Risposta rapida
Per il mutuo conta il tuo reddito personale, non il fatturato della SRL. La banca presta a te, persona fisica, e guarda quello che entra nelle tue tasche e risulta dai documenti fiscali: il compenso da amministratore, l'eventuale stipendio da dipendente della società e, con più cautela, gli utili distribuiti. Un fatturato alto con un compenso basso, per la banca, è un reddito basso. Con il tuo netto, la simulazione gratuita di GoMutuo ti dice in 6 minuti quanto puoi chiedere e con che rata.
La domanda nasce perché molti soci si pagano poco come amministratori e prendono il resto come utili, che pagano meno contributi. Funziona per il fisco, meno per il mutuo: gli utili non compaiono nella dichiarazione dei redditi e ogni banca decide se e quanto contarli. Per come la banca legge i bilanci di autonomi e società c'è la guida su come la banca analizza i bilanci; qui rispondiamo a una domanda più stretta: quale dei tuoi redditi da SRL vale, e quanto.
Compenso, busta paga, utili: cosa conta?
I redditi che un socio può ricevere dalla sua SRL sono di tre tipi, e per la banca non pesano allo stesso modo.
- Compenso da amministratore. Il TUIR lo mette fra i redditi «assimilati ai redditi di lavoro dipendente»: l'art. 50, comma 1, lett. c-bis parla delle somme percepite «in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società». La società lo certifica nella CU e tu lo riporti nella dichiarazione (nel modello Redditi, quadro RC, come spiegano le istruzioni 2026 dell'Agenzia delle Entrate). È il reddito che la banca legge meglio, purché sia deliberato e stabile nel tempo.
- Stipendio da dipendente della società. Se sei socio ma anche assunto, con contratto e busta paga, per la banca sei un dipendente: contano buste paga e CU come per chiunque. Con un limite, che vediamo nei casi particolari: l'amministratore unico non può essere dipendente della sua società.
- Utili distribuiti. Pagano una ritenuta fissa: l'art. 27 del D.P.R. 600/1973 prevede «una ritenuta del 26 per cento a titolo d'imposta sugli utili in qualunque forma corrisposti» alle persone fisiche, per partecipazioni qualificate e non. «A titolo d'imposta» vuol dire che la tassa finisce lì, e infatti le istruzioni del modello Redditi PF 2026 (fascicolo 2, quadro RL) dicono: «Non devono essere dichiarati i redditi di capitale esenti, soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta oppure ad imposta sostitutiva». Gli utili delle SRL formati dal 2018 in poi, quindi, nella tua dichiarazione non ci sono.
Sugli utili nessuna norma dice come li conta la banca, e ogni banca decide da sé: alcune non li contano affatto. Il conto prudente è quello senza utili. Dal 1° gennaio 2027 il TUIR sarà sostituito dal nuovo testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026): le regole che citiamo sono quelle in vigore oggi.
Quanto mutuo: l'esempio di Giulia
Prendiamo un caso inventato ma possibile. Giulia è socia al 60% e amministratrice di una SRL di progettazione nata nel 2021. Il compenso deliberato dall'assemblea le lascia 1.700 € netti al mese; l'anno prima erano 1.400 €. Nel 2025 la società le ha distribuito 15.000 € lordi di utili, che dopo la ritenuta del 26% diventano 11.100 € netti, circa 925 € al mese.
Le banche usano il rapporto fra rata e reddito: il 30% è la soglia prudenziale e il 33% la prassi (la guida della Banca d'Italia, più prudente, parla di «un terzo» del reddito disponibile, cioè al netto delle spese fisse); il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca: di solito fra un terzo e il 35-40% del reddito netto, per alcune di più con redditi alti. Con il solo compenso la rata sostenibile di Giulia è di circa 561 €. A 25 anni, con un tasso fisso stimato del 3,76% (IRS a 25 anni più lo spread medio stimato, tassi rilevati il 21 ottobre 2026), quella rata regge un mutuo di circa 109.001 €.
| Come la banca legge il reddito | Netto mensile considerato | Rata sostenibile | Mutuo in 25 anni |
|---|---|---|---|
| Solo il compenso da amministratrice | 1.700 € | 561 € | 109.001 € |
| Compenso più utili, se la banca li contasse per intero | 2.625 € | 866 € | 168.310 € |
| Media del compenso degli ultimi due anni | 1.550 € | 512 € | 99.383 € |
| Compenso pagato con un co.co.co. e contato al 50% | 850 € | 281 € | 54.500 € |
La forbice è larga: fra la lettura più generosa e quella più severa il mutuo cambia di circa 113.810 €. Per questo conviene sapere prima come la banca leggerà i tuoi redditi, e non scoprirlo in istruttoria. Con il mutuo base, e un finanziamento all'80% del valore, Giulia può puntare a una casa da circa 136.251 €, con circa 27.250 € di anticipo più le spese di acquisto.
