Risposta rapida
Sì, puoi chiedere un mutuo tuo anche se sei garante del mutuo di un'altra persona. La banca però di norma vede la tua fideiussione nelle banche dati e la tratta come un impegno che un giorno potrebbe diventare una rata tua: quando calcola quanto prestarti può contare quella rata, in tutto o in parte. Con 2.000 € netti al mese e una garanzia su un mutuo da 500 € al mese, a 25 anni si passa da circa 129.600 € a 31.400 €, secondo come la banca la conta.
A spostare la cifra sono il tuo reddito, la rata dell'altro mutuo, il reddito di chi lo paga e la banca a cui ti rivolgi. Conviene dichiarare la garanzia subito e portare le prove che l'altro mutuo viene pagato senza il tuo aiuto.
Quanto mutuo si perde se la banca conta la garanzia?
Prendiamo un dipendente con 2.000 € netti al mese, garante del mutuo del fratello: una rata da 500 € al mese. Con la prassi del 33% del netto, tutte le sue rate insieme possono arrivare a circa 660 € al mese. Se la banca gli conta la rata del fratello, la toglie da lì, e il resto paga il mutuo nuovo. Il tasso è un TAN fisso stimato (IRS della durata più uno spread medio stimato dello 0,30%): 3,66% a 25 anni e 3,57% a 30, con l'IRS rilevato il 25 ottobre 2026; il metodo è in come facciamo i calcoli.
| Come la banca tratta la garanzia | Rata che ti conta | Resta per il tuo mutuo | Mutuo a 25 anni | Mutuo a 30 anni |
|---|---|---|---|---|
| Non la conta | 0 € | 660 € | 129.600 € | 145.700 € |
| Ne conta metà | 250 € | 410 € | 80.500 € | 90.500 € |
| La conta per intero | 500 € | 160 € | 31.400 € | 35.300 € |
Contata per intero, la garanzia toglie circa 98.200 € di mutuo a 25 anni; contata a metà, 49.100 €. La metà è solo un esempio: la quota la decide ogni banca. Con uno stipendio più alto la garanzia toglie circa la stessa cifra, ma ne resta di più: con 3.000 € netti, contata per intero, il mutuo possibile a 25 anni scende da circa 194.400 a 96.200 €.
Il calcolatore qui sotto rifà il conto con il tuo stipendio nel caso in cui la banca non conti la garanzia. La simulazione di GoMutuo ti dice poi in 6 minuti, gratis, quanto puoi chiedere e con che rata.
Strumento
Quanto puoi chiedere alla banca?
Una stima in dieci secondi con la regola che usano le banche: la rata non supera il 33% dello stipendio netto.
Puoi chiedere circa
€ 129.000
con una rata di € 660 al mese per 25 anni, al TAN fisso stimato di oggi (3,66%).
Vedi le offerte vere per teStima indicativa. La simulazione GoMutuo usa il tuo profilo e le banche partner.
Perché la banca conta un debito che non è tuo?
Perché, se chi ha il mutuo smette di pagare, quel debito lo paghi tu. Lo dice l'art. 1936 del codice civile: «È fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce l'adempimento di un'obbligazione altrui». E l'art. 1944 aggiunge: «Il fideiussore è obbligato in solido col debitore principale al pagamento del debito».
Garante però non vuol dire cointestatario: il mutuo non è intestato a te, e la tua firma conta come un impegno che può diventare un debito. Come funziona la garanzia in generale è nella guida sul mutuo con garante; sulla validità delle clausole c'è la pagina su nullità della fideiussione e schema ABI.
Come conta la banca la rata dell'altro mutuo?
Una regola uguale per tutte le banche non c'è. Per l'art. 120-undecies del Testo unico bancario prima del contratto «il finanziatore svolge una valutazione approfondita del merito creditizio del consumatore, tenendo conto dei fattori pertinenti per verificare le prospettive di adempimento». Una fideiussione in corso è uno di questi fattori; come pesarla lo decide ogni banca. Nella prassi che vediamo, alcune contano per intero la rata dell'altro mutuo se la persona per cui hai firmato non dimostra, con i suoi estratti conto, di pagarla da sola: è così che capiscono se la garanzia rischia di diventare una rata tua.
La rata che ti viene contata si somma a quella del mutuo nuovo e alle altre che paghi già. Sul rapporto rata/reddito il 30% è la soglia prudenziale e il 33% la prassi; il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca: di solito fra un terzo e il 35-40% del reddito netto, per alcune di più con redditi alti. La guida della Banca d'Italia Il mutuo ipotecario in parole semplici è più prudente e ragiona sul reddito disponibile, cioè al netto delle spese fisse: «È ragionevole che la rata non superi un terzo del proprio reddito disponibile». Quando la rata viene contata tutta, il conto è quello di chi ha già un mutuo in corso e ne chiede un secondo.
La banca vede che sono garante? CRIF e Centrale dei rischi
Di norma sì, anche quando le rate sono pagate regolarmente. Le banche dati sono di due tipi.
