In sintesi
Per un lavoratore autonomo la variabile che conta non è il fatturato ma il reddito imponibile dichiarato. La banca legge il Modello Redditi PF (professionisti e ditte individuali) o SP/SC (società), estrae i quadri corretti (RE, RG, RF) e calcola una media dei due esercizi più recenti come base per la sostenibilità della rata. L'errore più frequente è presentarsi con estratti conto business che mostrano incassi elevati, senza aver mai fatto il calcolo del reddito netto: il fatturato non entra mai direttamente nell'istruttoria.
Fatturato vs utile: il primo errore
Molti professionisti confondono ricavi lordi e reddito imponibile. La definizione fiscale è netta: l'art. 54 del TUIR stabilisce che «il reddito derivante dall'esercizio di arti e professioni è costituito dalla differenza tra tutte le somme e i valori in genere a qualunque titolo percepiti nel periodo di imposta in relazione all'attività artistica o professionale e l'ammontare delle spese sostenute nel periodo stesso nell'esercizio dell'attività». La banca parte dal reddito complessivo dichiarato: nel Modello Redditi PF è il rigo RN1. È già al netto di costi e ammortamenti dell'attività, non dei contributi previdenziali e degli altri oneri deducibili, che si tolgono dopo per arrivare all'imponibile del rigo RN4. Un professionista con 90.000 € di fatturato ma 30.000 € di reddito dichiarato (dopo i costi) è, per la banca, un cliente da 30.000 €/anno. Per i forfettari il reddito sta invece nel quadro LM e non entra in quello complessivo.
Suggerimento pratico: calcola in anticipo il tuo reddito netto medio degli ultimi 2 anni e verifica che la rata desiderata resti entro il 30% del reddito mensile netto, la soglia prudenziale, o almeno entro il 33%, la prassi: il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca, di solito fra un terzo e il 35-40% del reddito netto.
Quali quadri legge la banca
- Quadro RE — Lavoro autonomo (professionisti): riporta compensi percepiti (RE2), costi deducibili (RE7-RE19) e il reddito dell'attività (RE23). È il quadro principale per avvocati, medici, architetti, consulenti in regime ordinario.
- Quadro RG — Contabilità semplificata (ditte individuali): registra ricavi, costi e determina il reddito d'impresa. Tipico per commercianti, artigiani, PMI sotto soglia.
- Quadro RF — Contabilità ordinaria: parte dall'utile o dalla perdita di bilancio e applica le variazioni fiscali in aumento e in diminuzione. Obbligatorio per società di capitali e imprese individuali oltre soglia.
- Quadro LM — Regime forfettario: reddito calcolato applicando il coefficiente di redditività al fatturato (es. 78% attività professionali, 40% commercio). Nessuna deducibilità dei costi analitici: il comma 64 dell'art. 1 della legge 190/2014 prevede che il reddito imponibile si determini «applicando all'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività nella misura indicata nell'allegato n. 4», diverso a seconda del codice ATECO, con imposta sostitutiva al 15%. È il motivo per cui nel forfettario la banca legge un reddito convenzionale, non quello reale.
Soci e amministratori di SRL
Per chi ha una SRL il compenso da amministratore non basta da solo: la banca vuole capire la solidità della società che genera quel compenso. Documenti richiesti in aggiunta:
- Bilancio depositato ultimi 2 esercizi (stato patrimoniale + conto economico + nota integrativa).
- Visura camerale ordinaria aggiornata (max 3 mesi) con composizione societaria e cariche.
- Verbale di distribuzione dividendi ultimi 2 esercizi (se percepiti).
- Situazione contabile provvisoria firmata dal commercialista se la richiesta è oltre luglio.
Sui dividendi distribuiti ogni banca decide da sé: alcune non li contano affatto; distribuzioni una tantum, comunque, non fanno reddito ricorrente. Quale reddito conta fra compenso, busta paga e utili, e con quali documenti, è spiegato nella guida al mutuo per amministratori e soci di SRL.
