Risposta rapida
Sì, un mutuo senza garante si può fare, e nella maggior parte dei casi va proprio così. Nessuna legge obbliga ad averne uno: la banca lo chiede quando il tuo reddito, da solo, non regge la rata, oppure quando il contratto di lavoro non le dà abbastanza sicurezza sul futuro. Con una rata intorno al 33% dello stipendio netto e un contratto stabile, di solito non serve.
Chi deve chiederlo, e cosa rischia chi firma, lo spiega la guida su come funziona il mutuo con garante. Qui guardiamo il lato opposto: quanto devi guadagnare per non averne bisogno e quali leve hai se la banca te lo chiede.
Quando la banca chiede il garante?
Il punto di partenza è un obbligo della banca, non tuo. L'art. 120-undecies del Testo unico bancario dice che prima di firmare «il finanziatore svolge una valutazione approfondita del merito creditizio del consumatore». Se da quella valutazione la tua pratica non regge da sola, la banca può chiedere un secondo nome che la rafforzi. Nelle politiche di credito che vediamo ogni giorno i casi tipici sono questi:
- Il reddito non basta per la rata. La soglia è di prassi: 30% del netto è prudenziale, 33% è la prassi, e la guida della Banca d'Italia, più prudente, parla di un terzo del reddito disponibile, cioè al netto delle spese fisse. Il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca, e nel conto entrano anche le rate degli altri finanziamenti.
- Contratto a termine o apprendistato. Alcune banche contano un contratto a termine solo se sulla pratica c'è anche un cointestatario o un garante con reddito stabile, e almeno una fa lo stesso con l'apprendistato, anche se per legge è un tempo indeterminato.
- Anzianità corta. Di solito serve almeno il periodo di prova superato, e alcune banche chiedono un'anzianità minima, da 6 mesi fino a 3 anni. Chi non ci arriva può compensare con un secondo reddito sulla pratica.
- Mutuo alto rispetto al prezzo. Più ti avvicini all'80% del valore, che è il tetto standard, meno margine resta alla banca. Il garante però non le permette di superarlo: nelle politiche che vediamo serve solo a far tornare i conti sul reddito.
- Iscritti all'AIRE. Per chi vive all'estero almeno una delle banche che vediamo chiede un garante. Le regole per gli italiani residenti fuori sono nella guida sul mutuo per gli iscritti AIRE.
- Nessun reddito tuo. In questo caso almeno una banca non accetta un garante "puro": chi porta il reddito deve entrare nel mutuo come cointestatario.
La concessione del mutuo resta sempre una scelta della banca: lo stesso profilo può passare senza garante in una e richiederlo in un'altra.
Quanto stipendio serve senza garante?
Per non avere bisogno di un garante, il tuo stipendio deve reggere la rata da solo. Nella tabella c'è il netto mensile che serve per un mutuo da 120.000 € e da 150.000 € a 20, 25 e 30 anni, con la rata al 33% del reddito e un tasso fisso stimato (IRS della durata più uno spread dello 0,30%, tassi del 13 ottobre 2026).
| Mutuo | Durata | TAN fisso stimato | Rata | Netto che serve |
|---|---|---|---|---|
| 120.000 € | 20 anni | 3,88% | 720 € | 2.181 € |
| 120.000 € | 25 anni | 3,81% | 621 € | 1.881 € |
| 120.000 € | 30 anni | 3,72% | 554 € | 1.678 € |
| 150.000 € | 20 anni | 3,88% | 900 € | 2.726 € |
| 150.000 € | 25 anni | 3,81% | 776 € | 2.352 € |
| 150.000 € | 30 anni | 3,72% | 692 € | 2.097 € |
Il conto è semplice da rifare: si calcola la rata del mutuo e la si divide per 0,33. Per 120.000 € a 30 anni la rata è di circa 554 €, e 554 ÷ 0,33 fa circa 1.678 €. Il metodo completo è spiegato nella pagina su come facciamo i calcoli.
