Sì, si può ottenere un mutuo con un solo stipendio: le banche italiane non richiedono due redditi per legge. Valutano la capacità individuale con la regola del terzo (rata ≤ 33% del netto mensile). Ai tassi fissi di oggi, con 1.500 € netti al mese si finanziano fino a circa 109.281 € a 30 anni; con 2.000 € netti fino a circa 145.708 €.
Contratto a tempo indeterminato, LTV sotto l'80% e, se serve, un garante rendono il mutuo con un solo reddito una pratica come le altre. Il Fondo Consap Prima Casa aiuta chi ha poco anticipo, ma solo se rientri nelle categorie previste dalla legge, come gli under 36.
La regola del terzo: quanto puoi permetterti
Il riferimento è la guida della Banca d'Italia Comprare una casa. Il mutuo ipotecario in parole semplici, che scrive: «È ragionevole che la rata non superi un terzo del proprio reddito disponibile». Per reddito disponibile la guida intende quello che resta dopo le spese fisse, quindi è più prudente delle banche. Le banche applicano la quota allo stipendio netto e ci fanno stare dentro anche le rate degli altri finanziamenti: il 30% è la soglia prudenziale, un terzo (33%) la prassi, e il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca: di solito fra un terzo e il 35-40% del reddito netto, per alcune di più con redditi alti.
- Reddito netto 1.200 € → rata massima 396 €
- Reddito netto 1.500 € → rata massima 495 €
- Reddito netto 1.800 € → rata massima 594 €
- Reddito netto 2.000 € → rata massima 660 €
- Reddito netto 2.500 € → rata massima 825 €
- Reddito netto 3.000 € → rata massima 990 €
Le cifre sono calcolate al 33%. Con una banca più prudente, che si ferma al 30%, la rata massima scende: con 1.500 € netti diventa 450 € invece di 495 €.
Importo massimo per fascia di reddito
A parità di rata sostenibile, l'importo del mutuo dipende da TAN e durata. Calcolo con i TAN fissi stimati di oggi, cioè l'IRS della stessa durata più lo spread medio (3,57% a 30 anni, 3,66% a 25 anni, rilevazione del 25 ottobre 2026), e ammortamento alla francese:
- 1.200 €/mese netti → rata 396 € → mutuo max 87.425 € (30 anni) / 77.762 € (25 anni)
- 1.500 €/mese netti → rata 495 € → mutuo max 109.281 € (30 anni) / 97.203 € (25 anni)
- 1.800 €/mese netti → rata 594 € → mutuo max 131.137 € (30 anni) / 116.643 € (25 anni)
- 2.000 €/mese netti → rata 660 € → mutuo max 145.708 € (30 anni) / 129.603 € (25 anni)
- 2.500 €/mese netti → rata 825 € → mutuo max 182.135 € (30 anni) / 162.004 € (25 anni)
- 3.000 €/mese netti → rata 990 € → mutuo max 218.562 € (30 anni) / 194.405 € (25 anni)
Per la formula di calcolo vedi come si calcola la rata del mutuo.
Requisiti che le banche valutano
Con reddito singolo la banca stringe i controlli su cinque aree:
- Tipo di contratto: indeterminato = standard; determinato o apprendistato = valutazione stretta; P.IVA = di solito servono alcuni anni di attività, spesso tre.
- Anzianità lavorativa: nessuna legge la fissa. Di solito basta aver superato il periodo di prova, ma secondo la banca si va da nessuna anzianità minima a 6 mesi, fino a 2 o 3 anni, anche sommando più datori di lavoro. Con il tempo determinato conta avere lavorato gran parte degli ultimi 2 o 3 anni, e spesso serve un cointestatario o un garante (vedi quanti mesi di lavoro servono per il mutuo).
- Storico creditizio in CRIF e Centrale Rischi Banca d'Italia: nessun default, nessun ritardo significativo.
- LTV (Loan-to-Value): rapporto mutuo/valore casa preferibilmente ≤80%. Sopra l'80% la banca chiede garanzie in più, come quella del Fondo Consap per chi rientra nelle categorie previste dalla legge.
- Età e durata mutuo: ogni banca fissa un'età massima all'ultima rata, che cambia da banca a banca. Più sei avanti con l'età, più si accorcia la durata che puoi chiedere.
Quali banche accettano un solo reddito
Le banche che fanno mutui casa concedono di norma il mutuo anche con un solo stipendio, se i parametri sopra sono in regola: nessuna norma chiede due redditi. Quello che cambia da una banca all'altra è quanto è prudente. Alcune si fermano a circa un terzo del netto, o meno per chi ha un solo reddito, altre arrivano al 35-40%; alcune chiedono più anzianità di lavoro, altre accettano il tempo determinato solo con un garante o un cointestatario.
