Se entri in CIGO, CIGS o FIS mentre la pratica di mutuo è in corso, la banca può rivalutare il merito creditizio prima di erogare: la delibera non è un'erogazione già avvenuta, ma una valutazione basata sulla documentazione presentata e sul permanere di quelle condizioni fino alla stipula. Poiché l'integrazione salariale è più bassa della retribuzione piena ed è soggetta a un tetto massimo annuale INPS, il rapporto rata/reddito peggiora e la pratica può essere ridimensionata, rinviata o non erogata.
Nessuna norma prevede però un automatismo: non esiste un articolo che imponga alla banca di revocare la delibera in caso di cassa integrazione. Contano le clausole della proposta firmata e la policy del singolo istituto.
In quale fase sei: istruttoria, delibera o rogito
La CIG ha conseguenze diverse a seconda del momento in cui arriva. Vale la pena collocarsi con precisione nelle tre fasi descritte nella guida su come funziona l'istruttoria del mutuo:
- Istruttoria in corso: la banca sta ancora valutando. Le buste paga richieste saranno quelle aggiornate, quindi l'integrazione salariale entra direttamente nel calcolo del reddito. È la fase in cui è più facile ridefinire importo e durata.
- Delibera ottenuta, rogito non ancora fissato: la delibera ha una validità temporale e condizioni indicate nella lettera. La banca può chiedere documentazione aggiornata prima della stipula: è la fase più delicata.
- Rogito imminente: qui il rischio pratico è il disallineamento con il preliminare. Se l'erogazione slitta, va gestito il termine concordato con il venditore.
Il meccanismo è lo stesso che si applica a un cambio di lavoro in corsa: la logica bancaria è descritta nella guida su cambio lavoro durante l'istruttoria. La differenza è che nella CIG il rapporto di lavoro non si interrompe: è un elemento che gioca a favore quando la sospensione è dichiaratamente temporanea.
Come cambia il reddito valutabile in CIG
L'integrazione salariale sostituisce una parte della retribuzione persa e, soprattutto, è soggetta a importi massimi mensili aggiornati ogni anno dall'INPS in base alla variazione dell'indice ISTAT. Per il 2026 il riferimento ufficiale è la Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026, che fissa gli importi dei trattamenti di integrazione salariale e dell'assegno del FIS: i valori esatti, articolati in due fasce in base alla retribuzione di riferimento, vanno letti nel testo della circolare sul sito INPS al momento in cui ti serve il conto, perché cambiano ogni anno.
Per questo qui non troverai un importo secco né una percentuale "standard" di sostituzione del reddito: la misura dipende dal tipo di trattamento e dalla casistica, e in ogni caso è limitata dal tetto massimo. Il punto che interessa la banca è semplice: il reddito netto disponibile scende, quindi la rata sostenibile scende con lui. Se vuoi capire dove ti collochi, una simulazione su GoMutuo con il reddito effettivamente percepito adesso è più utile di qualsiasi stima teorica.
Come le banche pesano un reddito da integrazione salariale nel rapporto rata/reddito è una scelta discrezionale di ciascun istituto: alcune lo considerano solo in parte, altre chiedono garanzie aggiuntive. Il quadro generale dell'accesso al credito in questa condizione è trattato nella guida su si può avere il mutuo in cassa integrazione.
Devo dirlo alla banca?
La risposta pratica è sì, e conviene farlo per primi. L'obbligo non nasce da una norma specifica sulla CIG, ma dalle clausole della proposta di finanziamento, che di regola impegnano il richiedente a comunicare le variazioni rilevanti della propria situazione reddituale o occupazionale prima dell'erogazione. Vale la pena rileggere il modulo firmato: la clausola è quasi sempre presente.
Ci sono poi due ragioni concrete. La prima: la banca chiede comunque le buste paga aggiornate prima della stipula, quindi la CIG emerge da sé. La seconda: presentare il problema con un piano — importo ridotto, garante, rinvio di qualche settimana — è molto più efficace che vederselo contestare in fase di erogazione. Un chiarimento terminologico utile quando si parla con la filiale: la banca che non eroga non sta "recedendo", sta esercitando la facoltà di non procedere perché le condizioni della delibera non sono più verificate.
Le soluzioni concrete
Nessuna di queste è un diritto: sono leve negoziali da mettere sul tavolo insieme.
- Ridurre l'importo richiesto (o allungare la durata) per riportare la rata entro il rapporto rata/reddito accettato dalla banca, se hai margine sull'anticipo.
- Aggiungere un garante o un cointestatario con reddito stabile: la valutazione considera anche il suo profilo. Come funziona nel dettaglio è spiegato nella guida su il mutuo con garante.
- Rinviare il rogito se la sospensione è breve e la delibera è ancora valida, coordinando per iscritto la proroga con il venditore.
- Cambiare interlocutore: policy diverse portano a esiti diversi. Attenzione ai tempi e alle conseguenze pratiche, descritte nella guida sul cambio banca durante l'istruttoria.
Se la pratica si blocca del tutto, resta il tema di chi paga le spese già sostenute: la questione della perizia è affrontata nella guida su chi paga la perizia se il mutuo viene rifiutato.
Se la CIG arriva dopo l'erogazione
Cambia tutto: il mutuo esiste, le rate sono in corso e si apre l'accesso agli strumenti di sospensione. Il principale è il Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa (noto come Fondo Gasparrini), istituito dalla Legge 244/2007 e disciplinato dal D.M. 132/2010 e successive modifiche, gestito operativamente da Consap: tra le situazioni di temporanea difficoltà ammesse rientra anche la cassa integrazione.
Requisiti, causali ammesse, tetto di importo del mutuo e soglia ISEE sono soggetti a modifiche e proroghe: vanno letti sulla pagina normativa e sulla modulistica aggiornata di Consap prima di presentare domanda, non ricostruiti a memoria. Il punto da tenere fermo è che lo strumento non è utilizzabile prima del rogito: senza rate in ammortamento non c'è nulla da sospendere. Il funzionamento operativo è descritto nella guida su cosa succede al mutuo se perdi il lavoro.
Domande frequenti
Nella sezione FAQ trovi le risposte sintetiche su comunicazione alla banca, valutazione del reddito da CIG e strumenti di sospensione.
Fonti: INPS — Circolare n. 4 del 28 gennaio 2026 (importi dei trattamenti di integrazione salariale 2026); D.Lgs. 148/2015 (disciplina degli ammortizzatori sociali); Legge 244/2007 e D.M. 132/2010 come modificato dal D.M. 37/2013 (Fondo di solidarietà mutui prima casa); MEF — Dipartimento del Tesoro e Consap, pagine ufficiali del Fondo; Testo Unico Bancario, Titolo VI Capo I-bis (credito immobiliare ai consumatori). Massimali, soglie ISEE e causali sono aggiornati periodicamente: verificarli sulle fonti ufficiali alla data di consultazione. Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza professionale.



