'ADI ha due parti: un'integrazione del reddito familiare fino a 6.500 € l'anno per la scala di equivalenza (8.190 € per i nuclei di soli over 67, anche con familiari con disabilità grave) e la quota per l'affitto. L'INPS le chiama quota A e quota B nella scheda sull'Assegno di inclusione(aggiornata al 29 luglio 2026): la B è solo per l'affitto.
Il Reddito di cittadinanza funzionava in un altro modo. L'art. 3, comma 3, del D.L. 4/2019 dava ai nuclei che abitavano in una casa comprata o costruita con un mutuo un'integrazione «nella misura della rata mensile del mutuo e fino ad un massimo di 1.800 euro annui». L'ADI, partito il 1° gennaio 2024, questa voce non l'ha ripresa.
Il bonifico l'ha previsto il decreto interministeriale del 27 dicembre 2023 sull'uso della carta (art. 2, comma 2): i nuclei che vivono in una casa di proprietà comprata o costruita con un mutuo possono «effettuare un bonifico mensile a favore dell'intermediario che ha concesso il mutuo». La legge prevedeva il bonifico solo verso il padrone di casa.
La casa con il mutuo fa perdere l'ADI?
No, se si rispettano i limiti dell'art. 2, comma 2, del D.L. 48/2023. Quelli che toccano la casa sono quattro.
- ISEE fino a 10.140 €. Per l'ADI si usa dal 2026 un ISEE con una franchigia più alta sulla casa di abitazione: 91.500 € (120.000 € nei comuni capoluogo delle città metropolitane), come spiega il messaggio INPS n. 102 del 12 gennaio 2026. La casa conta al netto del debito residuo, e solo sopra la franchigia.
- Altri immobili fino a 30.000 €. Il patrimonio immobiliare «diverso dalla casa di abitazione di valore ai fini dell'imposta municipale propria (IMU) non superiore a euro 150.000» non deve superare 30.000 €. È misurato come nell'ISEE, quindi per gli altri immobili si toglie il debito residuo del mutuo preso per comprarli o costruirli (art. 5, comma 2, DPCM 159/2013).
- Casa di abitazione fino a 150.000 € di valore IMU. Il valore IMU di un'abitazione è la rendita catastale aumentata del 5% e moltiplicata per 160: 150.000 € corrispondono a una rendita di circa 893 €. Qui la legge parla del valore IMU e non dice di togliere il mutuo. Se la tua casa vale di più, l'esclusione non scatta: prima di fare domanda fatti dire dal CAF o dall'INPS come viene contata.
- Risparmi fino a 6.000-10.000 €. 6.000 € per una persona sola, 2.000 € in più per ogni altro componente, fino a 10.000 € (di più con tre o più minori o con persone con disabilità). Conta anche il conto dove metti da parte l'anticipo.
Affitto o mutuo: quanto cambia, con i numeri
Prendiamo un genitore solo con due figli di 6 e 9 anni, senza altri redditi. La scala di equivalenza dell'ADI è 1 per il primo componente più 0,15 per ciascun minore fino a due: 1,3. Il tetto dell'integrazione è quindi 6.500 € × 1,3 = 8.450 € l'anno (con un figlio sotto i 3 anni la scala sarebbe più alta).
| Stessa famiglia, reddito zero | In affitto (canone almeno 3.640 €) | In casa propria con il mutuo |
|---|---|---|
| Integrazione del reddito (quota A) | 8.450 € l'anno | 8.450 € l'anno |
| Quota per la casa (quota B) | 3.640 € l'anno | 0 € |
| Assegno al mese, al massimo | 1.008 € | 704 € |
| Soglia di reddito per entrare | 10.140 € | 8.450 € |
La differenza è di circa 303 € al mese a favore di chi è in affitto; con il Reddito di cittadinanza la famiglia con il mutuo avrebbe avuto fino a 150 € al mese per la rata. Se la rata è di 450 €, con l'ADI la paga con il bonifico della carta dai 704 € dell'assegno. Con un piccolo reddito l'assegno scende di altrettanto: l'importo vero lo calcola l'INPS.
La banca conta l'ADI per un mutuo nuovo?
Di solito no. Nessuna legge vieta il mutuo a chi prende l'ADI, ma la banca deve vedere un reddito che regga la rata fino all'ultima, e l'ADI dura 18 mesi, si rinnova di 12 in 12 e cambia con l'ISEE. Nelle politiche di credito che vediamo non c'è una regola dedicata: per esperienza, i sussidi legati all'ISEE e a una durata limitata non vengono contati come reddito stabile. Di solito non conta nemmeno la NASpI, come spieghiamo nella guida al mutuo da disoccupato con la NASpI.
Il mutuo, quindi, si regge su uno stipendio. Per la rata il 30% del netto è la soglia prudenziale e il 33% la prassi (la guida della Banca d'Italia, più prudente, parla di «un terzo» del reddito disponibile, cioè al netto delle spese fisse); il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca: di solito fra un terzo e il 35-40% del reddito netto, per alcune di più con redditi alti. Con 1.300 € netti al mese la rata al 33% è di 429 € e, al TAN fisso stimato del 3,69% (tassi rilevati il 22 ottobre 2026), vale un mutuo di circa 83.974 € in 25 anni. Quanto serve per una casa e come cambia la cifra con il reddito lo trovi nella guida al reddito minimo per il mutuo, o con una simulazione gratuita su GoMutuo.
Sul lavoro nuovo di solito serve almeno il periodo di prova superato, e alcune banche chiedono un'anzianità minima, da 6 mesi fino a 3 anni.
Alcuni casi particolari
- Un componente lavora. Per la banca conta lo stipendio, l'ADI resta fuori. Per l'INPS il nuovo reddito da lavoro dipendente conta oltre 3.000 € lordi l'anno (art. 3, comma 5): uno stipendio che regge un mutuo di solito la supera di molto, e l'assegno si riduce fino al minimo o si perde.
- Compri casa mentre prendi l'ADI. La variazione va comunicata all'INPS entro 15 giorni (art. 3, comma 8). Se eri in affitto perdi la quota per il canone e la soglia di 10.140 €.
- Casa ereditata con il mutuo. Se ci vai a vivere è la tua casa di abitazione e vale la regola dei 150.000 €. Se resta un'altra casa, entra nel limite di 30.000 €, al netto del debito residuo del mutuo con cui era stata comprata o costruita.
- Sei indietro con le rate. L'ADI non copre gli arretrati. Se la difficoltà nasce da uno degli eventi previsti, come la perdita del lavoro, l'ISEE è entro 30.000 € e il mutuo è in ammortamento da almeno un anno, puoi chiedere la sospensione delle rate con il Fondo Gasparrini, se i ritardi non superano i 90 giorni.
- Nel nucleo c'è una persona con disabilità. Per comprare, il Fondo di garanzia prima casa è riservato «esclusivamente» alle categorie di legge: fra queste, dal 3 agosto 2026, le persone con disabilità grave e alcuni familiari conviventi. La garanzia è del 50%, all'80% con ISEE fino a 40.000 € e mutuo oltre l'80% del prezzo (per le persone con disabilità grave e i familiari ammessi basta l'ISEE). Per il Fondo vale l'ISEE ordinario, senza la franchigia da 91.500 €.
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