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Fra le banche che fanno mutui con contratto a tempo determinato, nei fogli informativi che abbiamo letto solo Intesa Sanpaolo scrive requisiti precisi per chi è a termine. UniCredit, BPER, Banco BPM e Crédit Agricole mettono il contratto di lavoro fra i documenti da portare, senza requisiti pubblici: lo valutano in istruttoria. Non c'è una regola di legge: decide ogni banca, e di solito guarda quanto hai lavorato negli ultimi due o tre anni e se c'è un cointestatario o un garante.
Requisiti generali, documenti, importo e quando si può fare a meno del garante sono nella guida al mutuo con contratto a tempo determinato.
Quali banche fanno mutui con tempo determinato?
L'unico foglio informativo con requisiti scritti, fra quelli che abbiamo letto, è quello di XME Mutuo di Intesa Sanpaolo (aggiornato al 1° ottobre 2026): il mutuo «è disponibile anche per i clienti consumatori lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato (lavoratori atipici) con età inferiore ai 40 anni». Le condizioni sono queste:
- assunti a tempo determinato da più di 6 mesi, con almeno 4 mesi di contratto residuo alla richiesta e almeno 18 mesi lavorati negli ultimi due anni;
- al massimo 2 intestatari, che devono essere tutti gli acquirenti della casa, e un solo fideiussore; importo fino a 500.000 €;
- una polizza per la perdita del lavoro il cui premio lo paga la banca: se resti disoccupato, versa alla banca la rata fino a 1.500 €, per un massimo di 15 rate per ogni periodo di disoccupazione e di due periodi in tutto, nei primi 10 anni del mutuo;
- oltre l'80% del valore della casa si può andare anche con il contratto a termine, se si rispettano questi requisiti.
Un esempio per leggere le regole. Un dipendente di 30 anni assunto a termine 8 mesi fa, con il contratto in scadenza fra 5 mesi e 20 mesi lavorati negli ultimi due anni, rientra: più di 6 mesi di assunzione, almeno 4 di contratto residuo, almeno 18 lavorati. Se il contratto scadesse fra 3 mesi resterebbe fuori, e conviene aspettare il rinnovo firmato.
UniCredit, BPER, Banco BPM e Crédit Agricole non scrivono requisiti per il tempo determinato, ma chiedono il contratto di lavoro fra i documenti: il contratto a termine non è escluso, e il resto lo decide l'istruttoria. Le condizioni cambiano nel tempo: prima di firmare, controlla il foglio informativo in vigore.
Cosa dicono i fogli informativi, banca per banca
Questi sono i fogli informativi che abbiamo letto il 5 ottobre 2026, con la data del loro ultimo aggiornamento:
| Banca e prodotto | Aggiornato al | Cosa dice sul tempo determinato |
|---|---|---|
| Intesa Sanpaolo, XME Mutuo | 1° ottobre 2026 | Requisiti scritti: under 40, assunti da più di 6 mesi, 4 mesi di contratto residuo, 18 mesi lavorati negli ultimi due anni; polizza perdita lavoro pagata dalla banca |
| UniCredit, Mutuo UniCredit Acquisto, Ristrutturazione, Surroga e Liquidità | 1° ottobre 2026 | Nessun requisito scritto; fra i documenti l'«ultimo contratto di lavoro, se l'anzianità lavorativa presso lo stesso datore di lavoro è uguale o inferiore a 7 mesi» |
| BPER Banca, mutuo a tasso fisso | 28 settembre 2026 | Nessun requisito scritto; fra i documenti la «Copia contratto di lavoro per contratti non a tempo indeterminato» |
| Banco BPM, Mutuo Casa Tasso Fisso Last Minute Green | 1° settembre 2026 | Nessun requisito scritto; fra i documenti l'attestato di anzianità di lavoro, o il contratto, «con data di scadenza e condizioni» |
| Crédit Agricole Italia, Mutuo Base | 8 giugno 2026 | Nessun requisito scritto; chiede la documentazione dei lavori atipici con contratto e durata residua, e propone una polizza CPI facoltativa anche per i contratti sotto i 12 mesi, ma senza la copertura per la perdita del lavoro, riservata ai dipendenti privati con contratto oltre i 12 mesi |
Nei fogli informativi delle BCC che abbiamo letto non ci sono regole scritte per il tempo determinato: ogni BCC ha le sue, e vanno chieste in filiale.