Per questo una classifica delle banche per chi ha un solo reddito serve a poco: conta come ciascuna legge il tuo profilo. Per capirlo sul tuo caso puoi prenotare una chiamata con un consulente GoMutuo, senza costi.
Come aumentare l'importo finanziabile
Con reddito singolo esistono 4 leve concrete per finanziare di più:
- Allungare la durata: ai tassi di oggi, passare da 25 a 30 anni riduce la rata di circa l'11% e alza l'importo massimo di circa il 12%. Molte banche si fermano a 30 anni, alcune arrivano a 40 (vedi i mutui a 40 anni).
- Aggiungere un garante: genitore o parente stretto con reddito solido. Se e quanto conta il suo reddito lo decide la banca: alcune lo contano per intero, altre in parte (per esempio la metà), altre solo come garanzia. Gli orientamenti EBA sulla concessione dei prestiti (par. 100) chiedono di valutare «il livello di protezione fornito dalla garanzia» e, se del caso, il merito di credito del garante.
- Cointestazione con partner o familiare: il mutuo diventa a due firme anche se resta un solo stipendio principale, ma si aggiunge un secondo profilo alla pratica.
- Ridurre il debito esistente: chiudere carte revolving o prestiti al consumo attivi libera capacità di rimborso.
Il Fondo Consap Prima Casa non è una di queste leve: non alza il mutuo che il reddito regge. Se rientri nelle categorie previste dalla legge (per chi compra da solo, di solito perché ha meno di 36 anni), permette alla banca di finanziare fino al 100% del prezzo, quindi serve a chi ha poco anticipo.
Fondo Consap Prima Casa: quando può aiutarti
Il Fondo di Garanzia Prima Casa gestito da Consap non ha una scadenza (fino al 31 dicembre 2027 vale la garanzia all'80% legata al mutuo oltre l'80% del prezzo, descritta qui sotto), ma non è aperto a tutti: la legge lo riserva «esclusivamente» ad alcune categorie. Per chi compra da solo contano soprattutto gli under 36, i nuclei monogenitoriali con figli minori e chi vive in affitto in un alloggio IACP. Le altre categorie sono le giovani coppie (sposate da almeno 2 anni o con la stessa residenza da almeno 2 anni, con almeno uno dei due sotto i 36 anni), le famiglie con almeno 3 figli sotto i 21 anni entro i limiti ISEE e, dal 3 agosto 2026, le persone con disabilità grave e chi convive da almeno 2 anni con un figlio o un fratello in quella condizione.
Quanto garantisce: il 50% del mutuo. La garanzia sale all'80% per under 36, giovani coppie, nuclei monogenitoriali e conduttori di alloggi IACP, ma solo con ISEE fino a 40.000 € e un mutuo oltre l'80% del prezzo; per le persone con disabilità grave e i familiari ammessi basta l'ISEE (D.L. 66/2026, art. 4-bis). Con la garanzia la banca può finanziare fino al 100% del prezzo, ma la rata che il reddito regge resta la stessa.
Requisiti principali:
- Mutuo massimo 250.000 €
- Immobile prima casa non di lusso (categorie A/1, A/8, A/9 escluse)
- ISEE fino a 40.000 € per avere la garanzia all'80% (con un mutuo oltre l'80% del prezzo; per le persone con disabilità grave e i familiari ammessi basta l'ISEE)
- Nessun'altra casa di proprietà, nemmeno all'estero, salvo quelle ereditate e date in uso gratuito a genitori o fratelli
Errori da evitare con reddito singolo
- Non calcolare le spese extra: notaio, imposte, agenzia e mobili pesano il 10-15% del prezzo casa. Con reddito singolo conservare un cuscinetto di risparmio è essenziale.
- Non chiedere delibere reddituali multiple: farsi fare la simulazione da 4-5 banche via broker evita tante richieste di finanziamento ravvicinate, che vengono registrate in CRIF e pesano sul tuo profilo.
- Confondere reddito lordo e netto: la banca calcola la rata sul netto, non sulla RAL. Con una RAL di 24.000 € il netto dell'anno diviso per 12, come fanno di solito le banche partendo dalla CU, è di circa 1.650 € al mese, non 2.000 €: il conto completo è nella guida sul mutuo in base alla RAL.
- Puntare al massimo importo: una rata a un terzo del netto è un limite, non un obiettivo. Con reddito singolo restare al 25-28% protegge da imprevisti (malattia, perdita lavoro).
- Ignorare la surroga futura: dopo 12-24 mesi con scoring migliorato si può surrogare a condizioni migliori (vedi surroga mutuo).
Per capire in generale quanto puoi permetterti in base al reddito vedi quanto mutuo posso chiedere con il mio stipendio, e se sei in una categoria non standard consulta mutuo con contratto a tempo determinato o mutuo con Partita IVA.
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