Il mutuo poi copre di norma solo l'80% del prezzo. Con 120.000 € di mutuo compri una casa fino a circa 150.000 € e ti servono circa 30.000 € da parte; con 150.000 € la casa arriva a circa 187.500 € e l'anticipo a circa 37.500 €, più le spese di acquisto in tutti e due i casi.
Esempio: 1.800 € netti e 120.000 € di mutuo
Prendiamo una persona sola, assunta a tempo indeterminato, con 1.800 € netti al mese, che vuole un mutuo da 120.000 € e nessun altro finanziamento in corso. Quale durata sceglie cambia tutto:
- A 20 anni la rata è di circa 720 €, il 40% dello stipendio. È sopra la prassi, e a questo punto molte banche chiedono un garante o un cointestatario, oppure rifiutano. Con quel reddito, a 20 anni, il mutuo che regge da solo è di circa 99.054 €.
- A 25 anni la rata scende a circa 621 €, il 34%: è al limite, e la risposta dipende dalla banca.
- A 30 anni la rata è di circa 554 €, il 31% dello stipendio: dentro la prassi, e il garante di solito non serve.
Ora aggiungiamo un finanziamento auto da 200 € al mese (ipotesi nostra), con ancora molti mesi da pagare. La banca lo somma alla rata del mutuo, e a 30 anni il mutuo che lo stipendio regge scende da circa 128.734 € a circa 85.390 €: sotto i 120.000 € che servono. Con quella rata in corso il garante torna a essere probabile; chiuderla prima della domanda lo rende di nuovo superfluo.
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Come fare a meno del garante
Se la banca ti ha chiesto un garante, o pensi che lo farà, queste sono le strade che di solito funzionano. Partono tutte dallo stesso principio: abbassare la rata rispetto al reddito o il rischio per la banca.
- Allungare la durata. Su 120.000 € passare da 20 a 30 anni porta la rata da circa 720 € a circa 554 €. Paghi più interessi in totale, ma la pratica può stare in piedi da sola. Il limite è l'età a fine mutuo, che ogni banca fissa a modo suo.
- Mettere più anticipo. Un mutuo più piccolo ha una rata più piccola. Se i risparmi ci sono, scendere sotto l'80% del prezzo riduce anche il rischio della banca.
- Chiudere gli altri finanziamenti. Prestiti personali, auto e cessioni del quinto entrano nel conto; di solito contano quelli con più di 6-9 mesi ancora da pagare, e alcune banche guardano anche le carte revolving.
- Far entrare un cointestatario. Se un familiare o il partner vuole aiutarti con il suo reddito, può farlo firmando il mutuo con te invece che come garante. La differenza è nella sezione qui sotto.
- Usare il Fondo prima casa, se rientri nelle categorie. Sulla pagina del Fondo Consap scrive che «Le banche aderenti si impegnano a non richiedere al mutuatario garanzie aggiuntive non assicurative, oltre all'ipoteca sull'immobile e alla garanzia pubblica del Fondo, nei limiti previsti dalla normativa vigente». Il Fondo però non è aperto a tutti: il testo vigente della legge 147/2013, art. 1, comma 48 concede la garanzia «esclusivamente» a giovani coppie (sposati da almeno due anni o con la stessa residenza da almeno due anni), nuclei monogenitoriali con figli minori, conduttori di alloggi IACP e under 36; altre norme aggiungono le famiglie numerose entro i limiti ISEE e, dal 3 agosto 2026, le persone con disabilità grave e alcuni loro familiari conviventi. La garanzia è del 50%, e sale all'80% con ISEE fino a 40.000 € e mutuo oltre l'80% del prezzo, oneri accessori compresi; per le persone con disabilità grave e quei familiari basta l'ISEE (D.L. 66/2026, art. 4-bis). Consap precisa anche che la concessione del mutuo resta una valutazione della banca: il reddito deve reggere la rata comunque.