La media pesata dei redditi
Nessuna norma impone una formula: l'obbligo che l'art. 120-undecies del TUB mette in capo alla banca è «una valutazione approfondita del merito creditizio del consumatore», fatta «sulla base delle informazioni sulla situazione economica e finanziaria del consumatore necessarie, sufficienti e proporzionate e opportunamente verificate»: da qui la richiesta di più annualità. La regola più diffusa nel 2026 tra i grandi istituti è la seguente:
- Se il reddito è stabile o in crescita: media aritmetica dei 2 esercizi (o media ponderata 60/40 a favore dell'ultimo per premiare il trend).
- Se il reddito è in calo ≥ 20%: si usa solo l'ultimo esercizio (più basso), penalizzando la capacità di rimborso.
- Se il reddito è volatile (oscillazioni ±30%): la banca chiede il terzo anno e calcola la media triennale, spesso scartando l'anno migliore.
Sulla base del reddito così calcolato si applica il rapporto rata/reddito: il 30% è la soglia prudenziale e il 33% la prassi, mentre il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca (di solito fra un terzo e il 35-40% del reddito netto, per alcune di più con redditi alti). Esempio: reddito medio netto 45.000 €/anno = 3.750 €/mese → rata di 1.125 € alla soglia prudenziale e di 1.238 € con la prassi. Da solo non basta per un mutuo da 400.000 euro: lì di solito serve un secondo reddito.
Checklist documenti 2026
- Modello Redditi PF/SP/SC ultimi 2 anni completi con ricevute di trasmissione telematica.
- F24 pagati a saldo/acconto (dimostrazione del versamento effettivo delle imposte).
- Visura camerale ordinaria aggiornata (imprese e società).
- Certificato di attribuzione partita IVA o visura Anagrafe Tributaria.
- Estratti conto di tutti i conti, anche quelli dell'attività: di solito gli ultimi 6 mesi, e alcune banche ne chiedono di più.
- Situazione debitoria: eventuali mutui, leasing, finanziamenti in essere (interrogazione CRIF/CR Banca d'Italia sarà fatta dalla banca).
- Per SRL: bilanci depositati, verbali dividendi, eventuale relazione del revisore.
Strategie per migliorare il rating
- Pianifica la richiesta a ridosso della dichiarazione: se il nuovo anno chiuderà meglio, aspetta la trasmissione telematica prima di presentare la domanda.
- Riduci i costi 'straordinari' nell'ultimo anno prima della richiesta (ammortamenti volontari, spese di rappresentanza): un imponibile più alto oggi vale più di un risparmio fiscale marginale.
- Estingui esposizioni minori: revolving, cessioni del quinto, prestiti finalizzati incidono sul rapporto rata/reddito futuro.
- Presenta un piano cointestato con coniuge/convivente dipendente: la solidità del secondo reddito compensa la volatilità dell'autonomo.
- Valuta il Fondo Consap, se rientri nelle categorie a cui è riservato: la garanzia pubblica riduce l'esposizione bancaria e aiuta in delibera. Attenzione alla misura reale, però: Consap spiega che «il Fondo rilascia ordinariamente una garanzia pubblica nella misura del 50% della quota capitale del finanziamento»; l'80%, per l'art. 64, comma 3, del D.L. 73/2021, si può chiedere con ISEE non superiore a 40.000 euro annui e un mutuo oltre l'80% del prezzo, oneri accessori compresi (per le persone con disabilità grave e i familiari conviventi ammessi dalla legge basta l'ISEE).
Se hai una SRL, valuta anche il regime specifico per l'acquisto di immobili strumentali descritto nella guida sulla garanzia MCC per professionisti, oppure se sei in regime forfettario consulta la guida al mutuo partita IVA forfettario. Per una valutazione concreta, richiedi una simulazione.
Fonti e riferimenti normativi:
- Art. 120-undecies TUB (D.Lgs. 385/1993) — Obbligo della banca di valutare il merito creditizio del consumatore.
- Art. 53-54 TUIR — Determinazione del reddito di lavoro autonomo.
- L. 190/2014 art. 1 c. 54-89 — Regime forfettario e coefficienti di redditività.
- Fondo Garanzia Prima Casa (L. 147/2013 art. 1 c. 48 lett. c) — Categorie a cui il Fondo è riservato e misura della garanzia.
- Banca d'Italia — Disposizioni di trasparenza (sezione VI-bis, § 5.3, sulla valutazione del merito creditizio nel credito immobiliare ai consumatori).
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