Cosa guardano le banche
Non c'è una regola di legge: decide ogni banca. Nelle politiche di credito che vediamo ogni giorno le richieste tipiche sono queste:
- Continuità di lavoro: aver lavorato gran parte degli ultimi due o tre anni, anche con più contratti e più datori, verificata sull'estratto contributivo INPS.
- Un secondo nome sulla pratica: molte banche chiedono un cointestatario o un garante con reddito stabile.
- Documenti: le ultime 2 o 3 buste paga, di fila, più contratto, 730 o CU ed estratto contributivo.
- Rata sostenibile: rispetto al reddito netto, 30% è la soglia prudenziale e 33% la prassi; il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca, di solito fra un terzo e il 35-40% del netto. Con un reddito a termine conviene restare verso la soglia prudenziale.
- Supplenti della scuola: alcune banche contano gli anni di incarichi annuali.
- Somministrati: alcune banche hanno regole apposta e contano lo stipendio dell'agenzia solo se nella pratica c'è anche un reddito stabile, oppure solo in parte, oppure non lo finanziano; le altre guardano, come per il tempo determinato, quanto hai lavorato negli ultimi due o tre anni. I casi sono nella guida al mutuo con contratto in somministrazione.
Consap: come ci si arriva davvero
Il Fondo di garanzia prima casa gestito da Consap non guarda il tipo di contratto: guarda chi sei. L'art. 1, comma 48, lettera c) della legge 147/2013 riserva la garanzia «esclusivamente per l'accesso al credito da parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, da parte dei conduttori di alloggi di proprietà degli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, nonché dei giovani che non hanno compiuto trentasei anni di età». La scheda Consap aggiunge le famiglie con tre o più figli sotto i 21 anni, entro i limiti ISEE, e dal 3 agosto 2026 le persone con disabilità grave (art. 3, comma 3 della legge 104/1992) e le famiglie in cui vive da almeno due anni un figlio, un fratello o una sorella in quella condizione.
- La garanzia copre il 50% della quota capitale e, per le categorie prioritarie, può salire all'80% con un ISEE fino a 40.000 € e un mutuo oltre l'80% del prezzo (per le persone con disabilità grave e i familiari ammessi basta l'ISEE: D.L. 66/2026, art. 4-bis).
- Il mutuo non può superare 250.000 €, e con la garanzia la banca può finanziare fino al 100% del prezzo.
- La decisione resta alla banca: per Consap la concessione del mutuo è soggetta «alle autonome ed esclusive valutazioni della banca».
Chi rientra in una categoria può chiedere la garanzia anche con il contratto a termine. Intesa Sanpaolo lo scrive sulla pagina di XME Mutuo (consultata il 23 settembre 2026): con il Fondo «Puoi fare richiesta anche se hai un lavoro atipico», e l'offerta per gli under 36 si può chiedere «anche se hai un contratto atipico o a tutele crescenti». Superati i 36 anni, invece, il contratto a termine da solo non apre nessuna corsia: restano le altre categorie, come il nucleo monogenitoriale con figli minori o l'affitto di un alloggio IACP. I dettagli sono nella guida al Fondo di garanzia prima casa.
INPS e contratti a termine
Il mutuo INPS per gli iscritti alla Gestione unitaria (ex Inpdap), cioè di solito i dipendenti pubblici, resta chiuso ai precari della pubblica amministrazione, scuola compresa. Il regolamento in vigore dal 1° aprile 2026 dice: «Gli iscritti in attività di servizio devono, all'atto della domanda, essere titolari di contratto di lavoro a tempo indeterminato». Gli anni a termine contano solo per l'anzianità di iscrizione di almeno un anno. Resta il mercato delle banche, dove il contratto a termine si valuta caso per caso.
Alternative concrete
- Cointestazione con chi ha un contratto a tempo indeterminato: il tuo reddito a termine si somma a quello stabile. Come funziona è spiegato nella guida al mutuo cointestato.
- Un garante con reddito stabile, spesso un genitore con un lavoro a tempo indeterminato o una pensione: vedi la guida al mutuo con garante.
- Affitto con riscatto: se la banca non eroga, permette di entrare in casa subito e rinviare il mutuo di qualche anno, mentre il lavoro si stabilizza. I conti e le trappole sono nella guida su affitto con riscatto o mutuo.
Per vedere quanto puoi chiedere e quale rata regge il tuo reddito, puoi simulare il mutuo.
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