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Cosa guarda la banca della società?
Il mutuo è tuo, ma il tuo reddito dipende dalla SRL, quindi la banca guarda anche lei. Di solito i soci sono valutati come consumatori, perché il mutuo serve per la casa e non per l'attività. Poi, a seconda della banca:
- Da quanto esiste la società. Alcune banche chiedono almeno 2 anni nella stessa società, anche a chi la amministra; per i titolari di partita IVA di solito servono alcuni anni di attività, spesso tre.
- Il bilancio. Alcune banche vogliono un conto economico non in perdita, oltre alla regolarità fiscale e contributiva. Un compenso pagato da una società in perdita, per la banca, è un compenso a rischio.
- Le garanzie che hai già dato. Chi ha una SRL spesso ha firmato fideiussioni per i fidi della società. La Centrale dei Rischi raccoglie quello che le banche segnalano sui crediti e, come scrive la Banca d'Italia, anche sulle «garanzie ricevute dai propri clienti»: la banca a cui chiedi il mutuo le vede. Come si legge la tua posizione lo spiega la guida su come la banca legge la Centrale dei Rischi.
Quali documenti servono?
Per autonomi e soci di solito servono le ultime 2 dichiarazioni dei redditi personali, con gli F24 e la ricevuta telematica di invio, più i documenti della società che la singola banca chiede. Nel concreto:
- le ultime 2 dichiarazioni (730 o Redditi PF) e le CU rilasciate dalla società con il compenso;
- il verbale dell'assemblea che ha deliberato il compenso, utile soprattutto se l'hai aumentato da poco;
- gli ultimi bilanci depositati e la visura camerale con quote e cariche;
- per gli utili: il verbale che ne ha deciso la distribuzione e i bonifici ricevuti, visto che in dichiarazione non ci sono;
- gli estratti conto ufficiali, di solito degli ultimi 6 mesi per autonomi e soci, di tutti i conti su cui passano entrate e spese, compresi quelli dell'attività.
L'elenco generale per chi lavora in proprio è nella guida al mutuo con partita IVA.
Alcuni casi particolari
- Socio unico e amministratore unico. Non può farsi assumere dalla sua società: l'INPS, nel messaggio 3359 del 2019, richiama «un principio di non compatibilità tra la qualità di lavoratore dipendente di una società e la carica di amministratore unico della medesima», e lo stesso messaggio esclude il lavoro dipendente anche per l'«unico socio». La strada è il compenso da amministratore.
- Amministratore senza compenso. Se vive solo di utili, nei documenti fiscali personali il reddito è vicino a zero: tutto dipende da come la banca legge gli utili, e conviene presentarsi con un cointestatario o con un compenso deliberato da almeno un anno.
- Compenso appena aumentato. Si vede in una sola CU. Se la banca fa la media delle ultime due dichiarazioni, conta a metà (nell'esempio di Giulia 1.550 € invece di 1.700 €).
- Amministratore pagato con un co.co.co. Alcune banche contano il compenso al 50%; altre escludono le co.co.co., salvo il socio che riceve i compensi in quella forma. Più dettagli nella guida al mutuo con contratto co.co.co..
- Amministratore che è anche professionista. Se fare l'amministratore rientra nella professione che eserciti con partita IVA, il compenso non è assimilato al lavoro dipendente: è reddito di lavoro autonomo, lo fatturi e la banca lo legge nella tua dichiarazione come gli altri compensi professionali. Lo prevede lo stesso art. 50, comma 1, lett. c-bis TUIR, che esclude gli incarichi che rientrano «nell'oggetto dell'arte o professione».
- Società nata da meno di 2 anni. Alcune banche chiedono almeno 2 anni nella stessa società: prima serve un cointestatario o un garante con reddito stabile.
- Socio di SNC o SAS. Il reddito della società di persone arriva ai soci per trasparenza e si legge in dichiarazione come per le partite IVA: vale la guida su autonomi e bilanci.
- Coniuge dipendente della società di famiglia. Con contratto e busta paga, per la banca è un dipendente. Se invece collabora nell'impresa senza un contratto, qualche banca non lo considera finanziabile da solo: può entrare come cointestatario di chi ha un reddito sufficiente.
- Comprare casa con la SRL. È un'altra strada, con altre regole: il mutuo va alla società e cambiano tutele e fisco. Ne parliamo nella guida sulle società che comprano casa.
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