Cointestatario o garante: che differenza c'è?
Sono due modi diversi di mettere un secondo reddito sulla pratica, e il codice civile li tratta in modo diverso. Il cointestatario è un debitore come te: secondo l'art. 1292 c.c., nelle obbligazioni in solido ciascun debitore può essere chiamato a pagare tutto, e se paga uno gli altri sono liberati. Il garante invece firma una fideiussione, regolata dagli artt. 1936 e seguenti c.c.: si obbliga personalmente verso la banca a garantire un debito che resta tuo.
| Cointestatario | Garante | |
|---|---|---|
| Firma il contratto di mutuo | Sì, come mutuatario | No, firma la fideiussione |
| Paga le rate | Sì, insieme a te, per l'intero debito | Solo se tu non paghi |
| Proprietario della casa | Di solito sì | No |
| Detrae gli interessi | Sì, per la sua quota, se ne ha i requisiti | No |
| Come la banca conta il suo reddito | Si somma al tuo | Secondo la banca, per intero o solo in parte |
L'ultima riga conta più di quanto sembri. Nelle politiche che vediamo il reddito del garante viene contato in modi molto diversi: per intero in alcune banche (e solo fra parenti stretti), al 75% o al 50% in altre, in altre ancora solo per una parte di quello che gli resta dopo le sue spese. Di solito il garante deve essere un familiare stretto, e le banche fissano un limite d'età, alla firma o a fine mutuo. Come funziona il mutuo in due è spiegato nella guida al mutuo cointestato. E chi firma come garante si porta dietro quell'impegno: se un giorno vorrà un mutuo suo, la banca lo vedrà, come spieghiamo in se sono garante di un altro mutuo posso ottenere il mio.
Alcuni casi particolari
- Giovani. Sotto i 36 anni c'è la corsia del Fondo prima casa, che permette alla banca di finanziare fino al 100% del prezzo senza chiedere garanzie personali in più. Cosa resta davvero delle agevolazioni nel 2026 è nella guida sul mutuo per gli under 36: le esenzioni fiscali sono scadute, la garanzia no.
- Precari e contratti a termine. È il caso in cui il garante si sente chiedere più spesso. Se lavori da due o tre anni quasi senza pause, con una rata bassa rispetto allo stipendio puoi farcela anche da solo; altrimenti alcune banche ti chiederanno un cointestatario o un garante a reddito stabile, e altre i contratti a termine non li finanziano proprio. Requisiti e documenti sono nella guida sul mutuo con contratto a tempo determinato.
- Apprendisti. Per legge l'apprendistato è un contratto a tempo indeterminato, ma le banche non lo valutano tutte allo stesso modo: almeno una lo tratta come un contratto a termine e lo conta solo con un secondo reddito stabile sulla pratica.
- Pensionati. La pensione è un reddito stabile e di solito la banca la conta per intero; il limite è l'età a fine mutuo, che obbliga a durate più corte e quindi a rate più alte. In alcune banche basta che un cointestatario più giovane rientri nel limite d'età.
- Single. Con un solo stipendio la tabella sopra vale alla lettera, e in più molte banche controllano che dopo la rata resti una somma minima per vivere, che dipende da quante persone ci sono in famiglia e da dove si abita. La durata lunga è spesso quello che fa la differenza.
- Autonomi e partite IVA. Conta il reddito dichiarato, letto su più anni: con poche dichiarazioni alle spalle, o con un anno molto più basso degli altri, la banca può chiedere un garante o un cointestatario anche se l'ultimo anno è andato bene.
- Stranieri residenti in Italia. Nelle politiche che vediamo la richiesta del garante non dipende dalla cittadinanza: contano contratto, anzianità e reddito come per tutti. Permesso di soggiorno e anni di residenza hanno regole proprie, che decide ogni banca.
In tutti questi casi la prima mossa è la stessa: capire quanto regge il tuo reddito da solo, prima di chiedere a qualcuno di firmare per te.
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