La Centrale dei rischi della Banca d'Italia. La guida La Centrale dei rischi in parole semplici fa proprio questo esempio: si è registrati anche quando «garantite il finanziamento di un altro soggetto, per esempio con una fideiussione» per un familiare che riceve un mutuo, se l'importo arriva alla soglia di censimento, che è di 30.000 €.
I sistemi di informazioni creditizie, come quello di CRIF. Il codice di condotta approvato dal Garante privacy ammette che vi siano registrati anche i dati di chi è «coobbligato, anche in solido», con una posizione «chiaramente distinta da quella del debitore principale» (art. 4, comma 2).
Una garanzia su un mutuo pagato alla scadenza non è una segnalazione negativa: risulta come un impegno, non come un ritardo. Per vedere che cosa c'è a tuo nome puoi chiedere i dati alla Banca d'Italia, che manda «un prospetto che mostra i finanziamenti e le garanzie che vi riguardano»; come leggerlo è nella guida alla Centrale dei rischi per il mutuo.
Tacere la garanzia quindi non serve, ed è un rischio. La legge vieta alla banca di sciogliere il mutuo o di peggiorarlo perché ha valutato male il tuo merito creditizio o perché le informazioni erano incomplete, «salvo che il consumatore abbia intenzionalmente omesso di fornire tali informazioni o abbia fornito informazioni false» (art. 120-undecies, comma 3).
Quali documenti portare alla banca?
Quelli che fanno capire quanto vale la garanzia e chi paga davvero l'altro mutuo:
- L'atto di fideiussione, che dice quale debito copri. Se copre anche i debiti futuri di quella persona con la banca deve indicare l'«importo massimo garantito» (art. 1938 del codice civile).
- Il piano di ammortamento e il debito residuo dell'altro mutuo: mostrano quanto resta da pagare, cioè quanto vale oggi il tuo impegno.
- Gli estratti conto e i redditi di chi paga il mutuo: servono a mostrare che ce la fa da solo.
Per chi ha firmato per un genitore o per un figlio c'è anche la guida su genitore pensionato garante o cointestatario.
Cosa succede se chi ha il mutuo smette di pagare?
La banca può chiedere a te le rate non pagate e, se scioglie il contratto, tutto il debito residuo. La guida della Banca d'Italia sul mutuo: «Se c'è un fideiussore, anche lui è tenuto a rimborsare quanto dovuto», e «il garante risponde della restituzione dell'intero finanziamento con tutto il suo patrimonio». Il diritto di far aggredire prima i beni del debitore, il beneficio di escussione, c'è solo se è scritto nell'atto (art. 1944 c.c.).
A quel punto i ritardi possono comparire anche a tuo nome nelle banche dati, e se hai già il tuo mutuo ti trovi con due impegni: la tua rata e quella dell'altro. Quello che paghi puoi chiederlo indietro: «Il fideiussore che ha pagato ha regresso contro il debitore principale» (art. 1950 del codice civile). Se la difficoltà riguarda il mutuo che stai pagando tu, le strade sono in come fermare il pignoramento della casa.
Come ci si libera dalla fideiussione?
Serve il consenso scritto della banca che ha il mutuo. Da solo non puoi ritirare la firma: per l'art. 1372 del codice civile un contratto non può essere «sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge», e la banca non è obbligata a liberarti prima della fine del mutuo. Le strade sono quattro.
- Chiedere la liberazione o proporre un altro garante. Se chi ha il mutuo oggi regge la rata da solo, o se un'altra persona prende il tuo posto, la banca può liberarti con un atto scritto.
- Rinegoziazione chiesta da chi ha il mutuo. Quando tratta nuove condizioni con la sua banca può chiedere anche la tua liberazione. La rinegoziazione è gratuita, con una scrittura privata e senza notaio, se la chiede perché intende fare la surroga (art. 120-quater, comma 5, TUB); negli altri casi può avere dei costi, da farsi dire per iscritto. Vedi la guida alla rinegoziazione del mutuo.
- Surroga verso un'altra banca. Da sola non ti libera. Per l'art. 120-quater, comma 2, del TUB «il mutuante surrogato subentra nelle garanzie, personali e reali, accessorie al credito cui la surrogazione si riferisce», e per l'art. 1204 del codice civile la surrogazione «ha effetto anche contro i terzi che hanno prestato garanzia per il debitore»: la tua fideiussione segue il mutuo nella banca nuova. Esci solo se la banca nuova, valutato il debitore da solo, accetta per iscritto di rinunciare alla garanzia: va chiesto prima di avviare la surroga.
- Estinzione del mutuo. Quando il debito è rimborsato tutto, anche in anticipo, la garanzia su quel mutuo non ha più niente da coprire, e per le istruzioni della Banca d'Italia la segnalazione alla Centrale dei rischi cessa «quando viene meno il rapporto garantito» (le banche vedono comunque gli ultimi tre anni). Un rimborso parziale riduce il debito e può aiutare a ottenere la liberazione. Se la fideiussione copre anche altri debiti di quella persona con la stessa banca, per quelli resta.
Finché non hai in mano la liberazione scritta, per la banca a cui chiedi il mutuo sei ancora garante. Un consulente GoMutuo, senza costi per te, confronta le offerte di più banche partner e ti aiuta a capire quale importo chiedere.
Ti è stata utile?




